Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / Che fine fanno le parole? – Come cambia l’italiano con i social
Transcript
- 0:00Un tempo le parole erano come pietre scolpite, pesavano,
- 0:04restavano, avevano un suono che non si dimenticava.
- 0:07Ogni parola portava dentro di sé una storia, un pensiero, un
- 0:10respiro. Quando qualcuno parlava, si
- 0:12ascoltava davvero. C'era il tempo per riflettere,
- 0:15per scegliere la parola giusta, per darle la forma e dignità.
- 0:19Oggi invece viviamo in una fretta dove le parole si
- 0:21consumano appunto in fretta, come foglie al vento.
- 0:25Si scrivono, si cancellano, si sostituiscono, le parole sono
- 0:29diventate liquide, come la società che le ospita.
- 0:32Scivolano via dallo schermo, evaporano nella memoria del
- 0:34telefono e restano sospesi in un mare di notifiche e
- 0:37abbreviazioni. C'è stato però momento non
- 0:40troppo lontano in cui l'italiano è una lingua profonda e
- 0:43verticale. Le persone leggevano, scrivevano
- 0:46lettere, parlavano con una lentezza che oggi ci sembra
- 0:48impossibile. Una frase aveva un peso
- 0:51specifico, ti penso, non era un messaggio, era una presenza, ti
- 0:55voglio bene e non si inviava 20 persone in una chat, si diceva
- 0:59solo una volta e bastava la. Lingua era come un giardino
- 1:03curato. Le parole crescevano lentamente,
- 1:05ogni frase aveva radici. Oggi invece sembra che quel
- 1:08giardino sia diventato un campo incolto.
- 1:11Le parole si ripetono, si impoveriscono, si usano senza
- 1:14più sentire il loro profumo. L'italiano dei social è un
- 1:18linguaggio orizzontale, corre ma non scende in profondità, si
- 1:22accontenta di essere rapido, riconoscibile, istantaneo.
- 1:26Non costruisce pensieri, li frammenta, che bello, super.
- 1:30Adoro top, sono parole che riempiono ma non raccontano più
- 1:34nulla. Eppure, se guardiamo indietro,
- 1:36l'italiano è una lingua nata dalla musica, dalla poesia.
- 1:40Dante, Petrarca, Leopardi usavano le parole come note,
- 1:43come tessere di luce. Ogni suono aveva una vibrazione,
- 1:47oggi quella musica si è abbassata di tono.
- 1:50L'italiano digitale parla in maiuscolo e respira in
- 1:53abbreviazioni, ride Con emoticon, ma raramente ascolta.
- 1:58Non si tratta di nostalgia, ogni lingua cambia, si adatta, si
- 2:01rinnova, ma il rischio è quello di perdere la profondità emotiva
- 2:05delle parole, la loro capacità di dire davvero chi siamo.
- 2:09Perché quando la lingua si svuota, anche il pensiero si fa
- 2:12più leggero. E dove il pensiero si
- 2:14indebolisce nasce la confusione e la superficialità.
- 2:16La sezione. La semplificazione?
- 2:18Forse dovremmo tornare a trattare le parole come il pane,
- 2:21impastarle, farle lievitare, aspettarle.
- 2:25Una parola ben detta oggi può ancora illuminare una
- 2:27conversazione intera. Un silenzio rispettato può
- 2:30valere più di 100 messaggi. Ci sono parole che un tempo
- 2:33venivano dette con pudore, con cura, speranza, dignità,
- 2:37perdono, rispetto, anima. Oggi sembrano più parole
- 2:41antiche, come oggetti lasciati in soffitta, ma.
- 2:44Basta pronunciarle a voce alta per accorgersi che viverano
- 2:47ancora le parole. Non sono morte, dormono,
- 2:51aspettano solo che qualcuno le chiami per nome.
- 2:53E allora la domanda non è, che fine faranno le parole?
- 2:57Ma che fine facciamo noi senza di loro?
- 3:00Se le parole si perdono, perdiamo anche la nostra
- 3:02memoria, la nostra capacità di pensare, di amare, di ricordare.
- 3:06Perché senza parole l'uomo non smette di parlare, ma smette di
- 3:10dire. C'è una parola italiana che
- 3:14senti sia scomparendo, ma che per te è ancora importante.
- 3:17Prova a pronunciarla a voce alta, ascolta come suona e forse
- 3:21capirai che finché la dici quella parola, Beh, vivrà
- 3:24ancora.