Latest / Le favole dell'unicorno / La Bambola che Rideva Solo a Mezzanotte
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- 0:08Speaker 2: La bambola che rideva solo a mezzanotte. Nel museo delle
- 0:13Speaker 2: cose strane di Zuccaluna c'erano oggetti che nessun museo normale
- 0:17Speaker 2: avrebbe accettato. Un ombrello che pioveva verso l'alto. Una scarpa
- 0:22Speaker 2: che camminava da sola ogni martedì. Una tazza che faceva
- 0:26Speaker 2: il singhiozzo quando qualcuno beveva cioccolata. e una porta che
- 0:30Speaker 2: conduceva sempre nello stesso ripostiglio, anche se veniva montata su
- 0:34Speaker 2: muri diversi. Ma l'oggetto più famoso era una vecchia bambola
- 0:39Speaker 2: di porcellana chiamata Livia. Aveva un vestito blu scuro, capelli
- 0:44Speaker 2: castani raccolti con un nastro e due occhi di vetro
- 0:47Speaker 2: color miele. Di giorno non faceva assolutamente nulla. Di notte, invece,
- 0:53Speaker 2: esattamente a mezzanotte, rideva. Non un sorriso meccanico, non un
- 0:59Speaker 2: suono registrato. Una vera risatina. Durava sette secondi e poi
- 1:05Speaker 2: si fermava. Il custode del museo, professor Polverini, aveva provato
- 1:10Speaker 2: di tutto. Aveva tolto le batterie, anche se la bambola
- 1:14Speaker 2: non aveva batterie. Aveva controllato ingranaggi, schiena, testa, scarpe. Niente.
- 1:21Speaker 2: Ogni notte, mezzanotte precisa, Livia rideva. Gli abitanti avevano sviluppato
- 1:27Speaker 2: mille teorie. C'era chi diceva che fosse posseduta, chi pensava
- 1:32Speaker 2: che ricordasse una battuta raccontata cento anni prima e chi
- 1:35Speaker 2: sosteneva che ridesse delle persone che la fissavano troppo. Amelia, invece,
- 1:41Speaker 2: voleva una prova. E Osvaldo Scricchioloni, lo scheletro investigatore, voleva
- 1:46Speaker 2: soprattutto poter dire di aver passato una notte in un
- 1:49Speaker 2: museo infestato senza perdere nemmeno un osso. Il 26 ottobre
- 1:54Speaker 2: si fecero chiudere dentro dopo l'orario. Professor Polverini consegnò loro
- 1:58Speaker 2: una lanterna, una chiave universale e un termos di cioccolata calda.«
- 2:03Speaker 2: Se sentite qualcosa prima di mezzanotte, probabilmente è normale», disse.«
- 2:08Speaker 2: Se sentite qualcosa dopo mezzanotte, probabilmente è ancora normale, ma
- 2:13Speaker 2: non posso garantire». Amelia e Osvaldo si sistemarono davanti alla
- 2:17Speaker 2: teca di Livia. Alle 11.50 nulla. Alle 11.58 nulla. Osvaldo
- 2:23Speaker 2: smise di fare battute. Alle 11.59 la lancetta dei secondi
- 2:27Speaker 2: sembrò muoversi più lentamente. Poi l'orologio batte 12 colpi. Al
- 2:33Speaker 2: dodicesimo la bambola girò la testa di pochi millimetri. Amelia
- 2:37Speaker 2: trattenne il fiato. La risata riempì la sala. Ma quella
- 2:43Speaker 2: notte accadde qualcosa di nuovo. Dopo i sette secondi Lidia
- 2:47Speaker 2: sollevò una mano e indicò verso il corridoio est. Poi
- 2:51Speaker 2: tornò immobile. Osvaldo guardò Amelia. Tecnicamente questo non era nel rapporto.
- 2:57Speaker 2: Seguirono la direzione. Il corridoio est ospitava la collezione delle
- 3:02Speaker 2: famiglie scomparse, una serie di oggetti donati al museo da
- 3:06Speaker 2: case ormai vuote. Fotografie, bauli, orologi, giocattoli, piatti e lettere.
- 3:13Speaker 2: La lanterna tremolò davanti a un grande ritratto di famiglia
- 3:16Speaker 2: coperto di polvere. Raffigurava una bambina molto simile a Livia,
- 3:20Speaker 2: seduta accanto a una donna e a un uomo. Dietro,
- 3:24Speaker 2: una casa con una torretta. Sul retro della cornice c'era
- 3:27Speaker 2: scritto« Famiglia Bellacorte, 1912». Amelia controllò l'inventario e scoprì che
- 3:34Speaker 2: la bambola proveniva proprio dalla casa Bellacorte. Ma non c'era altro.
- 3:39Speaker 2: Alle 12 e 7, dalla sala principale arrivò di nuovo
- 3:42Speaker 2: la risata. Questa volta non era mezzanotte. Corsero indietro. Livia
- 3:48Speaker 2: indicava ora il pavimento. Sotto la teca, una piastrella aveva
- 3:52Speaker 2: un'incisione quasi invisibile. Una piccola luna. Osvaldo la sollevò con
- 3:57Speaker 2: l'aiuto di una leva. Sotto trovarono una chiave minuscola e
- 4:01Speaker 2: una striscia di carta arrotolata. C'era scritto soltanto« Quando la
- 4:05Speaker 2: casa ride, la torre si apre». Il problema era che
- 4:10Speaker 2: la casa Bellacorte non esisteva più. O almeno così credevano tutti.
- 4:15Speaker 2: Amelia cercò negli archivi e trovò una vecchia mappa di
- 4:18Speaker 2: Zucca Luna. L'edificio era stato demolito dopo un incendio, ma
- 4:22Speaker 2: la torretta era stata risparmiata e incorporata molti anni dopo
- 4:26Speaker 2: nel lato posteriore del museo. In altre parole, stavano già
- 4:30Speaker 2: dentro una parte della vecchia casa. Salirono una scala di
- 4:33Speaker 2: servizio fino alla torre. La porticina in cima non aveva
- 4:36Speaker 2: serratura visibile, ma la chiave trovata sotto la bambola entrò
- 4:40Speaker 2: perfettamente in una piccola fessura nascosta. Si sentì un clic.
- 4:45Speaker 2: La stanza oltre la porta era piena di polvere e
- 4:47Speaker 2: di stelle dipinte sulle pareti. Al centro c'era una vecchia
- 4:51Speaker 2: macchina teatrale, un apparecchio di legno, fili e specchi. Accanto
- 4:56Speaker 2: una sedia da bambino e un quaderno. Amelia lo aprì.
- 5:00Speaker 2: Apparteneva a Clara Bellacorte, la bambina del ritratto. Scriveva che
- 5:04Speaker 2: suo padre aveva costruito per lei un teatrino capace di
- 5:07Speaker 2: proiettare figure sulle pareti e che Livia era il suo
- 5:11Speaker 2: pubblico preferito. Ogni sera, prima di dormire, Clara faceva uno
- 5:15Speaker 2: spettacolo e alla fine premeva un piccolo meccanismo dentro la
- 5:18Speaker 2: bambola che produceva una risata, ma il quaderno si interrompeva
- 5:22Speaker 2: poche pagine prima dell'incendio. Amelia capì che la risata non
- 5:27Speaker 2: era un fantasma, o almeno non nel modo in cui
- 5:30Speaker 2: tutti immaginavano. Il meccanismo della bambola era collegato a un
- 5:34Speaker 2: minuscolo pendolo interno che, per una strana combinazione di magia
- 5:38Speaker 2: e ingranaggi, si attivava quando l'orologio della torre segnava mezzanotte.
- 5:43Speaker 2: Ma questo non spiegava perché Livia avesse indicato il corridoio
- 5:47Speaker 2: e il pavimento proprio quella sera. Osvaldo trovò una seconda
- 5:51Speaker 2: parte del quaderno nascosta dietro il teatrino. Clara raccontava che,
- 5:55Speaker 2: prima di lasciare la casa durante l'incendio, aveva nascosto nella
- 5:59Speaker 2: torre una scatola con le cose a cui teneva di più.
- 6:02Speaker 2: La famiglia era sopravvissuta e si era trasferita lontano, ma
- 6:06Speaker 2: non era mai riuscita a tornare. Se qualcuno trova Livia,
- 6:10Speaker 2: aveva scritto, forse un giorno troverà anche questo In fondo
- 6:15Speaker 2: c'era il disegno di una stella blu sul pavimento. Cercarono
- 6:19Speaker 2: tra le assi e trovarono una piccola tavola dipinta. Sotto
- 6:22Speaker 2: c'era una scatola di latta. Dentro, lettere, fotografie, un piccolo
- 6:27Speaker 2: nastro azzurro e decine di biglietti per gli spettacoli fatti
- 6:30Speaker 2: in casa. Non era un tesoro prezioso. Era un pezzo
- 6:34Speaker 2: di famiglia rimasto nascosto per più di cento anni. Professor
- 6:38Speaker 2: Polverini arrivò all'alba e quasi cadde dalle scale quando vide
- 6:42Speaker 2: la scatola. Con l'aiuto degli archivi municipali, trovarono discendenti della
- 6:46Speaker 2: famiglia Bellacorte in un'altra città. Qualche settimana dopo, una signora
- 6:51Speaker 2: anziana venne al museo. Era la nipote di Clara. Portava
- 6:55Speaker 2: con sé una fotografia della nonna ormai adulta. Quando vide Livia,
- 6:59Speaker 2: si mise una mano sulla bocca. Disse che Clara raccontava
- 7:03Speaker 2: sempre di una bambola che rideva durante i suoi spettacoli,
- 7:06Speaker 2: ma tutti avevano pensato fosse un ricordo inventato. Il museo
- 7:10Speaker 2: decise di esporre la scatola accanto alla bambola. spiegando tutta
- 7:14Speaker 2: la storia. A mezzanotte, durante l'inaugurazione speciale di Halloween, Livia
- 7:19Speaker 2: rise ancora. Questa volta nessuno scappò. La nipote di Clara
- 7:24Speaker 2: rise con lei. Amelia capì che alcune cose ci fanno
- 7:28Speaker 2: paura soltanto perché arrivano senza spiegazione. Una risata nel buio
- 7:32Speaker 2: può sembrare inquietante. La stessa risata, quando conosci la storia
- 7:36Speaker 2: che porta con sé, può diventare un modo per dire
- 7:39Speaker 2: sono ancora qui, non dimenticarmi. Osvaldo aggiunse che, in ogni caso,
- 7:45Speaker 2: lui preferiva le bambole che dormivano tutta la notte. Nessuno
- 7:49Speaker 2: lo contraddisse. La storia di Livia, però, non si chiuse
- 7:53Speaker 2: con l'arrivo della nipote di Clara. Durante la visita, la
- 7:57Speaker 2: signora portò una seconda fotografia in cui si vedeva la
- 8:00Speaker 2: bambola seduta davanti a un piccolo sipario. Dietro c'era una scritta.
- 8:05Speaker 2: Per chi troverà la stanza, non dimenticate l'ultima scena. Amelia
- 8:09Speaker 2: tornò nella torre con Osvaldo e professor Polverini. Rimisero in
- 8:13Speaker 2: funzione il teatrino seguendo le istruzioni del quaderno. Una candela
- 8:17Speaker 2: dietro uno specchio, tre leve, il vecchio carillon. Sulla parete
- 8:22Speaker 2: apparve una sequenza di ombre. Una casa, una bambina, una
- 8:26Speaker 2: mano che salutava, poi una piccola stella. Infine comparve il
- 8:31Speaker 2: disegno di una porta che nessuno aveva notato nella stanza.
- 8:34Speaker 2: Era dipinta direttamente sul muro. Osvaldo ci appoggiò una mano
- 8:38Speaker 2: e attraversò per metà l'intonaco. cosa che per uno scheletro
- 8:42Speaker 2: fantasma sarebbe stata meno strana se Osvaldo fosse stato un fantasma.« Ah», disse,«
- 8:48Speaker 2: questo muro non è proprio un muro». Dietro il pannello
- 8:52Speaker 2: trovarono un passaggio stretto e una minuscola stanza dove Clara
- 8:56Speaker 2: aveva conservato le scenografie dei suoi spettacoli. Sagome di carta, stelle, animali, castelli.
- 9:03Speaker 2: In fondo c'era un ultimo foglio. Clara aveva scritto che
- 9:07Speaker 2: ogni anno, la notte di Halloween … Avrebbe voluto che
- 9:10Speaker 2: qualcuno mettesse in scena una nuova storia usando quelle ombre.
- 9:14Speaker 2: Non come rito magico, ma perché le cose che fanno
- 9:18Speaker 2: ridere al buio meritano di continuare. Amelia propose di rispettare
- 9:23Speaker 2: il desiderio. Il museo organizzò così, il 30 ottobre, uno
- 9:27Speaker 2: spettacolo notturno per bambini. Livia rimase seduta in prima fila.
- 9:32Speaker 2: Osvaldo interpretò un cavaliere senza testa, anche se protestò che
- 9:36Speaker 2: era una scelta di casting offensiva. Amelia raccontò una storia nuova.
- 9:42Speaker 2: A mezzanotte la bambola rise. Stavolta però il pubblico rise
- 9:46Speaker 2: con lei e la risata sembrò molto meno misteriosa e
- 9:49Speaker 2: molto più simile a un applauso. Da quel momento la
- 9:53Speaker 2: teca di Livia cambiò cartellino. Non c'era più scritto bambola
- 9:57Speaker 2: che ride misteriosamente a mezzanotte. C'era scritto Livia Bellacorte, spettatrice
- 10:03Speaker 2: ufficiale del Teatro delle Ombre. Alcuni visitatori continuavano a trovarla
- 10:07Speaker 2: inquietante e andava bene così. Amelia aveva imparato che capire
- 10:12Speaker 2: la storia di qualcosa non obbliga a smettere di provare emozioni.
- 10:16Speaker 2: Si può conoscere la spiegazione e sentire comunque un brivido.
- 10:19Speaker 2: La differenza è che quel brivido non comanda più l'immaginazione,
- 10:24Speaker 2: diventa parte del racconto.
- 10:26Speaker 3: E anche questa favola è arrivata alla fine. Ma nel
- 10:29Speaker 3: mondo delle favole dell'unicorno c'è sempre una nuova avventura pronta
- 10:34Speaker 3: a cominciare. Se questa storia ti è piaciuta, clicca sulla
- 10:37Speaker 3: campanellina e segui il podcast, così non perderai le prossime favole.
- 10:42Speaker 3: E per scoprire tutte le novità, nuove storie
- 10:45Speaker 2: e
- 10:46Speaker 3: tante sorprese, Vieni a trovarci su lefavoledellunicorno. it Noi ci ritroviamo qui,
- 10:53Speaker 3: molto presto, con una nuova storia da ascoltare insieme.