Latest / Le favole dell'unicorno / Il tavolo dove nessuno voleva sedersi
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- 0:07Il tavolo dove nessuno voleva sedersi. Il giorno
- 0:12dopo, Cappi arrivò a scuola con una sensazione
- 0:15completamente diversa rispetto alla mattina precedente.
- 0:19La sveglia aveva suonato alla stessa ora, lo
- 0:22zaino pesava più o meno allo stesso modo e la
- 0:25strada verso la scuola era sempre quella. Ma
- 0:28nella sua testa c 'era una sola domanda. Dove
- 0:31si nascondeva il primo simbolo? La fotografia
- 0:35trovata sotto la mattonella aveva lasciato un
- 0:37indizio preciso. Il primo simbolo sarebbe apparso
- 0:41dove tutti parlano, ma nessuno ascolta. Capi
- 0:45ci aveva pensato per tutta la sera, perfino mentre
- 0:48si lavava i denti, e alla fine Tito aveva proposto
- 0:52la soluzione più probabile, la menza. Se esisteva
- 0:56un luogo nella scuola in cui tutti parlavano
- 0:58contemporaneamente, quello era sicuramente la
- 1:02menza. Lulu aveva subito iniziato a immaginare
- 1:06simboli nascosti sotto i vassoi, dietro le pentole
- 1:09o persino dentro il cestino del pane. Mentre
- 1:13Poldo aveva fatto notare che controllare tutta
- 1:16la stanza avrebbe richiesto parecchio tempo,
- 1:20molto parecchio nel suo caso. Capì però non vedeva
- 1:24l 'ora di iniziare. Per la prima volta, da quando
- 1:27erano finite le vacanze, andare a scuola non
- 1:31gli sembrava più semplicemente il ritorno a sveglie,
- 1:34compiti e orari. Dentro quell 'edificio c 'era
- 1:38un mistero e quel mistero sembrava aver scelto
- 1:41proprio loro. Quando finalmente arrivò l 'ora
- 1:45di pranzo, la porta della menza si aprì e un
- 1:48'ondata di rumore investì il gruppo come una
- 1:51folata di vento. piatti che tintinnavano, sedie
- 1:55trascinate sul pavimento, bambini che chiamavano
- 1:58gli amici da una parte all 'altra della stanza,
- 2:01qualcuno che chiedeva il pane, qualcun altro
- 2:03che protestava perché nel piatto c 'erano troppe
- 2:06verdure. Kapi si fermò sulla soglia e guardò
- 2:11Tito con un sorriso. Se l 'indizio parlava di
- 2:14un posto in cui tutti parlano e nessuno ascolta,
- 2:18allora non potevano aver sbagliato. Presero i
- 2:22loro vassoi e cominciarono la ricerca cercando
- 2:25di non farsi notare troppo. Mina controllò sotto
- 2:29il tavolo vicino alla finestra, Lulu osservò
- 2:32dietro un grande vaso. Tito cercò simboli sulle
- 2:36pareti e Capi arrivò perfino a fingere di essersi
- 2:39fatto cadere il tovagliolo per guardare sotto
- 2:42alcune sedie. Poldo invece aveva appena finito
- 2:47di controllare il primo tavolo quando gli altri
- 2:49erano già arrivati al quarto. Dopo diversi minuti
- 2:54non avevano trovato nulla e l 'entusiasmo di
- 2:56capi cominciò lentamente a trasformarsi in frustrazione.
- 3:01Forse avevano interpretato male l 'indizio, forse
- 3:05il simbolo non era lì o forse era davanti ai
- 3:09loro occhi e nessuno di loro riusciva a vederlo.
- 3:13Fu proprio mentre stava pensando questo che Capi
- 3:17notò qualcosa che non aveva niente a che fare
- 3:19con il mistero. In fondo alla sala, accanto a
- 3:23una parete, c 'era un tavolo quasi vuoto. Tutti
- 3:27gli altri erano pieni di bambini che ridevano,
- 3:30mangiavano e si raccontavano le vacanze, mentre
- 3:33lì sedeva soltanto una bambina che Capi aveva
- 3:36visto quella mattina durante l 'appello. Si chiamava
- 3:40Nina. ed era arrivata da poco nella loro scuola.
- 3:44Era una giovane tapiro, con uno zaino viola appoggiato
- 3:48vicino alla sedia e il vassoio praticamente intatto
- 3:51davanti a sé. Ogni tanto alzava gli occhi verso
- 3:55gli altri tavoli, poi li abbassava subito e spostava
- 3:59il cibo da una parte all 'altra del piatto senza
- 4:02mangiarlo davvero. Capì? Guardò il posto libero
- 4:06accanto a Lulu, quello dove si sedeva sempre.
- 4:09Era il loro tavolo, quello di sempre. Quello
- 4:13che aveva aspettato per tutta l 'estate di ritrovare.
- 4:16Per qualche secondo ebbe una strana esitazione.
- 4:20Poi tornò a guardare Nina. Tre mesi prima, l
- 4:24'ultimo giorno di scuola, aveva salutato i suoi
- 4:27amici sapendo che a settembre li avrebbe rivisti.
- 4:31Nina invece era entrata quella mattina in un
- 4:34edificio pieno di persone che non conosceva.
- 4:38Capì? prese il suo vassoio e cambiò direzione.
- 4:41Si sedette davanti a Nina senza sapere bene cosa
- 4:44dire. Per alcuni secondi rimasero entrambi in
- 4:47silenzio e, capi, scoprì che iniziare una conversazione
- 4:51poteva essere molto più difficile che cercare
- 4:54una stanza segreta. Alla fine le chiese semplicemente
- 4:57se le piacevano le patate. Nina guardò il proprio
- 5:01piatto, poi guardò a lui e fece un piccolo sorriso.
- 5:06Era una domanda un po' sciocca. ma funzionò.
- 5:10Poco dopo arrivò Lulu, poi Tito, Mina e infine
- 5:14Poldo, che ci mise abbastanza tempo da permettere
- 5:17agli altri di spostare sedie e vassoi per fargli
- 5:20spazio. Nina all 'inizio parlava poco, ma Lulu
- 5:24aveva la straordinaria capacità di riempire qualsiasi
- 5:28silenzio e nel giro di pochi minuti le aveva
- 5:31già raccontato metà della propria estate, compresa
- 5:34la storia di una ciabatta scomparsa in campeggio.
- 5:38Nina cominciò a ridere, poi raccontò di essersi
- 5:42trasferita da poco e di non conoscere nessuno
- 5:45nella nuova città. Quella mattina, prima di entrare
- 5:49a scuola, aveva perfino chiesto alla madre se
- 5:52potevano tornare a casa. Kapi smise di mangiare.
- 5:57Il giorno precedente lui aveva cercato ogni possibile
- 6:00scusa per non andare a scuola, eppure... sapeva
- 6:04che lì avrebbe trovato i suoi amici, la sua classe
- 6:06e la sua maestra. Nina avrebbe voluto avere anche
- 6:10soltanto una di quelle certezze. Più Nina raccontava,
- 6:15più Capi si rendeva conto di quanto fosse facile
- 6:18guardare soltanto quello che mancava a noi e
- 6:20abba a noi, senza accorgerci di ciò che mancava
- 6:23agli altri. Lui aveva passato l 'ultima parte
- 6:27dell 'estate, pensando che tutto quello che amava
- 6:30stesse finendo. i pomeriggi al fiume, le giornate
- 6:34senza orari, le serate lunghe. Non aveva pensato
- 6:39che settembre gli avrebbe restituito altre cose
- 6:42che aveva lasciato tre mesi prima. Le risate
- 6:45di Lulu, le battute di Tito, la lentezza infinita
- 6:49di Poldo, perfino la confusione della menza che
- 6:53fino a quel momento aveva sempre considerato
- 6:56soltanto rumore. E ora c 'era anche Nina. Una
- 7:01persona nuova che non sarebbe mai entrata nella
- 7:04sua estate, proprio perché apparteneva a quel
- 7:07nuovo inizio. Capì le disse che dal giorno successivo
- 7:12avrebbe potuto fare il tragitto verso scuola
- 7:14insieme a loro. Mina aggiunse che avrebbe dovuto
- 7:18prepararsi a partire molto presto se voleva aspettare
- 7:21Poldo. Il bradipo annui lentamente. perfettamente
- 7:26consapevole di essere diventato ancora una volta
- 7:29la battuta del gruppo. E Nina risi così forte
- 7:34che per un istante alcune persone al tavolo vicino
- 7:37si voltarono. Poi accadde qualcosa. Capì? Si
- 7:42chinò per raccogliere il tovagliolo che gli era
- 7:44scivolato dalle ginocchia e proprio sotto il
- 7:47tavolo vide un piccolo bagliore. Non una luce
- 7:51forte, ma un lucicchio caldo. quasi dorato. Si
- 7:56abbassò ancora e rimase immobile. Nel legno,
- 8:00appena sotto il bordo, era inciso il disegno
- 8:02di un orecchio. Chiamò gli altri con un gesto
- 8:05e uno dopo l 'altro tutti guardarono sotto il
- 8:08tavolo. Nina li osservava senza capire perché
- 8:12cinque bambini si fossero improvvisamente piegati
- 8:15sotto il piano della menza. Poi anche lei guardò.
- 8:19Nel momento in cui lo fece, l 'incisione Cominciò
- 8:23a illuminarsi. La luce si allargò lentamente
- 8:26lungo il contorno dell 'orecchio, attraversò
- 8:29il legno e si concentrò in un piccolo punto dorato.
- 8:33Kapi allungò la zampa e il simbolo si staccò
- 8:37dalla superficie come se fosse sempre stato soltanto
- 8:40appoggiato lì. Era leggerissimo e tiepido. Sul
- 8:45retro comparvero alcune parole. Chi sa ascoltare
- 8:49può vedere ciò che gli altri non vedono. Nessuno
- 8:53parlò per qualche secondo. Era il primo simbolo.
- 8:57Quello che avevano cercato in tutta la menza
- 9:00si trovava esattamente sotto il tavolo che nessuno
- 9:03di loro aveva intenzione di scegliere. Capì Guardonnina
- 9:07e capì che forse il simbolo non era comparso
- 9:11perché avevano trovato il tavolo giusto. Era
- 9:14comparso perché avevano fatto qualcosa di diverso.
- 9:17Avevano smesso di cercare e avevano cominciato
- 9:20ad ascoltare. Non soltanto un suono o un indizio,
- 9:25ma una persona. Lulu fu la prima a rompere il
- 9:29silenzio e spiegò a Nina che quella piccola moneta
- 9:32dorata faceva parte di qualcosa di molto più
- 9:35grande. A quel punto, Capi raccontò tutto. La
- 9:40sveglia del primo giorno, la chiave dorata trovata
- 9:42sotto il banco, la mattonella che si era sollevata.
- 9:46la vecchia scatola, la fotografia della scuola
- 9:49e quella porta misteriosa con la scritta Aula
- 9:52Zero. Nina ascoltò attentamente, senza interromperli
- 9:57nemmeno una volta. Quando Capi arrivò alla frase
- 10:00trovata sulla fotografia, Nina smise improvvisamente
- 10:03di sorridere. Guardò il simbolo dell 'orecchio
- 10:07nella zampa di Capi. Poi abbassò lentamente gli
- 10:10occhi verso il proprio zaino. Nina infilò la
- 10:14mano nella tasca anteriore e tirò fuori una busta
- 10:17piegata. Disse che l 'aveva trovata la sera prima,
- 10:21dentro lo zaino, dopo essere tornata a casa.
- 10:25All 'inizio aveva pensato fosse un messaggio
- 10:28della scuola, ma non c 'era nessun nome e nessuno
- 10:31dei suoi genitori l 'aveva mai vista. Capi sentì
- 10:36una piccola stretta allo stomaco. Nina aprì la
- 10:39busta e tirò fuori un foglio. In alto era disegnato
- 10:44esattamente lo stesso orecchio del simbolo che
- 10:47avevano appena trovato. Sotto c 'era una frase.
- 10:51Il secondo simbolo arriverà quando qualcuno avrà
- 10:54il coraggio di sbagliare. Tito rilesse quelle
- 10:57parole due volte. Mina si chiese cosa potesse
- 11:01significare avere il coraggio di sbagliare, mentre
- 11:04Capi ebbe immediatamente una sensazione poco
- 11:07piacevole. Lui non amava sbagliare. Non perché
- 11:11volesse essere sempre il migliore, ma perché
- 11:14quando sbagliava sentiva subito quella piccola
- 11:17voce nella testa che gli diceva che avrebbe dovuto
- 11:20fare meglio. Proprio in quel momento la porta
- 11:24della menza si aprì e la maestra entrò per richiamare
- 11:28la classe. Prima di uscire annunciò che il mattino
- 11:33successivo avrebbero fatto il primo compito dell
- 11:35'anno. soltanto una piccola verifica per capire
- 11:39cosa ricordassero dopo le vacanze. Capì guardò
- 11:43la maestra, poi guardò il foglio nelle zampe
- 11:46di Nina, poi tornò a guardare la maestra. Lulu
- 11:51provò a trattenere un sorriso, Tito gli diede
- 11:55una piccola pacca sulla spalla e persino Poldo
- 11:58riuscì a sembrare divertito. Capì invece non
- 12:02rideva affatto. Il secondo simbolo sarebbe apparso
- 12:07quando qualcuno avesse avuto il coraggio di sbagliare
- 12:10e il giorno dopo li aspettava il primo compito
- 12:13dell 'anno. Improvvisamente il mistero dell 'Aula
- 12:17Zero aveva deciso di diventare molto molto personale.