Latest / Modalità Umana / EP.08 | Il tuo feed non ti conosce: ti addestra!
Transcript
- Tristan Maz: immagina questa scena apri TikTok, guardi un video di formula 1 poi uno sui viaggi poi uno sulle criptovalute poi uno sulla fotografia chiudi l'app, il giorno dopo la riapri e all'improvviso formula 1 formula 1 viaggi investimenti ancora formula 1 ancora investimenti sembra quasi che il telefono abbia deciso chi sei Ma è davvero così? L'algoritmo ti conosce? Oppure ti sta lentamente insegnando cosa guardare? Perché forse il tuo feed non è lo specchio dei tuoi interessi, forse è uno dei motivi per cui quegli interessi stanno cambiando. Se questa domanda riguarda anche te, segui modalità umana e scrivimi nei commenti cosa ne pensi. Questa è modalità umana. Io sono Tristan Mas e oggi parliamo di una cosa che tutti usiamo, ma che quasi nessuno capisce davvero. Il feed. Quello di TikTok, di Instagram, di Facebook, di YouTube, di LinkedIn, di X. Ogni giorno apriamo queste applicazioni e diciamo, è incredibile, sembra sapere esattamente cosa mi piace, mi legge nella mente, mi conosce meglio dei miei amici. Ma siamo sicuri che sia davvero così? Perché forse c'è un enorme equivoco. Il FID non ti conosce, il FID osserva quello che fai. E sono due cose completamente diverse. Questa puntata non serve per dirti che gli algoritmi sono cattivi, non serve per convincerti a cancellare TikTok o a disinstallare Instagram. Non è questo lo spirito di modalità umana. Lo abbiamo detto fin dalla prima puntata. La tecnologia non è buona? o cattiva, dipende da come funziona, da come viene progettata e da come noi scegliamo di usarla. Ma per scegliere davvero bisogna prima capire. E oggi proveremo a capire una cosa molto semplice. Come fa un'app a decidere il prossimo video che vedrai? Perché proprio quello? Perché non un altro? E soprattutto, quanto di quello che guardi è una tua scelta? E quanto è una scelta suggerita dal sistema? La risposta potrebbe sorprenderti, perché gli algoritmi non sono maghi, non leggono la tua mente, non conoscono i tuoi sogni, non sanno cosa pensi, sanno soltanto una cosa. Che cosa fai? E da lì inizia tutto. Cominciamo da una domanda. Chi decide il prossimo video che vedrai? Molti immaginano qualcosa del genere. Da qualche parte c'è un computer enorme. Dentro quel computer c'è un'intelligenza artificiale e quell'intelligenza dice Tristan oggi ha bisogno di vedere questo. La realtà è molto meno cinematografica e molto più interessante. Nessuno sceglie personalmente il tuo prossimo video. Nessuno guarda il tuo profilo e decide cosa mostrarti. Il sistema osserva continuamente migliaia di piccoli segnali. Quanto tempo rimani su un video. Se scorri subito, se torni indietro, se metti like, se commenti, se condividi, se apri commenti, se leggi la descrizione, se salvi il contenuto, perfino quando rallenti lo scroll senza accorgertene. Per cui, quando guardate il feed vi capita un video di modalità umana. fermatevi su questo video, non scrollate, mettete un commento, salvatevelo, condividetelo, vabbè, a parte gli scherzi. Tutto questo diventa informazione, non sulla tua identità, sul tuo comportamento ed è una differenza enorme. Immagina di entrare ogni giorno allo stesso bar, il barista non sa cosa stai pensando, non sa se sei felice, non sa se hai litigato con qualcuno, ma dopo un po' nota che ogni mattina ordini sempre il cappuccino e allora il giorno dopo inizia a prepararlo appena ti vedi entrare. Non perché ti legge nella mente, ma perché ha osservato un'abitudine. L'algoritmo funziona in modo molto simile, solo che invece di osservare una persona osserva milioni di persone contemporaneamente e impara continuamente ogni secondo, ogni scroll, ogni click, ogni pausa. Ed è qui che nasce il primo grande equivoco. Noi diciamo L'algoritmo sa cosa mi piace, in realtà sarebbe più corretto dire l'algoritmo sa cosa mi fermo a guardare e non sempre sono la stessa cosa. Facciamo un esempio, immagina un video che para di una polemica, magari una notizia che ti fa arrabbiare, non sei d'accordo, anzi la trovi assurda, però continua a guardarla, leggi commenti, rispondi, torni indietro, rileggi. magari la condividi con un amico scrivendo? Guarda che assurdità! Secondo te, che cosa vede l'algoritmo? Vede che sei indignato? No! Vede soltanto che quel contenuto ha catturato a tua attenzione, per parecchio tempo, e allora pensa. Questo contenuto funziona, non gli interessa se ti rende felice, se ti rende triste, se ti fa arrabbiare, se ti fa ridere. L'obiettivo non è capire le tue emozioni, l'obiettivo è capire cosa ti fa restare. Questa è una delle cose più importanti da ricordare in tutta la puntata. Gli algoritmi non cercano ciò che ti piace, cercano ciò che ti trattiene. Ed è una differenza enorme, perché quello che ci trattiene non sempre è quello che ci fa stare meglio, a volte proprio il contrario. Gli algoritmi non leggono la tua mente, leggono il tuo comportamento. mentre lo leggono iniziano lentamente a influenzarlo ed è proprio da qui che comincia il viaggio della puntata di oggi. C'è un'altra frase che sentiamo continuamente. Il mio feed mi rappresenta. Anche questa non è completamente vera perché il feed non è una fotografia dei tuoi interessi, è molto più simile a una lente di ingrandimento. Facciamo un esempio. Una sera cerchi qualche video sulla corsa. Magari perché hai deciso di rimetterti in forma. Guardi 3 4 video, metti un like, salvi un allenamento. Il giorno dopo? Il tuo feed sembra essere trasformato. Runner, allenamenti, scarpe, alimentazioni, maratone, influencer del fitness. Succede la stessa cosa con le criptovalute. Con la fotografia, con la cucina, con la formula 1, col file da te, con il jardinaggio, con la politica, con qualsiasi argomento. E allora viene naturale dire, vedi? L'alcoritmo ha capito che mi piace, forse, ma potrebbe anche essere successo il contrario. Forse l'interesse era piccolo, una semplice curiosità, e il feed ha iniziato ad annaffiarla ogni giorno. Un video, poi un altro, poi un'altra ancora, fino a trasformare una curiosità in un'abitudine. Ed è qui che il titolo di questa puntata prende davvero senso. Il feed non si limita a conoscere i tuoi interessi. può contribuire a rafforzarli. Perché ogni volta che tu scegli un contenuto, anche il contenuto inizia lentamente a scegliere te. Il FID non fotografa i tuoi interessi, li allena. E questo cambia completamente il modo in cui dovremmo guardare i social. A questo punto entra in gioco una domanda ancora più interessante. Perché ci caschiamo così facilmente? La risposta non è perché siamo ingenui, non è perché siamo debili e nemmeno perché siamo dipendenti. La risposta è molto più umana. Il nostro cervello ama le ricompense, ama le sorprese, ama la curiosità, ama trovare qualcosa di nuovo. Pensaci, quando scorri il feed non sai mai quale sarà il prossimo video. Ed è proprio questo il punto. Ogni swipe è una piccola promessa. forse il prossimo sarà interessante, forse il prossimo mi farà ridere, forse il prossimo mi sorprenderà. Ed è una dinamica potentissima, perché il cervello è sempre stato progettato per cercare informazioni nuove. È una caratteristica che ci ha aiutato a sopravvivere per migliaia di anni. Solo che oggi, quella stessa caratteristica incontra algoritmi progettati per offrirci continuamente qualcosa di nuovo. Ed è qui che tecnologia e comportamento umano iniziano a intrecciarsi. L'algoritmo osserva ciò che cattura la tua attenzione. Il tuo cervello cerca continuamente qualcosa che catturi la sua attenzione. Le due cose si alimentano a vicenda. Non serve che il feed ti manipoli. È sufficiente che impari sempre meglio. Quali contenuti hanno più probabilità di farti restare. Ed è qui che nasce il ciclo. Tu guardi, l'algoritmo impara. ti propone contenuti simili, tu li guardi ancora, l'algoritmo, penso di aver capito, te ne mostra ancora di più. E dopo qualche settimana può diventare difficile ricordare una cosa. Quell'interesse era davvero così importante? Oppure è cresciuto perché continuava a contrarlo ogni giorno? Questa è una domanda che dovremmo farci molto più spesso, perché riguarda i video, ma riguarda anche le idee, le opinioni, le notizie, le persone che seguiamo. Perfino il modo in cui Vediamo il mondo. Ed eccoci al punto centrale della puntata. Molti pensano che gli algoritmi decidano soltanto cosa guardiamo. Secondo me la questione è più profonda. Gli algoritmi influenzano anche quello che ci sembra normale. Se per settimana il tuo feed ti mostra persone che guadagnano milioni con le criptovalute, potresti iniziare a pensare che sia una cosa normale. Se ogni giorno incontri video di persone con vite perfette, potresti iniziare a credere che tutti vivono così. Se il tuo feed è pieno di polemiche, potresti convincerti che il mondo sia soltanto conflitto. Il problema non è il singolo video, è la ripetizione, perché il cervello umano tende a considerare più importante ciò che incontra più spesso. Ecco perché dovremmo ricordarci una cosa. Il tuo feed non rappresenta internet, rappresenta la versione di internet che l'algoritmo pensa ti terrà lì ancora qualche minuto. E sono due cose molto diverse. Ed eccoci alla parte scomoda, quella che personalmente mi ha fatto riflettere di più. Quando si parla di algoritmi, succede sempre la stessa cosa. Ci sono due squadre. La prima dice, i social manipolano tutti. La seconda dice, ma che io guardo solo quello che mi interessa. secondo me hanno torto entrande. Perché la realtà è molto più sottile. L'algoritmo non decide tutto, ma nemmeno siamo completamente immuni. Pensaci. Se ogni mattina passi davanti allo stesso negozio, prima o poi inizi a notarlo. Se ascolti sempre la stessa canzone alla radio, prima o poi la canticchi. Se incontri continuamente lo stesso argomento, quell'argomento diventa familiare. Il nostro cervello funziona così. Ciò che vediamo spesso ci sembra più normale, più importante, più presente nel mondo, anche quando non lo è. Ed è proprio qui che il feed può influenzarci, non imponendoci delle idee, ma decidendo quali idee incontreremo più spesso. Questa differenza è enorme, perché non serve convincerti, basta aumentare la probabilità che tu incontri sempre gli stessi contenuti, sempre gli stessi creator, sempre gli stessi punti di vista. sempre gli stessi argomenti e lentamente senza accorgetene il tuo mondo digitale diventra sempre più stretto non perché qualcuno ti abbia obbligato ma perché il sistema continua a proporti ciò che statisticamente funziona meglio con te il problema non è quello che il FIDE ti mostra il problema è tutto quello che smette di mostrarti questa secondo me è la domanda più importante della puntata Che cosa non sto più vedendo? Quanti argomenti non incontro più? Quante opinioni diverse? Quanti creator interessanti che semplicemente non entrano più nel mio feed? Ecco perché oggi due persone possono vivere nello stesso paese, avere la stessa età, fare lo stesso lavoro e avere l'impressione di vivere in due mondi completamente diversi, perché il loro feed è diverso. A questo punto arriva domanda pratica. Possiamo fare qualcosa? La risposta è sì. e non richiede di cancellare tutti i social. Prima regola, ogni tanto cerca volontariamente qualcosa di diverso, non aspettare sempre che sia il feed a decidere, vai tu a cercare. Seconda regola, segui persone che la pensano diversamente da te, non per litigare, per capire. Terza regola, quando senti dire tutti parlano di questa cosa, fermati un secondo e chiediti, tutti oppure il mio feed. perché sono due domande completamente diverse. Quarta regola, ogni tanto usa la barra di ricerca, è uno strumento sottovalutato. Quando cerchi qualcosa, sei tu che scegli. Quando scorri il feed, qualcun altro ha già scelto cosa metterti davanti. Quinta regola, controlla il tempo, non per sentirti in colpa, ma perché l'attenzione è una risorsa e tutte le platforma competono per conquistarla. Sesta regola, ogni tanto avvera le tue abitudini. Segui un argomento completamente nuovo. Leggi qualcosa che normalmente ignoreresti, apri una fonte diversa, guarda un documentario invece del cinquantesimo reel. Perché il modo migliore per evitare che il feed restringa il tuo mondo è continuare ad allargarlo. Se lasci sempre scegliere il feed, prima o poi sarà il feed a scegliere alcuna parte della tua curiosità. E adesso voglio proporti un piccolo esperimento. Da oggi e per i prossimi tre giorni, fai una cosa molto semplice. scegli un argomento che normalmente non guardereste mai. Astronomia, storia, fotografia analogica, botanica, musica jazz, qualunque cosa. Guardati qualche video, apri qualche contenuto, interagisci in modo naturale, metti qualche like, salva ne qualcuno. Poi osserva, non osservare te stesso, osserva il feed. Guarda quanto velocemente cambia, guarda quanto velocemente inizia a proporti nuovi contenuti. Non per dimostrare che l'algoritmo è cattivo, ma per capire. quanto velocemente impara e quanto velocemente prova a insegnare qualcosa anche a te. Sono curioso se farai questo esperimento, raccontamelo nei commenti, perché secondo me rimarrai sorpreso. E allora arriviamo alla domanda finale. I fit personalizzati valgono davvero? La mia risposta è sì, ma solo se ci ricordiamo che cosa sono davvero. Sono strumenti straordinari, ci permettono di scoprire persone interessanti, imparare cose nuove, trovare idee, conoscere mondi che probabilmente non avremmo mai incontrato. Ma non dimentichiamo mai una cosa, il loro obiettivo principale non è renderci più informati, non è renderci più equilibrati, non è renderci più felici, è cercare di farci restare più a lungo possibile. Ed è una differenza enorme. Perché una piattaforma progettata per trattenere la tua attenzione non sempre coincide con ciò che eminge per la tua attenzione. Per questo non dobbiamo avere paura degli algoritmi, dobbiamo imparare a riconoscerli, perché una tecnologia che conosci ha molto meno potere su di te. E qui torniamo alla domanda con cui abbiamo aperto la puntata. Il tuo feed ti conosce davvero? Secondo me no. Il tuo feed conosce il tuo comportamento e da quello prova continuamente a prevedere il prossimo. La vera domanda allora non è quanto mi conosce il feed? La domanda è, quanto conosco io il modo in cui il feed funziona? La libertà digitale non nasce quando spegni gli algoritmi, nasce quando smetti di subirli senza accorgertene. Oggi abbiamo visto una cosa importante. Gli algoritmi non leggono la nostra mente, osservano quello che facciamo, ogni click, ogni secondo, ogni pausa, ogni video guardato fino alla fine. E mentre imparano da noi, finiscono lentamente per influenzare anche noi. Non perché siano cattivi, non perché ci sia qualcuno che vuole controllare ogni nostra scelta, ma perché sono progettati per fare una cosa molto semplice, capire cosa ci farà restare ancora qualche minuto. La buona notizia è che possiamo interrompere questo automatismo, possiamo scegliere, possiamo cercare, possiamo cambiare percorso, possiamo sorprenderci, possiamo uscire dalla nostra bolla. Perché la tecnologia diventa davvero utile quando continua ad ampliare il nostro mondo? non quando lo restringe. Ed è forse questa la domanda più importante da portarsi a casa. Il mio feed vi sta aiutando a scoprire cose nuove? Oppure mi sta facendo vedere sempre le stesse? Se la risposta è la seconda, forse non è il feed che deve cambiare, forse dobbiamo cambiare qualcosa noi. E adesso tocca a te. Fai davvero l'esperimento della settimana. Per tre giorni cerca qualcosa che normalmente non guardaresti mai. Interagisci, esplora. poi osserva come cambia il tuo feed. Sono curioso di sapere cosa succederà. Raccontamelo nei commenti. E se questa puntata ti è stata utile, segui in modalità umana sulle tettiforma da cui stai ascoltando. Attiva le notifiche su Spotify, Apple Podcast oppure YouTube. Se puoi, lasci una recensione. È uno dei modi migliori per aiutare i podcast a raggiungere nuove persone. E se vuoi continuare questa conversazione, mi trovi anche su TikTok. dove ogni settimana approfondiamo questi temi con clip, domande ed esperimenti. Perché la tecnologia cambia ogni giorno, ma la domanda resta sempre la stessa. La stiamo usando noi? Oppure stiamo lasciando che sia lei a usare un po' noi? Io sono Tristan Mast, questa è modalità umana, tecnologia, AI e vita digitale. Cosa cambia davvero? E nel dubbio? Prima di fare il prossimo swipe, attiva la modalità umana.