Latest / Allora! News Podcast / Crepe d’Italia:Piazza della Loggia, la strage in pieno giorno
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- 0:03Speaker 1: Ci sono storie che il tempo non cancella Ci sono
- 0:05Speaker 1: silenzi che aspettano una voce Ogni crepa nasconde una verità
- 0:35Speaker 3: Ogni pagina
- 0:36Speaker 4: dimenticata Verità di tornare alla luce Crepe d'Italia Dove la
- 0:52Speaker 4: memoria
- 1:12Speaker 5: Brescia, 28 maggio 1974. Piove. In piazza della loggia arrivano operai, insegnanti, studenti, sindacalisti, cittadini.
- 1:25Speaker 5: Sono lì per una manifestazione antifascista, convocata contro la violenza
- 1:31Speaker 5: neofascista che da giorni colpisce la città. Alle ore 10
- 1:36Speaker 5: e 12 esplode una bomba. È nascosta sotto i portici,
- 1:41Speaker 5: in un cestino. La pioggia aveva spinto molte persone proprio lì,
- 1:46Speaker 5: al riparo. 8 persone muoiono. Più di 100 restano ferite.
- 1:52Speaker 5: La bomba non colpisce soltanto una folla. Colpisce una piazza democratica,
- 1:58Speaker 5: un luogo pubblico. Persone che avevano scelto di esserci, di partecipare,
- 2:04Speaker 5: di non avere... E questo è il messaggio più terribile,
- 2:09Speaker 5: trasformare la partecipazione in pericolo. Questa è la settima puntata
- 2:15Speaker 5: del Club d'Italia Piazza della Loggia, la strage in pieno giorno,
- 2:20Speaker 5: una bomba, decenni di processi e una verità arrivata troppo tardi.
- 2:27Speaker 3: Perché conoscere il passato è l'unico modo per capire il
- 2:32Speaker 3: presente
- 2:59Speaker 5: Per capire Piazza della Loggia bisogna capire Brescia, non una
- 3:04Speaker 5: città marginale, non un luogo periferico della storia italiana. Brescia
- 3:10Speaker 5: è una città industriale, operaia, cattolica e antifascista. una città
- 3:16Speaker 5: in cui il lavoro, la politica e la memoria della
- 3:18Speaker 5: resistenza hanno un peso forte. Nel 1974 l'Italia ha già
- 3:25Speaker 5: dentro gli anni dell'attenzione. Piazza Fontana è accaduta cinque anni prima,
- 3:31Speaker 5: il caso Pinelli ha ferito il rapporto tra cittadini e Stato,
- 3:35Speaker 5: la violenza politica attraversa fabbrica, università, quartiere, giornale, caserme, tribunale.
- 3:41Speaker 5: In quel clima Brescia attraversa dei episodi di violenza neofascista.
- 3:48Speaker 5: La manifestazione del 28 maggio nasce qui, non come rito astratto,
- 3:54Speaker 5: ma come risposta concreta. La piazza vuole dire basta, vuole
- 3:58Speaker 5: dire che il terrorismo nero non può diventare rumore di fondo.
- 4:04Speaker 5: Nel 1974, è un anno durissimo, siamo nel cuore degli
- 4:09Speaker 5: anni settanta, ma non ancora nel momento in cui la
- 4:13Speaker 5: parola terrorismo viene associata soprattutto alle brigate rosse. La violenza
- 4:19Speaker 5: nera è ancora una presenza centrale. Bombe, gruppi avversivi, sigle, minacce,
- 4:25Speaker 5: connessioni opache. Il paese vive in uno stato di allarme perenne.
- 4:33Speaker 5: Brescia sente questa pressione in modo diretto. La manifestazione non
- 4:39Speaker 5: è solo antifascista per memoria storica, è antifascista per necessità presente.
- 4:47Speaker 5: Non sta ricordando soltanto il 1945, sta guardando il 1974
- 4:53Speaker 5: e dicendo che il fascismo, in forme nuove e clandestine,
- 4:59Speaker 5: è ancora capace di uccidere. E qui sta una differenza importante.
- 5:07Speaker 5: A Piazza Fontana la bomba colpisce persone comuni dentro una banca.
- 5:10Speaker 5: A Brescia la bomba colpisce persone comuni dentro una manifestazione.
- 5:16Speaker 5: In entrambi i casi le vittime sono innocenti. Ma a
- 5:20Speaker 5: Brescia il bersaglio politico è ancora più leggibile. Colpire l'antifascismo riunito,
- 5:27Speaker 5: colpire i sindacati, colpire la piazza che dice no. La
- 5:32Speaker 5: pioggia rende la scena ancora più crudele. Molti si avvicinano
- 5:37Speaker 5: ai portici per ripararsi. Il punto in cui viene collocato
- 5:41Speaker 5: l'ordigno non è neutro. È un luogo di passaggio, di riparo,
- 5:45Speaker 5: di concentrazione. La normalità metodologica di quella mattina diventa parte
- 5:52Speaker 5: della tragedia. La bomba di Brescia esplode durante una manifestazione
- 5:59Speaker 5: indetta dai sindacati e dal comitato antifascista. Questo dettaglio non
- 6:04Speaker 5: è un contorno, è il centro della puntata. Quando una
- 6:09Speaker 5: bomba esplode in una piazza politica, il messaggio è doppio.
- 6:14Speaker 5: Da una parte uccide e ferisce, dall'altra prova a dire
- 6:19Speaker 5: non riunitevi, non protestate, non nominate il fascismo, non fatela
- 6:24Speaker 5: della democrazia un corpo collettivo. Restate a casa, abbiate paura.
- 6:33Speaker 5: Le vittime hanno nome e vita. Giulietta Banzi Bazzoli, Livia
- 6:41Speaker 5: Bottardi in Milani, Clementina Calzari, Alberto Trebeschi, Eplo Natali, Luigi Pinto,
- 6:52Speaker 5: Bartolomeo Talenti, Vittorio Zambarda. Insegnanti, operai, pensionati. persone arrivate in
- 7:02Speaker 5: piazza per partecipare a un gesto pubblico. Molte di loro
- 7:08Speaker 5: appartencono al mondo del lavoro, della scuola e dell'impegno civile,
- 7:12Speaker 5: questo non significa trasformarle in figure retoriche, significa capire che
- 7:17Speaker 5: la bomba non colpisce un'immagine generica della società, colpisce un tessuto, relazioni, aule, fabbriche, quartieri, assemblee,
- 7:27Speaker 5: case in cui la politica era anche responsabilità quotidiana. A
- 7:34Speaker 5: Brescia la morte entra in una comunità che si riconosce.
- 7:40Speaker 5: Non è l'anonimato di una grande capitale, è una città
- 7:44Speaker 5: in cui i nomi circolano, in cui le assenze diventano
- 7:48Speaker 5: immediatamente visibili. Per questo la memoria bresciana sarà così tenace,
- 7:54Speaker 5: perché la strage non resta lontana. entra nella vita di
- 7:58Speaker 5: chi resta. Ricordare i nomi serve a impedire che la
- 8:03Speaker 5: strage diventi solo un'etichetta. Piazza della loggia non è solo
- 8:07Speaker 5: un titolo dei libri, è un insieme di vite interrotte,
- 8:12Speaker 5: di famiglie, di classi senza insegnanti, di case che aspettano
- 8:17Speaker 5: qualcuno che non torna. E c'è un'altra cosa. La piazza
- 8:24Speaker 5: è è uno dei luoghi fondamentali della democrazia italiana. La
- 8:28Speaker 5: piazza non è solo confusione, corteo, slogan. È il luogo
- 8:34Speaker 5: in cui i cittadini si vedono, si contano, si riconoscono.
- 8:38Speaker 5: Colpire una piazza significa colpire la possibilità stessa di stare insieme.
- 8:46Speaker 5: L'Ordigno è stato nascosto in un cestino dei rifiuti, sotto
- 8:52Speaker 5: i portici di piazza della loggia, Non è una bomba
- 8:57Speaker 5: lanciata da lontano, non è una sparatoria, è un oggetto
- 9:01Speaker 5: lasciato nello spazio civile, mimetizzato dentro la rete normale di
- 9:07Speaker 5: una città. Questo rende la strada ancora più inquietante. Il
- 9:12Speaker 5: terrorismo delle bombe usa la fiducia ordinaria contro le persone.
- 9:17Speaker 5: Un cestino, una valigia, un pacco, un treno, una sala d'attesa,
- 9:21Speaker 5: oggetti e luoghi normali, ma che diventano minacce. La paura
- 9:28Speaker 5: entra nella vita quotidiana proprio perché non ha bisogno di
- 9:32Speaker 5: divise o di fronti. Alle ore 10 e 12 la
- 9:39Speaker 5: manifestazione viene spezzata. Le immagini di Brescia mostrano colpi a terra, sangue, urla, confusione, soccorsi,
- 9:48Speaker 5: ma mostrano anche una cosa che tornerà spesso nella storia italiana,
- 9:53Speaker 5: la difficoltà di separare subito il dolore dalla domanda politica.
- 9:55Speaker 5: In quei minuti... non esistono ancora le categorie dei processi,
- 10:02Speaker 5: non esistono ancora le formule, piste nera, ordine nuovo, tempistaggio,
- 10:06Speaker 5: sentenze definitive, esistono solo il rumore, il fumo, le persone
- 10:13Speaker 5: che cercano di propagare, i feriti portati via, La piazza
- 10:18Speaker 5: che prova a capire se la minaccia è finita o
- 10:21Speaker 5: se può esplodere ancora. Poi arrivano le prime parole. E
- 10:28Speaker 5: le prime parole nelle stragi contano moltissimo. Possono illuminare oppure confondere.
- 10:36Speaker 5: Possono aprire una strada giusta oppure costruire un labirinto. Brescia,
- 10:41Speaker 5: come piazza Fontana, diventa anche una battaglia sul racconto iniziale.
- 10:49Speaker 5: Chi ha messo la bomba? Perché proprio lì? Perché proprio
- 10:53Speaker 5: quel giorno? Perché colpire una manifestazione contro il terrorismo neofascista?
- 10:59Speaker 5: E soprattutto, perché dopo ogni strage la verità sembra dover
- 11:04Speaker 5: attraversare decenni prima di arrivare a una forma giudiziaria? La
- 11:10Speaker 5: strage di Brescia fa capire che la strategia dell'attenzione non
- 11:15Speaker 5: è solo una sequenza di attentati, è un modo di
- 11:20Speaker 5: usare il tempo, la bomba dura un secondo, il trauma
- 11:25Speaker 5: dura generazione, il processo dura decenni, la memoria diventa un
- 11:32Speaker 5: lavoro quotidiano. Dopo Brescia comincia una storia o le storie
- 11:42Speaker 5: giudiziali più lunghe delle rose della Repubblica, indagini Piste, arresti, assoluzioni,
- 11:49Speaker 5: nuovi processi, nuove istruttorie. Per le famiglie delle vittime la
- 11:54Speaker 5: giustizia diventa una strada interminabile. La prima fase dell'indagine guarda
- 12:01Speaker 5: verso ambito di estrema destra bresciana. Compare il nome di
- 12:06Speaker 5: Ermanno Buzzi, poi condannato in primo grado e ucciso in
- 12:10Speaker 5: carcere prima dell'appello. Ma quella pista non porterà a una
- 12:15Speaker 5: verità definitiva. Le assoluzioni e i ribaltamenti processuali lasceranno la
- 12:21Speaker 5: memoria pubblica in una condizione di sospensione. Questo passaggio è
- 12:29Speaker 5: importante perché mostra quanto sia fragile il rapporto tra intuizione
- 12:35Speaker 5: storica e prova giudiziaria. Una comunità può percepire una direzione,
- 12:43Speaker 5: i giornalisti possono seguirla, Gli storici possono ricostruirla, ma un
- 12:49Speaker 5: processo ha bisogno di prove, atti, riscontri, responsabilità individuali. E
- 12:55Speaker 5: quando le prove sono contaminate o perdute, anche una verità
- 13:01Speaker 5: forte può restare senza condanna. Nel caso Brescia, la sensazione
- 13:08Speaker 5: di un percorso ostacolato diventa parte stessa della memoria. Non
- 13:13Speaker 5: è solo una questione di tempi lunghi, E il sospetto
- 13:16Speaker 5: che alcuni tempi lunghi siano stati prodotti, favoriti, tollerati. La
- 13:21Speaker 5: giustizia lenta, non sempre solo lenta, a volte è stata rallentata.
- 13:28Speaker 5: Qui torno a una parola già incontrata, depistaggio. Non sempre
- 13:34Speaker 5: significa una regia unica e perfetta. A botte significa prove mancate,
- 13:39Speaker 5: testimonianze orientate, piste deboli, spinte troppo in avanti, piste forti
- 13:45Speaker 5: lasciate indietro, apparati che non collaborano, uomini che non proteggono
- 13:51Speaker 5: altri uomini. Il depistaggio è una seconda esplosione, più silenziosa.
- 13:58Speaker 5: La prima bomba distrugge i corpi e i luoghi, la
- 14:02Speaker 5: seconda distrugge la fiducia, fa perdere tempo agli investigatori onesti,
- 14:07Speaker 5: Stanca le famiglie, confonde l'opinione pubblica, consuma le energie civili
- 14:13Speaker 5: di una comunità. Nel caso di Piazza della Loggia, la
- 14:18Speaker 5: storia processuale parlerà di anni perduti, di carte omissioni, zone cliniche,
- 14:26Speaker 5: apparati impedeli. E ogni volta che la verità viene spostata,
- 14:32Speaker 5: il dolore delle vittime viene prolungato. perché l'assaggio non finisce
- 14:38Speaker 5: con l'esplosione. Continua ogni volta che una famiglia deve sentirsi
- 14:43Speaker 5: dire non sappiamo, non basta, non è provato. Per questo
- 14:50Speaker 5: Brescia è una puntata centrale di Club d'Italia. Qui vediamo
- 14:54Speaker 5: una democrazia ferita non solo nella violenza di chi mette
- 14:58Speaker 5: la bomba, ma dà la fatica di arrivare fino in
- 15:01Speaker 5: fondo alla responsabilità. Alla? responsabilità col passare degli anni il
- 15:11Speaker 5: quadro si sposta sempre più chiaramente verso l'eversione dell'estrema destra
- 15:16Speaker 5: verso l'ambiente ordinovista verso reti che attraversano il Veneto, Brescia
- 15:22Speaker 5: apparati informativi e zone d'ombra della guerra fredda italiana pensate
- 15:28Speaker 5: nel 2017 la corte di Cassazione conferma il gas per
- 15:33Speaker 5: Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte Maggi, figure in ordine
- 15:38Speaker 5: nuovo del Triveneto, Tramonte, la fonte Fretone dei servizi. Dopo
- 15:46Speaker 5: 43 anni alleva la verità giudiziaria definitiva su una parte
- 15:52Speaker 5: essenziale della strage. 43 anni sono un tempo enorme. Significa
- 16:01Speaker 5: che molte persone ascolta una sentenza quando una parte della
- 16:05Speaker 5: loro vita è già passata. Significa che alcuni imputati sono
- 16:10Speaker 5: anziani o malati. Significa che i testimoni sono morti, ricordi
- 16:15Speaker 5: si sono indeboliti, documenti sono stati cercati per decenni, ma
- 16:19Speaker 5: significa anche che la memoria non ha smesso di spingere.
- 16:25Speaker 5: La condanna definitiva di Maggi e Tramonte segna un punto storico.
- 16:32Speaker 5: Piazza della loggia non resta soltanto il territorio del sospetto,
- 16:36Speaker 5: entra nel territorio della responsabilità penale accertata. Questo non cancella
- 16:42Speaker 5: la lentezza, non cancella le omissioni, ma impedisce di dire
- 16:47Speaker 5: che non si è mai arrivati a nulla. Questo punto
- 16:52Speaker 5: va raccontato con precisione, non significa che tutto sia stato chiarito, ovviamente,
- 16:58Speaker 5: Non significa che ogni ruolo, ogni copertura, ogni omissione abbia
- 17:01Speaker 5: avuto una risposta piena. Significa però che per piazza della
- 17:06Speaker 5: loggia la giustizia arriva e riconosce le responsabilità definitive nell'amatricia
- 17:12Speaker 5: neofascista e ordinovista. Nel 2025 arriva anche una condanna in
- 17:21Speaker 5: primo grado a Marco Trofalone, imputato davanti al tribunale dei
- 17:25Speaker 5: minorenni perché all'epoca aveva 16 anni. I giudici lo ritengono
- 17:31Speaker 5: uno degli esecutori materiali. Nel marzo scorso, nel 2026, la
- 17:36Speaker 5: Corte d'Appello per i minorenni dichiara inammissibile il ricorso presentato
- 17:40Speaker 5: dal suo difensore. A giugno, sempre di quest'anno, nel 2026,
- 17:46Speaker 5: nelle motivazioni i giudici spiegano che l'assenza della procura speciale
- 17:51Speaker 5: viene letta come mancanza di interesse a proseguire in appello.
- 17:57Speaker 5: Resta possibile il passaggio in Cassazione contro quella decisione. Noi
- 18:05Speaker 5: non siamo davanti a una semplice nota a margine. È
- 18:09Speaker 5: un fatto di udizione enorme perché arriva dopo oltre 50
- 18:12Speaker 5: anni e riguarda il livello più difficile da raggiungere, quello
- 18:16Speaker 5: dell'esecuzione materiale. Ma proprio per questo bisogna evitare la fretta
- 18:23Speaker 5: nelle formule definitive. Il racconto deve tenere insieme il peso
- 18:28Speaker 5: della condanna, l'inammissibilità dell'appello e il possibile controllo della Cassazione.
- 18:35Speaker 5: Accanto a questo resta il processo a Roberto Giorgi, accusato
- 18:41Speaker 5: come presunto esecutore materiale e ancora a giudizio. In udienza
- 18:46Speaker 5: risulta tenuta il 16 luglio scorso, 2026, con una nuova
- 18:51Speaker 5: data fissata a settembre prossimo. Bisogna raccontarlo, perché raccontare significa
- 18:59Speaker 5: stare nel punto esatto in cui la storia e il
- 19:01Speaker 5: cronico giudiziale si toccano. Alcune verità sono definitive, altre sono
- 19:07Speaker 5: ancora dentro un'aula. E' questo che rende Piazza della Loggia
- 19:11Speaker 5: una storia ancora viva, non solo commemorata, Non stiamo parlando
- 19:18Speaker 5: di un caso chiuso dentro il passato, stiamo parlando di
- 19:22Speaker 5: una strage che, anche mezzo secolo dopo, continua a muovere udienze, testimonianze, memorie, pericce, ricorsi.
- 19:31Speaker 5: Il tempo non l'ha fermata, l'ha resa più pesante. Non
- 19:37Speaker 5: bisogna raccontare il Brescia come se la verità fosse talmente assente,
- 19:41Speaker 5: ma nemmeno se fosse finalmente completa. No. responsabilità definitive forse
- 19:52Speaker 5: ci sono altre ancora da definire ci sono ancora processi
- 19:59Speaker 5: aperti ma c'è una domanda civile che resta più larga
- 20:04Speaker 5: della sola sentenza e qui che non dobbiamo dimenticare. Ogni
- 20:15Speaker 5: strage italiana ha figure che impediscono al tempo di chiudere tutto.
- 20:22Speaker 5: Piazza della Loggia ha una figura, e tra queste figure
- 20:28Speaker 5: sicuramente c'è Mannino Milani. Il 28 maggio 1974 perde la moglie,
- 20:34Speaker 5: lì via Bottalti. Da quel giorno la sua vita diventa
- 20:41Speaker 5: anche una battaglia pubblica per la memoria e per la verità.
- 20:46Speaker 5: Milani e familiari non diventano importanti perché sostituiscono i giudici
- 20:50Speaker 5: o gli storici, diventano importanti perché tengono insieme dolore privato
- 20:55Speaker 5: e domanda pubblica. Ricordano al paese che una strage non
- 20:59Speaker 5: appartiene solo al codice penale, appartiene alla coscienza civile. Questa
- 21:08Speaker 5: è una cosa molto difficile da capire fino in fondo,
- 21:12Speaker 5: mi rendo conto. Ma le famiglie delle vittime non chiedono
- 21:16Speaker 5: e non hanno mai chiesto solo una sentenza. Chiedono che
- 21:20Speaker 5: il paese riconosca il senso della ferita. Chiedono che i
- 21:23Speaker 5: morti non vengano trasformati in materiale d'archivio. Chiedono che lo Stato,
- 21:28Speaker 5: non ricordo soltanto negli anniversari, ma ai lavori, nei strumenti
- 21:38Speaker 5: nei carte, nei processi, nelle responsabilità. La casa della memoria
- 21:44Speaker 5: di Brescia nasce proprio da queste esigenze. Custodire, tramandare, rendere
- 21:50Speaker 5: viva la memoria non è un luogo di inossagia, è
- 21:54Speaker 5: un presidio civile. Un modo per dire che la democrazia
- 21:57Speaker 5: non può permettersi di dimenticare come è stata attaccata. La
- 22:03Speaker 5: memoria bresciana ha anche un tratto particolare. Non chiede vendetta,
- 22:09Speaker 5: chiede precisione, chiede nomi, apte, responsabilità. Chiede che la parola
- 22:14Speaker 5: antifascismo non venga svuotata, ma nemmeno usata come formula automatica.
- 22:20Speaker 5: Perché la memoria funziona quando è esigente, quando non accetto scorciatoie,
- 22:26Speaker 5: neppure quelle comode per la propria parte. La memoria, però,
- 22:31Speaker 5: non è semplice. rischia sempre di diventare rituale, un mazzo
- 22:36Speaker 5: di fiori, un discorso, una corona, una formula. Per restare
- 22:41Speaker 5: viva deve continuare a fare domande. Deve chiedere chi ha ucciso,
- 22:46Speaker 5: chi ha coperto, chi ha taciuto, chi ha depistato, chi
- 22:49Speaker 5: ha permesso che la giustizia arrivasse così tardi. Piazza della
- 22:54Speaker 5: Loggia ci costringe a guardare anche questo. Quando le istituzioni
- 22:59Speaker 5: non arrivano in tempo, sono spesso i familiari a tenere
- 23:03Speaker 5: aperta la strada ma una repubblica matura non dovrebbe lasciare
- 23:08Speaker 5: alle famiglie il peso principale che è la verità Piazza
- 23:15Speaker 5: della Loggia conta perché mostra una cosa senza ambiguità l'antifascismo
- 23:23Speaker 5: non era un capitolo chiuso nei libri di scuola nel
- 23:27Speaker 5: 1974 che poi è anche l'anno che sono nato io
- 23:32Speaker 5: era ancora un terreno di conflitto, vivo, concreto, pericoloso. La
- 23:37Speaker 5: bomba colpisce una manifestazione antifascista, non colpisce soltanto persone che
- 23:42Speaker 5: avevano idee, colpisce l'idea che quelle persone potessero riunirsi pubblicamente
- 23:49Speaker 5: per difendere la democrazia. Per questo Brescia è una strage
- 23:53Speaker 5: politica nel senso più profondo del termine. E l'antifascismo qui
- 23:59Speaker 5: non è una bandiera a strada, È il nome di
- 24:02Speaker 5: una patria democratica. È il nome di una pratica. Riconosce
- 24:11Speaker 5: il pericolo autoritario opposto alla violenza politica. Difende il diritto
- 24:17Speaker 5: di parola, di riunione, di organizzazione sindacale. In quella piazza
- 24:23Speaker 5: l'antifascismo non era celebrazione, era presenza fisica. Bisogna evitare gli errori,
- 24:34Speaker 5: o meglio, due errori. Il primo è pensare che la
- 24:37Speaker 5: violenza neofascista sia stato solo un residuo del passato. Non
- 24:41Speaker 5: lo era. Era organizzata, ideologica, inserita in reti. Il secondo
- 24:47Speaker 5: errore è pensare che lo Stato democratico sia stato tutto complice.
- 24:52Speaker 5: Non è così. Dentro lo Stato ci sono magistrati, giornalisti, poliziotti, funzionari,
- 24:58Speaker 5: cittadini che cercano la verità. ma ci sono anche pezzi
- 25:03Speaker 5: o parti infedeli, reticenti. La storia delle stragi italiane vive
- 25:07Speaker 5: in questa tensione. Non basta dire lo Stato, bisogna chiedere
- 25:13Speaker 5: quali pezzi dello Stato, quali uomini, quali uffici, quali omissioni,
- 25:20Speaker 5: quali coperture e quali altri uomini, dentro le stesse istituzioni,
- 25:26Speaker 5: hanno provato invece a rompere il muro. Questa distinzione è
- 25:33Speaker 5: fondamentale per non perdere la serietà. Se trasformiamo tutti in
- 25:38Speaker 5: un unico complotto non capiamo nulla e non ci capiremo
- 25:42Speaker 5: più nulla. Se invece riduciamo tutto a pochi fanatici isolati
- 25:48Speaker 5: non capiamo abbastanza. La verità italiana sta spesso in mezzo.
- 25:54Speaker 5: Gruppi reversibili, contatti, coperture. omissioni, opportunismi, paura, fedeltà sbagliate. Brescia
- 26:06Speaker 5: ci aiuta a non semplificare. La democrazia non è un
- 26:10Speaker 5: blocco pure contrapposto al male estremo. È un campo di lotta.
- 26:17Speaker 5: Può essere difesa, tradita, riparata, deformata. Piazza della Loggia è
- 26:23Speaker 5: una delle prove più dure di questa verità. Rispetto a
- 26:29Speaker 5: Piazza Fontana, Brescia, aggiunge un elemento ancora più esplicito. La
- 26:34Speaker 5: bomba non prova solo a creare panico indistinto, prova a
- 26:40Speaker 5: colpire chi sta già nominando il pericolo. Colpisce una manifestazione
- 26:46Speaker 5: convocata proprio contro il terrorismo neofascista. È come se la
- 26:52Speaker 5: violenza dicesse alla democrazia, se provi a guardarmi in faccia,
- 26:56Speaker 5: io ti colpisco. Per questo Piazza della Loggia non è
- 27:00Speaker 5: soltanto un capitolo della strategia dell'attenzione, è una risposta sanguinosa
- 27:04Speaker 5: alla società civile che prova a difendersi e quando il
- 27:08Speaker 5: messaggio è chi protesta contro il terrore, il messaggio diventa
- 27:13Speaker 5: ancora più chiaro, non basta aver paura della bomba, bisogna
- 27:18Speaker 5: aver paura perfino di dire che la bomba è fascista.
- 27:23Speaker 5: Ci sono luoghi che dopo una strage non tornano mai
- 27:28Speaker 5: davvero normali. Piazza della Loggia è uno di questi. Resta
- 27:35Speaker 5: una piazza reale, attraversata ogni giorno da cittadini, turisti, lavoratori,
- 27:41Speaker 5: ma resta anche una piazza interiore della Repubblica. 28 maggio 1974.
- 27:48Speaker 5: Quella bomba prova a interrompere una manifestazione, uccide otto persone,
- 27:56Speaker 5: Lascia una città una domanda a lungo 50 anni, ma
- 27:59Speaker 5: non riesce a cancellare ciò che quella piazza rappresentava, la
- 28:03Speaker 5: possibilità di stare insieme contro la paura. E questa è
- 28:08Speaker 5: forse la risposta più forte di Brescia. La bomba voleva
- 28:15Speaker 5: svuotare la piazza, invece quella piazza è diventata memoria, scuola, archivio, anniversario, processo, domanda.
- 28:23Speaker 5: Il terrore voleva produrre silenzio, ha prodotto anche una cittadinanza ossinata.
- 28:32Speaker 5: Piazza della Lozza è una crepa che mostra dove la
- 28:35Speaker 5: Repubblica è stata colpita, nella piazza, nel lavoro, nell'antifascismo, nella fiducia,
- 28:41Speaker 5: nella giustizia, ma mostra anche una resistenza civile, famiglie che
- 28:46Speaker 5: non smettono di chiedere, cittadini che non smettono di ricordare,
- 28:51Speaker 5: una città che non lascia che il dolore diventi silenzio.
- 28:57Speaker 5: Nella prossima puntata saliremo sul treno. Notte tra il 3
- 29:04Speaker 5: e il 4 agosto 1974. L'Italicus. Un'altra bomba. Un altro
- 29:10Speaker 5: luogo civile. Un altro viaggio spezzato. Perché negli anni della
- 29:15Speaker 5: strategia dell'attenzione anche muoversi, partire, attraversare il paese poteva diventare
- 29:22Speaker 5: un rischio. Io sono Emanuele Esposito E questa è stata
- 29:29Speaker 5: la settima puntata di Crepe d'Italia, un viaggio attraverso l'Italia,
- 29:38Speaker 5: l'Italia del mare. Io spero che queste puntate vi aiutano
- 29:46Speaker 5: a guardare la storia con occhi diversi. Le crepe non
- 29:51Speaker 5: sono solo il segno di ciò che si rompe, sono
- 29:57Speaker 5: anche il punto da cui possiamo finalmente vedere dentro. In
- 30:02Speaker 5: ogni puntata seguiamo questa ferita, queste ferite nella nostra storia
- 30:09Speaker 5: per capire non solo cosa è successo, ma che cosa
- 30:13Speaker 5: livella del paese che siamo diventati. Io spero che questo
- 30:20Speaker 5: possa aiutare i giovani a capire di quell'Italia lì e
- 30:29Speaker 5: soprattutto della nostra Italia, perché la democrazia, la libertà non
- 30:35Speaker 5: è stata una conquista tanto per e dalla memoria che
- 30:41Speaker 5: noi dobbiamo prendere il meglio e ripeto, dico spesso, queste stragi,
- 30:51Speaker 5: questi fatti, queste crepe devono essere portati nelle aule nelle
- 30:59Speaker 5: scuole medie nelle scuole superiori e quanto io posso fare
- 31:08Speaker 5: e per quanto allora il nostro giornale può fare noi
- 31:14Speaker 5: lo facciamo lo facciamo con spirito di informazione di storia
- 31:21Speaker 5: lo facciamo ogni giorno lo facciamo tenere vive anche tutte
- 31:28Speaker 5: le vittime, di tutte le stragi, indipendentemente, in questo percorso
- 31:33Speaker 5: abbiamo ancora tante puntate, c'è un lungo percorso, non finisce qui,
- 31:40Speaker 5: abbiamo 35 puntate, siamo neanche a metà percorso, ci porterà
- 31:48Speaker 5: attraverso l'Italia, da nord a sud, non è soltanto il
- 31:55Speaker 5: terrore terrorismo di destra o di sinistra, c'è la mafia,
- 32:01Speaker 5: ci sono i terremoti, perché anche quelli sono ferite, anche
- 32:06Speaker 5: quelli sono ferite, ci sono i casi di aziende come
- 32:14Speaker 5: la Parmalat, Calciopoli, Mafia Capitale, il Ponte Morandi, la pandemia,
- 32:23Speaker 5: attraverseremo tutta una serie di percorsi che ci porterà alla fine,
- 32:29Speaker 5: capirete alla fine delle puntate, quando arriveremo alla 35esima puntata,
- 32:34Speaker 5: capirete che c'è tutto un filologico in Crepe d'Italia. Io
- 32:40Speaker 5: vi lascio con una canzone che forse fa anche il
- 32:44Speaker 5: caso a questa puntata, l'ho scritta pensando a tante cose,
- 32:52Speaker 5: Seguite le parole e capirete. Il rumore di restare. E
- 33:00Speaker 5: noi dobbiamo restare. Non per combattere, non per vendetta. Per
- 33:06Speaker 5: portare avanti la memoria. E affinché tutto ciò che è
- 33:11Speaker 5: successo in Italia non succederà mai più. Grazie per averci seguito.
- 33:18Speaker 5: Noi ci risentiamo alle Crepe d'Italia sabato prossimo. Domani abbiamo
- 33:25Speaker 5: la domenica di Allora e poi tutti gli appuntamenti che
- 33:29Speaker 5: ormai voi conoscete, a parte il nostro sito alloranews. com e
- 33:35Speaker 5: il nostro giornale che, come sempre, puntuale, in eticola. Grazie,
- 33:41Speaker 5: a domani per la domenica di Allora.
- 33:58Speaker 3: mi sono chiesto mille volte dove portassero quei treni se
- 34:05Speaker 3: fosse meglio avere un posto o continuare a stare in
- 34:10Speaker 3: piedi ho dato il cuore senza conti senza garanzie senza
- 34:17Speaker 3: prudenza poi ho imparato dalle assenze a difendere La mia
- 34:24Speaker 3: presenza Ho visto promesse cambiare binario A bracci durare una
- 34:33Speaker 3: stazione Gente partire senza salutare Gente restare senza una ragione
- 34:41Speaker 3: E allora dimmi Che cosa resta da salvare Per paura
- 34:49Speaker 3: di soffrire disimpariamo anche ad amare Facciamo rumore prima che
- 34:59Speaker 3: il silenzio ci porti via Facciamo rumore anche con questa
- 35:07Speaker 3: malinconia Noi con le tasche piene di sconfitte Con quei
- 35:14Speaker 3: sogni che nessuno comprerà Siamo ancora qui, ancora vivi Con
- 35:21Speaker 3: qualcosa da difendere E qualcosa da inventare Facciamo rumore Il
- 35:31Speaker 3: rumore di restare Conosco quella strana nebbia Che entra in
- 35:40Speaker 3: casa senza bussare Spegne lentamente i desideri E ti convince
- 35:47Speaker 3: a non rischiare Fai del tuo letto una frontiera Del
- 35:53Speaker 3: cuore un territorio militare Nessun arrivo, nessuna partenza Così nessuno
- 36:01Speaker 3: ti potrà ferire Ma vivere senza rischiare Che razza di
- 36:10Speaker 3: vittoria è? a chi non trucca mai il risultato a
- 36:21Speaker 3: chi raccoglie i pezzi da terra e il giorno dopo
- 36:26Speaker 3: si è già rialzato a chi non entra nelle fotografie
- 36:31Speaker 3: a chi non ha medaglie da mostrare a chi conserva
- 36:36Speaker 3: ancora una follia quando gli altri hanno smesso di sognare
- 36:43Speaker 3: vorrei ridare un'ombra cammina solo sotto il sole un'altra possibilità
- 36:51Speaker 3: alle parole dette male un po' di luce alle idee
- 36:58Speaker 3: lasciate morire un paio d'alia che ha paura di partire
- 37:03Speaker 3: perché là fuori è guerra ogni giorno Correre, avere, apparire,
- 37:13Speaker 3: arrivare ci insegnano a vincere presto, quasi mai a perdere
- 37:19Speaker 3: senza odiare. Facciamo rumore prima che il silenzio ci porti via,
- 37:28Speaker 3: facciamo rumore contro questa comoda patria. Noi con le tasche
- 37:37Speaker 3: piene di sconfitte, con le cicatrici della libertà, siamo ancora qui,
- 37:44Speaker 3: ancora vivi, con il coraggio di sbagliare, la vergogna di mentire.
- 37:53Speaker 3: Facciamo rumore per chi è caduto, per chi riparte, per
- 37:58Speaker 3: chi ha paura ma apre ancora il cuore. Forse non
- 38:04Speaker 3: basta una magia, ma può salvarci, restare umani. questa volta
- 38:34Speaker 3: non gli chiederò dove va salirò
- 38:52Speaker 6: Grazie per l'ascolto. Potete ascoltare su tutte le piattaforme online
- 38:56Speaker 6: oppure su alloranews. com o sui nostri social. Questo podcast è
- 39:01Speaker 6: stato curato dalla redazione di Allora.