Latest / Cambia il clima / Episodio 1 - Le oasi climatiche
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- 0:11Siamo a Bologna, 21 giugno, primo giorno d'estate.
- 0:14La temperatura al suolo misurata questa mattina in Piazza Maggiore, segna 41 gradi.
- 0:20Piazza 8 agosto sembra il deserto del Sahara.
- 0:23A Reggio Emilia si registrano addirittura 43 gradi centigradi al suolo, nella Piazza di San Prospero.
- 0:29Ovunque il Regione la colonnina di mercurio supera generosamente le medie sagionale.
- 0:34È il cambiamento climatico che sta tropicalizzando la nostra Italia,
- 0:38è giudizio di tanti climatologi esperti. Anzi, tutti gli climatologi.
- 0:43Praticamente nessuno nega più l'esistenza della modifica del clima globale.
- 0:47In questi giorni di canicola ho ripreso in mano un romanzo del 1940
- 0:52che inizia con un ufficiale che parte verso un deserto.
- 0:55[Musica]
- 1:02Si chiama Il deserto dei Tartari, lo scrisse Dino Buzzati
- 1:06e da 80 anni è considerato uno dei capolavori del Novecento italiano.
- 1:10Il protagonista, il tenente Drogo, attraversa paesaggi sempre più aridi
- 1:15per raggiungere la Fortezza Bastiani, un avamposto ai margini di un deserto infinito,
- 1:20spettrale, immobile. Un deserto che non uccide con lampi o eruzioni.
- 1:27Aspetta. È la sua natura paziente, secco, implacabile.
- 1:34Quando ha scritto il libro, Buzzati non pensava al clima. Pensava al tempo che passa
- 1:40inutilmente, all'attesa come forma di morte lenta. Ma se leggessimo quel libro oggi
- 1:45avremmo difficoltà non vederne qualcos'altro. Un paese che si scalda lentamente,
- 1:51senza che nessuno suoni un allarme, senza nemici visibili all'orizzonte.
- 1:56Solo caldo, solo deserto che avanza.
- 2:00C'è però un elemento di paesaggio nel deserto di Buzzati che lascia fuori
- 2:05della Fortezza Bastiani, è quello dell'oasi.
- 2:08Nella geografia del deserto l'Oasi non è un lusso,
- 2:12è letteralmente il posto dove sopravvivi. C'è l'acqua, l'ombra,
- 2:16la temperatura che scende di qualche grado. La differenza tra continuare a camminare
- 2:21o fermarsi per morire.
- 2:24In questo podcast parliamo di un tipo speciale di oasi: le oasi climatiche.
- 2:28Un'idea che fino a dieci anni fa avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio.
- 2:33E invece oggi è una politica pubblica.
- 2:35E se non la conoscete, questa puntata è per voi, e forse anche per i vostri amministatori
- 2:40comunali, se qualcuno gliene manda un link.
- 2:43Ciao, io sono Emanuele Bompan, sono un giornalista esperto di clima
- 2:51e direttore del magazine di economia Materia Rinnovabile.
- 2:54E questo è "Cambia il Clima", un podcast realizzato da Regione Emilia Romagna.
- 3:02Prima puntata. Le oasi climatiche.
- 3:06Partiamo da un dato che sembra uscito da una distopia, ma che è stato registrato solo 3 anni fa.
- 3:14Estate 2024.
- 3:18In Europa muoiono 63.000 persone per il caldo, 63.000.
- 3:26Per fare un paragone, è quasi la popolazione di Rimini,
- 3:29scomparsa in un'estate.
- 3:31L'Italia fa la sua parte, circa 19.000 morti solo nel nostro Paese.
- 3:36E l'Italia ha una caratteristica strutturale che la rende particolarmente vulnerabile.
- 3:40È uno dei paesi più vecchi d'Europa.
- 3:43Gli anziani, infatti, sono la categoria più colpita e in un Paese dove l'età media
- 3:47cresce ogni anno, questo non è un problema che si risolve da solo.
- 3:50E le proiezioni non sono rassicuranti.
- 3:54Si stima che entro il 2040 i morti per caldo in Europa arriveranno in media a 95.000 ogni estate.
- 4:03Costi sanitari di assistenza, l'Italia come gli altri paesi colpiti, sono per di più destinati a raddoppiare.
- 4:10Il caldo estremo è già oggi il fenomeno atmosferico che causa più morti in Europa,
- 4:16più delle alluvioni, più delle tempeste, più dei terremoti messi insieme.
- 4:20E fa meno rumore di tutti. Non crolla niente, non inonda niente.
- 4:25Le persone muoiono in silenzio, nelle loro case.
- 4:29Ma perché il caldo uccide? Sembra banale, fa caldo, ti accaldi, fine.
- 4:35In realtà il meccanismo è preciso e ignorarlo può essere fatale.
- 4:39Il corpo umano, infatti, regola la temperatura interna sudando.
- 4:43Il sudore evapora, raffredda la pelle, il sangue si raffredda e il corpo resta alla sua temperatura ideale di circa 37 gradi.
- 4:50Un sistema efficente, evolutosi in ambienti africani abbastanza secchi e che ha reso il nostro corpo resiliente a temperature calde.
- 4:57Ma il problema emerge quando l'aria già così satura di umidità che il sudore non evapora più,
- 5:02non parte, resta lì e il corpo continua a scaldarsi.
- 5:06Per misurare questo rischio, esiste un indicatore chiamato "wet bulb temperature", la temperatura del bulbo umido.
- 5:14Per decenni il limite teorico di sopravvivenza umana era fissato a 35 gradi di wet bulb temperature.
- 5:21La combinazione, oltre la quale, anche per un adulto, giovane sano, all'ombra con acqua a disposizione,
- 5:26non riesce più a raffreddarsi e va in contro al collasso termico entro 6 ore.
- 5:31Poi però, nel 2022, i ricercatori della Penn State University hanno pubblicato dati sperimentali e hanno scoperto che la realtà è peggio della teoria.
- 5:40Il limite infatti non è più 35°, ma la termoregolazione diventa già inefficace tra i 26 e 31° di wet bulb temperature a seconda delle condizioni.
- 5:52Quindi parliamo di soglie che in Italia d'estate, nelle città più umide come Bologna, se avete presente l'afa di luglio, ecco, già vengono sfiorate regolarmente.
- 6:04Chi rischia di più? Anziani, bambini, piccoli persone con malattie cardiovascolari o renali o respiratorie. I diabetici.
- 6:13Ma, e anche questo sorprende, ci sono anche gli sportivi.
- 6:16Un corridore che esce a fare i suoi dieci km, le 11:00 di agosto, quando fa già 36 gradi, con il 70% di umidità, non sta facendo sport,
- 6:25sta testando i propri limiti fisiologici senza strumentazione adeguata.
- 6:30Gli effetti cronici dell'esposizione prolungata al caldo estremo sono documentati,
- 6:35danni renali. I reni, infatti, sono tra i primi organi colpiti dalla disidratazione prolungata.
- 6:40Lo stress cardiovascolare, l'aumento del rischio di aritmia. E non serve arrivare al colpo di calore, bastano esposizioni ripetute nel corso delle settimane.
- 6:50C'è poi una nota tecnica che vale la pena tenere a mente. Quando fa caldo e umido, la percezione soggettiva del caldo è attenuata rispetto alla realtà fisiologica.
- 7:01Cioè il corpo sente caldo, ma non sente quanto caldo basta per sentirsi male,.
- 7:09è come se fosse un sistema di allerta difettoso. Ci si disidrata senza sentire ancora sete.
- 7:15E quindi è come un campanello d'allarme che suona in ritardo e bisogna prestare attenzione a ciò.
- 7:19Quindi il caldo uccide. Uccide più di quanto pensiamo, uccide in modo silenzioso, uccide soprattutto chi non può permettersi di difendersi,
- 7:29cioè chi non ha l'aria condizionata, chi non può stare in casa tutto il giorno. Chi vive in città dove il cemento accumula calore durante il giorno e lo rilascia durante la notte senza mai davvero raffreddarsi.
- 7:42La risposta delle società evolute non dovrebbe essere comprate un condizionatore, qualcosa di più antico, di più sociale, di più urbano.
- 7:50Si chiama rifugio climatico.
- 7:53E l'Emilia Romagna, Bologna in testa, guarda caso, ci è già arrivata.
- 8:00Un rifugio climatico è esattamente quello che ci si immagina:
- 8:03uno spazio fisico, pubblico o semi pubblico
- 8:05dove la temperatura è tenuta al di sotto dei livelli critici durante le ondate di calore.
- 8:08Sono biblioteche, musei, centri civici, mercati coperti.
- 8:11Spazi già esistenti riconvertiti in punti di sicurezza stagionale,
- 8:15dove già viene consumata energia per raffrescare.
- 8:20Un posto dove andare quando alle 13 di un mercoledì di luglio
- 8:27le temperature diventano pericolose.
- 8:33Quindi un luogo senza costo, senza prenotazione, senza distinzione sociale, aperto cioè a tutti.
- 8:40Barcellona ha fatto da apripista.
- 8:43Dal 2019 gestisce una rete di ben oltre 350 rifugi climatici distribuiti in tutta la città, con l'obiettivo che il 98% della popolazione abbia accesso a un rifugio entro 10 minuti a piedi.
- 8:56New York e Boston hanno sviluppato i loro cooling center.
- 9:00Parigi ha mappato parchi e fontane.
- 9:02Milano ha una mappa degli spazi freschi che non sono luoghi per consumare uno spritz, ma sono spazi sicuri
- 9:07quando il caldo diventa intollerabile. A Bologna, poi, nel 2025, sono stati attivati 15 rifugi climatici ufficiali.
- 9:15La biblioteca Sala Borsa, il Mambo, i Giardini Margherita e altri centri di aggregazione.
- 9:21Però il settore di prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione Emilia Romagna ha invece deciso di lavorare a livello territoriale
- 9:30non solo di singola città, ed ha trovato un nome ancora più bello di rifugio.
- 9:34L'Oasi climatica.
- 9:37Fa fresco solo a dirlo.
- 9:39Con il progetto Oasi Climatiche, la Regione Emilia Romagna vuole supportare gli enti locali nella progettazione e realizzazione di vere e proprie oasi contro le ondate di calore.
- 9:48La scelta dei luoghi non è casuale.
- 9:51Viene supportata da uno strumento di analisi sviluppato attraverso un processo partecipativo che ha impiegato indicatori ambientali,
- 9:58come la temperatura superficiale del suolo oppure l'indice composito di vulnerabilità climatica,
- 10:04e poi indicatori socio demografici come la quota di popolazione anziana o la presenza di famiglie unipersonali,
- 10:10la quota di popolazione immigrata e infine gli indicatori sanitari, come la prevalenza di multi morbilità, i disturbi mentali.
- 10:18Oppure un indice sintetico di vulnerabilità sanitaria.
- 10:22Il progetto Oasi è oggi in fase di sperimentazione nei comuni di Ravenna, Reggio Emilia e Rimini.
- 10:28Non sono queste semplici infrastrutture di sollievo dal caldo, però sono stati pensati proprio per essere luoghi vivi,
- 10:34riconosciuti e scelti dalle comunità.
- 10:36C'è una strategia, una pianificazione sociale che va ben oltre la resilienza climatica e che abbraccia la socializzazione
- 10:42e il benessere psichico delle categorie più fragili.
- 10:46Per approfondire meglio il tema delle oasi climatiche, abbiamo in studio Paola Angelini, epidemiologa presso la Regione Emilia Romagna
- 10:58che segue il progetto da un punto di vista scientifico e organizzativo.
- 11:02La mia prima curiosità è: perché chiamarla Oasi?
- 11:06Perché innanzitutto come le oasi nel deserto non sono solo interruzioni del territorio arido,
- 11:15ma luoghi vivi, le oasi climatiche nel nostro progetto vogliono essere non solo posti dove trovare sollievo dal calore,
- 11:23ma anche un luogo con opportunità di aggregazione che favorisce anche l'inclusione sociale.
- 11:29Come si decide se attivare un'oasi? C'è una soglia di temperatura, un bollettino specifico, che cosa?
- 11:36Direi che visto le ultime estati che abbiamo vissuto, il come si decide è un po' determinato da come stanno andando le stagioni estive.
- 11:46La domanda migliore è dove realizzarle e per questo abbiamo provato a organizzare un sistema di valutazione dei bisogni
- 11:58che ci consenta di identificare le zone migliori dove procedere.
- 12:05Un sindaco di un piccolo comune diciamo ai piedi dell'Appennino, 1000 abitanti, un budget limitato che vuole allestire un rifugio climatico,
- 12:14anzi no, un'oasi climatica, da dove comincia?
- 12:17La Regione mette a disposizione questa piattaforma di dati in cui viene stratificato una definizione delle zone in termini di vulnerabilità meteo climatica
- 12:30in termini di condizioni socio-demografici e quindi c'è una prima definizione dei bisogni che identificano zone più idone a ricevere questo tipo di strutture.
- 12:41Su questo, i comuni hanno altre informazioni che possono orientare ancora meglio la conoscenza del territorio per definire dove andare a realizzare l'oasi,
- 12:52ma soprattutto nei comuni ci sono le risorse sociali e di comunità, dall'associazionismo, il terzo settore, il mondo del volontariato che possono aiutare a rendere appuinto viva l'oasi climatica che non è solo la realizzazione di un infrastruttura di ombreggiamento,
- 13:11ma proprio un luogo dove avere desiderio di andare.
- 13:16Che tipo di attività si possono fare?
- 13:19Le attività sono animazioni di tipo sociale e soprattutto collegate a risorse del territorio già operative: dai centri sociali, centri per anziani, biblioteche, attività culturali, attività ricreative.
- 13:37Gli anzani che vivono da soli certo non leggono magari bollettini dell'Agenzia regionale e della protezione dell'ambiente, chi va a bussare alla loro porta? Esiste un sistema di allerta attiva per le fasce vulnerabili?
- 13:50O un rifugio climatico funziona solo per chi sa già che esiste?
- 13:54No, diciamo che esiste da molti anni un piano caldo strutturato che tutte le aziende U.S.L. mettono in atto ogni anno. E è un piano che prevede una forte collaborazione tra l'azienda sanitaria e i comuni, e il sistema della medicina territoriale con il convogimento quindi dei medici di medicina generale.
- 14:18E poi c'è un forte collegamento, con strutture di volontariato come la protezione civile, in alcuni casi la caritas, o altre situazioni di volontariato.
- 14:28E quello che succede è una mappatura delle fragilità, in questo caso una mappatura non di luoghi, ma di persone fragili che vivono soli, che possono avere bisogno trovandosi nelle condizioni
- 14:41a cui lei faceva riferimento di non avere accesso ai sistemi, a internet o altro, e quindi queste persone sono contattate e in qualche modo verificato il loro stato di salute, come se la stanno cavando a fronte dell'ondata di calore, e quindi c'è in qualche modo un monitoraggio attivo di queste persone sole che ricevono questo tipo di assistenza.
- 15:09Paolo Angelini Ci sono ancora però tante persone che negano il cambiamento climatico. Che cosa risponde a queste persone che non credono nella scienza.
- 15:18E... mi lasciano senza parola.
- 15:23Grazie, Paolo Angelini.
- 15:30Prima in salutarci però un po' di pratica, perché il rifugio climatico risolve il problema solo se si è già dentro, però c'è tutta una fase in cui ci si deve arrivare.
- 15:39Innanzitutto come vestirsi: abiti chiari, leggeri, in tessuti naturali, lino e cotone, insomma li conosciamo, nero e poliestere invece accumulono calore, quindi scolstigliatissimi.
- 15:50È un consiglio vecchio col mondo, certo, ma va ripetuto perché ogni estate qualcuno si presenta al pronto soccorso in jeans neri e felpa.
- 15:57Infine, ricordare di coprirsi le braccia con un tessuto leggero chiaro che aiuta a proteggere meglio le braccia nude esposte al sole diretto.
- 16:05E poi mangiare e bere, innazitutto idratarsi prima di avere sete.
- 16:12La sete è già un sintomo di disidratazione moderata, non un campanello dall'allarme precoce,
- 16:18vanno bene acqua, suchi naturali, cibi con alto contenuto di acqua come angurie, cetrioli, pomodori. Evitare alcol e bevante zuccherate, peggiorano la disidratazione.
- 16:28Certo, un bicchiere di vino magari non uccide, due però cominciano a essere, potenzialmente, pericolosi.
- 16:34Attenzione infine agli orari, niente attività fisica intensa tra le 11 e le 17 nelle giornate di allerta.
- 16:42Non è per pigrizia, è adattamento. Le popolazioni del Mediterraneo inventarono la siesta per una ragione.
- 16:48E poi casa nostra, oscurare le finestre durante le ore di sole, non dopo. La luce che entra scalda le pareti che rilasciano calore per ore.
- 16:56La notte se la temperatura esterna scende, aprire per ventilare. Se non scende, e questo è il problema delle notti tropicali urbane sempre più frequenti, resta il problema.
- 17:07E infine un'ultima importante indicazione. Studiate, leggete come si contrarsta il cambiamento climatico.
- 17:14L'adattamento è importante, ma prima di tutto dobbiamo mitigare l'impatto dell'uomo sull'emissione del gas serra, perché la transizione è per tutte e tutti.
- 17:24Alla prossima puntata.
- 17:29Cambia il clima. Il podcast è scritto e condotto da Emanuele Bompan. La regia è di Sintesi/Hub. La cura editoriale è di Patrizia Bianconi, Michela Seresini e Materia Rinnovabile.
- 17:43Il progetto fa parte delle attività del Forum permanente per i cambiamenti Climatici della Regione Emilia Romagna, realizzato in collaborazione con partner.
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