Latest / La fotografia da ascoltare / Ep. 156 - "Mani del burattinaio" di Tina Modotti
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- 0:04Speaker 2: Benvenuti al 156° episodio di La fotografia da ascoltare, la
- 0:10Speaker 2: fotografia che fa emozionare
- 0:15Speaker 2: In questo episodio parliamo della fotografia dal titolo Mani del burattinaio,
- 0:21Speaker 2: scattata da Tina Modotti nel 1929. Oggi è conservata al
- 0:28Speaker 2: Minneapolis Institute of Art. È una fotografia in bianco e nero,
- 0:33Speaker 2: formato verticale, un bianco e nero drammatico, ricco di contrasti.
- 0:39Speaker 2: Ritrae in primo piano due mani callose, intente a muovere
- 0:44Speaker 2: dei fili. Sono il soggetto principale della scena. Immaginate un'inquadratura strettissima.
- 0:52Speaker 2: Non vediamo il volto, non vediamo il teatro, non vediamo
- 0:55Speaker 2: nemmeno il burattino. Al centro di tutto ci sono solo
- 1:00Speaker 2: due mani. Sono mani maschili, grandi, nodose. Le mani di
- 1:05Speaker 2: un lavoratore, segnate da una pelle rubida che racconta una
- 1:09Speaker 2: vita di fatica. Nonostante questo, compiono un gesto di eleganza
- 1:16Speaker 2: e di una precisione chirurgica. Le dita sono piegate e
- 1:22Speaker 2: tese nello sforzo. Tra i polpastrelli corrono dei fili sottili,
- 1:27Speaker 2: quasi invisibili, che tagliano verticalmente lo spazio. mentre sul polso
- 1:33Speaker 2: destro si poggiano i legni a croce della struttura che
- 1:37Speaker 2: regge il burrattino tramite i fili. I fili convergono verso
- 1:43Speaker 2: il basso, verso l'oscurità, l'ignoto. Muovono qualcosa che a noi
- 1:49Speaker 2: è negato vedere. La luce colpisce violentemente il dorso delle mani,
- 1:55Speaker 2: facendo emergere ogni singola piega della pelle, ogni vena. Sullo
- 2:01Speaker 2: sfondo un'ombra profonda inghiotte tutto il resto, isolando questo frammento
- 2:06Speaker 2: di corpo nel vuoto. Lo scatto è stato realizzato con
- 2:11Speaker 2: una fotocamera Graflex, una macchina a pozzetto molto diffusa all'epoca.
- 2:17Speaker 2: Richiedeva di guardare dall'alto verso l'interno di un mirino a cappuccio,
- 2:22Speaker 2: favorendo inquadrature dal basso o ad altezza di busto. Tina
- 2:28Speaker 2: Modotti rifiutava i trucchi da studio, era fedele alla filosofia
- 2:33Speaker 2: della straight photography, la fotografia pura, appresa da Edward Weston.
- 2:40Speaker 2: Ha sfruttato esclusivamente la luce naturale e diretta del sole messicano,
- 2:46Speaker 2: creando un contrasto netto e tagliente tra le zone illuminate
- 2:50Speaker 2: e le ombre profonde. Per isolare le mani dallo sfondo
- 2:55Speaker 2: e catturare ogni ruga, con una nitidezza quasi tattile, ha
- 3:00Speaker 2: utilizzato un'apertura del diaframma relativamente ampia che ha permesso di
- 3:05Speaker 2: sfocare lo sfondo. Spostiamoci ora nel tempo e vi racconto
- 3:10Speaker 2: come è nata questa fotografia. Siamo nel 1929. Lou Buran
- 3:17Speaker 2: arriva nel Messico per lavorare come assistente e apprendista del
- 3:22Speaker 2: celebre pittore Diego Rivera. Bourrin portò con sé una grande
- 3:28Speaker 2: passione per il teatro di figura, utilizzandolo come strumento d'avanguardia
- 3:33Speaker 2: per lottare e fare propaganda politica tra le classi operaie analfabete.
- 3:40Speaker 2: In quel periodo Bourrin stava mettendo in scena un adattamento
- 3:45Speaker 2: teatrale con i suoi burattini, basato sul dramma espressionista Lo
- 3:51Speaker 2: scimmione di Eugène O'Neill. L'opera affrontava temi scottanti come il
- 4:00Speaker 2: capitalismo oppressivo e la lotta di classe. Tina Modotti decise
- 4:06Speaker 2: di documentare il lavoro di Bourrin perché è vicino ai
- 4:10Speaker 2: suoi ideali. Mentre Tina Modotti osservava le prove fu colpita
- 4:16Speaker 2: non dal palcoscenico, bensì dal contrasto visivo che si creava
- 4:20Speaker 2: sopra di esso. Borin muoveva i fili di una marionetta
- 4:26Speaker 2: che rappresentava un poliziotto. Questa sessione fotografica segnò l'apice della
- 4:33Speaker 2: carriera fotografica messicana di Tina Modotti. Pochi mesi dopo venne
- 4:38Speaker 2: espulsa dal Messico a causa del suo attivismo politico. È
- 4:44Speaker 2: una fotografia che fa emozionare perché non è un semplice
- 4:48Speaker 2: reportage ma un'opera d'arte universale. Tina Modotti compie una magia,
- 4:55Speaker 2: prende il lavoro di un artista di strada e lo
- 4:58Speaker 2: trasforma in un simbolo universale. Queste dita non stanno solo
- 5:03Speaker 2: muovendo un pezzo di legno, sembrano tessere i fili del destino.
- 5:10Speaker 2: Poi il mistero del non visto attiva l'immaginazione di chi osserva,
- 5:15Speaker 2: costringendolo a chiedersi chi o cosa c'è laggiù. La fragilità
- 5:22Speaker 2: del tocco delle mani sui fili, unita alla potenza fisica
- 5:26Speaker 2: delle mani giganti, forti, con rughe profonde, crea una vulnerabilità
- 5:32Speaker 2: che commuove. Ci fa sembrare quasi una magia il fatto
- 5:37Speaker 2: che quelle mani siano così delicate. Tina Modotti nasce a
- 5:43Speaker 2: Udine nel 1896 in una famiglia operaia e poverissima. A
- 5:49Speaker 2: 12 anni lavora come operaia tessile per mantenere la famiglia.
- 5:56Speaker 2: A 17 anni sale su una nave per raggiungere il
- 5:59Speaker 2: padre a San Francisco, dove era emigrato per fare fortuna.
- 6:05Speaker 2: Inizia a recitare in compagnie di dilettanti nei teatri e
- 6:10Speaker 2: viene notata da Hollywood. Diventa così una diva del cinema muto.
- 6:17Speaker 2: La svolta della sua vita avviene quando incontra il grande
- 6:21Speaker 2: fotografo Edward Weston. Tra i due nasce una passione travolgente.
- 6:27Speaker 2: Tina Modotti diventa la sua modella, la sua musa e
- 6:31Speaker 2: la sua allieva. Nel 1923 si trasferiscono a Città del Messico.
- 6:39Speaker 2: Lì Tina Modotti impara la tecnica fotografica e crea il
- 6:43Speaker 2: suo stile. Frequenta artisti come Diego Rivera e Frida Kahlo
- 6:49Speaker 2: e si iscrive al Partito Comunista. Nel 1929 il suo
- 6:55Speaker 2: compagno dell'epoca, il rivoluzionario cubano Giulio Antonio Mella, viene assassinato
- 7:01Speaker 2: tra le sue braccia per strada. Viene accusata del delitto
- 7:06Speaker 2: e perseguitata dalla stampa. Torna nel Messico, ma nel 1930
- 7:13Speaker 2: viene espulsa dal Messico per il suo attivismo comunista. Viaggia
- 7:18Speaker 2: in Europa e si stabilisce a Mosca. Abbandona per sempre
- 7:23Speaker 2: la fotografia per dedicarsi alla causa politica. Diventa un agente
- 7:28Speaker 2: segreto del Soccorso Rosso Internazionale. Durante la guerra civile spagnola
- 7:35Speaker 2: corre al fronte col suo nuovo compagno, l'agente stalinista Vittorio
- 7:39Speaker 2: Vidali come assistente negli ospedali da campo. Dopo la sconfitta
- 7:45Speaker 2: della Repubblica Spagnola riesce a rientrare clandestinamente in Messico nel 1939, stanca,
- 7:52Speaker 2: provata nel fisico e nello spirito. Muore improvvisamente nella notte
- 8:00Speaker 2: del 5 gennaio 1942 a soli 45 anni, colpita da
- 8:02Speaker 2: un attacco cardiaco mentre si trovava in un taxi a
- 8:10Speaker 2: città del Messico. Sulla sua tomba il poeta Pablo Neruda
- 8:15Speaker 2: fece incidere« Tina Modotti, sorella, tu non dormi
- 8:25Speaker 2: La fotografia da ascoltare vi dà appuntamento al prossimo episodio
- 8:30Speaker 2: con una nuova immagine ed una nuova emozione.