Latest / Radio screenWEEK / Una storia: Anna Foglietta | Andiamo al cinema 46
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- 0:00Speaker 2: ma anche perché io non ho fatto accademia non ho
- 0:01Speaker 2: fatto c'è questo aneddoto molto curioso e anche molto tenero
- 0:04Speaker 2: riguardando la distanza di tempo per cui io scaricavo per
- 0:08Speaker 2: due ho scaricato per due anni di seguito sia il
- 0:09Speaker 2: bando del CSC che quello della Silvio D'Amico lo compilavo
- 0:12Speaker 2: lo imbustavo ma non lo spedivo perché
- 0:14Speaker 3: avevo paura
- 0:15Speaker 2: del
- 0:17Speaker 3: rischio Bentornati a Andiamo al Cinema oggi siamo qui con
- 0:20Speaker 3: Anna Foglietta per parlare di una storia
- 0:34Speaker 2: Buongiorno, buonasera, buonanotte.
- 0:37Speaker 3: Anna, un esordio?
- 0:38Speaker 2: Eh sì, direi, l'etimologia del termine impone che sia un esordio,
- 0:43Speaker 2: cioè prima non ho fatto niente, è proprio la prima
- 0:45Speaker 2: volta e quindi immaginerai, no, sia il coraggio, ma la paura,
- 0:48Speaker 2: il terrore, l'oblio, ma anche l'eccitazione.
- 0:51Speaker 3: Ti ricorda l'esordio quando invece hai fatto il tuo primo
- 0:54Speaker 3: esordio d'attrice? No,
- 0:55Speaker 2: no, nella maniera più assoluta, no, questo è proprio un
- 0:57Speaker 2: esordio pensato, desiderato, costruito, ragionato, ponderato, l'esordio d'attrice è stato
- 1:02Speaker 2: proprio un lanciarsi, un buttarsi, una matta che veramente ha
- 1:06Speaker 2: creduto in qualcosa di molto più grande di me. A
- 1:08Speaker 3: che età
- 1:09Speaker 2: hai iniziato? Beh io ho iniziato a 19 anni, ho
- 1:10Speaker 2: iniziato a 19 anni con il teatro, poi dopo ho cominciato,
- 1:13Speaker 2: ho continuato con il teatro, poi la televisione, poi il cinema. Sì,
- 1:16Speaker 2: è stato tutto molto repentino, però anche ben fatto, cioè
- 1:19Speaker 2: è stata una gavetta infinita, una gavetta che io ancora
- 1:22Speaker 2: sento di fare e mi piaceva molto bene così. Quindi
- 1:25Speaker 3: non sei una di quelle che dice che la gavetta
- 1:26Speaker 3: non serve, che
- 1:27Speaker 2: c'è la messa in
- 1:28Speaker 3: crisi
- 1:28Speaker 2: del
- 1:29Speaker 3: concetto di gavetta.
- 1:30Speaker 2: No, ma anche perché io non ho fatto accademia, io
- 1:32Speaker 2: non ho fatto, c'è questo aneddoto molto curioso e anche
- 1:34Speaker 2: molto tenero riguardando la distanza di tempo per cui io
- 1:38Speaker 2: ho scaricato per due anni di seguito sia il bando
- 1:40Speaker 2: del CSC che quello della Silvio D'Amico. Lo compilavo, lo
- 1:43Speaker 2: imbustavo ma non lo spedivo perché avevo paura del rifiuto,
- 1:47Speaker 2: cioè io avevo una fottuta paura del fatto che qualcuno
- 1:48Speaker 2: mi dicesse guarda che non lo puoi fare questo lavoro,
- 1:50Speaker 2: per cui ho cominciato sempre, cioè ho lavorato tantissimo da
- 1:53Speaker 2: autodidatta e quindi poi mi sono costituita con la mia
- 1:55Speaker 2: formazione di fatto, però mi è mancata ecco una formazione
- 1:59Speaker 2: di natura accademica.
- 2:00Speaker 3: E qui quando ti è nata l'idea di lo posso scrivere,
- 2:03Speaker 3: lo posso dirigere?
- 2:04Speaker 2: Quando ho sentito proprio che io come Anna, come persona
- 2:08Speaker 2: stavo crescendo e sentivo che tutto quello che pensavo, tutte
- 2:13Speaker 2: le mie riflessioni sul mondo, sulla natura umana stava diventando
- 2:16Speaker 2: troppo complesso, troppo articolato e stava proprio prendendo il sopravvento
- 2:19Speaker 2: anche sulla mia voglia di continuare a fare questo mestiere.
- 2:23Speaker 2: e quindi ho sentito il bisogno di trasformare questo mio
- 2:26Speaker 2: sentire in qualcosa che fosse quantomeno un graffio definitivo, un
- 2:29Speaker 2: graffio che mantenesse e che resistesse al tempo, cioè qualcosa
- 2:33Speaker 2: che esprimesse perfettamente quello che io penso della vita e
- 2:36Speaker 2: delle persone. Questo mi piace.
- 2:38Speaker 3: Questo è interessante perché guardando il film la storia racconta
- 2:41Speaker 3: sostanzialmente una storia di una coppia normale, ma non normale
- 2:44Speaker 3: come di solito la racconta il cinema. Quindi da una
- 2:47Speaker 3: parte ho l'estetizzo, dall'altra dice che le persone normali sono bestie, abbrudite,
- 2:51Speaker 3: che non hanno
- 2:51Speaker 2: speranze, che rubano, che stuprano
- 2:53Speaker 3: che sono annoiate di questa esistenza. Quello che mi sembra
- 2:57Speaker 3: è che stai in maniera molto decisa dicendo nel film...
- 3:01Speaker 3: che la vita vera è un'altra, che non è la
- 3:03Speaker 3: vita raccontata dal cinema, che non è la vita di
- 3:06Speaker 3: Roma Nord, non è la vita dei Parioli, non è
- 3:08Speaker 3: la vita estetizzata, non è neanche la vita abbrutita per
- 3:11Speaker 3: forza dalle periferie dove tutti sono criminali o comunque sono
- 3:14Speaker 3: persone che vivono in esistenza al limite, ma che sono
- 3:17Speaker 3: persone che hanno luci, ombre, in una normalità che poi
- 3:21Speaker 3: contiene grandi drammi ma anche piccolissimi drammi e mi sembra
- 3:26Speaker 3: un gesto molto politico da fare, cioè quasi un atto
- 3:30Speaker 3: d'accusa al cinema italiano
- 3:33Speaker 2: Sì, non è così esplicito, però inconsciamente c'è, perché ho
- 3:36Speaker 2: proprio desiderato all'inizio, quando ci avevamo messi a scrivere insieme
- 3:39Speaker 2: a Matteo Ferretta e Tane Pedroni, quello di realizzare un
- 3:41Speaker 2: film politico dove non succedeva niente. Perché credo che ci
- 3:44Speaker 2: siano troppe trame e nelle trame ci perdiamo la psicologia
- 3:47Speaker 2: dei personaggi. Io la chiamo la
- 3:48Speaker 3: dittatura della trama.
- 3:49Speaker 2: La dittatura della trama, dove appunto ci aspettiamo sempre che
- 3:52Speaker 2: capiscono delle cose. Infatti anche tu prima mi hai detto,
- 3:53Speaker 2: ma aspettavo che poi sarebbe successo questo e quell'altro, perché
- 3:56Speaker 2: siamo viziati appunto da una modalità drammaturgica che ci impone, no?
- 4:00Speaker 2: Ci impone quello, quel rigore lì. Invece io credo che,
- 4:03Speaker 2: proprio perché è la mia natura, cioè io provengo da
- 4:06Speaker 2: quella storia lì, la mia famiglia è una famiglia molto
- 4:09Speaker 2: semplice di un padre, una madre lavoratrice, lavoratore che hanno
- 4:12Speaker 2: dovuto fare grandi sacrifici per ottenere tutto quello che desideravano
- 4:15Speaker 2: nella vita, solo che loro non sono stati in grado...
- 4:19Speaker 2: Infatti ci ho ragionato ieri in treno, forse questo film
- 4:21Speaker 2: è un po' un atto d'amore per loro anche, perché
- 4:24Speaker 2: loro nella loro vita non sono stati in grado di
- 4:26Speaker 2: farle emergere queste domande, ora che sono molto anziani e
- 4:29Speaker 2: che stanno appunto in una frase diversa, quella famosa terza
- 4:32Speaker 2: età che è quasi quarta, è difficile farsele queste domande,
- 4:36Speaker 2: però vedendo il film a meno mia madre... delle cose
- 4:39Speaker 2: le sono venute fuori e lei mi ha detto però
- 4:40Speaker 2: io comunque sono soddisfatta di voi nel senso è stato
- 4:43Speaker 2: un film anche un po' elaborativo e terapeutico anche per
- 4:46Speaker 2: la mia famiglia e forse solo in questo senso credo
- 4:49Speaker 2: che ci possa essere un elemento di natura meramente autobiografico
- 4:53Speaker 2: cioè un po' il riscatto attraverso questo film della mia
- 4:55Speaker 2: famiglia d'origine però è un mondo Cioè sono persone che
- 5:00Speaker 2: nessuno mai osserva, che nessuno mai guarda, se non è
- 5:03Speaker 2: una chiave appunto di un'accezione negativa o di bisogno, di necessità.
- 5:07Speaker 2: Qua siamo in una dimensione di familiare dove tutto quello
- 5:10Speaker 2: che ha non gli basta, perché è una piccola provincia
- 5:12Speaker 2: dove anche il pane banalmente costa meno. Quindi uno stipendio
- 5:14Speaker 2: da 1200 euro al mese è sufficiente per poterti pagare
- 5:17Speaker 2: un piccolo mutuo, avere una, anche due macchine, andare una
- 5:20Speaker 2: settimana all'anno in vacanza da qualche parte. E quindi all'interno
- 5:23Speaker 2: di questo sistema un po' così perfetto per quel tipo
- 5:26Speaker 2: di umanità, si annidano delle domande enormi dove tu ti
- 5:31Speaker 2: senti anche in colpa a farteli perché dici o meglio
- 5:33Speaker 2: sei abituato a pensare che se non ti manca niente
- 5:36Speaker 2: ma di che ti lamenti
- 5:37Speaker 3: sì che poi all'interno di questo film che parla di
- 5:39Speaker 3: una coppia c'è un altro tema che è il tema
- 5:41Speaker 3: di un femminile che parte da un concetto che dice
- 5:44Speaker 3: vabbè sì è il tema del nido vuoto una donna
- 5:46Speaker 3: che entra in crisi perché la figlia lascia la casa
- 5:48Speaker 3: Però poi in realtà scopriamo che quella era solo una
- 5:51Speaker 3: coperta
- 5:52Speaker 2: che
- 5:52Speaker 3: nascondeva un problema più profondo.
- 5:54Speaker 2: Sì, infatti l'inizio per me è veramente una truffa. Cioè
- 5:56Speaker 2: è un piccolo scherzo che io faccio allo spettatore perché
- 5:58Speaker 2: lì illudo che quello sia... il demone dei nostri protagonisti,
- 6:01Speaker 2: questa ragazza che io inquadro sempre di spalle, la intravediamo appena,
- 6:05Speaker 2: cioè io denuncio fin da subito che non sarà lei
- 6:06Speaker 2: il problema, tant'è che le faccio dire di spalle una
- 6:09Speaker 2: delle battute fondanti del film che è adesso voglio proprio
- 6:12Speaker 2: vedere che cosa farete senza di me, perché è una
- 6:14Speaker 2: di quelle cose che magari noi figli ci rendiamo conto,
- 6:17Speaker 2: che i nostri genitori, ed è anche molto ricattatorio, anche
- 6:21Speaker 2: molto violento come gesto, nel senso che noi genitori investiamo
- 6:25Speaker 2: moltissimo forse troppo i nostri figli di una responsabilità che
- 6:27Speaker 2: non si merita
- 6:28Speaker 3: che rende speciale la nostra esistenza che dà il senso
- 6:31Speaker 3: alla nostra esistenza
- 6:32Speaker 2: quanto ti amo quanto sei bello senza di te e
- 6:35Speaker 2: poi questi figli giustamente fanno quello che devono fare cioè
- 6:38Speaker 2: andarsene non sono nostri non sono di nessuno e poi
- 6:41Speaker 2: si sentono questa responsabilità tanti figli pensa un ragazzo in
- 6:44Speaker 2: particolare a Venezia che ho incontrato per strada mi ha
- 6:46Speaker 2: detto io non credo che lo farò vedere ai miei
- 6:48Speaker 2: genitori perché soffrerebbero troppo questa cosa mi ha molto colpito
- 6:51Speaker 2: che bello molto molto
- 6:53Speaker 3: Senti, però facciamo un salto indietro. Io parto sempre da
- 6:56Speaker 3: un aspetto che mi sta particolarmente a cuore e è
- 6:58Speaker 3: la scrittura. Tu non hai scritto il film da sola.
- 7:01Speaker 3: E io mi chiedo come ti sei confrontata con altri
- 7:03Speaker 3: sceneggiatori che gli sceneggiatori medi di cinema arrivano tutte con
- 7:06Speaker 3: formule preconfezionate. Gli appuntamenti, il beat, la struttura in tre atti, l'arco,
- 7:11Speaker 3: il fatal flow. E sto film invece le scardina tante.
- 7:14Speaker 3: Quindi hai litigato in fase di scrittura?
- 7:16Speaker 2: In realtà no, è stato un processo veramente molto, molto
- 7:20Speaker 2: condiviso e entusiasmante. Il film è iniziato... con il soggetto,
- 7:24Speaker 2: anzi con un mega trattamento di 40 pagine fatto insieme
- 7:27Speaker 2: a Matteo Ferri quindi ho iniziato a lavorare con questo
- 7:29Speaker 2: giovane sceneggiatore, lui è diplomato alla Silvio D'Amico è laureato
- 7:33Speaker 2: in filosofia che insegna la Renoir di Ciro De Miglio
- 7:36Speaker 2: all'Accademia di Ciro e Ciro me l'ha presentato perché avevo
- 7:39Speaker 2: voglia di cominciare a scrivere e volevo una voce molto
- 7:41Speaker 2: giovane una voce che non fosse in qualche modo appunto
- 7:44Speaker 2: magari viziata, addomesticata nel dovermi dire che no, un film
- 7:47Speaker 2: si fa così proprio perché non avevo esperienza di scrittura
- 7:50Speaker 2: ho solo scritto dei monologhi per me stessa ma nient'altro
- 7:53Speaker 2: e quindi con Matteo abbiamo cominciato a ragionare camminavamo sul
- 7:56Speaker 2: lungotevere avanti facciamo queste vasche ragionando sui massimi sistemi e
- 7:59Speaker 2: quindi io però quello che gli avevo detto dico Matteo
- 8:01Speaker 2: dobbiamo essere completamente liberi e non voglio avere nessun tipo
- 8:04Speaker 2: di preconcetto non voglio avere nessun tipo di scatola dentro
- 8:07Speaker 2: la quale dovrei imbrigliare questo film sento che deve essere
- 8:10Speaker 2: un film molto molto libero un po' anarchico magari anche
- 8:13Speaker 2: sbagliato però che rispetti profondamente quello che è la mia
- 8:15Speaker 2: voce e poi si è inserita anche Tania Pedroni dopo
- 8:18Speaker 2: aver letto il trattamento abbiamo fatto tanti ragionamenti e ci
- 8:21Speaker 2: sono state tante anche tante giornate in cui veramente ci
- 8:24Speaker 2: guardavamo non dicevamo niente e poi vabbè va ci vediamo
- 8:26Speaker 2: domani era bellissimo
- 8:30Speaker 3: c'è stato un momento nel processo di scrittura di concepimento
- 8:33Speaker 3: del film in cui il ruolo della protagonista era tuo?
- 8:36Speaker 2: no mai mai mai i produttori me lo chiedevano ma
- 8:40Speaker 2: io ho sempre detto no non mi vedevo proprio io
- 8:43Speaker 2: vedevo la protagonista dei film di Mungio mi ricordo meglio
- 8:47Speaker 2: perché confondo i numeri cos'è tre mesi due settimane lei Sì,
- 8:52Speaker 2: abbiamo capito. Scusatevi, mi confondo, mi scusi Cristian Mungio, però
- 8:57Speaker 2: appunto non poteva poi essere Alvaro Orvaker, perché lei si
- 9:01Speaker 2: porta dietro tutto quel mondo fatto di sfumature, impercettibile, è
- 9:06Speaker 2: una donna che diventa esattamente quello che gli si chiede,
- 9:09Speaker 2: quindi Alva è stata proprio, insieme a Valeria Colino ci
- 9:11Speaker 2: abbiamo ragionato. Io ero un po' temorosa perché, pur essendo
- 9:14Speaker 2: una mia cara amica Alvaro Orvaker, però sapevo che era
- 9:18Speaker 2: in una fase della sua carriera esponenziale, nel film di
- 9:21Speaker 2: Brisee è bravissima
- 9:22Speaker 3: esplosiva
- 9:23Speaker 2: esplosiva quindi ho detto ma non e invece poi glielo
- 9:26Speaker 2: ho presentato e non solo lei mi ha detto Anna
- 9:29Speaker 2: ma ti ricordi quando noi vent'anni abbiamo cominciato a scrivere
- 9:31Speaker 2: un film insieme ho detto no non me lo ricordavo
- 9:33Speaker 2: Alba io le avevo proposto di scrivere un film insieme
- 9:35Speaker 2: ho detto dai io lo voglio leggere lo ha letto
- 9:38Speaker 2: e dopo due ore mi ha chiamato dicendomi che avrebbe
- 9:39Speaker 2: fatto il film era molto convinta della sceneggiatura ed era
- 9:43Speaker 2: entusiasta l'idea di lavorare insieme Ed è stato un atto
- 9:45Speaker 2: di fede veramente enorme perché comunque io non avevo fatto
- 9:48Speaker 2: nulla prima, non avevo fatto un corto, niente, si è
- 9:51Speaker 2: affidata soltanto della mia umanità, del mio sguardo, abbiamo parlato
- 9:54Speaker 2: tantissimo e alla fine è nata questa collaborazione che io
- 9:57Speaker 2: reputo veramente importante. ma da un punto di vista prima
- 10:01Speaker 2: che artistico umano veramente Alba è diventata una mia sorella
- 10:04Speaker 2: e poi Guido che credo sia stato perfetto per il
- 10:06Speaker 2: ruolo
- 10:07Speaker 3: Guido a me ha stupito perché non me lo aspettavo
- 10:09Speaker 3: in un ruolo che all'inizio uno pensa che rincorre quei
- 10:13Speaker 3: ruoli di maschi tossici che ti aspetti che sbagli per
- 10:16Speaker 3: tutto il film, un po' perché c'è dei pregiudizi verso
- 10:19Speaker 3: un certo tipo di personaggio maschile, in realtà poi esplode
- 10:21Speaker 3: un personaggio meraviglioso.
- 10:22Speaker 2: È un personaggio bellissimo, è un personaggio sul quale noi
- 10:25Speaker 2: abbiamo appoggiato tutta la tenerezza e la dolcezza di esseri umani,
- 10:28Speaker 2: perché poi appunto sia io che Tani che Matteo desideravamo
- 10:32Speaker 2: rappresentare un maschile che fosse un maschile e anche lui
- 10:34Speaker 2: di riscatto, cioè un maschile che... perché nei miei film
- 10:37Speaker 2: tutti provano a fare il massimo possibile, perché è quello
- 10:40Speaker 2: che fanno con le persone, tutti provano a fare il
- 10:43Speaker 2: massimo possibile, non bisogna giudicarli in questo percorso, è anche
- 10:46Speaker 2: il personaggio di Mauro che affronta questo anno terribile, perché
- 10:50Speaker 2: vede la moglie andare giù in questa tristezza, in questa
- 10:53Speaker 2: malinconia che è la perdita della propria identità, perché non
- 10:56Speaker 2: ha mai avuto un'identità, perché non si è mai costituita un'identità,
- 10:59Speaker 2: perché nessuno le ha mai detto guarda che tu ti
- 11:01Speaker 2: meriti di costruire la tua identità al di là dei ruoli,
- 11:05Speaker 2: e quindi lui asseconda un po' questi suoi comportamenti cerca
- 11:07Speaker 2: di essere come dire accudente oltremodo sbagliando perché a volte
- 11:11Speaker 2: è meglio fare un passo indietro però poi alla fine
- 11:14Speaker 2: è in grado di fare secondo me attraverso uno scarto
- 11:16Speaker 2: umano enorme un gesto che credo sia il gesto che
- 11:19Speaker 2: molti uomini dovrebbero compiere verso loro stessi un processo di
- 11:22Speaker 2: indulgenza fatto di accettazione delle proprie vulnerabilità in assoluto e
- 11:27Speaker 2: del proprio essere fallibile
- 11:29Speaker 3: senti una cosa che magari non c'è nel film e
- 11:31Speaker 3: l'ho solo proiettato io questi personaggi che vivono una vita
- 11:36Speaker 3: a tratti vuota tu però escludi tutto quello con cui
- 11:41Speaker 3: noi cerchiamo di reggerla escludi la lettura dei romanzi guardano
- 11:46Speaker 3: film ma li guardano sfogliati sul divano È come dire
- 11:50Speaker 3: che sembra che questi personaggi si sono allontanati anche da
- 11:52Speaker 3: quello con cui noi sostanzialmente sopportiamo la quotidianità. È voluta quell'elemento?
- 11:57Speaker 2: Beh sì, perché comunque io che sono una donna che vive,
- 12:01Speaker 2: che vissi d'arte, ma anch'io faccio fatica a leggere un
- 12:04Speaker 2: libro per esempio nella mia routine quotidiana, soprattutto quando la
- 12:06Speaker 2: testa è occupata da troppi pensieri, da troppe domande. Non
- 12:10Speaker 2: è anche quello poter includere nella propria routine quotidiana la lettura,
- 12:17Speaker 2: l'ascolto della musica, vedere i telegiornali, formarsi come essere umano,
- 12:21Speaker 2: è qualcosa che ti devono insegnare e non tutti, io
- 12:24Speaker 2: vivo tanto il mondo, vivo tanto una normalità della mia esistenza,
- 12:28Speaker 2: ci tengo proprio a rimanere ancorata perché trovo che ci
- 12:32Speaker 2: sia un margine incredibile di esplorazione. Ebbene, così come è sorprendente,
- 12:37Speaker 2: per esempio c'è questo ragazzo, questo la voglio raccontare, è
- 12:40Speaker 2: molto divertente, è il papà di un amico di mio
- 12:42Speaker 2: figlio che gioca a calcio. E lui sul comodino ha
- 12:44Speaker 2: soltanto libri di algebra e Dante Alighieri. E lui è
- 12:47Speaker 2: un imprenditore di lì, un piccolo imprenditore di lì che
- 12:49Speaker 2: però è pazzo della matematica ed è pazzo di Dante Alighieri. Ecco,
- 12:53Speaker 2: la vita è straordinaria e quando noi dobbiamo approcciare i personaggi,
- 12:56Speaker 2: prima di approcciare la trama, dovremmo dare, trovare... Spazio e ossigeno,
- 13:00Speaker 2: proprio alla natura delle persone, dei personaggi che noi intendiamo rappresentare,
- 13:04Speaker 2: perché credo che sia in assoluto il viaggio più entusiasmante
- 13:07Speaker 2: che uno sceneggiatore e un autore possa fare, possa affrontare.
- 13:10Speaker 2: Almeno questo è quello che riguarda il mio sguardo.
- 13:13Speaker 3: Questa convinzione ti viene dalla tua esperienza da attrice, penso anche,
- 13:17Speaker 2: no? Più di persona che da attrice, perché comunque io
- 13:20Speaker 2: lo dico spesso anche nelle interviste che sto facendo, lo
- 13:22Speaker 2: dico con grande... con grande onestà intellettuale, io non ho
- 13:26Speaker 2: sempre fatto il cinema che mi piace guardare. Io ho fatto... Sì, beh, insomma, no,
- 13:31Speaker 2: ci sono tanti colleghi e colleghe invece che proprio lottano
- 13:33Speaker 2: e resistono in questa cosa, cioè vogliono soltanto fare un
- 13:36Speaker 2: certo tipo di percorso di cinema. Io ho iniziato a
- 13:39Speaker 2: lavorare molto molto presto, quando forse anche il mio grado
- 13:42Speaker 2: di consapevolezza, no, di quello che desideravo fare non è
- 13:47Speaker 2: sempre corrisposto con un grado di convinzione, cioè un po'
- 13:49Speaker 2: questa sindrome dell'impostore, per cui forse dentro di me mi dicevo,
- 13:52Speaker 2: ma già tanto che ti chiamano, ok? e poi perché
- 13:55Speaker 2: io ho fatto dei percorsi anche alterni ho fatto tanto
- 13:57Speaker 2: teatro dove veramente penso che sia il mio mezzo e
- 14:00Speaker 2: al teatro riesco a esprimermi in quello che è il
- 14:02Speaker 2: massimo delle mie potenzialità e poi sono arrivati tanti film
- 14:05Speaker 2: importanti tanti film che mi corrispondevano di più dove ho
- 14:07Speaker 2: avuto veramente la possibilità di esprimere quella che sono come
- 14:11Speaker 2: artista e come essere umano però su me arriva molto
- 14:14Speaker 2: di più questo bisogno dal mio attivismo dal mio attivismo sociale,
- 14:18Speaker 2: dal mio attivismo politico e... questa forza dentro questa massa
- 14:23Speaker 2: dentro che spinge da qualche parte e che mi costringe
- 14:26Speaker 2: a vomitare fuori delle cose che io devo per forza
- 14:29Speaker 2: mettere in una forma e in questo caso ho assunto
- 14:31Speaker 2: la forma di questo
- 14:32Speaker 3: film senti ti chiedo una cosa che sembra non collegato
- 14:35Speaker 3: col film ma è collegata ma la possibilità di scegliere
- 14:38Speaker 3: non deriva da un privilegio spesso cioè tu dici io
- 14:41Speaker 3: ho fatto anche film che non mi piacevano però tu
- 14:43Speaker 3: non parti da tutta una serie di privilegi che tanti
- 14:45Speaker 3: tuoi
- 14:46Speaker 2: colleghi
- 14:46Speaker 3: hanno
- 14:47Speaker 2: che
- 14:47Speaker 3: rappresentano e i stessi personaggi nostri i personaggi del tuo
- 14:50Speaker 3: film Ce l'hanno avuto il privilegio di poter fare una scelta?
- 14:53Speaker 2: Hai detto una cosa bellissima, molto giusta e molto politica.
- 14:57Speaker 2: È vero, io non ho avuto questo privilegio, però a
- 15:00Speaker 2: un certo punto me lo sarei potuto prendere, invece sono
- 15:02Speaker 2: finita un po' in questa bulimia della... però lì se
- 15:06Speaker 2: uno
- 15:07Speaker 3: nasce povero io ho preso tutto nella mia vita ma
- 15:08Speaker 3: se
- 15:09Speaker 2: ti dico il primo contratto che mi è capitato io
- 15:12Speaker 2: veramente stavo svenendo perché anzi la mia gente proprio conoscendo
- 15:15Speaker 2: la mia famiglia mi disse metti di seduta perché potresti
- 15:18Speaker 2: rischiare uno svenimento e al tempo insomma ero una ragazzina
- 15:22Speaker 2: di 24 anni è stata una cosa fuori di testa
- 15:24Speaker 2: infatti ho scritto anche un monologo su questo perché il
- 15:26Speaker 2: tema dei soldi nella mia famiglia è sempre stato centrale
- 15:29Speaker 2: e a un certo punto averne abbastanza addirittura tanti l'ho
- 15:33Speaker 2: vissuto come una vergogna una macchia non lo diciamo perché
- 15:38Speaker 2: mi vergognavo e
- 15:39Speaker 3: poi sul piano artistico hai anche paura che ti toglie
- 15:42Speaker 3: qualcosa certo
- 15:44Speaker 2: totale ma infatti guarda che quando poi affronti il tema,
- 15:47Speaker 2: proprio la parola vergogna sulla quale io insisto spesso con
- 15:50Speaker 2: i miei figli di analizzarla e non di derubricarla come
- 15:54Speaker 2: se fosse una parolina stupida. Cioè, il tema della vergogna
- 15:56Speaker 2: è un tema gigantesco ed è forse uno di quelli
- 15:58Speaker 2: che veramente condiziona le nostre scelte, le nostre vite, più
- 16:02Speaker 2: di qualsiasi altra parola, forse. In Italia poi non ne parliamo, però, insomma,
- 16:06Speaker 2: abbiamo toccato tanti argomenti, sono di più da psicanalisi che
- 16:10Speaker 2: da cinema. Infatti, torniamo al cinema,
- 16:12Speaker 3: parliamo all'aspetto formale. Il film ha ricevuto recensioni buone, alcune
- 16:16Speaker 3: hanno detto che sei molto... estetica che
- 16:19Speaker 2: hai
- 16:19Speaker 3: cercato una forte componente estetica nel film e in effetti
- 16:23Speaker 3: ti prendi tutta una serie di soluzioni che mentre nella
- 16:25Speaker 3: scrittura vai a cercare un forte naturalismo invece nel linguaggio
- 16:29Speaker 3: nella grammatica che decidi ti prendi tante soluzioni visive sovrapposizioni
- 16:33Speaker 3: dissolvenze immagini composite Come hai sviluppato questa grammatica?
- 16:38Speaker 2: Allora, il film è stato pensato già in fase di
- 16:42Speaker 2: scrittura con un'idea di linguaggio molto precisa. Io disegno molto male,
- 16:47Speaker 2: ma ho cominciato a fare già il mio storyboard, tutte
- 16:50Speaker 2: le reference prese, stampate, viste, composte, eccetera. Quindi sono arrivata
- 16:55Speaker 2: sul set sapendo esattamente come avrei girato la maggior parte
- 16:58Speaker 2: delle scene, direi il 90% del film. E questo è
- 17:01Speaker 2: stato più o meno... E sei rimasta fedele o poi
- 17:03Speaker 2: il
- 17:03Speaker 3: set ti ha raccontato
- 17:04Speaker 2: altro? Nì, nel senso che io penso di essere rimasta
- 17:08Speaker 2: molto fedele a quello che era la mia idea. Poi
- 17:09Speaker 2: chiaramente stavo tutto esplosivo, stavo tutto esponenziale. Ci sono stati
- 17:13Speaker 2: 3-4 momenti invece che hanno dimostrato quanto la natura vivida
- 17:16Speaker 2: del film meritasse anche una messa in crisi di quella
- 17:19Speaker 2: che era l'idea iniziale. Per esempio c'è una scena in particolare,
- 17:23Speaker 2: gli alludo che sta più o meno a metà del film,
- 17:25Speaker 2: una scena a tavola, una scena molto lunga, sono 7
- 17:28Speaker 2: minuti di scena in cui ci sono 7 personaggi in
- 17:31Speaker 2: scena con un ristorante pieno di gente, eccetera. Io sono
- 17:35Speaker 2: ossessionata dalle scene a tavola, mi piacciono moltissimo. e trovo
- 17:38Speaker 2: sempre che forse un regista dà il meglio di sé
- 17:40Speaker 2: nelle scene a tavola beh ci stanno grandi registi detavolate
- 17:44Speaker 2: anche perché veramente a tavola noi diamo il meglio e
- 17:46Speaker 2: il peggio di noi cioè diventa proprio un momento un
- 17:49Speaker 2: topos letterale io farei veramente un film soltanto di una
- 17:51Speaker 2: scena a tavola però ero terrorizzata quindi è stata la
- 17:54Speaker 2: scena intorno alla quale veramente ho fatto più studi ho
- 17:57Speaker 2: cercato di trovare le inquadrature ma che fossero drammaturgiche quindi
- 18:00Speaker 2: non soltanto funzionano al racconto insomma Poi faccio questo incubo
- 18:04Speaker 2: tremendo una notte, arrivo sul set, ne parlo con tutti,
- 18:06Speaker 2: dico ragazzi io ho una fottuta paura di girare questa
- 18:08Speaker 2: scena perché non sono veramente convinta di quello che voglio fare,
- 18:11Speaker 2: di quello che desidero fare. Avevamo due macchine da presa,
- 18:13Speaker 2: il film l'ho girato tutto quasi con una macchina. Sì,
- 18:16Speaker 2: quindi il
- 18:17Speaker 3: linguaggio si complicava senza...
- 18:19Speaker 2: Sì, si complicava, rallentavamo, mi sono accorta che avremmo rallentato
- 18:22Speaker 2: con due macchine invece di velocizzare e quindi arriviamo lì
- 18:26Speaker 2: e dico vabbè cominciamo dal totale. come sempre si fa
- 18:28Speaker 2: in questi casi, prendo tempo, prendendo tempo mi sono resa
- 18:32Speaker 2: conto dopo uno, due, tre tecnici, è esattamente questa rinquadratura
- 18:36Speaker 2: che desidero, non mi occorre davvero nient'altro, era tutto molto
- 18:38Speaker 2: chiaro ed era il modo migliore per raccontare quello che
- 18:41Speaker 2: è un momento mostruoso, trasformativo, evolutivo, anche drammaturgico di quella scena.
- 18:49Speaker 2: Ho il coraggio, con tutti mi dicevano sei pazza, copri
- 18:52Speaker 2: almeno dei primi piani delle cose, facciamo un primo piano,
- 18:55Speaker 2: dopo che l'ho fatto ho detto no, perdiamo tempo, vi prego,
- 18:57Speaker 2: mangiate tagliatelle finché potete, non finiamo come se erano, morti
- 19:02Speaker 2: nel piatto, però così è stato. E invece il finale
- 19:05Speaker 2: è stato un'epifania... Un'epifania, il finale è stato un'epifania, perché
- 19:10Speaker 2: io sapevo che avrei desiderato dare ai miei protagonisti dei
- 19:15Speaker 2: primi piani Bergmaniani, perché per tutto il film io li
- 19:17Speaker 2: metto sempre un po' a lato, a bordo inquadratura, a
- 19:19Speaker 2: bordo fotogramma, fuori fuoco, sempre con dei filtri di tre quarti,
- 19:25Speaker 2: non sono mai precisi perché loro stessi sfuggono alla loro persona,
- 19:29Speaker 2: alla loro identità, per cui io proprio non volevo definirli,
- 19:31Speaker 2: anche da un punto di vista proprio di inquadrature. E
- 19:34Speaker 2: invece il finale no, il finale è un finale comunque elaborativo,
- 19:37Speaker 2: loro attraversano un viaggio, un vero e proprio trip, un
- 19:39Speaker 2: giorno all'interno di questo film, quindi il finale doveva essere
- 19:42Speaker 2: un finale dove, cazzo prendetevi la scena e solo che
- 19:47Speaker 2: loro volevano desideravano profondamente guardarsi albe guido e io non
- 19:51Speaker 2: riuscivo a mettere le macchine frontali e quindi avrei dovuto inclinarle,
- 19:55Speaker 2: angolarle e per me quello era un dolore perché io
- 19:58Speaker 2: penso di avere un disturbo ossessivo- consulsivo se le assimilazioni delle
- 20:01Speaker 2: macchine vado aperte a meno che non sia funzionale la
- 20:02Speaker 2: scena in quel momento proprio non la desideravo quindi stavo
- 20:05Speaker 2: andando in ansia, in crisi Fino a che il direttore
- 20:08Speaker 2: della fotografia, Andrea Benjamin Manenti, con l'operatore di macchina che
- 20:11Speaker 2: era in Parroni, mi ha detto aspetta, aspetta, proviamo a
- 20:14Speaker 2: fare un trucco, proviamo a fare qualcosa, ci inventiamo qualcosa,
- 20:17Speaker 2: non ti preoccupare, stai tranquilla, perché sapevano quanto ci tenessi
- 20:20Speaker 2: a quel momento finale. Quindi tolgo nel tavolo, metto i
- 20:23Speaker 2: due attori su due cubetti e fanno un back to
- 20:26Speaker 2: back con la macchina, solo che c'era un obiettivo più
- 20:28Speaker 2: stretto e uno più largo, quindi l'obiettivo più largo si
- 20:30Speaker 2: è avvicinato di più all'attore e loro avevano una... fessura
- 20:33Speaker 2: a microscopi dove non si sovrapponevano dove non si sovrapponevano
- 20:35Speaker 2: e si potevano guardare perfettamente e quindi io al monitor
- 20:38Speaker 2: avevo uno split screen già fatto
- 20:40Speaker 3: perfetto
- 20:42Speaker 2: ora non poliuremo niente però di fatto io ho avuto
- 20:44Speaker 2: la soluzione e in più
- 20:45Speaker 3: permette di avere invece del gioco del campo e del
- 20:48Speaker 3: controcampo di avere le azioni e le
- 20:49Speaker 2: reazioni ma di
- 20:50Speaker 3: avere tutto nello stesso
- 20:52Speaker 2: momento quello è stato anche un processo anche lì di
- 20:54Speaker 2: elaborazione perché tanti mi hanno detto perché io ho avuto
- 20:59Speaker 2: proprio la rivelazione e ho avuto proprio il supporto anche
- 21:03Speaker 2: dei produttori perché erano presenti lì la produttrice creativa del
- 21:06Speaker 2: film Flamina Gentili Nicola Giuliana erano lì e mi dicevano
- 21:08Speaker 2: io ho detto ragazzi ma io credo che sia questa
- 21:11Speaker 2: la soluzione sono convinta e loro hanno detto a me
- 21:14Speaker 2: sembra molto giusta molto bella anche perché sapevano già come
- 21:16Speaker 2: avrei poi montato il film che avrei usato comunque delle
- 21:18Speaker 2: dissolvenze delle assolvenze eccetera e quindi non sarebbe stata una
- 21:23Speaker 2: stranezza appunto. Però poi ho trovato un grande e profondo
- 21:28Speaker 2: significato anche da un punto di vista proprio drammaturgico, perché
- 21:30Speaker 2: loro sulla fine del film sono più identitari, sono più
- 21:34Speaker 2: definiti e definite.
- 21:35Speaker 3: Di quando sono iniziati,
- 21:36Speaker 2: certo. E secondo me nelle relazioni, più le persone all'interno
- 21:41Speaker 2: di queste relazioni sono definite e più sono in coesione,
- 21:44Speaker 2: cioè più sono in relazione veramente. Cioè spesso le relazioni
- 21:48Speaker 2: si confondono con la confusione, con la fusione insieme, invece
- 21:52Speaker 2: credo che le relazioni che davvero funzionano e che davvero
- 21:55Speaker 2: sono sane sono tra persone che hanno i tratti molto
- 21:58Speaker 2: ben delineati. E in quel momento loro sono decisamente più
- 22:01Speaker 2: delineati di quanto non lo fossero dieci minuti prima e
- 22:04Speaker 2: quindi è il momento in cui paradossalmente sono più vicini
- 22:06Speaker 2: e quindi li ho attaccati. E questo mi piace molto.
- 22:09Speaker 3: Bello, anche perché c'è una consapevolezza forte.
- 22:12Speaker 2: Non tutti i
- 22:12Speaker 3: registi che incontro hanno questa consapevolezza di quello che vogliono
- 22:16Speaker 3: fare
- 22:17Speaker 2: Sì, non è fregato niente. Mi ha battuto forte qualcosa dentro,
- 22:20Speaker 2: che non era solo il cuore. E ho pensato che
- 22:23Speaker 2: davvero ne valesse la pena.
- 22:25Speaker 3: Senti, un'altra cosa è che il film lavora benissimo sui dettagli.
- 22:29Speaker 3: Il cambio del gesto di lei, quell'attenzione
- 22:32Speaker 2: al colletto che
- 22:33Speaker 3: vi via, svanisce per poi tornare. Come hai lavorato su quello,
- 22:37Speaker 3: sul dettaglio, sul dolce preparato, sul caffè, su quelle piccole
- 22:41Speaker 3: cose che... in una coppia reale poi nodi,
- 22:44Speaker 2: no? Sì, perché ho pensato che loro due non sono
- 22:45Speaker 2: capaci a dirsi ti amo, non sono capaci a dirsi
- 22:48Speaker 2: le cose vere, quelle che sentono, no? Ed è difficile,
- 22:51Speaker 2: nelle relazioni è molto difficile dopo un po' di tempo
- 22:54Speaker 2: dirsi davvero quello che uno prova, quello che uno sente.
- 22:56Speaker 2: Però ci attacchiamo alla ritualità, la ritualità che poi diventa abitudine,
- 23:01Speaker 2: che poi diventa destino. Insomma, accoglierla come qualcosa che ci piace,
- 23:05Speaker 2: ma anche cambiarla se capiamo che questa routine non ci
- 23:07Speaker 2: piace più. infatti a un certo punto lei la cambia
- 23:09Speaker 2: questa routine la cambia il suo malgrado però è giusto
- 23:12Speaker 2: che sia così perché non possiamo far finta che la
- 23:15Speaker 2: vita possa andare avanti sempre uguale soltanto perché abbiamo una
- 23:17Speaker 2: fottuta paura di cambiare le cose e quindi ho pensato
- 23:20Speaker 2: che gli oggetti la ritualità, i suoni e certi gesti
- 23:25Speaker 2: appunto che appartengono a tutti fosse il modo più giusto,
- 23:29Speaker 2: onesto e anche poetico e bello per raccontare la loro
- 23:32Speaker 2: relazione che non è fatta di grandi proclama ma è
- 23:35Speaker 2: fatta proprio di Un non detto che però sostiene un sentimento.
- 23:39Speaker 2: Perché comunque le due persone che ho messo in campo
- 23:41Speaker 2: sono due persone che si vogliono bene. Parlare di amore
- 23:44Speaker 2: mi sembra sopravvalutato e anche inutile e superfluo rispetto al
- 23:47Speaker 2: grande tema del film. Però comunque sono due persone che
- 23:50Speaker 2: si vogliono bene e che si rispettano. E mi piaceva
- 23:52Speaker 2: anche l'idea di raccontare due persone per bene. Di cui
- 23:55Speaker 2: il mondo è proprio pieno
- 23:57Speaker 3: Della coppia tu c'hai paura
- 24:00Speaker 2: No, no. Io penso che... Penso che sia dunque, questa
- 24:06Speaker 2: teoria di Jung non è la mia, però me la
- 24:08Speaker 2: ha proprio spesso, in cui dice che l'amore vive di
- 24:11Speaker 2: tre fasi. La prima è quella dell'idealizzazione dell'altro e quindi
- 24:14Speaker 2: noi ci innamoriamo dell'idea che proiettiamo sull'altro e quindi si
- 24:17Speaker 2: fa presto. Sono buoni tutti. Non ci vuole niente. Soprattutto
- 24:21Speaker 2: se c'è molta fantasia. La seconda è quella in cui
- 24:24Speaker 2: ti rendi conto che quell'idea è tutta non c'è. E
- 24:27Speaker 2: quindi di fatto... La maggior parte delle coppie si lascia,
- 24:30Speaker 2: si molla e poi improvvisamente capita, può succedere che invece
- 24:34Speaker 2: ti innamori davvero della persona che hai davanti. Ecco, io
- 24:37Speaker 2: penso che l'amore sia un grande lavoro, così come la
- 24:40Speaker 2: vita è un grande lavoro, però se trovi una persona
- 24:43Speaker 2: nella quale... senti qualcosa che va al di là, te
- 24:47Speaker 2: lo ripeto, della sessualità, del sentimento, è una persona con
- 24:50Speaker 2: la quale hai una comunione di intenti, una comunione intellettuale,
- 24:53Speaker 2: una comunione culturale, una comunione di spirito, è una cosa bellissima,
- 24:56Speaker 2: io non sono cattolica, sono una persona atea, rispettosissima in
- 24:59Speaker 2: tutte le religioni, però non credo in quel tipo di matrimonio,
- 25:02Speaker 2: cioè credo però in un matrimonio dell'anima, e quella è
- 25:04Speaker 2: una cosa che a me fa proprio bene, cioè io
- 25:06Speaker 2: per esempio con il mio compagno, con il mio marito,
- 25:08Speaker 2: abbiamo raggiunto questo tipo di spiritualità profonda, che credo che sia...
- 25:12Speaker 2: La cosa più bella, in questo tempo così oscuro in
- 25:14Speaker 2: cui siamo tutti molto soli.
- 25:15Speaker 3: Sì, quello che poi è anche un altro tema del film,
- 25:18Speaker 3: nel senso che ti senti solo perché non c'hai una
- 25:20Speaker 3: sponda
- 25:20Speaker 2: qui di
- 25:22Speaker 3: chi sei voi.
- 25:24Speaker 2: Chi sei, però la sponda quando è che la trovi
- 25:26Speaker 2: secondo me? Quando hai la capacità, cioè quando quell'analfabetismo emotivo
- 25:30Speaker 2: diventa leggermente alfabetizzato. perché poi questo analfabetismo motivo appartiene proprio
- 25:34Speaker 2: alla storia del cinema Bergman ce l'ha spiegato meravigliosamente però
- 25:37Speaker 2: i suoi protagonisti parlavano tramite Jung, Lacan, Freud i miei no,
- 25:42Speaker 2: i miei parlano con i bollini del supermercato e parlano
- 25:44Speaker 2: col calcestruzzo quindi questa è la differenza eppure approdano le
- 25:47Speaker 2: stesse domande e sono anche loro analfabeti emotivi e alla
- 25:50Speaker 2: fine del film due cosette in più hanno imparato e
- 25:52Speaker 2: se le tengono strette forse e dico forse anche con
- 25:56Speaker 2: un pragmatismo un pochino più efficace. Si compiacciono meno, non
- 26:00Speaker 2: ho desbrodolato di niente
- 26:01Speaker 3: Forse sono un po' più pragmatici di personaggi.
- 26:03Speaker 2: C'hanno lo tempo da perdere.
- 26:05Speaker 3: Senti, ultimi step della lavorazione del film, montaggio, colonna sonora,
- 26:08Speaker 3: come ti
- 26:08Speaker 2: sei trovata? Allora, il montaggio mi ha terrorizzato. È stata
- 26:12Speaker 2: una fase, nonostante abbia lavorato con Riccardo Giannetti, un montatore
- 26:15Speaker 2: molto capace, molto bravo, con il quale avevo già fatto
- 26:18Speaker 2: una serie di chiacchiere, siamo molto amici, birre, caffè, eccetera.
- 26:24Speaker 2: però era proprio un momento molto doloroso per me perché
- 26:26Speaker 2: mi sono dovuta distaccare dalla bellezza del qui ed ora
- 26:29Speaker 2: per rivedere tutto e decidere e scegliere poi dopo una
- 26:33Speaker 2: settimana è andata benissimo è andata molto bene non c'è
- 26:35Speaker 2: stata neanche una grande crisi poi l'abbiamo montato anche abbastanza
- 26:38Speaker 2: velocemente però poi ci siamo ritornati sopra insomma è stato
- 26:43Speaker 2: un processo un po' più complicato mi è piaciuto moltissimo
- 26:46Speaker 2: il montaggio del suono mi è piaciuto moltissimo il mix
- 26:49Speaker 2: mi è piaciuto moltissimo la color e lavorare con le
- 26:53Speaker 2: musiche di Rodrigo è stato abbastanza semplice perché anche con
- 26:56Speaker 2: lui lui ha letto il trattamento con Rodrigo siamo molto
- 26:59Speaker 2: amici per cui stava dentro questa storia da veramente molto
- 27:01Speaker 2: molto tempo
- 27:02Speaker 3: quindi un po' l'aveva già suonata in testa
- 27:04Speaker 2: quando mi ha proposto, io avevo appunto già in mente
- 27:08Speaker 2: di trattare il prologo del mio film come se fosse
- 27:10Speaker 2: un overture, per cui parlavamo proprio in questi termini di composizione,
- 27:15Speaker 2: lui sa cosa piace a me, quindi mi ha proposto
- 27:17Speaker 2: questi archi, questi movimenti, queste reiterazioni, e quindi è stato
- 27:21Speaker 2: abbastanza semplice, ci siamo... ci siamo capiti, ecco c'è stato
- 27:26Speaker 2: un grande scambio, perché poi lo sai bene, quando un'idea
- 27:28Speaker 2: esce fuori dalla tua testa diventa sempre così dannatamente prosaica,
- 27:31Speaker 2: dannatamente banale, ce la farò mai a raccontare esattamente quello
- 27:35Speaker 2: che ho dentro, però poi la continua e reiterata frequentazione, precisione,
- 27:40Speaker 2: proprio nel voler trasferire ogni, cioè ne trovi proprio l'aggettivo
- 27:43Speaker 2: più giusto. Giusto, la parola giusta. allora quello ha aiutato
- 27:48Speaker 2: molto a capirci e poi a sentirci beh
- 27:50Speaker 3: Salinger diceva che poteva stare giorni per trovare una singola
- 27:53Speaker 3: parola di
- 27:53Speaker 2: una frase
- 27:54Speaker 3: di tre parole
- 27:55Speaker 2: perfettamente infatti Salinger insomma
- 27:58Speaker 3: senti se dico che il film è semplice ma non
- 28:02Speaker 3: facile
- 28:03Speaker 2: sto
- 28:03Speaker 3: sviando i nostri il nostro pubblico
- 28:06Speaker 2: no per nulla come semplice non è facile la vita
- 28:08Speaker 2: cioè la vita è semplice per tante persone ma non
- 28:11Speaker 2: è facile non è facile per nessuno è difficile per
- 28:13Speaker 2: tutti la vita E questo film rispetta un po' la
- 28:15Speaker 2: natura intrinseca di quel tipo di umanità, di un'umanità che
- 28:19Speaker 2: non è borghese, è quella piccola borghesia di working class
- 28:21Speaker 2: dove tutti quanti imboccano le mani, la mattina si alzano,
- 28:25Speaker 2: oppure se non gli va e si preparano il caffè,
- 28:26Speaker 2: si trascinano fuori e lavorano intorno alla sera stanchi e
- 28:29Speaker 2: si vedono una serie anche se non c'è proprio un
- 28:31Speaker 2: cazzo da vedere perché tutta sta roba mi fa venire
- 28:34Speaker 2: voglia di morire. E quindi è un po' questo che racconta,
- 28:38Speaker 2: racconta quest'umanità che però è... spero che davvero possa toccare
- 28:44Speaker 2: e suonare la corda di tutti anche di chi vive
- 28:46Speaker 2: in quelle case di pariore
- 28:48Speaker 3: Anna grazie è stata
- 28:50Speaker 2: una chiacchiera bellissima davvero che bello grazie grazie mille a
- 28:54Speaker 3: te una storia del cinema andate a vederlo e grazie
- 28:57Speaker 3: per averci seguito fin qui
- 28:59Speaker 2: ciao ciao