Latest / SULLA SCENA DEL CRIMINE / TEORIA DELLA DEVIANZA # 4 -Albert Bandura e il disimpegno morale
Transcript
- 0:18Speaker 2: Il disimpegno morale di Albert Bandura rientra all'interno delle teorie
- 0:23Speaker 2: della devianza. Questa nota teoria sociologica e psicologica spiega che
- 0:28Speaker 2: le persone vogliono in generale apparire morali Il motivo è
- 0:32Speaker 2: che fin da quando siamo piccoli ci insegnano a rispettare
- 0:35Speaker 2: le regole che poi vengono introiettate e diventano standard morali interni.
- 0:42Speaker 2: Cosa accade però quando si commette un reato o ci
- 0:44Speaker 2: si comporta in modo illecito? Lo spiega proprio la teoria
- 0:48Speaker 2: del disimpegno morale di Albert Bandura. Nel momento in cui
- 0:53Speaker 2: si commette qualcosa di illecito e riprovevole si innesca un giudizio.
- 0:59Speaker 2: Tale giudizio, secondo Bandura, è diretto verso se stessi. Il
- 1:03Speaker 2: motivo è che se da un lato un soggetto può
- 1:05Speaker 2: essere spinto a commettere un crimine o ad esempio una violenza,
- 1:09Speaker 2: dall'altro riconosce che il proprio comportamento è sbagliato. Si mette
- 1:14Speaker 2: in atto quindi quella che si chiama dissonanza cognitiva, cioè
- 1:18Speaker 2: un contrasto tra due istanze. Da un lato vi è
- 1:21Speaker 2: il piacere di delinquere o comunque il sentimento associato al
- 1:25Speaker 2: gesto moralmente sbagliato. Dall'altro vi è il biasimo verso se stessi,
- 1:30Speaker 2: la vergogna e l'angoscia di venire giudicati dalla propria comunità
- 1:34Speaker 2: e da se stessi. Per sfuggire a questo conflitto interno,
- 1:38Speaker 2: il soggetto ridefinisce cognitivamente il proprio gesto. Per dissonanza cognitiva
- 1:46Speaker 2: si intende un conflitto tra comportamento e credenza. L'esempio classico
- 1:51Speaker 2: che si porta in psicologia sociale per spiegare questo meccanismo
- 1:55Speaker 2: è quello del fumo. Chiunque sa che fumare fa male
- 1:59Speaker 2: e quindi se gli venisse chiesto se chi fuma sbaglia
- 2:02Speaker 2: dovrebbe dire di sì. Tuttavia se quello stesso soggetto fumasse
- 2:06Speaker 2: dovrebbe dire di se stesso che sta facendo qualcosa di sbagliato,
- 2:10Speaker 2: di pericoloso e di sciocco. Quindi passerebbe da sciocco ai
- 2:14Speaker 2: suoi stessi occhi. Per uscire da questa impasse sono due
- 2:18Speaker 2: le soluzioni possibili. O il soggetto afferma di essere uno
- 2:22Speaker 2: sciocco o ridefinisce il valore del proprio comportamento in modo
- 2:27Speaker 2: che non sia più dissonante con le proprie credenze. Tipicamente
- 2:31Speaker 2: allora il soggetto argomenta il fumare come qualcosa che in
- 2:34Speaker 2: fondo non fa male, adducendo argomentazioni diverse e infondate come
- 2:40Speaker 2: un mio parente che fumava ha vissuto cent'anni, di qualcosa
- 2:44Speaker 2: si deve pur morire. In fondo il fumo non fa
- 2:47Speaker 2: poi così male con tutto l'inquinamento che c'è. Quando però
- 2:51Speaker 2: viene applicata ad altri comportamenti più gravi, la dissonanza cognitiva
- 2:55Speaker 2: richiede l'autoassoluzione, appunto il disimpegno morale. Per autoassolversi o disimpegnarsi moralmente,
- 3:05Speaker 2: gli individui possono mettere in atto tre tipologie di meccanismi
- 3:09Speaker 2: che servono a ridefinire la loro condotta. Questi sono i
- 3:13Speaker 2: processi di disimpegno che agiscono sul modo in cui si
- 3:16Speaker 2: definisce una condotta. Ancora, i meccanismi che comportano una distorsione
- 3:22Speaker 2: nella relazione tra una causa e un effetto, infine i
- 3:27Speaker 2: processi che rivalutano la vittima. All'interno dei processi del disimpegno
- 3:33Speaker 2: che ridefiniscono un certo comportamento si può mettere in atto
- 3:37Speaker 2: ad esempio la cosiddetta giustificazione morale che è uno dei
- 3:41Speaker 2: principali meccanismi di disimpegno morale. Si pensi ad esempio a
- 3:46Speaker 2: qualcuno che diffonde in rete materiale offensivo per un'altra persona.
- 3:50Speaker 2: Se questo soggetto ha un risentimento nei confronti della vittima,
- 3:54Speaker 2: potrebbe giustificare il proprio comportamento. Il meccanismo sottostante lo porterebbe
- 4:00Speaker 2: ad affermare che la vittima lo aveva prima offeso o
- 4:02Speaker 2: ferito e quindi era in qualche modo autorizzato a vendicarsi.
- 4:08Speaker 2: Senza arrivare alle dinamiche dei sociopatici che considerano le vittime
- 4:12Speaker 2: come responsabili, La giustificazione morale spinge gli individui a percepirsi
- 4:17Speaker 2: come danneggiati e quindi illegittimati a reagire. Il punto è
- 4:22Speaker 2: che la vittima non ha alcuna colpa, soprattutto se si
- 4:25Speaker 2: parla ad esempio di donne che vengono umiliate o offese
- 4:29Speaker 2: perché rivendicano la propria libertà. Con questo meccanismo si richiamano
- 4:35Speaker 2: dei fini superiori che passano sopra il fatto che il
- 4:39Speaker 2: proprio comportamento è sbagliato. Per giustificare il proprio comportamento moralmente
- 4:45Speaker 2: riprovevole e autoassolversi si può ricorrere anche all'etichettamento eufemistico con
- 4:52Speaker 2: il quale si cambia significato all'azione per minimizzarne le conseguenze dolorose.
- 4:59Speaker 2: Infine si può mettere in atto il confronto vantaggioso cioè
- 5:03Speaker 2: si può operare proprio un paragone tra la propria azione
- 5:06Speaker 2: e condotte moralmente peggiori. Con questo meccanismo il soggetto si
- 5:11Speaker 2: assolve perché il suo comportamento non gli appare grave come altri.
- 5:16Speaker 2: Può accadere che si vendichi in modo sproporzionato di qualche
- 5:19Speaker 2: torto subito, giudicandolo gravissimo. Ancora può capitare quando si molesta
- 5:24Speaker 2: una donna, giustificandosi dietro il fatto di non averla mica violentata,
- 5:29Speaker 2: che sarebbe stato peggio. Il secondo gruppo di meccanismi del
- 5:34Speaker 2: disimpegno morale teorizzati da Albert Bandura sono quelli che comportano
- 5:39Speaker 2: una distorsione nella relazione tra una causa e un effetto
- 5:45Speaker 2: si possono quindi avere il dislocamento della responsabilità che interviene
- 5:50Speaker 2: quando il proprio comportamento viene attribuito a un terzo, un
- 5:54Speaker 2: esterno ricordiamo tutti i frasi come ho solo eseguito gli
- 5:58Speaker 2: ordini e il cosiddetto effetto lucifero dimostrato da Phil Zimbardo
- 6:03Speaker 2: nel suo celebre esperimento del carcere di Stanford se a
- 6:08Speaker 2: farci fare qualcosa è stata un'autorità La nostra condotta non
- 6:12Speaker 2: va imputata a noi stessi ma agli ordini ricevuti contro
- 6:15Speaker 2: i quali non si poteva fare nulla. Si ha poi
- 6:20Speaker 2: nei meccanismi del disimpegno morale quella che si chiama la
- 6:23Speaker 2: diffusione della responsabilità. Quando a commettere un atto riprovevole sono
- 6:28Speaker 2: in molti, di chi è la colpa? Lo scopo di
- 6:32Speaker 2: questi meccanismi e comportamenti, ricordiamo, è quello di alleviare il
- 6:36Speaker 2: senso di colpa e di giustificarsi. Così la diffusione della
- 6:41Speaker 2: responsabilità serve per minimizzare le proprie azioni perché tanto lo
- 6:46Speaker 2: fanno tutti. Ecco allora che infrangere il codice della strada
- 6:50Speaker 2: o insultare qualcuno in rete per questi soggetti non è
- 6:53Speaker 2: tanto grave in quanto si tratta di azioni comuni che
- 6:57Speaker 2: tutti commettono con frequenza. Nel secondo gruppo dei meccanismi del
- 7:01Speaker 2: disimpegno morale che stravolgono la relazione tra una causa e
- 7:05Speaker 2: un effetto va ricordata infine la distorsione delle conseguenze e
- 7:09Speaker 2: che consente di ignorare o minimizzare la gravità delle conseguenze
- 7:14Speaker 2: delle proprie azioni. Il terzo gruppo dei processi di disimpegno
- 7:18Speaker 2: morale che l'individuo può mettere in atto per autoassolversi dalle
- 7:22Speaker 2: proprie azioni irriprovevoli è forse il più odioso. Il motivo
- 7:26Speaker 2: è che agisce sulla vittima e la sua identità. Con
- 7:30Speaker 2: la deumanizzazione si attribuisce alla vittima la mancanza di sentimenti,
- 7:35Speaker 2: in modo tale da non provare senso di colpa se
- 7:38Speaker 2: le si fa del male. Nell'ambito della criminalità e nello
- 7:41Speaker 2: specifico della violenza sessuale, questo meccanismo del disimpegno morale si
- 7:46Speaker 2: mostra chiaramente. Si attiva a livello cognitivo in modo tale
- 7:50Speaker 2: che il violentatore possa assolvere se stesso. La deumanizzazione della
- 7:55Speaker 2: vittima è il meccanismo più pericoloso e quello che rivela
- 7:58Speaker 2: la mancanza di empatia nei confronti dell'altro. Si tratta di
- 8:02Speaker 2: una strategia impiegata normalmente dai serial killer o dai sociopatici
- 8:07Speaker 2: che considerano la loro vittima in qualche modo meritevole di
- 8:11Speaker 2: essere punita. Il distacco tra sé e la vittima è
- 8:15Speaker 2: psicologicamente necessario, soprattutto quando il crimine è particolarmente efferato. Si
- 8:20Speaker 2: può così usare violenza sulle donne perché le si ritiene
- 8:24Speaker 2: peccatrici o ancora prendersela con i disabili perché lì si
- 8:27Speaker 2: incolpa della loro diversità. Infine, l'ultimo meccanismo del disimpegno morale
- 8:34Speaker 2: che si può mettere in atto per autoassolversi, è detto
- 8:36Speaker 2: attribuzione di colpa. In questo caso ci si convince che
- 8:40Speaker 2: la vittima in qualche modo si è meritata la punizione
- 8:43Speaker 2: per qualcosa che ha fatto. È stata colpa sua, insomma,
- 8:46Speaker 2: si è dovuto punirla, si è meritata quello che è capitato.
- 8:51Speaker 2: Queste sono le distorsioni cognitive che servono all'individuo per autoassolversi
- 8:56Speaker 2: del suo comportamento illecito o immorale. Sono estremamente pericolose. perché
- 9:01Speaker 2: agiscono proiettando fuori di noi il dolore per l'altro, incolpando
- 9:06Speaker 2: la vittima e rendendoci deumanizzanti.