Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / Raccontare senza spettacolarizzare – dialogo con la giornalista RAI Raffaella Notariale
Transcript
- 0:00Negli ultimi anni le storie di cronaca sono ovunque.
- 0:03Podcast, serie, video, racconti a puntate, storie vere
- 0:08trasformate in episodi, titoli e numeri.
- 0:11Il True Crime è diventato uno dei linguaggi più ascoltati del
- 0:14nostro tempo. Ma quando raccontiamo una
- 0:17scomparsa, una vittima, una vita spezzata, non stiamo raccontando
- 0:22un genere, stiamo raccontando una persona ed.
- 0:26È qui che nasce una domanda fondamentale, come si racconta?
- 0:29Senza semplificare, senza usare, senza tradire.
- 0:33Per questo oggi ho la grande opportunità di dialogare con una
- 0:37giornalista che da anni lavora su storie complesse e delicate,
- 0:41muovendosi in quella zona fragile in cui informare
- 0:45significa anche proteggere. Raffaella notariale è una
- 0:49giornalista professionista e lavora alla Rai.
- 0:52Nel corso della sua lunga carriera ha seguito e raccontato
- 0:55alcune delle pagine più oscure della cronaca italiana con uno
- 0:59sguardo rigoroso e mai compiacente.
- 1:02Il suo primo libro, segreto criminale, la vera storia della
- 1:05banda della Magliana, scritto per Newton Compton insieme a
- 1:09Sabrina Minardi, ha avuto 10 edizioni in pochi mesi,
- 1:13diventando un caso editoriale. Successivamente ha pubblicato
- 1:17anche il boss della banda della maliana, approfondendo
- 1:20ulteriormente uno dei capitoli più complessi della nostra
- 1:23storia criminale. Ma al di là dei titoli e dei
- 1:27numeri, ciò che colpisce del suo lavoro è l'approccio, un modo di
- 1:31raccontare che non cerca lo shock, che non semplifica il
- 1:34male, che non usa il dolore come leva emotiva.
- 1:38Oggi non parleremo solo di casi, parleremo di responsabilità, di
- 1:42sguardo e di etica del racconto. Ciao Raffaella, grazie di cuore
- 1:47per essere qui con noi oggi. Per me è un grande piacere
- 1:51averti qui inizia. No, questa conversazione ti
- 1:55occupi da anni di storie, di criminalità, di scomparse, di
- 1:58verità difficili da raccontare, qual è secondo te il confine che
- 2:03un giornalista non dovrebbe mai superare quando entra nel dolore
- 2:06degli altri? Quando raccontiamo storia di
- 2:12criminalità, di scomparsa o di violenza entriamo sempre in un
- 2:15territorio fragile. Quello del dolore vero delle
- 2:18persone è un confine sottile ma fondamentale.
- 2:21Sta tutto nella differenza tra raccontare una storia e
- 2:24trasformare quel dolore in spettacolo.
- 2:27Il lavoro di un giornalista è cercare la verità a fare
- 2:30domande, portare luce dove ci sono zone d'ombra.
- 2:33E questo si può fare anche costruendo un racconto seguito
- 2:36dal pubblico, senza però trasformare le vittime o i loro
- 2:39familiari in persona di. Sonaggi di una narrazione.
- 2:43Non serve forzare emozioni, né spingere qualcuno a dire più di
- 2:47quanto sia pronto a condividere, solo per ottenere una scena più
- 2:50intensa o una frase destinata a fare audience.
- 2:52Il rispetto si misura spesso in gesti minuscoli, nel tono con
- 2:57cui si pone una domanda, nella sensibilità di capire quando
- 3:00fermarsi, perfino nella scelta di spegnere il microfono.
- 3:03A volte ci sono momenti in cui la decisione più corretta, anche
- 3:08se. Può sembrare la meno
- 3:09giornalistica è rinunciare a un dettaglio che aggiunge poco alla
- 3:13comprensione dei fatti. Ma rischia di riaprire una
- 3:16ferita molto molto profonda. Alla fine il principio è
- 3:21semplice, ma richiede molta consapevolezza, ricordarsi che
- 3:24davanti a noi non c'è solo una storia da raccontare, ma una
- 3:26persona. E quella persona continuerà a
- 3:29vivere. Quando il servizio sarà andato
- 3:30in onda, quando l'articolo sarà stato pubblicato, quando il
- 3:33Podcast sarà finito. Se perdiamo di vista questo, non
- 3:36stiamo più facendo giornalismo, stiamo facendo qualcos'altro.
- 3:40Viviamo in un'epoca in cui chiunque può accendere un
- 3:42microfono e raccontare un caso di cronaca.
- 3:45Quanto è importante oggi il metodo giornalistico e che cosa
- 3:49si rischia quando il racconto perde rigore, contesto e
- 3:52soprattutto profondità? Il fatto che oggi chiunque possa
- 3:56accendere un microfono e raccontare un caso di cronaca è
- 3:59senza dubbio una grande opportunità, ma anche un grande
- 4:02rischio per una corretta informazione.
- 4:04È il metodo che segna la differenza tra un semplice
- 4:07racconto e una vera ricerca della verità.
- 4:10Metodo vuol dire controllare le fonti, ricostruire i fatti con
- 4:13precisione, distinguere con chiarezza ciò che è accertato da
- 4:17ciò che ha ancora solo un'ipotesi.
- 4:19E soprattutto significa non farsi manipolare, saper porre le
- 4:21domande giuste, dare contesto. Quando questo rigore viene meno,
- 4:26il rischio è concreto. La cronaca può scivolare
- 4:28facilmente in una natura. In una narrazione fatta di
- 4:31suggestioni, sospetti e teorie non verificate.
- 4:35Il metodo giornalistico, in fondo, è una forma di
- 4:37responsabilità, non serve soltanto a tutelare la
- 4:40credibilità di chi racconta una storia, ma anche a proteggere i
- 4:43fatti e le persone che quei fatti li hanno vissuti davvero.
- 4:47In un tempo in cui le informazioni corrono velocissime
- 4:50e la disinformazione si diffonde con la stessa rapidità, anzi, a
- 4:54volte anche di più, il rigore resta l'unico argine capace di
- 4:58impedire alla verità di perdersi nel rumore.
- 5:02Il successo dei Podcast True crime è enorme, secondo te che
- 5:06cosa distingue un racconto che informa e fa riflettere da uno
- 5:09che rischia di trasformare storie complesse in una
- 5:12narrazione superficiale pensata solo per attirare attenzione?
- 5:18Il punto non è tanto raccontare un crimine, quanto il modo in
- 5:22cui lo si racconta. Il True crime può essere uno
- 5:25strumento potente, aiuta a comprendere contesti sociali,
- 5:28ricostruire vicende giudiziarie, riportare l'attenzione su
- 5:31domande rimaste aperte. In questi casi il racconto non
- 5:35serve solo a intrattenere, ma stimola la riflessione e apre
- 5:38finestre su realtà complesse. La differenza sta nello sguardo
- 5:43e nel metodo. Un racconto serio non si ferma
- 5:46al colpo di scena o all'atmosfera inquietante, cerca
- 5:49di restituire la complessità dei fatti distinguendo ciò che ha
- 5:53accertato da ciò che resta. Ipotesi.
- 5:56Inoltre, evita di ridurre le persone coinvolte a stereotipi,
- 6:00la vittima perfetta, il colpevole assoluto, il mistero
- 6:04da assolvere a tutti i costi. Quando invece l'obiettivo
- 6:07diventa solo catturare l'attenzione, la storia si
- 6:10semplifica, i dubbi diventano insinuazioni, il dolore reale
- 6:14rischia di trasformarsi in meccanismo narrativo.
- 6:17E in quel momento che il True crime smette di essere uno
- 6:20strumento di comprensione e diventa un prodotto.
- 6:24Chi decide di raccontare queste storie, certe storie, dovrebbe
- 6:28sempre chiedersi, questa narrazione aiuta davvero a
- 6:32capire qualcosa in più o sta sfruttando una tragedia per
- 6:35intrattenere? Se la risposta è la seconda,
- 6:37forse è il momento di fermarsi e ripensare il modo in cui si
- 6:41racconta la vicenda ripensarlo da capo.
- 6:46Nel tuo percorso di giornalista ti sei confrontata con storie
- 6:49molto diverse tra di loro, dal racconto del passato fino
- 6:52all'osservazione attenta di ciò che accade nel presente.
- 6:56Oggi che cosa senti sia più importante nel tuo modo di fare
- 7:00informazione? Che cosa non dovrebbe mai
- 7:03mancare, anche quando si raccontano realtà complesse e
- 7:07delicate? Negli anni ho imparato una cosa
- 7:11fondamentale, quando racconti realtà complesse e delicate, ciò
- 7:15che conta davvero è la responsabilità con cui guardi la
- 7:19storia. Per me ci sono tre elementi che
- 7:21non dovrebbero mai mancare. Il primo è il dubbio, la
- 7:24consapevolezza che la realtà è quasi sempre più complessa di
- 7:28come appare all'inizio e che il nostro lavoro è continuare a
- 7:31fare domande senza chiuderle troppo in fretta.
- 7:35Il secondo è il contesto. Nessuna vicenda nasce nel vuoto.
- 7:38Ogni storia si muove in un tempo, in un luogo, dentro una
- 7:42rete di relazioni sociali, culturali, economiche.
- 7:45Senza il contesto rischiamo di ridurre tutto a un episodio
- 7:48isolato e di perdere il senso più profondo di ciò che stiamo
- 7:52raccontando. La terza cosa, forse la più
- 7:55importante per me, almeno per me, è l'umanità.
- 8:01Anche di fronte a fatti duri, violenze o errori, dietro ogni
- 8:04vicenda ci sono persone reali. Tenere presente questo non rende
- 8:08il racconto meno rigoroso, anzi lo rende più autentico.
- 8:12Fare informazione oggi significa proprio questo, intrecciare
- 8:16rigore, dubbio e umanità. Senza questi tre elementi
- 8:21possiamo raccontare molto, ma capire davvero e far capire agli
- 8:25altri diventa quasi impossibile. E ora passiamo all'ultima
- 8:29domanda, Raffaella, se dovessi lasciare un messaggio a chi oggi
- 8:33sente il desiderio di raccontare storie vere?
- 8:37Soprattutto storie di scomparsa o di vittime.
- 8:39Quale responsabilità dovrebbe sentire prima ancora di premere
- 8:43REC? Prima ancora di premere REC, la
- 8:46domanda più importante da farsi è semplice, perché sto
- 8:50raccontando questa storia? Curiosità ribalta.
- 8:54Allora fermiamoci. Le storie di scomparsa, di
- 8:57violenza, di vittime non sono mai solo storie.
- 9:01Sono vite interrotte, famiglie che cercano risposte, persone
- 9:05che convivono ogni giorno con una ferita aperta.
- 9:08La responsabilità, quindi, è soprattutto etica.
- 9:12Significa chiedersi se il nostro racconto aggiunge davvero
- 9:15qualcosa. Comprensione, memoria,
- 9:18consapevolezza, denuncia. Oppure si rischia di trasformare
- 9:23una tragedia reale in un contenuto da consumare e
- 9:26dimenticare. Chi decide di narrare queste
- 9:29vicende deve sentire anche la responsabilità della precisione.
- 9:33Le parole quando parlano di fatti reali, hanno un peso
- 9:36enorme. Possono chiarire, ma anche
- 9:38insinuare i dubbi infondati, creare sospetti.
- 9:42O influenzare il modo in cui il pubblico percepisce le persone
- 9:44coinvolte e le indagini in corso?
- 9:47E poi c'è il tempo. Per chi ascolta un podcast
- 9:51finisce, per chi vive quella storia invece non finisce mai.
- 9:55Tenere presente questa differenza cambia profondamente
- 9:58il modo in cui si racconta. Se dovessi lasciare un
- 10:01messaggio, sarebbe questo, trattate queste storie come se
- 10:05appartenessero a qualcuno che amate con cura, quindi con
- 10:09prudenza, con rispetto. Perché il giornalismo o
- 10:12qualsiasi forma di racconto del reale non è solo il diritto di
- 10:16raccontare, è anche, forse soprattutto, la responsabilità
- 10:20di farlo nel modo giusto. Io.
- 10:23Ringrazio ancora di cuore Raffaella per essere stata qui
- 10:25con noi oggi, speriamo di averla con noi ancora in futuro, in
- 10:29conclusione. Raccontare non è solo parlare,
- 10:33raccontare e scegliere. Scegliere le parole, scegliere i
- 10:36silenzi, scegliere cosa mostrare e che cosa proteggere.
- 10:41In un tempo in cui tutto corre, tutto chiede attenzione, tutto
- 10:44vuole essere ascoltato, il vero coraggio è rallentare e
- 10:48ricordarsi che dietro ogni storia c'è una vita che non ha
- 10:51chiesto di diventare un contenuto.
- 10:53Il giornalismo non nasce per intrattenere, nasce per
- 10:57illuminare senza accecare, per dare voce senza invadere, per
- 11:01cercare. Senza dimenticare l'umanità.
- 11:04Per questo voglio nuovamente ringraziare Raffaella notariale
- 11:08per la sua grande disponibilità, per il rigore e per il modo in
- 11:11cui continua ad esercitare un giornalismo che non è mai comodo
- 11:15ma necessario. Fare giornalismo d'inchiesta
- 11:18oggi significa esporsi, significa lavorare con pazienza,
- 11:23responsabilità e spesso anche solitudine.
- 11:25Non è un lavoro semplice, ma è un lavoro che tiene aperta una
- 11:29luce. E forse, oggi più che mai,
- 11:31abbiamo bisogno di questo, di racconti che non urlano, di voci
- 11:35che non sfruttano, di storie che non vengono usate ma custodite.
- 11:39Perché raccontare è un atto potente, molto potente, e ogni
- 11:43atto potente chiede grande responsabilità.
- 11:46Non. Tutte le storie chiedono di
- 11:48essere consumate, alcune chiedono solo di essere
- 11:50raccontate bene.