Latest / Ascolta che Tendenze / Siamo proprio fatti così
Transcript
- 0:02SPEAKER_00: Sostenibilità, tracciabilità, tutela dei consumatori.
- 0:06SPEAKER_00: L'Unione Europea sta introducendo nuove regole che hanno ricadute concrete su imprese, filiere produttive e anche sulle nostre vite.
- 0:14SPEAKER_00: Quali sono gli obiettivi?
- 0:16SPEAKER_00: Quali le scadenze?
- 0:17SPEAKER_00: È possibile per un'azienda adeguarsi senza essere costretta a stravolgere i propri processi?
- 0:22SPEAKER_00: Io sono Francesco Fracassi e mi occupo di comunicazione.
- 0:26SPEAKER_01: Io sono Tommaso Labardi e mi occupo di public policy.
- 0:30SPEAKER_00: E questo è Fatta la legge.
- 0:31SPEAKER_00: Trovate lo standard, il ciclo di podcast di Ges One Italy che racconta quali sono le principali novità normative in ambito comunitario e in che modo gli standard e gli strumenti GS One possono aiutare il sistema economico a trasformare un obbligo in un'opportunità di crescita.
- 0:51SPEAKER_00: Buongiorno a tutti e bentornato Tommaso in questo terzo episodio di Fatta la Legge e trovate lo standard.
- 0:56SPEAKER_00: Grazie Francesco e buongiorno agli ascoltatori.
- 0:59SPEAKER_00: Oggi sentiremo molto parlare di informazioni di prodotto e questo è un tema che mi appassiona perché quando faccio la spesa ammetto di non potrei più fare a meno di controllare i barattoli e le confezioni per imparare il più possibile su quello che sto comprando.
- 1:14SPEAKER_00: Questa abitudine, però, si sta allargando, sta andando oltre i prodotti alimentari e si sta strutturando anche in altri ambiti.
- 1:22SPEAKER_00: Un esempio è quello dell'abbigliamento, che è uno dei settori coinvolti in un regolamento che cambierà radicalmente il modo di condividere le informazioni di alcune categorie merceologiche.
- 1:31SPEAKER_00: Di cosa si tratta?
- 1:33SPEAKER_00: Che cosa sta succedendo a livello di legislazione europea?
- 1:36SPEAKER_01: Questa abitudine di cui tu parli, Francesco, nasce sicuramente dal consumatore ma muove anche dalla legge.
- 1:42SPEAKER_01: L'Unione Europea ha adottato questo regolamento che si chiama regolamento SPR, con cui ha previsto una serie di regole di sostenibilità per determinate categorie di prodotti che hanno un forte impatto ambientale.
- 1:54SPEAKER_01: Tra questi c'è proprio il settore del tessile.
- 1:56SPEAKER_01: Considera che, secondo i dati della Commissione, ogni cittadino europeo produce all'anno circa 12 kg di rifiuti tessili.
- 2:04SPEAKER_01: E quindi questo è ciò che ha mosso la commissione a legiferare sul tema.
- 2:09SPEAKER_01: Il regolamento, in estrema sintesi, si basa su due capisaldi.
- 2:12SPEAKER_01: Il primo chiedere alle aziende di pensare i prodotti dal principio, dalla fase progettuale, in maniera sostenibile sia nei materiali, che nella composizione che nei gradi di riciclabilità con lo scopo di incentivare circolarità e seconda vita del prodotto.
- 2:30SPEAKER_01: Il secondo caposaldo è quello di essere in grado di comunicare questa sostenibilità sia al consumatore, sia alle autorità di controllo, sia alle aziende, agli operatori che si occupano di dare seconda vita ai prodotti.
- 2:43SPEAKER_01: Come farlo?
- 2:44SPEAKER_01: Attraverso il passaporto digitale di prodotto o Digital Product Passport.
- 2:49SPEAKER_00: Ed eccoci dunque al vero protagonista di questo episodio.
- 2:52SPEAKER_00: Che cos'è il Digital Product Passport?
- 2:55SPEAKER_00: Qual è il suo scopo?
- 2:56SPEAKER_01: È di fatto la carta d'identità digitale di un prodotto.
- 3:01SPEAKER_01: Non è una semplice pagina web su cui far atterrare determinate informazioni, ma è un sistema di dati e informazioni strutturato, in modo tale che sia interoperabile e che sia accessibile attraverso un quello che viene definito supporto dati, che in sostanza è o un quarkode o altre tecnologie che vengono usate per altre categorie di prodotto, come per il TES, ad esempio, come la tecnologia RFD, radiofrequenza o NFC.
- 3:33SPEAKER_01: Il DPP ha essenzialmente due grandi scopi.
- 3:38SPEAKER_01: Per il consumatore, quello naturalmente di fornirgli tutta una serie di informazioni di sostenibilità.
- 3:43SPEAKER_01: E per gli operatori, come dicevamo prima, dargli le indicazioni perché il prodotto possa essere riparato, riciclato o smaltito, sempre con lo scopo di evitare che il prodotto non venga buttato alla prima occasione nel cestino.
- 3:56SPEAKER_01: E l'altro grande scopo è permettere alle dogane e alle autorità di controllo di verificare che i prodotti coinvolti siano conformi ai requisiti del regolamento.
- 4:06SPEAKER_01: Per fare questo, la commissione ha previsto un sistema di registri e di portali web che hanno diversi livelli di accesso a seconda di chi consulta quelle informazioni, ma soprattutto per le aziende questo cosa significa?
- 4:19SPEAKER_01: Significa che il DPP è una condizione di accesso al mercato.
- 4:23SPEAKER_01: Esattamente come avviene per noi esseri umani che per girare e viaggiare in confini che vanno oltre il nostro continente, serve un passaporto, lo stesso vale per i prodotti.
- 4:33SPEAKER_01: Questo è un regolamento che si applica a tutti i prodotti che vengono immessi nell'Unione, anche prodotti che arrivano da Stati Uniti, Cina e dovunque.
- 4:43SPEAKER_01: E se il prodotto che rientra in regolamento non ha un suo DPP, allora non può essere venduto all'interno dell'Unione.
- 4:52SPEAKER_00: Hai parlato di tipologie di prodotti al plurale, perché il regolamento ISPR non si applica soltanto al settore del tessile.
- 4:59SPEAKER_00: Quali sono gli altri settori coinvolti e con quali tempistiche?
- 5:03SPEAKER_01: Sì, qui si apre un grande capitolo perché va fatta una distinzione tra regolamento SPR e normative verticali di prodotto.
- 5:09SPEAKER_01: Il regolamento SPR lavora per pianificazione quinquennale.
- 5:14SPEAKER_01: Ora siamo nel pieno di quella 2025-2030 e oltre al tessile si prevede di imporre gli stessi obblighi anche al ferro, all'acciaio, agli pneumatici, ai mobili e ai materassi con una timeline di implementazione graduale dal 2027 fino al 2030.
- 5:34SPEAKER_01: Poi ci sarà la programmazione 2030-2035 che imporrà questi requisiti di sostenibilità e il DPP anche ad altre categorie ad alto impatto ambientale che la Commissione valuterà.
- 5:46SPEAKER_01: Ad esempio, già si sta valutando, si stanno facendo studi di impatto sulle calzature.
- 5:53SPEAKER_01: Ad esempio.
- 5:54SPEAKER_01: Le date sono sempre indicative perché mancano gli atti delegati che non sono altro che degli atti attuativi con cui la Commissione europea darà indicazioni sulle informazioni specifiche che andranno inserite nel DPP per ogni categoria di prodotto.
- 6:11SPEAKER_01: Ad esempio, per il settore tessile ci attendiamo che l'atto delegato venga adottato entro la fine del 2027 e questo significa per gli operatori che l'obbligo scatterà 18 mesi dopo l'entrata in vigore dell'atto delegato.
- 6:26SPEAKER_01: Come dicevo prima, il DPP è previsto anche in normative verticali di prodotto, ad esempio, il primo prodotto coinvolto sarà le batterie.
- 6:33SPEAKER_01: L'obbligo scatterà dal 18 febbraio 2027, le batterie industriali e dei veicoli elettrici in particolare.
- 6:40SPEAKER_01: Ma non solo.
- 6:41SPEAKER_01: I prodotti da costruzione dovranno avere un DPP a partire verosimilmente dal 2029, i detergenti dovranno averlo a partire dal 23 settembre 2029, i giocattoli a partire dal 1 agosto 2030.
- 6:56SPEAKER_01: Insomma, come si vede il DPP Francesco coinvolgerà tanti prodotti, gli unici al momento, allo stato attuale prodotti esclusi sono i farmaci.
- 7:08SPEAKER_01: Perché abbiamo visto nella puntata precedente, hanno il loro sistema standard di identificazione e tracciabilità e il food perché il food segue delle regole proprie.
- 7:18SPEAKER_01: Diciamo che ad oggi non sappiamo, come dicevamo prima, le informazioni che andranno inserite nel DPP, le informazioni specifiche di sostenibilità che andranno inserite nel DPP e non abbiamo piena certezza delle tempistiche di implementazione.
- 7:34SPEAKER_01: Quello che però sappiamo con certezza è che il passaporto digitale di prodotto dovrà avere un'architettura standard costruita secondo delle regole che sono state definite dall'ente di standardizzazione europeo SENS ENLEC, a cui la Commissione europea ha proprio dato mandato di fare questa cosa.
- 7:53SPEAKER_00: Quando si parla di enti di standardizzazione non si può non pensare a GS One.
- 7:58SPEAKER_00: In che modo gli standard e l'ecosistema GS One possono aiutare le aziende e le filiere a costruire il DPP.
- 8:04SPEAKER_00: Noi in GS One Italy diciamo sempre che grazie agli standard GS One è possibile far funzionare un digital product passport senza reinventare la ruota.
- 8:13SPEAKER_00: Cosa significa questo nella pratica?
- 8:16SPEAKER_01: Nella pratica, Francesco significa che le aziende che già utilizzano i nostri standard, gli standard GS One di identificazione possono usarli per costruire il DPP.
- 8:27SPEAKER_01: Questo perché?
- 8:28SPEAKER_01: Perché i nostri standard di identificazione e cattura sono citati e compresi nello standard tecnico che ha sviluppato il ZENS Enelec.
- 8:39SPEAKER_01: Nostri colleghi europei hanno partecipato attivamente ai lavori tecnici del Sens Enelec, che peraltro questo standard tecnico è stato pubblicato nelle scorse settimane dai vari enti nazionali di normazione e i riferimenti sono stati pubblicati nella gazzetta ufficiale dell'Unione Europea.
- 8:56SPEAKER_01: Quindi quella zona d'ombra che vedevamo prima per le tempistiche di attuazione e per le informazioni specifiche da inserire nel DPP non c'è per l'architettura standard del DPP.
- 9:09SPEAKER_01: Infatti, perché possono utilizzare i nostri standard di identificazione?
- 9:13SPEAKER_01: Faccio questo passaggio: il regolamento SPR prevede, richiede per un prodotto tre livelli di identificazione univoca: di prodotto, di azienda e di sito produttivo.
- 9:24SPEAKER_01: Per ottepelare a questi livelli di identificazione, le aziende possono usare il GS One Gitin, che è il Global Trade Identification Number, che è per capirci il numerino sotto il codice a barre, che trovate sotto il codice a barre, e il GS One GLN, che sta per Global Location Num, che è il nostro sistema di identificazione per le aziende e i siti produttivi.
- 9:48SPEAKER_01: Sono già standard molto diffusi.
- 9:50SPEAKER_01: Allo stesso modo, per l'ambito del supporto dati, quindi il QR code, lo standard tecnico Sens Enelec prevede che possa essere utilizzato un Quarcode Standard Gers One, che non è altro che un quarcode al cui interno diciamo che è equipaggiato con un digital link standardizzato, senza entrare troppo nei dettagli.
- 10:12SPEAKER_01: E quindi in questo senso chi utilizza già questi standard può continuare a farlo senza dover reinventare la ruota.
- 10:20SPEAKER_01: Quello che spesso dico alle aziende quando ci confrontiamo su questi temi è quello di poter già iniziare a costruire le mura del DPP, possono già iniziare a costruire il palazzo, poi con quali informazioni popolarlo, con quali mobili arredarlo, lo vedremo quando verranno pubblicati gli atti delegati.
- 10:39SPEAKER_01: Ma intanto, considerando che nel tessile, ma anche se si pensa al settore dei detergenti venduti nell'arco consumo, moltissimi già utilizzano i nostri sistemi di identificazione e cattura e quindi possono già iniziare a prepararsi, ecco, perché poi è vero che si parte a partire dal 2028-29, ma poi il tempo passa in fretta.
- 10:59SPEAKER_01: Quindi, l'invito è iniziate a capire come implementare il DPP nei vostri processi.
- 11:06SPEAKER_01: Grazie mille, Tommaso.
- 11:08SPEAKER_01: Grazie a te, Francesco.
- 11:13SPEAKER_00: Fatta la legge.
- 11:14SPEAKER_00: Trovate lo standard.
- 11:15SPEAKER_00: È una serie podcast in quattro episodi realizzata da Gia Suan Italy.
- 11:19SPEAKER_00: I testi e la conduzione sono stati curati da Francesco Fracassi.
- 11:23SPEAKER_00: Katia Ingegneri si è occupata della produzione e Chiara Sironi del coordinamento editoriale.
- 11:28SPEAKER_00: Tutti gli episodi sono stati realizzati con la supervisione tecnica di Tommaso Labardi.