Latest / Cinema Selvaggio / Le città di pianura: Sognare in veneto con Francesco Sossai
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- 0:00Ora è tutto vuoto e vedi fino ai binari del treno e dai binari
- 0:05vedi la casa che domina nel nuovo nulla.
- 0:08In mezzo a campi già spianati, recinzioni e cancelli tracciano
- 0:13la terra due auto parcheggiate, qualche gioco di plastica colora
- 0:18la polvere del cortiletto. Con questo sole verticale non ci
- 0:22sono ombre e neppure con la nebbia ci saranno.
- 0:27Sono nata, sembra dire la casa. Hanno fatto le mura, il
- 0:31cancello, le porte blindate. Vorrei avere un porticato
- 0:35grande, sembra dire la casa, ma l'hanno fatta a forma di
- 0:39gabbietta che conterrà vite future, chiuse con triplice
- 0:44recinzione dall'esterno. Questa poesia è tratta dal libro
- 0:51canto per la mia terra di Paola Volpato, artista e poetessa
- 0:55residente a Noale, base logistica dove si sono anche
- 0:58svolte alcune delle riprese del film le città di pianura.
- 1:03Trovo questa poesia molto affine alle parole del regista che
- 1:07vuole indagare l'anima di una regione che definisce diventato
- 1:10ormai un ricchissimo cimitero. Usando le sue parole dice,
- 1:16qualsiasi cosa non abbia a che fare con la merce sta
- 1:19scomparendo, gli ecosistemi sono inquinati, le vecchie abitazioni
- 1:23abbandonate o distrutte a vantaggio di un'edilizia
- 1:27residenziale senza più carattere.
- 1:30La civiltà contadina apparteneva a un luogo, era un'emanazione
- 1:34stessa della terra. Una forma di vita che ha
- 1:37permeato questi spazi per lunghi secoli è ormai.
- 1:41È ormai sparita, si può dire che abbia girato il film tra le
- 1:44rovine di quel Veneto? Si dà il caso che Noale sia
- 1:49anche il paese dove sono cresciuta per lungo tempo.
- 1:52Essere nata in provincia era qualcosa di cui mi vergognavo.
- 1:56Prendevo l'autobus alle 06:20 per essere in classe a Venezia,
- 2:00alle 8 ero quella arrivata al penultimo anno di liceo che
- 2:04veniva dalla campagna. Ci hanno messo un po i miei
- 2:07compagni a rivolgermi la parola e quando a 18 anni me ne sono
- 2:11andata dal Veneto dicevo semplicemente, sono di Venezia.
- 2:15E con vergogna a chi era veneziano.
- 2:17Sai, in realtà vengo da Noale. Vedere le città di pianura non
- 2:23solo legittima l'imperfezione dei territori e gli ridona
- 2:27complessità, lontano dalla Venezia cartolina, dalle ville
- 2:32palladiane, dalle colline del prosecco, ma ci porta anche ad
- 2:36un ragionamento diverso. Sono anni in cui escono film che
- 2:41ci raccontano luoghi non cittacentrici, se possiamo dire
- 2:45così. A volte in questi film viene da
- 2:48chiedersi se la trama sia stata plasmata direttamente
- 2:51dall'architettura e dagli spazi. La storia pare emergere dai
- 2:56luoghi, Mescolandosi così profondamente al paesaggio da
- 3:00diventare un tutt'uno. Poi viene da fare un'ulteriore
- 3:03considerazione, come dice il regista Francesco Sossai prima
- 3:08della proiezione al Bellaria Film Festival.
- 3:10Adesso c'è questa cosa che mi chiedono.
- 3:12Fanno un sacco di domande sulla provincia no?
- 3:14E sull'essere provinciali, non lo so.
- 3:19Entro qua dentro pensò anche, questa è il centro di un mondo
- 3:22come il mio paese è al centro del mio mondo e quindi abolirei
- 3:27la parola provincia in qualche modo, quindi?
- 3:30Forse è proprio questo continuo dividere la città dalla
- 3:33provincia che la rende reale, continuare a chiamarla così
- 3:37serve solo a sottolineare un confine che non ha necessità di
- 3:41esistere e che non fa che ribadire l'idea che ci sia un
- 3:44centro che conta e una periferia che non è che un ammasso informe
- 3:48di strade. Fici privi di identità.
- 3:52La provincia è chiamata provincia Venezia, Roma o
- 3:55Palermo, ma sappiamo bene che ogni luogo ha il suo fiume, la
- 3:58sua storia, i suoi alberi e le sue tradizioni.
- 4:02Abbiamo già parlato di bioregionalismo nella puntata
- 4:05dedicata a smoke sauna, sisterhood.
- 4:08In questo episodio invece entriamo nei dietro le quinte de
- 4:11la città di pianura, film presentato a Cannes che si è
- 4:15portato a casa da poco 8 David di Donatello e che grazie a un
- 4:19passaparola incredibile è riuscito a rimanere al cinema
- 4:23per tantissime settimane. La voce di Francesco Sossai che
- 4:27sentirete in questa puntata, è estratta dalla stupenda
- 4:30masterclass che si è svolta al Bellaria Film Festival la
- 4:33settimana scorsa, condotta da Alessandro dal Re.
- 4:37Anche in questa puntata, in fondo all'episodio troverete la
- 4:40rubrica cose viste, lette o sentite legate al cinema che mi
- 4:43va di consigliarvi. Entriamo nelle città di pianura.
- 4:51Questo è cinema selvaggio e io sono Ludovica mantovan.
- 5:04Francesco Sossay inizia a fare lungometraggi a 13 anni ha
- 5:09sempre voluto fare film. Conosce però i lungometraggi di
- 5:13Hollywood e per questo crede che il cinema sia fantascienza
- 5:17western. Poi un giorno legge tondelli.
- 5:22Sono giorni ormai che piove e fa freddo e la burrasca ghiacciata
- 5:26costringe le notti ai tavoli del posto, ristoro luce sciatta e
- 5:31livida, neon ammuffiti, odore di ferrovia, polvere gialla,
- 5:36rossiccia che si deposita lenta sui vetri, sugli sgabelli e
- 5:40nell'aria di svacco pubblico che respiriamo annoiati.
- 5:49Mentre leggo questo libro che altri libertini sossai si trova
- 5:53in stazione, esattamente nel luogo e nel sentimento che
- 5:56descrive, tondelli ne rimane folgorato.
- 6:00Tondelli ho detto, Ah, ma quindi anche quello è degno di essere
- 6:04raccontato, cioè quello che vivo e i miei paesaggi, le cose che
- 6:09mi succedono. Sono degli India.
- 6:11Essere raccontate possono essere raccontate, quindi in realtà
- 6:14comincia tutto da un'ispirazione letteraria qua a della fine.
- 6:18Francesco studia letteratura alla Sapienza.
- 6:21Una notte di Capodanno, però, vede satango e decide di andare
- 6:24in Germania. Vuole conoscere il regista di
- 6:27quel film per studiare con lui, così si mette sulle tracce di
- 6:31belatar che trova a Berlino. Proprio quell'anno, però, il suo
- 6:37idolo viene cacciato dalla scuola.
- 6:39L'unico incontro che avviene tra i due è in fila per il bagno per
- 6:43caso. Comunque Francesco decide di
- 6:47restare e rimane in quell'Accademia per 9 anni, in
- 6:51un sistema durissimo e lontano dal mercato, il cui unico scopo
- 6:55è far trovare ai pochi che resistono la loro voce.
- 6:59Nel frattempo frequenta il teatro Odin in Danimarca, dove
- 7:03in cambio di riprese impara tecniche attoriali durante la
- 7:07scuola, mentre fa spola tra la Germania e la Danimarca, lavora
- 7:10per quattro anni ad altri cannibali, il suo lungometraggio
- 7:14d'esordio. Ha un budget iniziale di 10.000
- 7:18€ e serve per realizzare un cortometraggio.
- 7:22I soldi finiscono con i primi giorni di riprese per portare a
- 7:26termine il film. Ce la mette tutta, chiede
- 7:28favori, dorme in macchina, tiene vivo il film guidato da una
- 7:32speranza che gli fa pensare che gli sforzi verranno ripagati.
- 7:37Per capirci, se avete mai dormito in macchina, sapete
- 7:40quanto sia liberatorio all'inizio.
- 7:43Poi però capita che già il secondo giorno ci si senta un
- 7:46po. Sto, soprattutto se magari ti
- 7:48trovi a Berlino. Sembra quasi romantico dice il
- 7:52regista, ma è stato orribile. Lo spazio stretto dei sedili
- 7:56posteriori trasformato in una casa improvvisata, un materasso
- 8:00buttato alla meglio tra i bagagli e i dischi che
- 8:03contengono tutto il suo lavoro. Society si trova lì per il
- 8:06montaggio del suono, perché trova una persona che si presta
- 8:09ad aiutarlo dopo il lavoro. Tutte queste rinunce, questi
- 8:14sforzi però, sembrano non portare a nulla una volta finito
- 8:18il film. Nessuno lo sostiene, nessuna
- 8:22premier, nessun Festival, nessuna distribuzione.
- 8:26Società sta per mollare il cinema.
- 8:30Tu gli ho detto, Beh, tutti questi sforzi verranno ripagati,
- 8:32ma non vengono mai ripagati. Come pensi gli sforzi?
- 8:35Quindi ho finito il film e poi no, non le stesse scelte.
- 8:39Son stato per un anno e mezzo dove il fee per me era
- 8:42praticamente morto. Ed io ho detto, Beh.
- 8:47Basta. Sono.
- 8:49Cioè non può essere che dopo come se tutte queste energie del
- 8:52cocco non ci sia proprio, cioè non sarà una premier, ma a
- 8:55nessun Festival, cioè neanche un Festival piccolissimo.
- 8:59Lo voleva distribuzioni? Non ne parliamo ovviamente.
- 9:03E quindi mi ricordo che una domenica ero a Venezia, ho detto
- 9:07vabbè, mollo, basta. Cioè che scrivo all'università,
- 9:11magari vado. A studiarmi una cosa che mi
- 9:13interessa di nuovo e vediamo cosa succede.
- 9:19Prima di vedere cosa ha permesso a società di non mollare, faccio
- 9:22però un piccolo salto indietro. L'ha presa un po larga per
- 9:26raccontare le città di pianura, ma è importante secondo me
- 9:29capire questi anni, perché durante questo periodo che nasce
- 9:32il film infatti, le città spunta per la prima volta come idea in
- 9:37una mail del 2016 allo sceneggiatore Adriano Candiago.
- 9:42Adriano è uno sceneggiatore, grande amico del regista.
- 9:45Si conoscono a Roma nel 2009 e per un periodo vivono assieme.
- 9:50Non chiedetemi quando il regista ha vissuto a Roma, ma è da
- 9:52questo incontro che nasce una collaborazione continuativa che
- 9:56continua ancora. Quando è David della settimana
- 9:59scorsa vincono il premio alla migliore sceneggiatura originale
- 10:03Society dice, ho la grande fortuna di scrivere con il mio
- 10:07migliore amico. Comunque, mentre vivono insieme
- 10:11fanno entrambi i camerieri e nelle torri dei spente Stati
- 10:14inventano quello che chiamano i pomeriggissimi, ovvero pomeriggi
- 10:19passati a mangiare gelati confezionati e guardare film.
- 10:23L'immagino su un divano, circondati dai libri di Gianni
- 10:25celati e Thomas Eliot, non fanno il lavoro che desiderano e
- 10:30alternano lavoretti a pomeriggi vuoti fuori, la città corre,
- 10:35fattura, si riempie di turisti dentro casa, il freezer si apre
- 10:40e lo schermo si accende su un capolavoro della storia del
- 10:43cinema. In quei pomeriggi sognano di
- 10:46fare un film che un giorno qualcun altro avrebbe guardato
- 10:49durante uno dei suoi pomeriggissimi.
- 10:54Sembra una cosa dolce e simpatica, ma in realtà mette
- 10:56anche in luce la difficoltà del fare cinema.
- 10:59Per riuscire a concludere le città di pianura ci sono voluti
- 11:03anni di scrittura non pagati, la tenacia di continuare nonostante
- 11:07le porte chiuse, gli sforzi e i grandi no.
- 11:12E per non farsi divorare dalla frustrazione e dalla rabbia,
- 11:15sentimenti che tolgono libertà alla storia e allo sviluppo di
- 11:19una creatività, servono secondo me anche una grande umiltà e
- 11:22gioia. Adriano candiago lo ha ricordato
- 11:29proprio mentre ritirava il premio alla miglior
- 11:31sceneggiatura originale, ringraziando la moglie per aver
- 11:34pagato l'affitto mentre lui passava quattro anni a scrivere
- 11:37questo film. Possiamo dire che film e
- 11:40letteratura li hanno salvati in quegli anni?
- 11:43No, non ne ho idea. Però da numero di fonti che cita
- 11:46sasai quando parla del suo lavoro, certamente un aiuto
- 11:49l'hanno dato. Il tempo passato a studiare non
- 11:52è mai tempo perso. Quei quattro anni di scrittura
- 11:59servono anche a mappare un territorio.
- 12:01Per Francesco scrivere è legato indissolubilmente ai luoghi.
- 12:06Mentre vive a Berlino si accorge di una cosa strana, sogna solo
- 12:09in Veneto, mentre tutti gli dicono che inizierà a sentirsi
- 12:13integrato. Quando Sognerà in tedesco, lui
- 12:15continua a sognare la sua lingua e la sua terra.
- 12:18Questo m'ha fatto molto riflettere sul di cui finché può
- 12:21fare tutto, perché una volta che il salo a gierò noir, in
- 12:24Francia, girerò. E di sopra, perché invece penso
- 12:28solo a quei luoghi? Azione psichica, cioè leggo,
- 12:32Bernard appunto, è. Fuori sedico.
- 12:36Leggo Stephen King tipo IT per me ambientatore segherier, ma
- 12:41addirittura addirittura quando ho visto Blue helvet la prima
- 12:45volta che c'è lui che trova l'orecchio la vicino alla
- 12:48segheria ho detto, Ah, il Prato quello?
- 12:51Quindi proprio questo questo limite, tanto che c'è anche un
- 12:54grande problema di scrittura che non so scrivere nei luoghi che
- 12:57non conosco, quindi prima devo andare a vedere, cioè prima devo
- 13:00fare location scouti io dopo posso chiedere sceneggiatura che
- 13:02è un'altro problema produttivo. Eravamo rimasti però a quella
- 13:07domenica a Venezia, con Francesco seduto in qualche
- 13:10campo a pensare che forse era meglio chiuderla lì con il
- 13:13cinema e rimettersi a studiare. Proprio quella sera succede una
- 13:18di quelle cose inaspettate della vita e conosce Alessandro Roia,
- 13:23attore e produttore. Parlano, si conoscono e gli
- 13:27manda al suo primo film altri cannibali che lui vede la notte
- 13:30stessa. Entusiasta, lo richiama la
- 13:34mattina successiva, è la svolta o comunque il momento in cui le
- 13:38cose cominciano a muoversi. Royal lo presenta alla vivo film
- 13:41e lo aiuta a trovare un agente. Le città di pianura trovano
- 13:46finalmente un terreno fertile. Per il montaggio il regista
- 13:51decide di andare a cercare Paolo Cotignola.
- 13:53Paolo è il montatore di Ermanno Olmi.
- 13:56Dai tempi della leggenda del Santo Bevitore in poi, cotignola
- 14:00vive sull'altopiano di Asiago, lontano dai giri frenetici
- 14:03dell'Industria Society. Lo va a cercare e lo comincia a
- 14:06lavorare al film. Cotignola affronta ogni
- 14:10montaggio come se fosse il primo.
- 14:12Per ogni film cerca di usare una lingua nuova, per lui non ci
- 14:16sono regole. Sossai dice che non si affida a
- 14:19uno stile, ma che ogni volta pare ricominciare tutto da capo
- 14:22proprio per mettersi a favore del film, di quello che serve
- 14:25esprimere insieme si sono concentrati su quella che il
- 14:28Montatore definisce la densità narrativa.
- 14:33Un film deve sempre avere la stessa densità narrativa, non
- 14:37deve mai smettere di raccontare. E se c'è anche un secondo, un
- 14:41fotogramma dove il film smette di raccontare, dobbiamo per
- 14:44forza toglierlo. Non può rimanere un concetto
- 14:47quasi fisico, dove ogni inquadratura deve avere un peso
- 14:50specifico. Ed è qui che torniamo al rigore
- 14:53della forma. Un cinema che non cerca di
- 14:55compiacere lo spettatore con uno stile patinato, ma che lo sfida
- 14:58a scoprire l'anima dei luoghi. Ed è quest'anima che, raccontata
- 15:03nella sua complessità, fa emergere le storie, non stupisce
- 15:07quindi che la maggior parte dei dialoghi siano stati registrati
- 15:10di nascosto ai bar e trascritti una volta a casa.
- 15:15Durante lo scorso Bellaria Film Festival si è parlato diverse
- 15:18volte del valore della parola, Alessandro Comodin la fa
- 15:22emergere dalla messa in scena, non è capace di scrivere i
- 15:26dialoghi, dice e aspetta che si presentino come necessità.
- 15:31Joan nicolao li studia minuziosamente, invece, e
- 15:34percepisce le vibrazioni delle parole, ricerca la loro
- 15:37musicalità. Sussai invece dice che
- 15:40ascoltando i dialoghi si è accorto che nessuno dice
- 15:43qualcosa, ma tutti provano. È qualcosa dice che spesso nei
- 15:48film I dialoghi servono a esporre qualcosa del dramma, ma
- 15:51nella maggior parte delle comunicazioni parliamo senza
- 15:54risolvere nulla, semplicemente perché ciascuno sta cantando una
- 15:58specie di canzone sulla propria vita.
- 16:01E se scrivi un dialogo con questa idea non ne esce forse un
- 16:05coro, qualcosa che in qualche modo non parla di un io, ma di
- 16:09un luogo, di un respiro collettivo, l'Unione di più
- 16:12canti. Respiro che però racconta un
- 16:15paesaggio già del passato. E sono nato nel nell'ottantanove
- 16:20e 7 aver vissuto i primi 12 anni della mia vita in un universo di
- 16:24estrema sicurezza negli anni del boom economico del Veneto, della
- 16:28vera e propria espansione economica che sembrava
- 16:31illimitata, della della nostra regione, era.
- 16:35Guardandolo a posteriori, un universo, quasi un mondo, che
- 16:39vabbè un che dionirico sembra un lungo grande sogno che ha
- 16:42attraversato quelle quei luoghi per tanto tempo.
- 16:46Dove c'erano delle crepe, tipo la guerra in Jugoslavia, per
- 16:48dire no. E poi dal 2001 ovviamente tutto
- 16:51è cambiato. Nel senso.
- 16:54Correttori gemelle soprattutto, e vedere quelle immagini in TV
- 16:58ha cambiato tutto e secondo me ha avviato quel processo che
- 17:00diceva celati del crollo della finzione.
- 17:03Cioè prima il cinema era molto più spettacolare della realtà e
- 17:06da quel giorno la realtà è più spettacolare di qualsiasi tipo
- 17:09di film si possa fare. E c'è stata questa inversione
- 17:13che ha portato al fatto che sempre meno abbiamo cominciato a
- 17:16credere nella finzione. Fino al punto che adesso proprio
- 17:21non ci paghiamo più. Infatti adesso c'è solo il
- 17:24monologo come possibilità di racconto, cioè io ho vissuto
- 17:27questo, vi mostro. Le stigmate che ho addosso, di
- 17:31quello che mi è successo e te lo racconto in prima persona,
- 17:33perché altrimenti non ci crederai mai.
- 17:41Mentre aspettiamo il prossimo film di Francesco Sasai, vi
- 17:44lascio con la rubrica cose viste, lette o sentite che mi va
- 17:48di consigliarvi. Ci beviamo l'ultima qui, tra due
- 17:51settimane, sempre su cinema selvaggio.
- 17:55Ora spazio alla rubrica. È in tour in questi giorni il
- 17:59film una cosa vicina di Loris Nese.
- 18:01È un film estremamente curato che ci racconta la ricerca da
- 18:05parte del regista di suo padre, ucciso quando lui ha quattro
- 18:09anni per questioni di mafia. Loris ne cerca le tracce mentre
- 18:13ci accompagna nella storia di Salerno degli anni 90, della
- 18:16costruzione di palazzi popolari che trasformano alcune strade in
- 18:19ghetti. È un film che mescola tantissime
- 18:22forme. Protoscope, archivio stop
- 18:24motion, forme del documentario, osservativo e interviste.
- 18:29È un po come se si aprisse una mappa enorme nel quale i pezzi,
- 18:33esattamente come nella memoria, sono un'insieme di stimoli,
- 18:36colori, suoni, come se il racconto non potesse essere
- 18:39lineare, perché sia le tracce che la ricerca in sé non lo
- 18:42sono. Consiglio la visione al cinema,
- 18:45perché anche la colonna sonora e il sound design sono molto
- 18:48potenti. Il calendario delle proiezioni è
- 18:51in aggiornamento e lo trovate su Instagram sul profilo di lapazio
- 18:55film, Casa di produzione del film.
- 18:58Altro film che finalmente sta arrivando in Italia è le
- 19:01bambine, il film delle sorelle Valentina e Nicole Bertani.
- 19:05E una storia autobiografica estremamente vivace anche
- 19:09visivamente, che ci riporta nei chiassosi anni 90.
- 19:13Le protagoniste sono tre bambine a Ferrara.
- 19:16Il film si legge nelle note di regia è nato osservando
- 19:20un'estate degli anni 90 dal quinto piano di un palazzo,
- 19:24quello in cui abitavamo da piccole.
- 19:27Nell'anno in cui è ambientato il film abbiamo vissuto una vicenda
- 19:31che somigliava a un giallo, un enigma di cui non riuscivamo a
- 19:35venire a capo. Una donna e sua figlia di 8 anni
- 19:38si sono trasferite nella casa di fronte e da quel momento in poi
- 19:42per i bambini della nostra via. Né tutte le regole sono
- 19:45cambiate, non si poteva entrare nella casa dell'amica appena
- 19:48arrivata, era vietato bere dal bicchiere di sua madre e salire
- 19:52in macchina con le nuove vicine era assolutamente proibito.
- 19:57Tutti questi divieti hanno rappresentato per noi sorelle il
- 20:00primo impulso ad allearci e insieme abbiamo acquisito
- 20:04un'enorme consapevolezza, quella che gli adulti ci avessero
- 20:07tradite, non raccontandoci la verità e lasciando che
- 20:11scoprissimo da sole un mondo che non erano stati in grado di
- 20:14spiegarci. Tenete d'occhio questi film e
- 20:19noi ci sentiamo tra due settimane.
- 20:21Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi su Instagram o via
- 20:25mail. Ciao e alla prossima?
- 20:30Hai ascoltato cinema selvaggio, se ti è piaciuto condividilo?
- 20:35Testi, voce e sonorizzazione di Ludovica mantovan, sigla di
- 20:39Alessandro Betti. Iscriviti al Podcast per non
- 20:43perderti le prossime puntate. Dietro ogni film c'è un'altro
- 20:47film.