Latest / La Verità - Dimmi la Verità / Dimmi La Verità | generale Santomartino: «Medio Oriente, verso un'instabilità sistemica»
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- 0:00Speaker 2: Buonasera agli amici di Dimmi la Verità. Dopo una settimana
- 0:03Speaker 2: tutta concentrata sulla politica interna, soprattutto sulla legge elettorale, torniamo
- 0:08Speaker 2: un po' a osservare quello che succede nel mondo, in
- 0:11Speaker 2: particolare in Medio Oriente, in Iran, dove ci sono segnali
- 0:17Speaker 2: purtroppo di una possibile, probabile ripresa dei combattimenti. Ne parliamo
- 0:24Speaker 2: con il nostro grande esperto amico il generale Giuseppe Santomartino,
- 0:27Speaker 2: ricordiamo già addetto militare italiano in Iraq, in Giordania, docente
- 0:32Speaker 2: di intelligence all'Università della Tuscia, Master Audi, insomma una vera
- 0:38Speaker 2: autorità del settore. Buonasera generale.
- 0:41Speaker 3: Buonasera a te e a tutti gli ascoltatori, grazie di
- 0:45Speaker 3: queste belle parole con cui mi presenti.
- 0:48Speaker 2: No, ma io ringrazio te invece perché sei così gentile
- 0:52Speaker 2: e disponibile perché metti le tue competenze a disposizione dei
- 0:58Speaker 2: nostri ascoltatori. Allora ci sono, dicevamo, segnali importanti, segnali precisi
- 1:04Speaker 2: di una possibile imminente ripresa del conflitto in Iran. Di
- 1:09Speaker 2: che si tratta?
- 1:11Speaker 3: Sì, hai detto bene, ci sono in questi ultimi giorni, settimane,
- 1:17Speaker 3: ma proprio in questi ultimi giorni, ci sono stati una
- 1:20Speaker 3: serie di indicatori, cioè di eventi, forse non molto eclatanti,
- 1:26Speaker 3: quindi che magari non hanno catturato troppo l'attenzione della stampa,
- 1:31Speaker 3: però messi insieme, soprattutto la concentrazione temporale, in poche settimane,
- 1:38Speaker 3: in pochi giorni addirittura, La concentrazione geografica, le accelerazioni che
- 1:44Speaker 3: questi eventi ci stanno mostrando, sono premonitori di una situazione
- 1:51Speaker 3: che sta diventando, o sta per diventare, spero di essere smentito,
- 1:56Speaker 3: molto preoccupante, ma non solo per l'Iran, questo è il punto.
- 2:00Speaker 3: ma in tutta un'area che io chiamo l'arco di conflittualità,
- 2:05Speaker 3: perché questi indicatori ormai si riferiscono senz'altro all'Iran, al conflitto
- 2:11Speaker 3: Stati Uniti- Iran, ma anche a tutto un contorno che ormai
- 2:16Speaker 3: prende dal Sahel, dall'Africa subsahariana in questi ultimi giorni, per
- 2:21Speaker 3: esempio un colpo di Stato in Niger, tanto per non
- 2:23Speaker 3: farci mancare niente, andando verso essa, dal Niger, quindi Africa subsahariana,
- 2:28Speaker 3: ripresa della conflittualità in Sudan, ripresa della conflittualità fra Etiopia
- 2:35Speaker 3: ed Eritrea, che stanno dall'altra parte di Bab el- Manteb. Yemen,
- 2:39Speaker 3: sappiamo quello che sta succedendo, l'Arabia Saudita ha ricominciato a
- 2:43Speaker 3: fare questi attacchi contro gli Uti, gli Uti stanno rispondendo,
- 2:48Speaker 3: questo patto della Mecca che sembra che adesso vuole entrare
- 2:52Speaker 3: in gioco pure loro, e anche questo non è che...
- 2:55Speaker 3: non è che ci promette niente di buono, perché sono
- 2:57Speaker 3: due grossi attori potenze importanti dell'aria, di cui una addirittura
- 3:03Speaker 3: potenza nucleare, il Pakistan, che stanno dicendo che entreranno in gioco,
- 3:08Speaker 3: seppur con sfumature diverse, in questo conflitto tra Arabia Saudita
- 3:13Speaker 3: e Houthi e governo legittimo dell'Oiemet. quello che è successo
- 3:19Speaker 3: in Iraq di cui forse si è parlato troppo poco
- 3:23Speaker 3: cioè che 30 settembre tutte le forze occidentali americane ma
- 3:27Speaker 3: anche italiane tutte le forze che stavano lì praticamente da
- 3:32Speaker 3: 20 anni con un'interruzione di un paio d'anni nel 2012
- 3:36Speaker 3: sono andate via dall'Iraq questo è un evento che detto
- 3:41Speaker 3: così sembra anche buono però le conseguenze potenziali di questo
- 3:46Speaker 3: evento forse non sono così, insomma, positive. E poi lo
- 3:48Speaker 3: stesso conflitto... Perché sono andati via
- 3:55Speaker 3: Allora, sono andati via perché c'è stato un accordo con
- 3:58Speaker 3: il governo iracheno che, insomma, l'Iraq da sempre non ha... Cioè,
- 4:03Speaker 3: gran parte dell'Iraq, di varie fazioni dell'Iraq, eccetera, da sempre
- 4:08Speaker 3: non hanno mai tollerato la presenza di forze occidentali in Iraq.
- 4:11Speaker 3: Ma questo da anni, io sono stato là... un anno,
- 4:15Speaker 3: come ha detto, quindi è una storia vecchia, però per
- 4:18Speaker 3: vari motivi, soprattutto per la presenza dell'ex ISIS, c'era stata
- 4:23Speaker 3: questa presenza di forze e a seguito di questi eventi,
- 4:28Speaker 3: a seguito anche dell'accelerato dato dal conflitto iraniano, il 30
- 4:32Speaker 3: settembre se ne sono andati. Ora questo però lascia Un
- 4:38Speaker 3: vuoto di forza, di potere, di deterrenza in quell'area che
- 4:42Speaker 3: lo stesso leader kurdo Barzani, leader storico kurdo, ha denunciato
- 4:48Speaker 3: in maniera abbastanza veemente, soprattutto nei confronti dell'Europa, di dire
- 4:52Speaker 3: guardate però qui adesso si crea un vuoto di potere
- 4:55Speaker 3: che il governo centrale iracheno non è in grado di controllare,
- 4:59Speaker 3: perché il governo centrale iracheno non è che controlla tutta
- 5:05Speaker 3: la situazione irachena. Qui rimangono queste milizie di vario tipo,
- 5:11Speaker 3: in Iraq c'è ancora una galassia di milizie sciite, filoiraniane,
- 5:15Speaker 3: sciite irachene, sunnite, anche cristiane, kurde eccetera. che solo in
- 5:23Speaker 3: parte sono state cooptate dalle forze armate irachene. C'è una
- 5:28Speaker 3: legge addirittura di dieci anni fa che dice che questi
- 5:30Speaker 3: qua da oggi in poi vengono dalle forze armate irachene.
- 5:33Speaker 3: Dopo dieci anni gran parte di queste forze ancora non sono.
- 5:37Speaker 3: Sono ancora dei cani sciolti, delle repubbliche più o meno
- 5:44Speaker 3: indipendenti e sono quelle, peraltro, alcune di queste hanno fatto
- 5:48Speaker 3: quelle azioni contro l'oreodutti in Arabia Saudita. Quindi che alcune
- 5:54Speaker 3: manovrate sicuramente come proxies dall'Iran. Insomma, c'è una situazione in
- 5:59Speaker 3: cui un governo centrale che controlla fino a un certo
- 6:02Speaker 3: punto una massa di galassia di milizie più o meno indipendenti,
- 6:07Speaker 3: più o meno filoiraniane, più o meno legate all'estremismo islamico
- 6:11Speaker 3: che non si sa bene chi li controlla. L'indipendentismo curdo
- 6:15Speaker 3: a nord che ovviamente reclama questa indipendenza ormai da decenni.
- 6:21Speaker 3: E quindi c'è un rischio che in questo vuoto di
- 6:23Speaker 3: potere si possano intromettere degli attori esterni, per esempio l'Iran,
- 6:28Speaker 3: per esempio di nuovo ricurgiti dell'ex ISIS, perché non è
- 6:32Speaker 3: scomparso da quell'area. La Siria o addirittura la Turchia che
- 6:37Speaker 3: ogni tanto trova sempre motivi per entrare nel nord dell'Iraq.
- 6:41Speaker 3: Quindi è un'uscita di forza occidentale che... Potrebbe andare tutto bene,
- 6:46Speaker 3: ma potrebbe anche creare delle situazioni ancora peggiori. Ricordiamoci che
- 6:51Speaker 3: l'ultima uscita degli Stati Uniti nel 2012, che decise Obama,
- 6:56Speaker 3: dicendo che la situazione ormai non richiedeva più queste forze,
- 7:00Speaker 3: in realtà lui ritirò le forze perché ci aveva da
- 7:05Speaker 3: fronteggiare l'elezione per il secondo mandato, che infatti vinse. Questo
- 7:11Speaker 3: che cosa ha creato? Ha creato dopo neanche un anno
- 7:13Speaker 3: e mezzo la nascita del califato e dello Stato Islamico, l'ISIS,
- 7:17Speaker 3: che poi nel 2014 si chiamò Stato Islamico. Quindi la
- 7:22Speaker 3: più grossa organizzazione jihadista, anche più grossa di Al- Qaeda, è
- 7:27Speaker 3: stata creata da un evento analogo nel 2012, il ritiro
- 7:31Speaker 3: delle forze occidentali, dopo un anno e mezzo nasce l'ISIS.
- 7:35Speaker 3: quindi anche i precedenti non è che siano molto incoraggianti
- 7:39Speaker 2: io sono assolutamente ignorante in materia ma mi sembra un
- 7:45Speaker 2: po' un controsenso in un momento così instabile quindi una
- 7:50Speaker 2: decisione del genere cioè sì siamo d'accordo che è stata
- 7:55Speaker 2: concordata quello che ti pare ma insomma era proprio il
- 7:58Speaker 2: caso di lasciare scoperto l'ICAC in questo momento
- 8:04Speaker 3: Io credo che gli Stati Uniti stanno veramente... Dunque, gran
- 8:08Speaker 3: parte di questo riposizionamento, in realtà più che un ritiro,
- 8:13Speaker 3: è un riposizionamento dall'Iraq ma anche dalla Siria che sta
- 8:17Speaker 3: andando soprattutto verso la Giordania. Cioè
- 8:20Speaker 2: loro
- 8:20Speaker 3: hanno capito che tenere forze in Iraq significa esporle, come
- 8:23Speaker 3: è successo, a degli attacchi dall'Iran. Quindi in una situazione
- 8:27Speaker 3: di generale conflittualità nell'area, tenere tutte queste forze in giro
- 8:31Speaker 3: tra le... in particolare in Iraq, in Siria, hanno deciso
- 8:39Speaker 3: di riposizionarli in una maniera più centralizzata e più lontana
- 8:43Speaker 3: dalle aree critiche, in particolare in Giordania. Fra parentesi questo
- 8:47Speaker 3: riposizionamento in Giordania sta creando dei malcontenti anche in Giordania,
- 8:52Speaker 3: perché l'aumento di forze americane in quell'area non è che
- 8:55Speaker 3: è mai visto troppo bene dalle popolazioni locali, in Giordania
- 8:58Speaker 3: addirittura 300 magistrati, capi tribù, ex generali in quiescenza, hanno
- 9:09Speaker 3: firmato la petizione verso il re Abdullah a dire perché
- 9:14Speaker 3: dobbiamo aumentare la presenza americana
- 9:16Speaker 2: in
- 9:17Speaker 3: Giordania, ci espone a dei rischi. La Giordania infatti ha
- 9:20Speaker 3: avuto degli attacchi missilistici dall'Iran. Insomma è una situazione veramente
- 9:26Speaker 3: così caotica che si sta creando. A tutto questo aggiungiamo,
- 9:32Speaker 3: e continuo verso Ovest, quello che avevo detto prima, il
- 9:37Speaker 3: conflitto centrale tra Iran e Stati Uniti, che non ha
- 9:41Speaker 3: portato finora, in quei pochi tentativi di composizione, di dialogo,
- 9:45Speaker 3: non hanno portato a niente, anzi ci sono state negli
- 9:48Speaker 3: ultimi giorni delle posizioni che hanno fatto capire che... c'è
- 9:53Speaker 3: stata una agenzia dell'Axios che riferiva che il Pentagono avrebbe
- 9:58Speaker 3: dato ordine a Sandcom come americano dell'area, di prepararsi per
- 10:03Speaker 3: una ripresa degli attacchi contro l'Iran. Questo è uscito dall'Axios, sì.
- 10:10Speaker 3: e quindi anche questo se la prendiamo alla lettera non
- 10:13Speaker 3: promette niente di buono poi c'è stata una dichiarazione ieri
- 10:16Speaker 3: di Trump e della Casa Bianca che diceva fino alle
- 10:21Speaker 3: elezioni di mid term non ci sarà un attacco all'Iran
- 10:25Speaker 3: ci sono delle voci che si rincorrono ma che comunque
- 10:28Speaker 3: fanno presagire che prima o poi qua c'è una ripresa
- 10:30Speaker 3: di attacchi verso l'Iran anche perché questo conflitto non
- 10:33Speaker 2: è mai finito no
- 10:36Speaker 3: assolutamente
- 10:36Speaker 2: certo certo La situazione a Olmuz, per esempio, com'è adesso
- 10:42Speaker 3: Allora, a Olmuz sembrava che il flusso delle navi fosse
- 10:46Speaker 3: aumentato fino a qualche giorno fa, da qualche giorno invece
- 10:49Speaker 3: sembra che è diminuito di nuovo, perché anche qua non
- 10:52Speaker 3: sembra che gli italiani abbiano lanciato dei missili, eccetera. Ma
- 10:56Speaker 3: al di là della cronaca quotidiana, cioè se il traffico
- 11:00Speaker 3: aumento diminuisce oggi, ieri o la settimana scorsa, ad Ormuz
- 11:04Speaker 3: persiste una situazione di grave incertezza e di grave instabilità,
- 11:08Speaker 3: per cui l'impatto sul traffico marittimo, sui costi delle assicurazioni,
- 11:13Speaker 3: che poi li paghiamo noi alla bomba di benzina, rimane.
- 11:20Speaker 3: Il fatto che qualche giorno avventa, qualche giorno diminuiscono i container,
- 11:25Speaker 3: molti articoli di stampa lo danno quasi come un successo,
- 11:29Speaker 3: non è così perché lì il problema si risolve quando
- 11:32Speaker 3: si stabilizza veramente la situazione e la situazione è tutt'altro
- 11:37Speaker 3: che stabilizzata dall'altra parte ecco adesso si è creata una
- 11:45Speaker 3: situazione di grave instabilità da entrambe le sponte mentre prima
- 11:49Speaker 3: ero solo nello Yemen con gli Uti che noi chiamiamo
- 11:54Speaker 3: Uti sappiamo abbiamo fatto anche un'altra intervista su questo. Adesso
- 11:59Speaker 3: la situazione è peggiorata perché l'Arabia Saudita ha ripreso gli
- 12:01Speaker 3: attacchi contro i UTI, Pakistan e la Turchia col patto
- 12:07Speaker 3: della Mecca dicono che vogliono intervenire pure loro, quindi non
- 12:11Speaker 3: è che ci sono prospettive molto buone. Ma dall'altro lato
- 12:14Speaker 3: c'è stata una ripresa della conflittualità fra Eritrea ed Etiopia,
- 12:19Speaker 3: che è proprio di fronte dall'altro lato, quindi ormai va
- 12:21Speaker 3: per un tempo su entrambe le spunte. è una situazione
- 12:25Speaker 3: di aumento di conflitti. Se tu prendi la mappa del
- 12:28Speaker 3: Crisis Watch, io ce l'ho davanti, del centro di Bruxelles
- 12:32Speaker 3: che monitorizza tutti i conflitti giorno per giorno, c'è una
- 12:36Speaker 3: concentrazione proprio di quattro situazioni di crisi proprio intorno a
- 12:39Speaker 3: Bab e Mandel. Su sette. Questo mese loro mettono sette
- 12:44Speaker 3: situazioni di probabile deterioramento. Ecco, quattro di queste riguardano Arabia Saudita, Yemen,
- 12:53Speaker 3: Eritrea ed Etiopia, quindi tutti intorno a Babelman. Ma questo
- 12:56Speaker 3: non può essere un caso? No, certo, infatti il conflitto
- 13:00Speaker 3: tra Eritrea e Etiopia, anche questo è un conflitto vecchio,
- 13:04Speaker 3: però ha avuto anche questo, come dicevo all'inizio, delle accelerazioni
- 13:08Speaker 3: guarda caso nei giorni scorsi. in questi giorni stiamo vivendo
- 13:13Speaker 3: l'Egitto che ha preso un'iniziativa di creare un'alleanza contro i
- 13:17Speaker 3: Sudan per esempio ma tutte cose che stanno succedendo ripreso
- 13:23Speaker 3: in queste ultime settimane c'è un'accelerazione temporale e un concentramento
- 13:29Speaker 3: geografico e non ho finito dall'altro lato dopo l'Iran si
- 13:33Speaker 3: sono create tre situazioni una peggiore dell'altra ripresa di combattimenti
- 13:38Speaker 3: fra Afghanistan e Pakistan, di cui non si parla quasi mai.
- 13:42Speaker 3: Il Pakistan nei giorni scorsi ha fatto dei attacchi aerei
- 13:46Speaker 3: contro l'Afghanistan perché dice che loro mandano i loro gruppi
- 13:49Speaker 3: jihadisti come proxy e fanno fare degli attacchi in Pakistan
- 13:55Speaker 3: contro il governo pakistano. E questo probabilmente è vero, in
- 13:58Speaker 3: Pakistan ci sono almeno due gruppi jihadisti molto forti che
- 14:02Speaker 3: sono una grossa spina nel fianco contro il governo pakistano.
- 14:06Speaker 3: l'ultimo rapporto del terrorismo internazionale è al primo posto quindi
- 14:12Speaker 3: insomma non è che il Pakistan va a aiutare l'Arabia
- 14:15Speaker 3: Saudita contro gli uti ma probabilmente deve essere aiutato pure
- 14:18Speaker 3: lui a casa sua l'Afghanistan lo stesso c'è una guerra
- 14:25Speaker 3: in atto fra Afghanistan e Pakistan è una guerra atipica
- 14:30Speaker 3: è una guerra per proxies ma è una guerra in
- 14:32Speaker 3: atto attacchi di gruppi terroristi sconfinamento da una parte e
- 14:37Speaker 3: dall'altra per non ballare arriviamo di là al Myanmar dove
- 14:42Speaker 3: anche là c'è stata una ripresa di un forte attacco
- 14:45Speaker 3: aereo che non si vedeva da anni cioè si è
- 14:47Speaker 3: creato un arco di conflittualità che parte proprio dal sub- sahariano
- 14:56Speaker 3: dall'area sub- sahariana passa il corno d'Africa, Medorindo Iran, Afghanistan, Pakistan
- 15:03Speaker 3: Rimanendo tutti gli elementi che sappiamo, in Libano, in Siria,
- 15:08Speaker 3: la Siria peraltro sembra che ora si stia avvicinando molto
- 15:11Speaker 3: all'Iran un'altra volta, seppure non in chiave sciita, ma insomma
- 15:16Speaker 3: il nuovo leader siriano sembra che ha capito che fra Turchia,
- 15:19Speaker 3: Israele e Stati Uniti probabilmente c'è stato proprio un rapporto
- 15:23Speaker 3: uscito pochi giorni fa, probabilmente si sta dicendo ma forse
- 15:27Speaker 3: è meglio che mi avvicino un'altra volta agli iraniani, che
- 15:30Speaker 3: dal punto di vista della sicurezza almeno gli danno un
- 15:32Speaker 3: po' più di di garanzia nella sua ottica è una
- 15:36Speaker 3: situazione molto instabile molto indivenire ma che non promette tranquilli
- 15:41Speaker 3: buoni
- 15:44Speaker 2: insomma c'è fatto un risultato veramente preoccupante e in tutto
- 15:49Speaker 2: questo c'è l'Occidente che pure ha delle responsabilità quantomeno per
- 15:54Speaker 2: aver rinfiammato l'Iran senza poi riuscire a cavare un ragno
- 16:01Speaker 2: dal buco e si interessa, ha la capacità di influire
- 16:07Speaker 2: su queste zone o è completamente fuori gioco?
- 16:12Speaker 3: Per l'Occidente dovremmo
- 16:14Speaker 2: chiarire qualche cosa
- 16:18Speaker 3: La Nato, diciamo. La Nato non è un'area di diretto
- 16:21Speaker 3: interesse della Nato. La Nato è intervenuta in Iraq con
- 16:25Speaker 3: una training mission che è durato molti anni e che evidentemente,
- 16:31Speaker 3: diciamocelo chiaro e tondo, come tutte le training mission in
- 16:34Speaker 3: tutto il mondo non hanno risolto granché, perché
- 16:36Speaker 2: noi in
- 16:36Speaker 3: Somalia abbiamo una training mission dell'Unione Europea da circa 18
- 16:40Speaker 3: anni e la Somalia oggi è uno dei peggiori indicatori
- 16:44Speaker 3: dal punto di vista della sicurezza e dell'instabilità. Quindi tutte
- 16:48Speaker 3: queste cose che noi diciamo, mandiamo una bella training mission
- 16:51Speaker 3: e siamo tutti contenti quando lo diciamo. E' contento il
- 16:54Speaker 3: politico perché così non dice che va a fare la guerra.
- 16:56Speaker 3: L'opinione pubblica perché non gli piace di sentire la parola guerra.
- 17:01Speaker 3: Ma se i training mission hanno funzionato, in Iraq non
- 17:03Speaker 3: hanno funzionato. In Afghanistan sappiamo come è andato a finire.
- 17:06Speaker 3: In Somalia, su 18 anni che siamo là, è la
- 17:08Speaker 3: situazione peggiore. In Libia, insomma, anche là, ultimamente... Quindi, non
- 17:14Speaker 3: lo so, la NATO... L'Occidente, ma in particolare sia la
- 17:18Speaker 3: Nato che l'Unione Europea, con queste operazioni di training, non
- 17:24Speaker 3: è che ha risolto granché. Io non so se esiste
- 17:27Speaker 3: anche una vera strategia dell'Unione Europea e della Nato nei
- 17:31Speaker 3: confronti di queste aree, o se si va più o
- 17:33Speaker 3: meno a rimorchio di quello che ha deciso Trump. Trump
- 17:36Speaker 3: non lo so che cosa... Capire che cosa vuole fare
- 17:40Speaker 3: Trump è un po' difficile per tutti quanti. Credo che
- 17:44Speaker 3: lui stia aspettando l'esito delle elezioni. Da quello che ha
- 17:48Speaker 3: detto adesso, fino al midterm election non interverrò in Iran.
- 17:52Speaker 3: Dopo che ha detto che lo voleva ridistruggere nei giorni scorsi.
- 17:57Speaker 3: Poi le dichiarazioni cambiano di giorno in giorno, come sappiamo.
- 18:01Speaker 3: Non lo so, guarda, noi... Chi parlava di una instabilità
- 18:06Speaker 3: sistemica è così, stiamo andando in una situazione di instabilità sistemica,
- 18:12Speaker 3: di global power fragmentation, non si capisce più chi è
- 18:16Speaker 3: la vera leadership mondiale, chi ce l'ha oggi? Sono tanti
- 18:21Speaker 3: attori che la Cina che ruolo sta avendo finora? Non
- 18:26Speaker 3: lo so, è una situazione veramente difficile da fare, come
- 18:30Speaker 3: si dice la W1, unpredictable non è non prevedibile, proprio
- 18:38Speaker 3: perché è difficile fare le previsioni, il lavoro che dovrebbe
- 18:45Speaker 3: poi fare l'intelligence, ma è molto molto molto difficile in
- 18:49Speaker 3: questi giorni.
- 18:50Speaker 2: o meglio come dico spesso malissimo perché la situazione che
- 18:55Speaker 2: c'è descritto è preoccupante io ringrazio come sempre veramente di
- 19:01Speaker 2: cuore il generale Giuseppe Santomartino per essere stato con noi
- 19:07Speaker 2: e anche per avere così sempre la cortesia la gentilezza
- 19:14Speaker 2: di di sprecare un po' del suo tempo per aggiornarci
- 19:19Speaker 2: veramente su cose delle quali non sentiamo mai parlare. Grazie
- 19:22Speaker 2: di cuore generale per essere stato con noi. Grazie a
- 19:25Speaker 2: te e a tutti gli ascoltatori. E agli ascoltatori di
- 19:28Speaker 2: Dimmi la Verità, appuntamento a lunedì.