Latest / Storie di sport / Learco Guerra, il ciclista che infiammò l'Italia degli anni '30
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- 0:01Speaker 2: Questo podcast è un prodotto originale di Radioactive 2068.
- 0:17Speaker 3: Ci sono mani che nascono per accarezzare una chitarra, altre
- 0:20Speaker 3: per firmare trattati di pace, altre ancora per stringere un volante.
- 0:25Speaker 3: E poi ci sono mani che nascono per spostare il
- 0:28Speaker 3: mondo un mattone alla volta. In questo episodio vi racconterò
- 0:32Speaker 3: la bellissima storia di Learco Guerra che, muratore di Mantova,
- 0:36Speaker 3: si scopre grande ciclista amato da tutti. Nel 1925 a
- 0:45Speaker 3: Bagnolo San Vito, una manciata di chilometri da Mantova, le
- 0:49Speaker 3: mani di Learco Guerra sono grandi, ruvide, spaccate dal freddo
- 0:53Speaker 3: e bruciate dalla calce. Learco Antenore Giuseppe Guerra nasce a
- 0:59Speaker 3: San Nicolò Po il 14 ottobre del 1902 e ha
- 1:03Speaker 3: 23 anni e fa il muratore. Prima ancora ha fatto
- 1:06Speaker 3: il bracciante nei campi. piegato sulla terra grassa della pianura padana,
- 1:11Speaker 3: dove la nebbia d'inverno ti entra nelle ossa ed estate
- 1:14Speaker 3: l'afa ti toglie il respiro. Non è un ragazzino che
- 1:18Speaker 3: sogna la gloria, è un uomo fatto che conosce il
- 1:21Speaker 3: peso del sudore e il valore di una pagnotta. A quell'età,
- 1:34Speaker 3: negli anni venti, se sei un atleta sei già nel
- 1:37Speaker 3: pieno della tua giovinezza sportiva. I campioni del ciclismo dell'epoca,
- 1:41Speaker 3: gente come Costante Girardengo o Alfredo Billa, sono nati sulla bicicletta.
- 1:47Speaker 3: Hanno polmoni che sembrano mantici e gambe sottili come lame.
- 1:52Speaker 3: Learco no. Learco è un colosso di 80 kg per 1,75 m.
- 1:56Speaker 3: Ha un torace che sembra una botte di rovere e
- 1:59Speaker 3: due spalle larghe come un armadio a due anni. Ha
- 2:03Speaker 3: giocato a calcio, sì, ha fatto il terzino nelle squadre locali,
- 2:06Speaker 3: tirando pedate a un pallone di cuoio pesante che quando
- 2:10Speaker 3: pioveva sembrava un sasso, ma non era cosa per lui.
- 2:14Speaker 3: Troppo a grazia e richiesta, troppi fronzoli. Poi, un giorno
- 2:18Speaker 3: come un altro, sale su una bicicletta da passeggio, ma
- 2:21Speaker 3: non uno di quelle meraviglie da corsa in tubi d'acciaio leggero,
- 2:25Speaker 3: ma un catenaccio di ferro battuto pesante 20 kg, senza
- 2:29Speaker 3: cambio e con i freni a bacchette. una di quelle
- 2:32Speaker 3: bici che i muratori usano per andare al lavoro con
- 2:36Speaker 3: l'insecchio della malta legata sul portapacchi posteriore e succede qualcosa
- 2:53Speaker 3: Quando Learco spinge sui pedali, la bicicletta non avanza semplicemente.
- 2:58Speaker 3: Sembra subire la sua forza. Le ruote girano furioso e
- 3:01Speaker 3: la terra si sposta sotto di lui. Chi lo vede
- 3:04Speaker 3: passare lungo gli argini del Mincio o del Po rimane
- 3:07Speaker 3: a bocca aperta. Non c'è eleganza in quel gesto. Non
- 3:11Speaker 3: c'è la grazia felina dei corridori professionisti. C'è solo una
- 3:14Speaker 3: spinta brutale, continua, lineare, come se quel ragazzo, invece di pedalare,
- 3:20Speaker 3: stesse prendendo a spallate l'aria. La decisione di provare a
- 3:29Speaker 3: correre sul serio arriva più tardi. Una follia per l'epoca.
- 3:34Speaker 3: A 26 anni, nel 1928, mentre gli altri pensano già
- 3:37Speaker 3: a come gestire i guadagni di una carriera, Learco Guerra
- 3:41Speaker 3: firma il suo primo cartellino da indipendente. La leggenda vuole che,
- 3:45Speaker 3: di giorno, continuassi a impastare la malta e a tirare
- 3:48Speaker 3: su muri. E la sera, quando il sole calava dietro
- 3:50Speaker 3: i pioppi, salisse in sella per fare 100-150 chilometri da solo.
- 3:56Speaker 3: nel buio, guidato solo dal profilo della strada e dal
- 4:00Speaker 3: chiarore della luna. La vita privata di Leo Arco in
- 4:13Speaker 3: quegli anni è una vita semplice radicata in quella provincia
- 4:16Speaker 3: mantovana che non tradirà mai. C'è una famiglia che lo
- 4:20Speaker 3: guarda con un misto di orgoglio e preoccupazione. Correre in
- 4:24Speaker 3: bicicletta negli anni venti non è un lavoro, è un rischio.
- 4:27Speaker 3: Significa va a consumare scarpe, sbucciarsi le ginocchia sulla ghiaia,
- 4:31Speaker 3: rischiare di tornare a casa senza un soldo e con
- 4:34Speaker 3: le gambe rosse. Ma la determinazione di quell'uomo ha la
- 4:37Speaker 3: stessa densità del cemento che impasta di giorno. Il debutto
- 4:52Speaker 3: tra i professionisti è uno sciocco per il ciclismo italiano.
- 4:55Speaker 3: Nel 1929, al suo primo Giro d'Italia, questo sconosciuto muratore
- 5:00Speaker 3: mantovano arriva 24esimo. Un risultato anonimo per le statistiche, ma
- 5:06Speaker 3: non per chi sa leggere le cose. Nelle tappe di pianura,
- 5:09Speaker 3: quando il vento soffia di faccia e il gruppo si
- 5:12Speaker 3: stringe spaventato, Learco si mette in testa, non scappa, non
- 5:17Speaker 3: si alza sui pedali, rimane seduto sulla sella, le mani
- 5:20Speaker 3: basse sul manubrio, la schiena immobile e comincia a spingere.
- 5:25Speaker 3: Un rapporto lunghissimo, duro da muovere anche per un cavallo.
- 5:28Speaker 3: Dietro di lui i campioni consacrati devono fare gli straordinari
- 5:32Speaker 3: per non perdere la sua ruota. Sputano sangue per stargli
- 5:36Speaker 3: dietro nel vento. E' in quei giorni che la stampa
- 5:39Speaker 3: e i tifosi lo cominciano a guardare in modo diverso.
- 5:42Speaker 3: Non è un ciclista, è una macchina, è un pezzo
- 5:45Speaker 3: di ferrovia che ha preso via. C'è un giornalista in particolare,
- 5:57Speaker 3: una delle firme più prestigiose dello sport italiano, Valdo Cottarelli
- 6:01Speaker 3: della Gazzetta dello Sport, che osserva quel corridore che non
- 6:04Speaker 3: conosce la fatica della pianura, che sembra ignorare l'esistenza del
- 6:08Speaker 3: vento contrario, che procede con una regolarità spaventosa di un pistone.
- 6:13Speaker 3: Cottarelli prende la penna, intinge l'inchiostro e scrive tre parole
- 6:18Speaker 3: che marchieranno la storia dello sport per sempre, la locomotiva umana.
- 6:23Speaker 3: Non è solo un soprannome, è la descrizione perfetta di un'ipoca.
- 6:26Speaker 3: L'Italia degli anni 30 è un paese che cerca il
- 6:29Speaker 3: mito della velocità, dell'industria e della forza muscolare e le
- 6:33Speaker 3: arcoguerra diventa in un colpo solo l'incarnazione di quel mito.
- 6:43Speaker 3: a differenza delle macchine vere fatte di bolloni e fumo
- 6:46Speaker 3: nero la locomotiva umana ha un cuore che batte una
- 6:50Speaker 3: faccia simpatica e le mani callose di chissà cosa significa
- 6:54Speaker 3: guadagnarsi da vivere il popolo lo capisce immediatamente e comincia
- 6:59Speaker 3: ad amarlo due ragazzi del borgo
- 7:12Speaker 5: Quando nascono i miti, nascono anche gli antimiti.
- 7:31Speaker 3: Ogni grande eroe ha bisogno di un rivale che sia
- 7:33Speaker 3: il suo esatto contrario. Per le arco guerra quel rivale
- 7:37Speaker 3: ha un nome e un cognome che profumano di aristocrazia ciclistica,
- 7:41Speaker 3: si chiama Alfredo Binda. Se guerra è la locomotiva, Binda
- 7:46Speaker 3: è la lussuosa berlina da gran turismo. Binda è l'eleganza
- 7:50Speaker 3: fatta a corridore, non suda quasi mai, ha i capelli
- 7:53Speaker 3: sempre pettinati con la brillantina. sorride ai fotografi e quando
- 7:57Speaker 3: la strada sale sembra volare senza che il suo busto
- 8:01Speaker 3: oscilli di un millimetro Binda è così forte così perfetto
- 8:05Speaker 3: che l'anno prima nel 1930 gli organizzatori del Giro d'Italia
- 8:09Speaker 3: gli hanno pagato l'intera borsa del premio finale ben 22.500
- 8:14Speaker 3: lire una fortuna per l'epoca pur di non farlo correre
- 8:18Speaker 3: perché la sua superiorità stava uccidendo l'interesse del pubblico e
- 8:23Speaker 3: dei giornali L'Italia si divide in due, come spesso accade
- 8:27Speaker 3: nella nostra storia. Da una parte ci sono i bindiani,
- 8:30Speaker 3: i puristi del ciclismo, l'alta borghesia che vede in binda
- 8:34Speaker 3: l'ideale della perfezione tech. Dall'altra parte la mare umana dei guerriani,
- 8:38Speaker 3: gli operai, i contadini, i moratori, la gente comune che
- 8:41Speaker 3: quando vede le arcoguerra passare sulla strada si riconosce in
- 8:45Speaker 3: uno di loro. Guerra è l'uomo che soffre, che stringe
- 8:48Speaker 3: i denti, che ha la faccia stravolta dalla fatica e
- 8:51Speaker 3: coperta dal fango. Se Binda vince per distacco con la
- 8:55Speaker 3: grazia di un ballerino, Guerra vince demolendo gli avversari un
- 9:00Speaker 3: chilometro alla volta, lasciandoli strevati lungo la via. Sentiamo Binda
- 9:06Speaker 3: in un ricordo di Guerra in un'intervista del 1980 a
- 9:09Speaker 3: cura di Rino Bulbarelli.
- 9:12Speaker 6: Ad un certo punto, quando uscì dalla scena Girardengo, lei
- 9:17Speaker 6: vinceva troppo facile, tant'è che maturò persino l'idea nel Giro
- 9:20Speaker 6: d'Italia di escluderla per manifesta superiorità. L'entusiasmo della gente si
- 9:25Speaker 6: risollevò con l'avvento di Learco Guerra e io vorrei che
- 9:28Speaker 6: lei descrivesse com'era Learco Guerra.
- 9:32Speaker 7: No, Learco Guerra era un grande corridore, aveva della classe,
- 9:35Speaker 7: ha fatto cinque anni proprio da grande corridore, ha cominciato
- 9:39Speaker 7: un po' tardi a correre e è stato un grande corridore.
- 9:43Speaker 7: Era un altro carattere. Era un altro carattere, lui si
- 9:46Speaker 7: fermava dappertutto con il pubblico, il famoso abbraccio che dicevo
- 9:51Speaker 7: prima che io non facevo e allora è diventato simpatico.
- 9:56Speaker 8: E nasce questa grande rivalità, Binda contro Guerra, hanno tutti
- 9:59Speaker 8: e due la stessa età, sono del 1902 Guerra ha
- 10:02Speaker 8: cominciato più tardi a gareggiare questo mantovano volante che lo
- 10:05Speaker 8: chiamavano la locomotiva umana lo soprannominò Ovaldo Cottarelli, un giornalista
- 10:10Speaker 8: di Mantua è una grande rivalità, perché? perché Binda era
- 10:14Speaker 8: quasi scientifico, era freddo un po' vinceva, stravinceva dappertutto Arriva
- 10:19Speaker 8: questo corridore sanguigno, generoso, come le Arco Guerra, attaccante, che
- 10:25Speaker 8: andava più piano di Binda in salita, ma forse più forte,
- 10:28Speaker 8: anche senza forze, più forte al cronometro. Nasce questa grande
- 10:31Speaker 8: rivalità e l'Italia parteggia per l'uno o per l'altro e
- 10:35Speaker 8: il ciclismo, con Girardengo che ormai è sediscena, ritrova questo
- 10:39Speaker 8: grande entusiasmo popolare proprio all'inizio degli anni 30
- 10:44Speaker 2: questo podcast è un prodotto originale di Radioactive 2068
- 11:08Speaker 3: Il 1931 è l'anno della verità. È l'anno in cui
- 11:11Speaker 3: la locomotiva umana decide di prendersi il mondo. È il
- 11:14Speaker 3: maggio del 1931 e il Giro d'Italia introduce una novità assoluta.
- 11:19Speaker 3: Per rendere riconoscibile il leader della classifica generale in mezzo
- 11:22Speaker 3: al gruppo, il direttore Colombo decide di copiare l'idea del
- 11:26Speaker 3: Tour de France che usa la maglia gialla. Ma il giornale,
- 11:29Speaker 3: l'organizzatore e la gazzetta e le sue pagine sono celebri
- 11:32Speaker 3: per quel colore rosa inconfondibile. Nasce così la maglia rosa.
- 11:37Speaker 3: La prima tappa parte da Milano e guarda caso arriva
- 11:41Speaker 3: a Mantua. 109 chilometri. È la terra di Learco. Le
- 11:45Speaker 3: strade sono una striscia di polvere bianche che taglia la pianura.
- 11:49Speaker 3: Il caldo è già torrida. La folla si accalca ai
- 11:52Speaker 3: bordi della strada. I bambini si arrampicano sui gelsi per
- 11:55Speaker 3: vedere l'idolo di casa. E la locomotiva umana non delude
- 11:59Speaker 3: il suo popolo. Guerra si mette in testa al gruppo.
- 12:03Speaker 3: Negli ultimi chilometri la sua azione diventa insostenibile per chiunque.
- 12:06Speaker 3: Immaginate la scena. Gli altri corridori che ondeggiano, cambiano ritmo,
- 12:11Speaker 3: cercano di sfruttare le scie. Le Arco no. E' piantato
- 12:15Speaker 3: sul suo ferro lo sguardo fisso sull'orizzonte. Il rumore dei
- 12:18Speaker 3: suoi copertoni sulla terra abbattuta sembrano quelli di un rullo compressore.
- 12:23Speaker 3: Vince la tappa, entra a Mantua da trionfatore e ha
- 12:26Speaker 3: l'onore di indossare per la prima volta nella storia del
- 12:29Speaker 3: ciclismo quella maglia color rosa che diventerà il sogno di
- 12:33Speaker 3: ogni bambino che sale su una bicicletta. Ma il 1931
- 12:51Speaker 3: riserva a Guerra un appuntamento ancora più grande, lontano dalle
- 12:55Speaker 3: sue strade di casa. È il campionato del mondo su
- 12:57Speaker 3: strada che si corre a Copenhagen, in Danimarca. Il percorso
- 13:01Speaker 3: è un circuito di 170 chilometri, totalmente piatto. Una pista
- 13:06Speaker 3: da biliardo esposta ai venti del nord. Per Alfredo Binda
- 13:10Speaker 3: e gli scalatori è un incubo. Per le arco guerra
- 13:13Speaker 3: è il paradiso, è il terreno perfetto per la locomotiva.
- 13:17Speaker 3: La formula della corsa è insolita per un mondiale. È
- 13:20Speaker 3: una corsa a cronometro individuale, 170 km da soli contro
- 13:25Speaker 3: il tempo. Una distanza folle per il ciclismo moderno, una
- 13:29Speaker 3: normale giornata di fatica per gli uomini di allora. Quando
- 13:33Speaker 3: le arco parte, il cielo danese è grigio, il vento
- 13:36Speaker 3: soffia forte dal mare, ma la locomotiva non si cura
- 13:39Speaker 3: del meteo. Trova subito il suo ritmo. Un colpo di
- 13:43Speaker 3: pedale dopo l'altro, regolare come un orologio svizzero, potente come
- 13:46Speaker 3: un magno. Gli spettatori danesi, abituati a uno stile di
- 13:50Speaker 3: ciclismo più leggero, rimangono pietrificati nel vedere questo gigante italiano
- 13:55Speaker 3: che sembra ignorare l'attrito dell'aria. Guerra distrugge il cronometro, viaggia
- 14:00Speaker 3: a una media impressionante per l'epoca, superando i 32 km
- 14:03Speaker 3: orari su strade che non sono certo l'asfalto liscio di oggi.
- 14:08Speaker 3: Quando taglia il traguardo, il vuoto dietro di lui è colossale.
- 14:11Speaker 3: Il secondo classificato, il francese Ferdinand Le Dragon, arriva a
- 14:16Speaker 3: più di quattro minuti di distanza. Alfredo Binda è lontanissimo.
- 14:20Speaker 3: Learco Guerra è il nuovo campione del mondo. Quando torna
- 14:29Speaker 3: in Italia, la stazione di Mantua è letteralmente invasa da
- 14:32Speaker 3: migliaia di persone. La gente scavalca i binari, si arrampica
- 14:36Speaker 3: sulle carrozze del treno pur di toccare la locomotiva umana.
- 14:39Speaker 3: Quell'uomo che solo tre anni prima impastava la calce nei cantieri,
- 14:43Speaker 3: ora è l'atleta più famoso del pianeta. Eppure a chi
- 14:46Speaker 3: gli stringe la mano e gli offre un bicchiere di vino,
- 14:49Speaker 3: Lear corrisponde sempre nello stesso modo, in dialetto, stancamente, ma
- 14:53Speaker 3: con quel sorriso genuino di chissà che, finita la festa,
- 14:57Speaker 3: ci sarà sempre un'altra strada da spianare. La cresta dell'onda
- 15:27Speaker 3: nello sport è sempre una linea sottile e scivolosa, ma
- 15:30Speaker 3: la locomotiva umana ha anche un grande fuoco da consumare
- 15:34Speaker 3: dentro la sua caldaia di carne e
- 15:36Speaker 4: ossa
- 15:46Speaker 3: E le squadre fanno i salti mortali per averlo in squadra. Naino, Legnano, Dei,
- 15:51Speaker 3: queste le tre squadre con le quali Learco militò dal
- 15:54Speaker 3: 1928 al 1945. E i numeri, per quanto freddi, parlano chiaro.
- 16:00Speaker 3: Nel suo palmarès troviamo 86 vittorie totali, compresa una 6
- 16:04Speaker 3: giorni su pista, un record che fino agli anni 70,
- 16:08Speaker 3: in una stagione agonistica, rimase imbattuto. Il culmine della sua
- 16:12Speaker 3: carriera sportiva arriva nel 1934. È un anno irripetibile per
- 16:17Speaker 3: le arcoguerra. Ha 32 anni, l'età della piena maturità fisica
- 16:21Speaker 3: e mentale. Al Giro d'Italia di quell'anno la sfida con
- 16:25Speaker 3: i nuovi leoni del ciclismo e con i vecchi rivali
- 16:27Speaker 3: si fa feroce. Non ci sono più le strade piatte
- 16:30Speaker 3: della Danimarca, ci sono le montagne, le salite vere, i
- 16:33Speaker 3: passi appenninici e alpini dove il peso dei suoi 80
- 16:36Speaker 3: chili aumenta. Dovrebbero essere una condanna a morte. Ma Guerra
- 16:40Speaker 3: ha imparato a difendersi, anche dove la strada guarda il cielo.
- 16:44Speaker 3: Non sale con lo scatto leggero, sale di pura forza
- 16:47Speaker 3: e di volontà. Stringi i denti, perde terreno nei tratti
- 16:50Speaker 3: più duri e poi recupera, come una furia in discesa,
- 16:53Speaker 3: i ritratti di falso piano, dove la sua potenza torna
- 16:57Speaker 3: a essere letale. Vince una tappa, poi un'altra, poi un'altra ancora.
- 17:01Speaker 3: Alla fine di quel giro del 1934 le tappe vinte
- 17:04Speaker 3: dalle Arco saranno addirittura 10 su 17 in totale. Un
- 17:08Speaker 3: dominio assoluto schiacciante conquista la classifica generale e porta la
- 17:13Speaker 3: maglia rosa definitiva fino al traguardo finale. Nello stesso anno
- 17:22Speaker 3: vince la Milano- Sanremo, il Giro di Lombardia, il Giro della Campania,
- 17:26Speaker 3: il Giro di Romagna e si laurea per la quinta
- 17:29Speaker 3: volta consecutiva campione italiano. È il re indiscusso delle due ruote.
- 17:33Speaker 3: In Italia non si parla d'altro, gli operai nei bar
- 17:36Speaker 3: discutono delle sue imprese prima di entrare in fabbrica. La
- 17:40Speaker 3: sua popolarità non ebbe confini regionali. Nonostante fosse di origini settentrionali,
- 17:46Speaker 3: era molto amato anche nel meridione. La locomotiva umana incarnava
- 17:50Speaker 3: l'ideale del riscatto sociale attraverso la fatica. La sua storia,
- 17:54Speaker 3: da ex muratore che con la forza delle gambe e
- 17:57Speaker 3: della volontà conquistava la gloria sportiva, parlava al cuore di
- 18:01Speaker 3: tutta l'Italia degli anni Trenta. ben oltre i confini della
- 18:04Speaker 3: sua Lombardia. In un'epoca in cui il ciclismo era lo
- 18:07Speaker 3: sport nazionale per eccellenza e la radio iniziava a unificare
- 18:11Speaker 3: il paese, il tifo per guerra andava ben oltre il
- 18:14Speaker 3: semplice campanilismo regionale per diversi motivi. Durante i giri d'Italia,
- 18:18Speaker 3: negli anni 30, l'accoglienza per guerra nelle tappe meridionali, come
- 18:22Speaker 3: quella in Campania, in Puglia o in Calabria, registrava regolarmente
- 18:27Speaker 3: bagni di folla. Per la gente del Mezzogiorno Guerra rappresentava
- 18:30Speaker 3: l'atleta simbolo dell'Italia che lottava e vinceva lontano dalle rivalità
- 18:35Speaker 3: campanilistiche locali. Fu uno dei primissimi sportivi italiani per cui
- 18:39Speaker 3: nacquero club di tifosi organizzati non solo nella sua provincia,
- 18:43Speaker 3: ma lungo tutta la penisola, comprese molte sezioni nel centro
- 18:48Speaker 3: e nel sud Italia. Nel 1930 Learco Guerra partecipò al
- 18:52Speaker 3: suo primo Tour de France, che in quell'edizione vedeva al
- 18:55Speaker 3: via le squadre nazionali anziché i club. Da outsider la
- 18:59Speaker 3: locomotiva umana stupì tutti vincendo la prima tappa a Le
- 19:03Speaker 3: Sable d'Olonne e indossando la prima storica maglia gialla per
- 19:07Speaker 3: un corridore italiano. Guerra mantenne un rendimento eccezionale in tutte
- 19:11Speaker 3: e tre le settimane di corsa conquistando ben tre vittorie
- 19:14Speaker 3: di tappa e chiudendo la grande bucle al secondo posto
- 19:18Speaker 3: assoluto nella classifica generale finale. Al suo rientro a casa,
- 19:22Speaker 3: la comunità e i compaesani del Mantovano, in particolare la
- 19:26Speaker 3: gente di San Nicolò Po, frazione di Bagnolo San Vito,
- 19:29Speaker 3: dove nacque, promossero una vera e propria sottoscrizione popolare per premiarlo.
- 19:34Speaker 3: I fondi raccolti vennero consegnati a guerra tramite un assegno
- 19:38Speaker 3: di una cifra consistente con il quale il campione mantovano
- 19:42Speaker 3: riuscì ad acquistare un'abitazione. Il destino dei giganti è quello
- 19:51Speaker 3: di dover fare i conti con l'usura del proprio stesso motore.
- 19:55Speaker 3: Lo stile di guida di Learco, quel suo pedalare sempre rapportone,
- 19:58Speaker 3: senza risparmiarsi mai, ha richiesto un tributo altissimo al suo fisico.
- 20:03Speaker 3: Le sue ginocchia cominciano a soffrire, i muscoli, così duri
- 20:07Speaker 3: e compatti, pagano gli anni passati nei cantieri e i
- 20:11Speaker 3: chilometri macinati nel fango. Il declino arriva rapido, come giusto
- 20:15Speaker 3: che sia, per un uomo che ha vissuto lo sport
- 20:17Speaker 3: come una fiammata di intensità pura. Si ritira dalle coste
- 20:21Speaker 3: nel 1943, mentre l'Italia è devastata dalla guerra. Grazie Malearco
- 20:40Speaker 3: non riesce a stare lontano da quel mondo che lo
- 20:43Speaker 3: ha salvato dall'anonimato dei cantieri. Diventa direttore sportivo, un ruolo
- 20:48Speaker 3: in cui mette la stessa generosità e lo stesso intuito
- 20:51Speaker 3: che aveva in corsa. Sarà lui a guidare un altro
- 20:54Speaker 3: immenso campione nella storia del ciclismo, lo svizzero Hugo Koblet
- 20:58Speaker 3: e a scoprire e a lanciare giovani talenti. La sua
- 21:01Speaker 3: figura nel dopoguerra è quella di un saggio del ciclismo,
- 21:05Speaker 3: un uomo rispettato da tutti, compresi i vecchi avversari come Binda.
- 21:09Speaker 3: con cui il tempo ha trasformato la feroce rivalità in
- 21:12Speaker 3: una profonda, reciproca e affettuosa amicizia. E la sua vita
- 21:15Speaker 3: privata torna a essere quella di un uomo arriservato legato
- 21:19Speaker 3: alla sua famiglia, ai suoi figli e a quella terra
- 21:21Speaker 3: mantovana che non ha mai abbandonato nemmeno quando era il
- 21:25Speaker 3: re del mondo. no no Le Arco Guerra si spegne
- 21:52Speaker 3: prematuramente a Milano il 7 febbraio del 1963, a soli
- 21:57Speaker 3: 60 anni dopo aver lottato a lungo contro il morbo
- 22:00Speaker 3: di Parkinson. La notizia della sua morte attraversa l'Italia intera
- 22:04Speaker 3: come un brivido freddo. Ai suoi funerali a Mantova arrivano
- 22:08Speaker 3: migliaia di persone. Ci sono i campioni di ieri e
- 22:10Speaker 3: di oggi, ci sono le autorità, ma soprattutto c'è una
- 22:13Speaker 3: marea di gente comune. Vecchi operai con il cappello in mano,
- 22:17Speaker 3: ex muratori che avevano lavorato con lui 30 anni prima,
- 22:20Speaker 3: appassionati che avevano spinto la sua bicicletta lungo le strade
- 22:24Speaker 3: del giro d'Italia. Le Arco Guerra oggi riposa nella tomba
- 22:28Speaker 3: di famiglia, nel cimitero monumentale di Mantua. A distanza di
- 22:32Speaker 3: quasi un secolo dalle sue imprese, il ciclismo è cambiato radicalmente.
- 22:36Speaker 3: Le biciclette sono in fibra di carbonio, pesano meno di
- 22:39Speaker 3: 7 kg. I corridori sono seguiti da nutrizionisti, computer di
- 22:43Speaker 3: bordo e gallerie del vento. Tutto è calcolato, tutto è scientifico.
- 22:48Speaker 3: Il 7 maggio del 2015 il presidente del CONI, Giovanni Malagò,
- 22:52Speaker 3: inaugura la Walk of Fame dello sport italiano, un percorso
- 22:55Speaker 3: stradale di Roma lastricato con targhe dedicate ad ex atleti
- 22:59Speaker 3: dello sport italiano che si sono particolarmente distinti a livello internazionale.
- 23:05Speaker 3: Furono scoperte 100 targhe, ciascuna delle quali reca il nome
- 23:08Speaker 3: di un ex atleta scelto dalla Commissione Atleti del CONI.
- 23:12Speaker 3: Guerra fu subito inserito tra le targhe deposte. Se vi
- 23:16Speaker 3: capita di andare a Mantua o se vi trovate a
- 23:19Speaker 3: pedalare lungo gli argini del Po, in una giornata d'inverno,
- 23:22Speaker 3: quando la nebbia cancella l'orizzonte e il vento soffia forte
- 23:27Speaker 3: in faccia, fermatevi un attimo. Chiudete gli occhi e ascoltate.
- 23:31Speaker 3: Se prestate attenzione, oltre al fruscio delle foglie di pioppo,
- 23:35Speaker 3: vi sembrerà ancora di sentire un rumore familiare. Un rumore pesante, regolare, potente.
- 23:41Speaker 3: Il suono di una catena che gira su un rapporto
- 23:44Speaker 3: troppo duro per chiunque. Il respiro profondo di un torace
- 23:48Speaker 3: immenso e il battito inarrestabile di un cuore d'acciaio. È
- 23:53Speaker 3: la locomotiva umana che sta passando ancora una volta e quella,
- 23:57Speaker 3: statene certe, non si fermerà mai le arcoguerre. Un saluto
- 24:14Speaker 3: da DJ Fabio e appuntamento al prossimo episodio. Ciao