Latest / Paolo Bersani Psicologo / Ep. 22 | Come organizzare una lezione per ragazzi con ADHD
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- 0:02Speaker 2: Ben ritrovate e ben ritrovati, qui siamo a Neurodivergenze spiegate
- 0:06Speaker 2: da uno psicologo, il tuo podcast che ti aiuta a
- 0:08Speaker 2: comprendere al meglio che cosa sono e come funzionano le neurodivergenze.
- 0:14Speaker 2: Io come sempre sono Paolo Bersani e sono uno psicologo.
- 0:17Speaker 2: Dato che siamo a metà settembre e la scuola è
- 0:19Speaker 2: appena iniziata, oggi parleremo di come strutturare una lezione per
- 0:23Speaker 2: ragazzi o bambini con ADHD, disturbo d'attenzione e iperattività. Grazie.
- 1:08Speaker 2: Questa è la classica domanda che quando vado nelle scuole
- 1:12Speaker 2: i docenti mi fanno ma come faccio dottore ad organizzare
- 1:16Speaker 2: una lezione e pensare a una lezione che sia davvero
- 1:20Speaker 2: inclusiva per i bambini o i ragazzi con disturbo d'attenzione
- 1:24Speaker 2: e iperattività? Come sempre grazie di questa domanda io rispondo
- 1:28Speaker 2: perché davvero vuol dire che in quel momento l'inclusione è
- 1:32Speaker 2: la cosa fondamentale che emerge. Se un docente già si
- 1:36Speaker 2: chiede come può Organizzare al meglio il proprio contenuto didattico
- 1:40Speaker 2: per veicolarlo a più studenti possibili dal mio punto di
- 1:43Speaker 2: vista è già un successo. Vuol dire che si sta
- 1:45Speaker 2: chiedendo se quello che sta facendo è efficace, se quello
- 1:48Speaker 2: che sta davvero producendo a livello didattico possa aiutare tutti
- 1:53Speaker 2: gli studenti, inclusi gli studenti con ADHD. Quindi allora vediamo
- 1:57Speaker 2: insieme oggi in questa puntata come davvero approcciarsi agli studenti
- 2:01Speaker 2: con ADHD e quali sono le accortezze da tenere in conto.
- 2:05Speaker 2: Per registrare questa puntata mi sono servito di uno strumento
- 2:08Speaker 2: di colleghi che sono ad esempio Mazzocchi, Molin e Poli
- 2:13Speaker 2: che hanno strutturato all'interno di un libro Attenzione e Metacognizione
- 2:18Speaker 2: la componente fondamentale di come organizzare una lezione per ragazzi
- 2:22Speaker 2: e studenti con ADHD. Riprendo e citerò all'interno di questo
- 2:26Speaker 2: podcast un questionario che i colleghi hanno validato e standardizzato
- 2:31Speaker 2: per la popolazione italiana e che aiuta davvero un docente
- 2:35Speaker 2: a chiedersi quali sono le domande guida, le domande fondamentali
- 2:39Speaker 2: per organizzare una lezione all'interno di una neurodivergenza, quindi in
- 2:44Speaker 2: questo caso della DHT. Il questionario in questione si chiama
- 2:49Speaker 2: questionario di metacognizione e attenzione, QMI, versione per insegnanti. Questo
- 2:55Speaker 2: questionario è diviso in diverse aree, la primaria che sono
- 2:58Speaker 2: le strategie di gestione, una sorta di autovalutazione del docente,
- 3:02Speaker 2: una seconda area legata alla percezione dell'attenzione che i docenti
- 3:07Speaker 2: possono misurare all'interno della propria classe e la terza area,
- 3:11Speaker 2: quella di cui noi parleremo, è quella della organizzazione della lezione.
- 3:16Speaker 2: Questa è un'area fondamentale perché stimola i docenti attraverso delle domande,
- 3:21Speaker 2: attraverso delle linee guida per capire come strutturare al meglio
- 3:25Speaker 2: una lezione per ragazzi con ADHD. Come vi presenterò questo questionario?
- 3:31Speaker 2: Semplicemente vi leggerò la domanda che i colleghi Mazzocchi ed
- 3:35Speaker 2: altri hanno indicato all'interno del questionario e poi cercheremo di
- 3:38Speaker 2: dare insieme la risposta a questa domanda. Partiamo con la prima.
- 3:43Speaker 2: Quali comportamenti o strategie didattiche metto in atto per suscitare
- 3:49Speaker 2: negli alunni interesse verso la materia che insegno? Come vedete
- 3:53Speaker 2: il questionario è pensato e fatto in prima persona come
- 3:57Speaker 2: se dovesse rispondere un docente. Questo perché, chiaramente come vi
- 4:00Speaker 2: spiegavo prima, è un questionario pensato nella versione docenti. Poi
- 4:04Speaker 2: parleremo magari in una successiva puntata del questionario con versione genitori,
- 4:08Speaker 2: di quali sono le strategie educative che un genitore può
- 4:10Speaker 2: mettere in atto per il proprio figlio o figlia con ADHD.
- 4:15Speaker 2: Quindi quali sono le strategie didattiche che un docente può
- 4:18Speaker 2: mettere in atto per suscitare l'attenzione dei propri studenti? Sicuramente
- 4:24Speaker 2: quello che un po' sto facendo, magari variare il tono
- 4:26Speaker 2: di voce. Il tono di voce è fondamentale perché è
- 4:28Speaker 2: il veicolo fondamentale attraverso cui un contenuto didattico è veicolato.
- 4:34Speaker 2: Quindi stare attenti al tono di voce, quello che viene
- 4:36Speaker 2: chiamato la prosodia nel linguaggio della psicologia della comunicazione, è fondamentale.
- 4:41Speaker 2: L'altro aspetto forse è la posizione del corpo. Anche fare
- 4:45Speaker 2: una lezione in piedi, passeggiando all'interno della classe, rende, soprattutto
- 4:50Speaker 2: per uno studente ADHD, un maggiore ancoraggio attentivo rispetto invece
- 4:54Speaker 2: a una lezione fatta dietro la cattedra o seduti. Perché
- 4:58Speaker 2: lo studente con ADHD ha bisogno di movimento e anche
- 5:01Speaker 2: spostare la vista è un movimento che lui stesso compie
- 5:05Speaker 2: e quindi non ha lo sguardo fisso verso un'unica direzione
- 5:08Speaker 2: dove poi è più probabile che i pensieri possano occupare
- 5:12Speaker 2: la sua mente e distrarlo frequentemente. La seconda domanda, quando
- 5:17Speaker 2: devo preparare una lezione? In che modo tengo conto delle
- 5:20Speaker 2: difficoltà dell'argomento e della capacità attentiva degli alunni? Anche questa
- 5:25Speaker 2: bellissima domanda, perché molto spesso un docente prepara la lezione
- 5:29Speaker 2: sulla base dei suoi tempi attentivi. Magari non tutti i docenti,
- 5:32Speaker 2: me ne rendo conto, sto un po' generalizzando, però molto
- 5:35Speaker 2: spesso si conta quanto io riesco a rimanere attento, quanto
- 5:37Speaker 2: io riesco a leggere, e poco magari quanto i studenti
- 5:40Speaker 2: anche con ADHD o con altri bisogni educativi speciali riescono
- 5:44Speaker 2: invece a fare. Questo è fondamentale chiederselo e soprattutto è
- 5:48Speaker 2: veramente importante scandire il tempo nel miglior modo possibile, alternando
- 5:52Speaker 2: momenti di lavoro intenso con momenti di stacco, magari facendo
- 5:56Speaker 2: una battuta, magari citando un'esperienza personale, magari chiedendo a qualche
- 6:00Speaker 2: studente o studentessa di condividere la propria esperienza, in modo
- 6:03Speaker 2: da staccare il contenuto didattico ma cercare appunto di risollevare
- 6:08Speaker 2: il focus attentivo. Terza domanda, come riesco ad archire e
- 6:14Speaker 2: rendere gradevole una lezione di per sé arida e magari
- 6:17Speaker 2: noiosa in modo che diventi oggetto di maggior interesse e attenzione?
- 6:22Speaker 2: Ecco questa è una bellissima domanda effettivamente perché è un
- 6:25Speaker 2: po' riprende quello che abbiamo detto prima perché sai, citare
- 6:28Speaker 2: qualche esperienza personale raccontare qualche aneddoto di propria vita vissuta
- 6:33Speaker 2: o di quello che appunto possono vivere gli studenti chiedendo
- 6:36Speaker 2: la loro esperienza è sicuramente un modo per rendere più
- 6:39Speaker 2: gradevole una lezione perché altrimenti i contenuti rimangono molto passivi
- 6:44Speaker 2: rimangono molto lontani soprattutto quando ci sono materie che trattano
- 6:48Speaker 2: di tematiche legate un po' più lontano della nostra vita
- 6:51Speaker 2: anche se poi lo sappiamo tutte le tematiche che noi
- 6:54Speaker 2: trattiamo a scuola hanno a che fare con la vita
- 6:56Speaker 2: che oggi noi conduciamo Però sapete, molto spesso è più
- 7:00Speaker 2: difficile farlo per un studente con ADHD. Quindi sicuramente citando
- 7:03Speaker 2: esperienze personali, sicuramente alternando momenti di postamento del focus attentivo
- 7:10Speaker 2: e facendo e chiedendo maggiormente situazioni esperienziali vissute. Quarta domanda,
- 7:17Speaker 2: come faccio per semplificare un argomento complesso? Ottima domanda perché
- 7:22Speaker 2: molto spesso gli argomenti sono molto densi e questo non
- 7:25Speaker 2: va bene per le persone neurodivergenti, cioè l'argomento deve essere
- 7:28Speaker 2: suddiviso in micro argomenti. In una sorta di task analysis
- 7:32Speaker 2: che si fa sull'obiettivo noi lo possiamo fare sull'argomento di studio.
- 7:36Speaker 2: È fondamentale suddividere la materia in sottocategorie, in sottoarticolazioni, e
- 7:42Speaker 2: magari la semplificazione può passare anche attraverso le mappe concettuali
- 7:46Speaker 2: che i docenti possono preparare prima o addirittura preparare insieme
- 7:50Speaker 2: allo studente. Quando in classe formulo una domanda, quali modalità
- 7:56Speaker 2: utilizzo per sollecitare la risposta? Ecco, questa è una cosa fondamentale,
- 8:01Speaker 2: perché molto spesso quello che mi dicono sempre i docenti
- 8:03Speaker 2: è che nessuno interviene, nessuno sembra interessato, quello di cui
- 8:08Speaker 2: si sta parlando, di cui si sta dicendo all'interno della lezione.
- 8:11Speaker 2: Ma molto spesso io chiedo ai docenti, ma cosa fate
- 8:13Speaker 2: voi per sollecitare una risposta? Molto spesso quello che mi
- 8:17Speaker 2: rendo conto che mi rispondono in realtà sono punizioni verbali.
- 8:21Speaker 2: Che cosa sono punizioni verbali? la classica frase come ecco
- 8:25Speaker 2: come sempre nessuno alza una mano ecco come sempre nessuno
- 8:28Speaker 2: risponde ecco come sempre anche questa volta nessuno ha niente
- 8:31Speaker 2: da dire queste sono continue punizioni verbali che chiaramente uno
- 8:35Speaker 2: studente che le riceve viene ancora meno voglia di interessarsi
- 8:40Speaker 2: e ancora meno voglia di rispondere alla domanda se non
- 8:43Speaker 2: con un'altra punizione verbale o una provocazione che ai ragazzi
- 8:46Speaker 2: di hd piacciono tanto quindi ecco che forse stimolare la
- 8:50Speaker 2: riflessione stimolare la discussione con domande aperte, piacevoli e forse
- 8:55Speaker 2: non con punizioni ma con rinforzatori verbali possono davvero facilitare.
- 8:59Speaker 2: Ad esempio come è davvero interessante questa esperienza che abbiamo
- 9:02Speaker 2: appena letto perché mi ha suscitato questo ricordo di quando
- 9:06Speaker 2: ero in questo posto e quindi voi docenti fare da
- 9:10Speaker 2: modello affinché davvero gli studenti possano citare le loro esperienze.
- 9:17Speaker 2: Sesta domanda, da che cosa capisco che gli alunni hanno
- 9:20Speaker 2: un buon livello di attenzione? Bella domanda, dovremmo esserci e
- 9:24Speaker 2: dovremmo creare il termometro della misurazione dell'attenzione. Purtroppo non esiste
- 9:28Speaker 2: ancora come un termometro della febbre, ma questo è fondamentale
- 9:32Speaker 2: chiederci già una cosa. Nel mondo di oggi il livello
- 9:35Speaker 2: di attenzione è veramente molto basso. Adesso non citerò qualche studio,
- 9:39Speaker 2: ma tanti studi ci dicono che il livello di attenzione,
- 9:41Speaker 2: anche grazie ai social o a causa dei social, si
- 9:44Speaker 2: sta davvero dimezzando. questo dobbiamo tenere in conto quindi partiamo
- 9:48Speaker 2: da un dato molto basso che il tempo di attenzione
- 9:50Speaker 2: dura magari 4-5 minuti e già sto esagerando perché dura
- 9:54Speaker 2: molto meno in realtà secondo alcuni paper che ho letto
- 9:57Speaker 2: e un giorno vi li presenterò però già da questo
- 9:59Speaker 2: dato noi possiamo dire che ogni 4 minuti abbiamo necessità
- 10:02Speaker 2: di inserire una variabile come ad esempio un cambiamento del
- 10:05Speaker 2: tono di voce un passo chiedendo un'opinione facendo partire magari
- 10:10Speaker 2: un video esplicativo cambiando la modalità di esposizione dell'argomento che
- 10:14Speaker 2: mi permette di cambiare la modalità verso con cui sto
- 10:17Speaker 2: veicolando quel contenuto e quindi già facendo così non mi
- 10:21Speaker 2: servirà più misurare quel livello di attenzione, ma basterà cambiare
- 10:25Speaker 2: la mia modalità di interazione. La settima domanda chiede una
- 10:30Speaker 2: cosa davvero molto interessante, quali sono i segnali di disattenzione
- 10:34Speaker 2: che gli alunni solitamente manifestano? Sicuramente il corpo, il corpo
- 10:39Speaker 2: comunica tantissimo, una sorta di ricotezza motoria, cominciano a girarsi,
- 10:42Speaker 2: cominciano a far cadere le cose dal tavolo, cominciano ad alzarsi,
- 10:45Speaker 2: andare a fare la punta alla matita, cominciano a chiedere
- 10:48Speaker 2: di andare in bagno, cominciano a parlare col compagno di fianco. Insomma,
- 10:51Speaker 2: ci sono tanti segnali che il corpo manda di disattenzione
- 10:54Speaker 2: in atto. Io posso, da una parte, rinforzare questi segnali
- 10:57Speaker 2: di disattenzione, come ad esempio frasi come ecco, sei sempre disattento, ecco,
- 11:02Speaker 2: fai sempre cadere tutto, chiaramente in realtà fanno un effetto controproducente,
- 11:06Speaker 2: cioè rinforzano quel comportamento che noi vorremmo evitare. Invece con
- 11:10Speaker 2: frasi come ah, dai, bello il tuo intervento che hai fatto,
- 11:14Speaker 2: quando lo studente magari prima l'abbiamo notato disattento, ma poi
- 11:18Speaker 2: di conseguenza, l'abbiamo notato più sul pezzo, rinforza quel comportamento adeguato.
- 11:22Speaker 2: Quindi ecco, attenzione a non rinforzare i comportamenti inadeguati, ma
- 11:26Speaker 2: rinforzare ai comportamenti adeguati. Ecco che l'ottava domanda riprende una
- 11:32Speaker 2: cosa di cui abbiamo appena parlato. Perché a volte si
- 11:34Speaker 2: verifica che gli alunni parlino tra loro e non seguono
- 11:38Speaker 2: la lezione? Beh, ovviamente le variabili possono essere ampie e
- 11:42Speaker 2: le cause possono essere molteplici, sicuramente a volte anche l'interesse
- 11:45Speaker 2: è suscitato, la motivazione... Ma molto spesso anche dobbiamo tenere
- 11:49Speaker 2: in conto che gli alunni, gli studenti hanno dei bisogni
- 11:51Speaker 2: fisiologici loro stessi, magari hanno dormito poco, magari hanno mangiato poco,
- 11:56Speaker 2: magari sono svegliati tardi la mattina, magari è stata una
- 11:59Speaker 2: serata ieri sera di grande trambusto a casa. Insomma ci
- 12:02Speaker 2: sono state tante variabili che noi non possiamo neanche controllare,
- 12:05Speaker 2: che inevitabilmente sono implicate nella valutazione di un livello attentivo
- 12:10Speaker 2: di uno studente, di una studentessa. Però molto spesso parlano
- 12:14Speaker 2: tra di loro perché magari si stanno annoiando, perché magari
- 12:16Speaker 2: in quel momento il compagno li ha disturbati, ci sono
- 12:19Speaker 2: tante variabili. Sicuramente quello che possiamo fare, come prima, è
- 12:23Speaker 2: non rinforzare il comportamento di disturbo, ma rinforzare il comportamento
- 12:27Speaker 2: adeguato che stanno mettendo in atto. Certo, se il livello
- 12:30Speaker 2: di disturbo con cui parlano col compagno di banco aumenta
- 12:34Speaker 2: ed è davvero molto elevato, è chiaro che dobbiamo intervenire
- 12:37Speaker 2: attraverso un prompt e quindi un'autocorrezione dello studente. chiedendo magari
- 12:43Speaker 2: addirittura allo studente stesso come mai io, docente, devo riprendere
- 12:46Speaker 2: con lo studente. E seconda cosa, poi rinforzare sempre il
- 12:49Speaker 2: comportamento adeguato. Ecco, la nona domanda è bellissima perché dice
- 12:55Speaker 2: quali modalità uso come docente più frequentemente per richiamare gli
- 13:00Speaker 2: alunni che hanno perso l'attenzione? Ecco, quando faccio questa domanda
- 13:04Speaker 2: i docenti spesso mi dicono li rimprovero e il rimprovero
- 13:07Speaker 2: noi sappiamo è una punizione verbale e quindi di conseguenza...
- 13:11Speaker 2: è controproducente perché incentiva il comportamento di disturbo incentiva il
- 13:16Speaker 2: comportamento positivo e incentiva il comportamento disattentivo quindi la cosa
- 13:21Speaker 2: fondamentale è fare il focus sulla componente positiva di quello
- 13:25Speaker 2: che sta succedendo Ah sì, eccoci, Giovanni che stava dicendo
- 13:30Speaker 2: questa cosa, cosa hai da riferirci tu su questo argomento? Ecco,
- 13:34Speaker 2: sollecitare la richiesta di attenzione, oppure Giovanni fammi un favore,
- 13:39Speaker 2: puoi andare alla lavagna e scrivermi questa cosa che secondo
- 13:42Speaker 2: me è molto importante e che è importante che tutti scrivano? Ecco,
- 13:45Speaker 2: quindi usare l'espediente che abbiamo notato, che quello studente, quella
- 13:49Speaker 2: studentessa è disattento, magari appunto sta parlando col compagno o
- 13:54Speaker 2: magari ha perso il focus attentivo, aiutarlo nel ritornare qui
- 13:58Speaker 2: e quindi non richiamandolo ma bensì usandolo come spediente per
- 14:03Speaker 2: rifocalizzarci e ovviamente l'ultima domanda ma non per importanza cosa
- 14:09Speaker 2: faccio per ripristinare un buon livello di attenzione in tutta
- 14:13Speaker 2: la classe questa è la domanda delle domande ovviamente perché
- 14:16Speaker 2: è chiaro quando si ha davanti uno studente è un
- 14:19Speaker 2: conto quando siano davanti 25 30 in tante classi come
- 14:22Speaker 2: entro quello è un altro tema perché lì siamo davanti
- 14:25Speaker 2: a una platea e saper parlare davanti a una platea,
- 14:28Speaker 2: davanti a un pubblico così, con tanto articolato, con tante sfaccettature,
- 14:33Speaker 2: è molto difficile, perché ovviamente non possiamo pensare di usare
- 14:37Speaker 2: una comunicazione unidirezionale basata solo su un membro, magari appunto
- 14:42Speaker 2: con un membro di HD, ma dobbiamo... basarci su uno
- 14:46Speaker 2: stile comunicativo che sia adatto a tutti gli studenti quindi
- 14:50Speaker 2: questa è una delle cose più difficili perché dobbiamo cercare
- 14:53Speaker 2: di ponderare le nostre tecniche comunicative e quello che abbiamo
- 14:56Speaker 2: visto in questa puntata con più studenti possibili la regola
- 14:59Speaker 2: fondamentale però è sempre una alternare, adattarsi e cercare di
- 15:03Speaker 2: essere flessibili nella propria modalità perché nessuno è perfetto nessuno
- 15:07Speaker 2: psicologo è perfetto nessun docente è perfetto ma se facciamo
- 15:10Speaker 2: del nostro meglio soprattutto per le ragazze con ADHD sicuramente
- 15:14Speaker 2: vi ringrazieranno una puntata molto densa veramente molto piena di
- 15:18Speaker 2: tanti contenuti e spero che questa puntata vi sia piaciuta
- 15:22Speaker 2: sulla parte diciamo legata alla comunicazione legata a come impostare
- 15:26Speaker 2: una lezione per ragazzi adhd di cose ce ne sarebbero
- 15:30Speaker 2: tante altre da dire grazie ai colleghi mazzocchi e altri
- 15:33Speaker 2: che hanno creato questo questionario di riflessione che ci ha
- 15:37Speaker 2: dato modo di poter pubblicare un episodio sulle lezioni per
- 15:41Speaker 2: ragazzi con ADHD che mi viene da dire in realtà
- 15:43Speaker 2: possono essere utilizzate anche per altri studenti o studentesse senza
- 15:47Speaker 2: ADHD perché di perdita di focus attentivo ne soffriamo tutti
- 15:51Speaker 2: purtroppo non ne siamo esenti grazie a te che hai
- 15:53Speaker 2: ascoltato questa puntata fino alla fine come sempre metti like
- 15:57Speaker 2: e commenta se vuoi anche questa puntata per aumentare la
- 16:01Speaker 2: possibilità che arrivi a qualcuno questa puntata davvero ti ringrazio
- 16:04Speaker 2: per il tuo supporto e per quello che stai facendo
- 16:08Speaker 2: per le persone neurodivergenti. Io, come sempre, vi ricordo il
- 16:12Speaker 2: nostro appuntamento di giovedì, tra due settimane, sempre alle 18,
- 16:16Speaker 2: per un'altra puntata di neurodivergenze spiegate da uno psicologo. Perché
- 16:22Speaker 2: capire è il primo passo per includere. Ti aspetto. Ciao!