Latest / Le favole dell'unicorno / Il compito più impossibile del mondo
Transcript
- 0:20Il secondo simbolo arriverà quando qualcuno avrà
- 0:24il coraggio di sbagliare. Sembrava un indizio
- 0:27semplice, ma più ci pensava e meno riusciva a
- 0:30capirlo. Bastava confondersi, dimenticare qualcosa,
- 0:40rispondere male o fare un calcolo al contrario.
- 0:43Il difficile secondo Capi era non sbagliare affatto.
- 0:47E proprio per questo il pensiero della verifica
- 0:50del giorno dopo gli metteva una strana agitazione
- 0:53nello stomaco. Durante l 'estate aveva quasi
- 0:57dimenticato cosa significasse stare davanti a
- 1:00un foglio bianco con qualcuno che aspettava una
- 1:02risposta giusta. Al fiume Nessuno gli dava un
- 1:07voto se nuotava troppo lentamente, nessuno gli
- 1:10correggeva il modo in cui costruiva una capanna
- 1:13e nessuno gli chiedeva di ricordare qualcosa
- 1:16imparata tre mesi prima. A scuola, invece, era
- 1:20diverso. Capi sapeva che la maestra non era severa,
- 1:25ma bastava vedere un segno rosso su un compito
- 1:28per sentire subito quella voce nella testa che
- 1:31gli diceva che avrebbe potuto fare meglio. La
- 1:34mattina dopo arrivò in classe molto prima del
- 1:37solito, non perché avesse improvvisamente scoperto
- 1:40l 'amore per la puntualità, ma perché sperava
- 1:43che arrivando in anticipo avrebbe avuto il tempo
- 1:46di ricordare tutto quello che aveva dimenticato
- 1:48durante l 'estate. Tiro fuori il quaderno, aprì
- 1:53le pagine dell 'anno precedente e cominciò a
- 1:55scorrere esercizi, regole, problemi e appunti.
- 2:00Più leggeva, più gli sembrava di non sapere niente.
- 2:04Tito arrivò poco dopo e si sedette accanto a
- 2:07lui con la tranquillità di chi non sembrava avere
- 2:10alcuna preoccupazione. Lulu invece entrò parlando
- 2:14già da sola, ripetendo formule e definizioni
- 2:18a una velocità tale che nessuno riusciva a capire
- 2:21dove finisse una frase e ne iniziasse un 'altra.
- 2:25Mina aveva portato tre matite, due gomme e un
- 2:28temperino di riserva. perché secondo lei il vero
- 2:32pericolo delle verifiche non erano le domande,
- 2:35ma il materiale che decideva di smettere di funzionare
- 2:38nel momento peggiore. Poldo entrò per ultimo
- 2:42e impiegò quasi un minuto intero per raggiungere
- 2:45il banco, poi appoggiò lo zaino, si sedette e
- 2:49disse che era pronto. Nessuno ebbe il coraggio
- 2:52di chiedergli se avesse ripassato, perché probabilmente
- 2:55la risposta sarebbe arrivata dopo l 'inizio della
- 2:58prova. Quando la maestra distribuì i fogli, la
- 3:02classe diventò improvvisamente silenziosa. Capi
- 3:06abbassò gli occhi sulla prima domanda. La lessa
- 3:10una volta, poi una seconda, poi una terza. Le
- 3:15parole erano semplici, eppure sembravano essersi
- 3:19messe d 'accordo per non avere alcun senso. Passò
- 3:23alla seconda domanda. Peggio. Tornò alla prima.
- 3:27sentì il cuore accelerare. Intorno a lui cominciarono
- 3:31a sentirsi soltanto il rumore delle matite sul
- 3:34foglio e qualche piccolo colpo di tosse. Tito
- 3:38stava già scrivendo. Mina aveva iniziato il terzo
- 3:42esercizio. Lulu sembrava concentratissima. Poldo,
- 3:48invece, aveva ancora scritto soltanto il nome
- 3:51ma nel suo caso nessuno trovava la cosa particolarmente
- 3:54allarmante. Capi impugnò la matita e provò a
- 4:00risolvere il primo esercizio. Scrisse una risposta,
- 4:03la cancellò. Ne scrisse un 'altra, la cancellò
- 4:07di nuovo. Dopo pochi minuti il foglio era pieno
- 4:11di segni e la sua sicurezza era sparita completamente.
- 4:16A un certo punto Tito spostò leggermente il braccio
- 4:19e Capi vide, quasi senza volerlo, una delle sue
- 4:23risposte. Era lì. Chiara! Perfetta. Bastava copiarla.
- 4:29Nessuno avrebbe saputo niente. Per un attimo,
- 4:33Capi sentì un enorme sollievo, come se il problema
- 4:35fosse appena scomparso. Avvicinò la matita al
- 4:39foglio e cominciò a scrivere la stessa cosa.
- 4:43Poi si fermò. Gli tornò in mente la busta di
- 4:46Nina. Il coraggio di sbagliare. Guardò ancora
- 4:50la risposta di Tito e poi il proprio foglio.
- 4:53Se avesse copiato... Avrebbe potuto evitare l
- 4:55'errore, ma avrebbe anche evitato di scoprire
- 4:59se quella cosa la sapeva davvero e, soprattutto,
- 5:03non avrebbe mai capito dove stava sbagliando.
- 5:06Capì, cancellò ciò che aveva appena iniziato
- 5:08a scrivere e tornò al proprio esercizio. Provò
- 5:12con quello che ricordava. Alcune risposte gli
- 5:16sembravano giuste, altre no. Due domande le lasciò
- 5:21completamente vuote. Quando il tempo finì, consegnò
- 5:24il compito con la sensazione di aver appena regalato
- 5:28alla maestra la prova ufficiale di non ricordare
- 5:31più niente. Durante la ricreazione, Capi era
- 5:35silenzioso. Gli altri parlavano della verifica,
- 5:38ma lui non aveva alcuna voglia di confrontare
- 5:41le risposte. Ogni volta che sentiva Tito dire
- 5:45un risultato diverso dal suo, sentiva lo stomaco
- 5:48stringersi un po' di più. Nina gli chiese se
- 5:52andasse tutto bene. e Capi ammise che probabilmente
- 5:55aveva fatto un disastro. Nina gli ricordò che
- 5:59il messaggio parlava proprio del coraggio di
- 6:02sbagliare, ma lui non era convinto. Forse il
- 6:07simbolo sarebbe apparso a qualcuno che sbagliava
- 6:09qualcosa di molto più importante. Forse serviva
- 6:14un errore speciale, un errore coraggioso, qualunque
- 6:18cosa significasse. La campanella interruppe la
- 6:21discussione e tutti tornarono in classe. La maestra
- 6:25aveva già corretto i compiti, li teneva ordinati
- 6:28sulla cattedra e Capi osservò quella pila di
- 6:31fogli come se contenesse il destino dell 'intera
- 6:34giornata. Quando la maestra gli restituì il compito,
- 6:39Capi vide subito diversi segni rossi. Non erano
- 6:43tantissimi, ma erano abbastanza. Due risposte
- 6:47erano sbagliate. Una era incompleta e le due
- 6:51domande lasciate vuote sembravano ancora più
- 6:53grandi di prima. Capi abbassò lo sguardo e sentì
- 6:57arrivare quella solita voce. Avresti dovuto ricordarti
- 7:01di più? Avresti dovuto studiare meglio? Avresti
- 7:05dovuto guardare la risposta di Tito? La maestra
- 7:09però non sembrava arrabbiata. Si sedette vicino
- 7:13a lui e indicò uno degli esercizi sbagliati.
- 7:16gli chiese di spiegare come aveva ragionato.
- 7:20Capi glielo mostrò. A metà del procedimento la
- 7:24maestra fermò il dito su un passaggio e lui capì
- 7:28subito dove aveva commesso l 'errore. Non era
- 7:31che non sapesse fare l 'esercizio, aveva semplicemente
- 7:34saltato un passaggio. Lo rifacero insieme e questa
- 7:38volta il risultato venne giusto. La stessa cosa
- 7:42accadde con l 'esercizio successivo. Poi con
- 7:45una delle domande lasciate vuote. Capì? Si accorse
- 7:49che vedere gli errori uno per uno era molto meno
- 7:53terribile che guardare soltanto il risultato
- 7:55finale. Ogni errore gli stava indicando una cosa
- 7:59precisa da sistemare. La maestra spiegò alla
- 8:02classe che un compito non serviva soltanto a
- 8:05dimostrare ciò che già sapevano, ma anche a mostrare
- 8:09ciò che ancora dovevano imparare. Se nessuno
- 8:13avesse mai sbagliato, non sarebbe stato necessario
- 8:15tornare a scuola ogni giorno. Capì? Sentì qualcosa
- 8:20cambiare dentro di lui. Per tutta la mattina
- 8:23aveva guardato gli errori come se fossero porte
- 8:25chiuse. In quel momento cominciavano a sembrargli
- 8:29frecce. Non gli dicevano che non era capace.
- 8:33Gli dicevano semplicemente dove guardare. Alla
- 8:36fine della correzione, la maestra gli restituì
- 8:39definitivamente il foglio. Capì, lo prese e notò
- 8:44qualcosa che prima non c 'era. Sul retro, vicino
- 8:48all 'angolo in basso, era comparso un piccolo
- 8:50disegno dorato, una matita spezzata a metà. Il
- 8:54cuore gli fece un balzo. Chiamò gli altri con
- 8:58un gesto e tutti si avvicinarono. Il disegno
- 9:02cominciò a brillare, proprio come era successo
- 9:05con il simbolo dell 'orecchio sotto il tavolo
- 9:08della menza. Una luce calda attraversò il foglio
- 9:12e la matita spezzata si staccò lentamente dalla
- 9:15carta, diventando un piccolo oggetto dorato.
- 9:19Kapi la prese tra le zampe. Sul retro comparvero
- 9:23alcune parole. Anche una matita spezzata può
- 9:26continuare a scrivere. Lulu inclinò la testa
- 9:30e disse che sembrava una frase strana. Matito
- 9:33afferrò una matita vera dal banco, la spezzò
- 9:37accidentalmente tentando di mostrarla agli altri.
- 9:40E dopo un momento di panico, prese la metà con
- 9:43la punta e scrisse una parola sul foglio. Funzionava
- 9:47ancora. Capì, sorrisse. Finalmente capiva. Sbagliare
- 9:52non significava rompersi per sempre. Non significava
- 9:56essere meno bravo, meno intelligente o meno capace
- 9:59degli altri. Significava soltanto che c 'era
- 10:03ancora qualcosa da imparare. Il coraggio non
- 10:06stava nel fare un errore. Il coraggio stava nel
- 10:09non nasconderlo, nel non copiarlo via, nel non
- 10:13far finta che non esistesse. Il coraggio era
- 10:17guardarlo e continuare. Nina tirò fuori dalla
- 10:21tasca il primo simbolo, quello dell 'orecchio,
- 10:24e lo appoggiò sul banco accanto alla matita spezzata.
- 10:28Per qualche secondo non accadde nulla. Poi entrambi
- 10:32cominciarono a vibrare leggermente. L 'orecchio
- 10:36ruotò verso sinistra, la matita si spostò verso
- 10:39destra e insieme formarono una specie di freccia
- 10:43dorata. La punta della freccia indicava verso
- 10:47l 'alto. Tutti guardarono il soffitto. Tito pensò
- 10:52subito al piano superiore, ma Mina ricordò che
- 10:55sopra la loro aula non c 'erano altre classi.
- 10:59Sopra il secondo piano della scuola c 'era soltanto
- 11:02il vecchio solaio. Un luogo pieno di scatoloni,
- 11:05sedie rotte e oggetti dimenticati, dove agli
- 11:08studenti non era permesso entrare. Capi prese
- 11:11i due simboli e li girò. Sul retro della matita
- 11:15era comparsa una nuova frase. Ciò che cerchi
- 11:18riposa dove le estati vengono dimenticate. Per
- 11:21qualche secondo nessuno parlò. Poi Lulu pensò
- 11:25agli oggetti lasciati dopo le vacanze. Tito alle
- 11:28vecchie fotografie. Nina alle scatole dimenticate.
- 11:32Capì invece, guardò verso il soffitto e sentì
- 11:37quella stessa curiosità che ormai conosceva bene.
- 11:41Il secondo simbolo era stato trovato, ma il terzo
- 11:45li stava chiamando da un posto in cui non avrebbero
- 11:48dovuto andare. Il solaio della scuola.