Latest / HORECA AUDIO NEWS - Le pillole quotidiane / 10.817 - Dentro il Pairing. Rezzano Cucina e Vino, Sestri Levante il racconto dello chef e sommelier Matteo Rezzano
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- 0:00Speaker 2: Dentro il pairing. Rezzano cucina e vino, Sestri Levante. Il
- 0:04Speaker 2: racconto dello chef sommelier Matteo Rezzano. Per la ventisettesima tappa
- 0:09Speaker 2: di Dentro il pairing, la rubrica di Oreca News dedicata
- 0:12Speaker 2: all'evoluzione degli abbinamenti nell'alta ristorazione, arriviamo a Sestri Levante. Da
- 0:18Speaker 2: Rezzano cucina e vino, ristorante che ha ottenuto la prima
- 0:21Speaker 2: stella con la guida Michelin Italia 2026. Storica e insegna
- 0:25Speaker 2: familiare del Levante Ligure, vede oggi Matteo Rezzano. quinta generazione
- 0:30Speaker 2: della famiglia, in cucina insieme a Giorg Giubbani. La proposta
- 0:35Speaker 2: si articola in tre menu degustazione e segue la stagionalità,
- 0:38Speaker 2: con una presenza importante dei prodotti del mare e degli orti.
- 0:42Speaker 2: Il percorso professionale di Rezzano offre a Dentro il Pering
- 0:46Speaker 2: un punto di osservazione particolare. Prima sommelier, poi chef, ha
- 0:50Speaker 2: lavorato inizialmente in sala e in cantina per passare ai
- 0:53Speaker 2: fornelli nel 2019. Una doppia formazione che gli permette di
- 0:58Speaker 2: considerare piatto e calice all'interno dello stesso processo. C'è sempre
- 1:02Speaker 2: stato un certo scollamento tra il lavoro del sommelier e
- 1:05Speaker 2: quello dello chef. Generalmente lo chef crea il menù e
- 1:08Speaker 2: successivamente il sommelier costruisce l'abbinamento. Noi cerchiamo invece di lavorare
- 1:13Speaker 2: in maniera più sinergica. La stagionalità diventa così un criterio
- 1:17Speaker 2: anche per la costruzione del pairing. Con il cambiare delle
- 1:21Speaker 2: materie prime si modifica il ventaglio dei vini, l'arrivo dell'autunno
- 1:25Speaker 2: e di ingredienti come funghi. Tartufi e cacciagione apre maggiormente
- 1:29Speaker 2: ai rossi e alle denominazioni piemontesi, mentre durante i mesi
- 1:33Speaker 2: più caldi gli equilibri sono differenti. Cerchiamo di ragionare anche
- 1:37Speaker 2: in termini di distribuzione delle categorie di vino lungo l'anno,
- 1:41Speaker 2: sulla base dei prodotti che utilizziamo. Se a dicembre un
- 1:44Speaker 2: determinato ingrediente non c'è, sappiamo che anche alcuni vini difficilmente
- 1:48Speaker 2: entreranno nella selezione. Uno dei tre percorsi degustazione concentra l'attenzione
- 1:54Speaker 2: sulla Liguria, cercandone soprattutto l'impronta gustativa anziché riproporre le ricette
- 1:59Speaker 2: regionali in forma rivisitata. Anche nella selezione dei vini trovano
- 2:03Speaker 2: spazio produttori locali e piccole realtà artigianali. È una scelta
- 2:07Speaker 2: coerente con una cucina che lo stesso ristorante lega alla
- 2:10Speaker 2: flora e alla fauna locali e ha un rapporto stretto
- 2:13Speaker 2: fra cucina e sala. Sul tema delle alternative al vino
- 2:17Speaker 2: negli abbinamenti la lettura di Rezzano si discosta dall'idea che
- 2:20Speaker 2: il ristorante debba semplicemente adeguarsi a richieste già manifeste. Ciò
- 2:24Speaker 2: che viene proposto può contribuire a far emergere esigenze che
- 2:28Speaker 2: altrimenti resterebbero invisibili. Se non hai una proposta anacolica, difficilmente
- 2:33Speaker 2: avrai il cliente che te la chiede. Nel momento in
- 2:36Speaker 2: cui la inserisci, puoi scoprire ciò che prima non avevi
- 2:39Speaker 2: modo di intercettare. Domanda e offerta, secondo me, tendono a incontrarsi.
- 2:44Speaker 2: Sui vini di alcolati mantieni invece una posizione prudente. Considera
- 2:49Speaker 2: il segmento ancora in una fase precoce e trova molte
- 2:52Speaker 2: delle proposte disponibili troppo edulcorate e non ancora pienamente centrate
- 2:56Speaker 2: dal punto di vista gustativo. Negli abbinamenti senza alcol preferisce
- 3:00Speaker 2: quindi lavorare con altre tipologie di bevande. tra prodotti acquistati
- 3:04Speaker 2: da realtà artigianali e succhi preparati internamente. Anche il servizio
- 3:08Speaker 2: alcalice viene affrontato senza uno schema rigido. Rezzano guarda con
- 3:13Speaker 2: cautela alla classica carta statica dei vini alcalice, soprattutto per
- 3:17Speaker 2: le implicazioni legate alla conservazione e alla gestione delle bottiglie aperte.
- 3:22Speaker 2: Il vino individuato per una portata rappresenta una possibilità, non
- 3:26Speaker 2: un vincolo. Il gusto dell'ospite resta determinante. Sappiamo quali sono
- 3:31Speaker 2: i vini che possono funzionare su determinati piatti, però poi
- 3:34Speaker 2: ci rimettiamo anche al gusto del cliente. Se una persona
- 3:38Speaker 2: vuole bere soltanto un bicchiere di bollicine e continuare con quello,
- 3:42Speaker 2: indipendentemente dal fatto che sia l'abbinamento che avevamo pensato, glielo
- 3:46Speaker 2: serviamo senza problemi. Lo stesso criterio vale davanti a vini
- 3:50Speaker 2: meno immediati. con macerazioni più spinte o caratteristiche aromatiche che
- 3:54Speaker 2: possono svolgere una precisa funzione nell'abbinamento ma non necessariamente incontrare
- 3:59Speaker 2: il gusto di chi siede al tavolo. La competenza tecnica
- 4:02Speaker 2: serve allora a calibrare la proposta, evitando che diventi una
- 4:05Speaker 2: distanza fra professionista e ospite. Snellire la parte della sommelleria
- 4:10Speaker 2: significa anche dare meno enfasi alla conoscenza che il sommelier
- 4:13Speaker 2: ha del prodotto e partire dall'interesse che il cliente manifesta
- 4:17Speaker 2: in quel momento. Se sappiamo che un vino funziona sul piatto,
- 4:21Speaker 2: ma capiamo che quella persona difficilmente potrebbe apprezzarlo, non ha
- 4:24Speaker 2: senso imporglielo. La doppia formazione riporta infine il discorso alla
- 4:29Speaker 2: relazione tra cucina e sala. Chef e sommelier intervengono su
- 4:33Speaker 2: componenti complementari dell'esperienza gastronomica, ma i rispettivi percorsi professionali rimangono
- 4:39Speaker 2: spesso separati. Avere competenze in entrambi gli ambiti permette invece
- 4:43Speaker 2: di considerare l'abbinamento già durante la costruzione del piatto e
- 4:47Speaker 2: non come un intervento successivo. A incuriosire rezzano e anche
- 4:51Speaker 2: la persistenza di alcuni abbinamenti classici tra vini e prodotti
- 4:55Speaker 2: provenienti dalla stessa area geografica. Una corrispondenza che legge come
- 4:59Speaker 2: espressioni di gusti e consuetudini maturati all'interno dello stesso sistema gastronomico,
- 5:04Speaker 2: senza trasformarla in una regola. Ho sempre trovato affascinante che
- 5:09Speaker 2: alcuni abbinamenti classici mettano insieme un vino e un prodotto
- 5:12Speaker 2: tipico dello stesso territorio. Significa che esiste una certa sinergia
- 5:17Speaker 2: anche nel modo in cui si sono costruiti i gusti
- 5:19Speaker 2: all'interno di un ecosistema territoriale. La separazione fra cucina e
- 5:24Speaker 2: vino finisce così per essere il nodo centrale del suo ragionamento.
- 5:28Speaker 2: L'abbinamento può conservare una componente creativa e lasciare libertà all'ospite,
- 5:33Speaker 2: ma richiede che chi costruisce il piatto e chi sceglie
- 5:35Speaker 2: cosa versare nel calice condividano una lettura complessiva dell'esperienza. Chef
- 5:40Speaker 2: e sommelier riusciranno a lavorare davvero in maniera sinergica quando
- 5:44Speaker 2: non considereremo più cucina e vino come due servizi affini,
- 5:48Speaker 2: ma come parti di un unico servizio.