Latest / SULLA SCENA DEL CRIMINE / TEORIA DELLA COMUNICAZIONE #1 - Amplificazione sociale del rischio di Kasperson: i media falsificano il mondo?
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- 0:00Speaker 2: L'amplificazione sociale del rischio di Casperson afferma che i media
- 0:05Speaker 2: falsificano il mondo. È realmente così? La risposta è sì.
- 0:11Speaker 2: Nel 1988 Casperson e i suoi colleghi elaborarono la tesi
- 0:17Speaker 2: secondo la quale gli eventi pericolosi e la loro rappresentazione
- 0:20Speaker 2: sui media interagiscono con processi psicologici, sociali, istituzionali e culturali.
- 0:28Speaker 2: Questa rappresentazione può di fatto attenuare o al contrario amplificare
- 0:34Speaker 2: la percezione del rischio del loro verificarsi e le loro conseguenze.
- 0:40Speaker 2: A sua volta la percezione alterata e guidata quindi sarebbe
- 0:44Speaker 2: in grado di modellare il comportamento degli individui indirizzandolo in
- 0:49Speaker 2: una determinata direzione. Se a questo si unisce la teoria
- 0:53Speaker 2: della coltivazione di Gerbner, che spiega come i media ci
- 0:57Speaker 2: coltivino fin da piccoli, il quadro appare completo ma allarmante.
- 1:04Speaker 2: Gli autori si interessano molto della declinazione delle teorie nel
- 1:08Speaker 2: mondo reale. Sono state quindi accumulate prove considerevoli che fenomeni
- 1:13Speaker 2: di attenuazione e intensificazione del rischio si sono verificati in
- 1:18Speaker 2: America e in Europa negli ultimi anni, soprattutto in relazione
- 1:23Speaker 2: alle emergenze sanitarie, ambientali e relativa alla criminalità. Questo spinge,
- 1:29Speaker 2: o dovrebbe farlo, le autorità a ripensare alle strategie di
- 1:34Speaker 2: comunicazione in questi ambiti. Ma la distorsione della realtà nella
- 1:39Speaker 2: teoria della percezione del rischio dice che siamo così manipolabili?
- 1:45Speaker 2: Anche in questo caso la risposta appare positiva. Casperson studiava
- 1:49Speaker 2: la percezione del rischio e si chiedeva come mai, nonostante
- 1:54Speaker 2: il fatto che alcuni temi non presentassero pericoli obiettivamente alti,
- 1:59Speaker 2: la percezione pubblica era di allarmismo e urgenza. Così ha
- 2:05Speaker 2: ampliato lo studio del rischio comprendendoci prospettive psicologiche, sociologiche e
- 2:11Speaker 2: culturali con effetto sul comportamento correlato. Arrivò quindi a ipotizzare
- 2:18Speaker 2: che i pericoli fossero interagiscano con processi psicologici, sociali, istituzionali
- 2:24Speaker 2: e culturali in modo tale che la risposta a un
- 2:27Speaker 2: evento si amplifica rispetto alla reale portata dell'evento stesso. Il
- 2:32Speaker 2: meccanismo avverrebbe in due fasi. In un primo momento i
- 2:36Speaker 2: media e le istituzioni trasferiscono informazioni sul rischio relativo a
- 2:41Speaker 2: un certo evento. Poi la società risponderebbe a questa trasmissione.
- 2:47Speaker 2: All'interno della società opererebbero quelle che Casperson chiama stazioni di amplificazione,
- 2:54Speaker 2: che hanno una natura individuale e sociale. Chi sarebbero questi amplificatori?
- 3:01Speaker 2: Per Casperson sono scienziati che comunicano la valutazione del rischio,
- 3:06Speaker 2: le reti interpersonali, quindi amici e parenti, con i quali
- 3:10Speaker 2: si discute ogni giorno di cronaca, i gruppi culturali come
- 3:14Speaker 2: quelli presenti sui social e appunto i media. In ognuna
- 3:20Speaker 2: di queste fasi e a ognuna di queste estazioni il
- 3:24Speaker 2: rischio amplificato provoca delle reazioni comportamentali spropositate e non aderenti
- 3:31Speaker 2: alla realtà. Questa errata percezione indotta dipenderebbe da quello che
- 3:37Speaker 2: si chiama errore cognitivo, cioè un errore del giudizio che
- 3:40Speaker 2: ci porta a malinterpretare la realtà e in questo caso
- 3:44Speaker 2: la reale gravità di un evento. Quindi in base a
- 3:48Speaker 2: questo errore si amplificherebbe o attenuerebbe il messaggio originario. La
- 3:54Speaker 2: costruzione sociale della paura sarebbe il risultato di questo meccanismo.
- 4:00Speaker 2: È interessante notare come questa teoria sia stata sviluppata, come
- 4:04Speaker 2: nel caso della Cultivation Theory di Gerbner, negli anni Ottanta,
- 4:09Speaker 2: ma risulti molto attuale, anzi sempre più attuale. Per esempio
- 4:14Speaker 2: il SARF si può usare per progettare una vera e
- 4:17Speaker 2: propria strategia comunicativa del rischio finalizzata al coinvolgimento del pubblico.
- 4:24Speaker 2: Nel campo dell'analisi del rischio, pericoli e rischi si definiscono
- 4:28Speaker 2: principalmente in senso tecnologico. La portata della SARF sta nell'avere
- 4:33Speaker 2: steso lo studio dei suddetti pericoli dalle reali minacce per
- 4:38Speaker 2: le persone a ciò che le persone credono sia una minaccia.
- 4:43Speaker 2: Quindi Casperson ha compreso all'interno della definizione tecnica del rischio
- 4:48Speaker 2: discipline quali la teoria psicometrica e teoristica degli affetti che
- 4:53Speaker 2: studia il modo in cui gli individui formulano giudizi su
- 4:56Speaker 2: rischi e pericoli e su come si affidano in questo
- 5:00Speaker 2: giudizio alle emozioni. Ancora la teoria dei medi e della
- 5:05Speaker 2: comunicazione che studia il modo in cui comunichiamo il rischio
- 5:10Speaker 2: e l'incertezza Poi la cosiddetta teoria culturale, che studia il
- 5:15Speaker 2: modo in cui le visioni culturali del mondo prediligono le
- 5:18Speaker 2: percezioni del rischio. E infine la teoria organizzativa e di
- 5:23Speaker 2: economia politica, che spiega come le forze sociali entrino nelle
- 5:27Speaker 2: politiche pubbliche e nei processi decisionali. Ne deriva, secondo la SARF,
- 5:34Speaker 2: che i politici e gli esperti si convincano che la
- 5:37Speaker 2: soluzione non sia ampliare la comprensione del rischio nella popolazione,
- 5:42Speaker 2: ma insegnare agli individui a pensare come loro. La National
- 5:48Speaker 2: Academy of Science, nel suo report del 2017, afferma che
- 5:53Speaker 2: questo modello definito modello di deficit di conoscenza sia ancora
- 5:59Speaker 2: inappropriatamente influente. In sostanza il pubblico si basa sulle conoscenze
- 6:04Speaker 2: che gli vengono date come certe e assolute. Così, in
- 6:09Speaker 2: base a quelle, nonostante siano deficitarie, perché scarse o distorte
- 6:14Speaker 2: o meglio amplificate, si scatenano dei comportamenti allarmistici. Se si
- 6:20Speaker 2: pensa che sono proprio gli esperti e addirittura gli influencer
- 6:24Speaker 2: ad amplificare i segnali su ogni argomento, si capisce quanto
- 6:28Speaker 2: sia importante comprendere e conoscere queste teorie. Le stazioni di
- 6:34Speaker 2: amplificazione sociale generano e trasmettono informazioni tramite canali di comunicazione, quindi,
- 6:41Speaker 2: che sono i media tradizionali, i social media e le
- 6:44Speaker 2: conversazioni dirette. Inoltre ogni soggetto è anche coinvolto in processi
- 6:50Speaker 2: di amplificazione o attenuazione. agendo così come una stazione di
- 6:54Speaker 2: amplificazione per le presentazioni correlate al rischio. Casperson immaginava questo
- 7:01Speaker 2: processo come quello delle increspature in uno stagno per riferirsi
- 7:05Speaker 2: a come gli impatti associati all'amplificazione sociale del rischio si
- 7:10Speaker 2: diffondano verso l'esterno o rimangano all'interno. Il tempo e lo
- 7:14Speaker 2: spazio sono elementi importanti per la diffusione e dato che oggi,
- 7:19Speaker 2: grazie ai social media, la diffusione delle notizie è immediata
- 7:23Speaker 2: e pervasiva, il fenomeno è diventato ancora più preoccupante. Secondo
- 7:30Speaker 2: diversi autori, i social media dovrebbero essere considerati una stazione
- 7:34Speaker 2: di amplificazione importante, in grado di confondere la comunicazione tra
- 7:39Speaker 2: giornalista e consumatore di notizie. Uno dei motivi è che
- 7:45Speaker 2: l'amplificazione del rischio su questo media si intreccia con l'interesse dell'autopromozione.
- 7:53Speaker 2: Ciò vuol dire che le persone cercano di legare i
- 7:55Speaker 2: propri interessi personali al dibattito in corso sul rischio nel
- 7:59Speaker 2: momento in cui condividono le informazioni. Ad esempio uno studio
- 8:04Speaker 2: ha mostrato come gli utenti di Twitter erano meno inclini
- 8:07Speaker 2: a condividere informazioni sui rischi se erano preoccupati per la
- 8:12Speaker 2: presenza di disinformazione. Ancora un altro studio ha confrontato il
- 8:17Speaker 2: ruolo dei media tradizionali e dei social media nel plasmare
- 8:22Speaker 2: le percezioni del rischio di foschia da incendi boschivi e
- 8:25Speaker 2: febbre dengue. Hanno scoperto che i social media erano molto
- 8:29Speaker 2: più efficaci forse perché era più facile condividere immagini che
- 8:34Speaker 2: documentavano la foschia. Ma come reagire a tutto questo? Beh,
- 8:38Speaker 2: la soluzione ideale sarebbe quella di informarsi autonomamente sugli argomenti
- 8:43Speaker 2: che ci vengono proposti come allarmanti leggendo le reali statistiche.
- 9:05Speaker 2: Grazie a tutti.