Latest / Uno più uno uguale duemila / Episodio 2 - L'informazione
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- 0:08Speaker 2: quando si riceve una diagnosi di tumore il mondo si
- 0:11Speaker 2: ferma o meglio noi ci fermiamo come sbattendo contro un
- 0:15Speaker 2: muro e il mondo va avanti e poi ripartiamo più
- 0:18Speaker 2: o meno confusamente dopo lo shock iniziale ci brucia dentro
- 0:24Speaker 2: un bisogno irrefrenabile capire capire cosa sta succedendo al proprio
- 0:29Speaker 2: corpo quali sono le opzioni cosa potrà accadere Ma nell'era
- 0:33Speaker 2: digitale di oggi, come facciamo a orientarci in questo mare
- 0:37Speaker 2: di dati, notizie, consigli e pareri? Dentro il grande rumore
- 0:42Speaker 2: di fondo del web, come facciamo a riconoscere le voci
- 0:45Speaker 2: autentiche e affidabili da quelle fuorvianti? E dal punto di
- 0:48Speaker 2: vista emotivo, come gestiamo questa ricerca senza farci travolgere? Questo
- 0:58Speaker 2: è 1 più 1 fa 2000, il podcast a cura
- 1:01Speaker 2: del centro di riferimento oncologico di Aviano, a supporto di
- 1:05Speaker 2: pazienti e parenti che stanno affrontando una malattia oncologica. Quando
- 1:09Speaker 2: arriva la malattia, noi lo sappiamo bene, la vita si
- 1:12Speaker 2: divide tra un prima e un dopo, sia per coloro
- 1:15Speaker 2: che ricevono la diagnosi, sia per le persone a cui
- 1:18Speaker 2: sono legate, mariti o compagni, figli, figlie, genitori e amici.
- 1:23Speaker 2: Non si ammala solo la persona, si ammala tutto il
- 1:26Speaker 2: suo mondo. La malattia però non è la fine di
- 1:28Speaker 2: quel mondo. Abbiamo molti strumenti per accompagnare le persone malate
- 1:32Speaker 2: e lo racconteremo con i medici e professionisti del Cro
- 1:36Speaker 2: di Aviano, ma anche e soprattutto con le persone che
- 1:39Speaker 2: si affidano al nostro centro. In questa puntata raccontiamo come
- 1:47Speaker 2: affrontare in modo equilibrato uno dei bisogni più forti che
- 1:51Speaker 2: nascono quando si riceve una diagnosi, informarsi e capire meglio
- 1:55Speaker 2: la nostra condizione. Il primo grande pericolo per la salute
- 2:00Speaker 2: non solo fisica ma anche mentale ed emotiva è quello
- 2:03Speaker 2: di raccogliere indiscriminatamente tutte le informazioni che riusciamo a trovare.
- 2:09Speaker 2: Oggi le informazioni sanitarie sono facilmente accessibili e con un
- 2:13Speaker 2: clic troviamo articoli, video, forum, gruppi di discussione. Quello che
- 2:17Speaker 2: sembra aiutarci a capire meglio rischia in realtà di aumentare
- 2:21Speaker 2: la confusione. Gli algoritmi dei motori di ricerca, dei social
- 2:25Speaker 2: media e dell'intelligenza artificiale sono progettati per proporci le informazioni
- 2:30Speaker 2: che ritengono più rilevanti per noi. Gli algoritmi creano infatti
- 2:34Speaker 2: delle prigioni conoscitive che gli esperti chiamano filter bubble ed
- 2:38Speaker 2: echo chamber. L'algoritmo ci fa vedere principalmente contenuti che confermano
- 2:42Speaker 2: quello che già pensiamo o cerchiamo, eliminando informazioni che invece
- 2:47Speaker 2: possono essere utili ma che non abbiamo mai intercettato prima.
- 2:50Speaker 2: In questo modo rinforzano i nostri pregiudizi, rendendoci più vulnerabili
- 2:55Speaker 2: alla disinformazione e più inclini a comportamenti che possono essere
- 2:59Speaker 2: dannosi per la nostra salute. Esiste però un modo efficace
- 3:02Speaker 2: per difendersi da queste trappole, la relazione con il proprio
- 3:06Speaker 2: medico curante. È una relazione umana tra persona competente e
- 3:10Speaker 2: persona che ha bisogno, come ci racconta la nostra Giovanna,
- 3:14Speaker 2: infermiera pediatrica.
- 3:18Speaker 3: Nel 2011, quando ho avuto la diagnosi di adenocarcinoma ovarico,
- 3:22Speaker 3: ho pensato che la mia mente aveva ragione, non era
- 3:25Speaker 3: un carcinoma, perché davanti alla parola carcinoma c'era scritto adeno.
- 3:30Speaker 3: E con la mia TAC e il mio vestito estivo
- 3:34Speaker 3: sono andata da un mio amico primario e gli ho
- 3:38Speaker 3: fatto vedere la diagnosi, anche con un sorriso, perché ero
- 3:42Speaker 3: convinta che non fosse un tumore. Quando lui mi ha guardata...
- 3:46Speaker 3: ha cambiato colore e mi ha detto di sedermi. A
- 3:48Speaker 3: quel punto ho capito che c'era qualcosa di diverso, come
- 3:52Speaker 3: se la mia mente volesse rifiutare questa diagnosi. La prima
- 3:56Speaker 3: cosa che mi ha detto, mi raccomando, qualsiasi domanda che
- 3:59Speaker 3: ti viene in mente non la andiamo a cercare su Google.
- 4:02Speaker 3: La chiedi, la comunichi a chi ti seguirà in questo percorso.
- 4:07Speaker 3: Io la prima cosa che gli ho chiesto, ma adenocarcinoma
- 4:10Speaker 3: non è un tumore, e lui mi ha detto, riporto
- 4:13Speaker 3: la parola testuale ma ti sei mangiata il cervello e
- 4:16Speaker 3: sei anche un'infermiera mi ha detto in quel momento io
- 4:19Speaker 3: non ero più un'infermiera in quel momento diventavo paziente siccome
- 4:23Speaker 3: la persona a cui avevo affidato questa sorpresa era una
- 4:27Speaker 3: persona a cui io mi fidavo ciecamente quando lui mi
- 4:29Speaker 3: ha detto ma mi devi promettere che non andrai su Google,
- 4:33Speaker 3: io ho mantenuto fede a quella promessa e devo dire
- 4:36Speaker 3: che è stata la cosa più intelligente che ho potuto fare.
- 4:40Speaker 3: Mi sono sempre rivolta a loro e devo dire che
- 4:43Speaker 3: da parte loro io ho trovato una disponibilità immensa, professionisti, preparati,
- 4:49Speaker 3: ma soprattutto umani e penso che in questa cura, in
- 4:52Speaker 3: questo percorso, l'umanità sia fondamentale. E oltre avere al mio
- 4:58Speaker 3: fianco delle persone dal punto di vista medico preparate, io
- 5:02Speaker 3: devo dire che sono stata molto fortunata anche ad avere
- 5:05Speaker 3: un fratello e quando sono tornata a casa dalla sala
- 5:08Speaker 3: operatoria io ho trovato questa frase sempre. vuoi puoi e
- 5:12Speaker 3: questo è ancora la frase che mi sta ancora accompagnando
- 5:16Speaker 3: perché poi ho avuto anche una recidiva e soprattutto mi
- 5:19Speaker 3: sono circondata di amiche che mi hanno aiutato in questo
- 5:23Speaker 3: percorso io dico ho avuto una protezione civile dietro le
- 5:26Speaker 3: mie spalle c'era chi lavava chi stirava chi chi cucinava,
- 5:30Speaker 3: chi mi accompagnava a fare la chemioterapia. Una squadra che
- 5:33Speaker 3: ha fatto veramente il tifo per me. Nel momento in
- 5:36Speaker 3: cui è arrivata la malattia io mi sono trovata a terra,
- 5:39Speaker 3: ma poi tutte queste persone qui mi hanno aiutata.
- 5:45Speaker 2: Le informazioni arrivano da molte fonti, ciascuna con le sue
- 5:48Speaker 2: modalità di espressione e le sue finalità. In primo luogo,
- 5:52Speaker 2: ci sono risorse specificamente destinate all'informazione di pazienti e cittadini,
- 5:57Speaker 2: prodotte da organizzazioni sanitari e associazioni professionali o di volontariato
- 6:01Speaker 2: e che per questo motivo vengono scritte attentamente revisionate da
- 6:05Speaker 2: specialisti della materia. Solitamente queste fonti sono da preferire ad altre,
- 6:11Speaker 2: ma non è detto che quelle disponibili soddisfino tutte le
- 6:14Speaker 2: nostre domande o che semplicemente siano ancora aggiornate. Nella vita
- 6:18Speaker 2: di tutti i giorni, poi, ciascuno di noi è esposto
- 6:21Speaker 2: a moltissime informazioni che riguardano la salute. Alcune di esse
- 6:25Speaker 2: possono essere completamente false, altre possono essere vere, ma distorte
- 6:30Speaker 2: al fine di persuadere una persona a fare qualcosa. Oltre
- 6:34Speaker 2: all'algoritmo che cerca di chiuderci in una bolla, oltre all'intelligenza
- 6:38Speaker 2: artificiale capace di fare un video che sembra vero ma
- 6:41Speaker 2: non lo è, anche tutte le altre fonti devono essere valutate.
- 6:45Speaker 2: I social media, ad esempio, prediligono contenuti in grado di
- 6:48Speaker 2: catturare l'attenzione, generalmente facendo leva su sentimenti come la paura
- 6:54Speaker 2: e l'indignazione. Allo stesso modo, i media tradizionali, tv, radio
- 6:59Speaker 2: e giornali, spesso danno risalto a notizie sensazionalistiche per aumentare
- 7:04Speaker 2: gli ascolti e i loro lettori. L'informazione sanitaria, però, può
- 7:08Speaker 2: arrivare anche dalla pubblicità, che è finalizzata alla vendita di
- 7:11Speaker 2: un prodotto per la salute, il benessere o anche alimentare.
- 7:15Speaker 2: da medici e organizzazioni sanitarie pubbliche e private o da
- 7:18Speaker 2: associazioni di volontariato che promuovono i loro servizi. E soprattutto
- 7:23Speaker 2: c'è anche il passaparola tra i pazienti, potentissimo ed emotivamente coinvolgente,
- 7:29Speaker 2: ma altrettanto incline a diffondere informazioni incomplete e non verificate.
- 7:34Speaker 2: Anche in questi casi emotivamente più coinvolgenti, la migliore regola
- 7:38Speaker 2: di comportamento rimane la stessa, affidarsi a strutture competenti, come
- 7:43Speaker 2: ha fatto Anna, un'altra paziente che ha accettato di condividere
- 7:47Speaker 2: con noi la sua storia.
- 7:50Speaker 4: Io ho avuto una diagnosi di tumore nel 2019, la
- 7:54Speaker 4: diagnosi mi è stata data al Cro, è stato un
- 7:59Speaker 4: caso ma fortunato perché appunto della struttura avevo già un
- 8:04Speaker 4: senso di fiducia anche se non l'avevo mai sperimentato e
- 8:08Speaker 4: questo mi ha totalmente tolto dalla mente di andare a
- 8:13Speaker 4: cercare da altre parti sinceramente sia ospedaliere sia internet o
- 8:19Speaker 4: di altre fonti casuali diciamo non avevo rapporti personali di
- 8:24Speaker 4: amicizia con nessun medico però è accaduto tutto in modo
- 8:28Speaker 4: casuale appunto ripeto ma fortunato partendo ovviamente dalla chirurgia L'associazione
- 8:34Speaker 4: che dà ai pazienti informazioni in merito ai corsi dedicati
- 8:40Speaker 4: e poi anche alla biblioteca, sicuramente tutta l'organizzazione l'ho trovata
- 8:47Speaker 4: molto valida, anche se magari su alcuni aspetti poi un
- 8:50Speaker 4: po' lì con la biblioteca e magari alcuni aggiustamenti li
- 8:54Speaker 4: avevamo evidenziati, però ecco, diciamo che mi sono sentita al sicuro.
- 8:59Speaker 4: E quindi non ho avuto quella tensione di rivolgermi a
- 9:03Speaker 4: nessun altro. Quando c'è stata la mia spinta a rivolgermi
- 9:06Speaker 4: a qualcun altro per una serie di altre questioni, sono
- 9:09Speaker 4: comunque sempre state strutture ospedaliere, tra altro pubblico. dove quindi
- 9:15Speaker 4: non ho mai pensato di andare su Google un po'
- 9:17Speaker 4: perché mi spaventava effettivamente perché avevo paura di trovare poi
- 9:21Speaker 4: digressioni assolutamente non controllabili e che si insinuavano nella testa
- 9:27Speaker 4: della persona cioè della mia testa creando poi scenari assurdi
- 9:32Speaker 4: cercavo di stare con un'azione volontaria
- 9:35Speaker 2: sempre lì Bisogna dire una cosa molto importante la nostra
- 9:39Speaker 2: vulnerabilità di pazienti Quando infatti cerchiamo informazioni sulla nostra diagnosi,
- 9:45Speaker 2: non siamo osservatori neutrali. Ciascuno di noi si orienta, interpreta
- 9:50Speaker 2: e utilizza le informazioni che riceve secondo le conoscenze, i
- 9:54Speaker 2: principi e i valori che lo caratterizzano. Non si tratta
- 9:57Speaker 2: solo di essere esposti a buone informazioni. ma anche di
- 10:01Speaker 2: comprenderle e di avere gli strumenti per utilizzarle bene. Non
- 10:05Speaker 2: è una questione di istruzione. ma di familiarità con gli
- 10:08Speaker 2: argomenti relativi alla salute, alla medicina, alla malattia, ma anche
- 10:12Speaker 2: al sistema sanitario nazionale e alla ricerca scientifica. Non sempre
- 10:16Speaker 2: al momento della diagnosi abbiamo gli strumenti per interpretare e
- 10:19Speaker 2: organizzare tutte le informazioni che riceviamo, soprattutto se prima non
- 10:24Speaker 2: abbiamo avuto problemi di salute. Inoltre, siamo in uno stato
- 10:27Speaker 2: di vulnerabilità emotiva, di fragilità, non siamo lucidi. E se
- 10:31Speaker 2: in questo momento siamo esposti a troppi dati, la nostra
- 10:35Speaker 2: capacità di elaborarli razionalmente diminuisce. E così si parla quindi
- 10:40Speaker 2: di sovraccarico informativo. Ma la cosa più importante da tenere
- 10:44Speaker 2: presente è la nostra vulnerabilità, che colpisce anche chi avrebbe
- 10:48Speaker 2: le competenze per capire i documenti, come la nostra signora Giovanna,
- 10:52Speaker 2: che come abbiamo sentito è un'infermiera.
- 10:55Speaker 3: Io penso che chi fa un lavoro come il mio, un'infermiera,
- 10:59Speaker 3: nel mio caso infermiera pediatrica, abbia accesso a tantissimi siti
- 11:03Speaker 3: sicuri dove sicuramente avrei trovato delle risposte, ma in quel
- 11:08Speaker 3: momento io non ero l'infermiera. Infatti tante volte chi mi parlava,
- 11:14Speaker 3: mi parlava in termini tecnici, medici, ho sempre dovuto chiedere
- 11:19Speaker 3: e fermarlo, bloccarlo e dire in questo momento io non
- 11:21Speaker 3: sono un'infermiera, in questo momento io sono la paziente e
- 11:25Speaker 3: loro hanno capito questa difficoltà. Quindi hanno cercato di darmi
- 11:28Speaker 3: una risposta, anche se per il ruolo che io avevo,
- 11:32Speaker 3: quella risposta io ce l'avevo già, ma avevo bisogno del
- 11:35Speaker 3: contatto umano. Con questa malattia è fondamentale il contatto umano,
- 11:41Speaker 3: una parola detta. Perché quella parola è la terapia poi
- 11:45Speaker 3: che a me serve, io vado a fare il controllo
- 11:48Speaker 3: ogni tre mesi, io arrivo al croco le batterie scariche
- 11:51Speaker 3: e loro mi devono ricaricare le batterie perché poi io
- 11:54Speaker 3: devo stare uno a casa tranquilla per cui capisco il
- 11:57Speaker 3: tempo che loro investono. sull'informazione che mi danno e poi
- 12:01Speaker 3: devo vivere di rendita perché devo stare tre mesi a
- 12:04Speaker 3: casa dove devo cercare di stare tranquilla, anche se man
- 12:08Speaker 3: mano che si avvicina un controllo sfido chiunque a rimanere tranquilla.
- 12:14Speaker 2: Un altro elemento di cui essere consapevoli quando iniziamo a
- 12:17Speaker 2: cercare sono i nostri pregiudizi quando valutiamo le informazioni, i
- 12:21Speaker 2: cosiddetti bias cognitivi, ovvero delle scorciatoie che il cervello usa
- 12:26Speaker 2: per semplificare la realtà. Ecco, il bias di conferma, per esempio,
- 12:31Speaker 2: ci porta a cercare e ricordare principalmente le informazioni che
- 12:35Speaker 2: confermano quello che già pensiamo o temiamo. Per questo motivo
- 12:39Speaker 2: è necessario avere sempre una bussola affidabile nell'affrontare il mare
- 12:43Speaker 2: aperto delle informazioni e anche delle emozioni che si vivranno.
- 12:49Speaker 3: Negli opuscoli che io ho sempre usato, consultato, soprattutto portato
- 12:54Speaker 3: a casa e poi regalato ad altre persone che io
- 12:58Speaker 3: chiamo amiche, perché sapevo che era un'informazione controllata, certificata, ma
- 13:05Speaker 3: soprattutto un'informazione molto definita, con consigli che poi ho sperimentato
- 13:11Speaker 3: su di me ed erano tali, per cui ho trovato
- 13:14Speaker 3: delle persone anche lì numerose, biblioteca molto accoglienti, che io
- 13:18Speaker 3: vado regolarmente a trovare quando faccio la visita, passo da
- 13:20Speaker 3: loro a salutarli, come anche il canale Facebook a disposizione
- 13:26Speaker 3: di chi magari in quel momento è in difficoltà, di
- 13:28Speaker 3: chi non sa affrontare, non so, un sintomo della nausea, penso,
- 13:32Speaker 3: oppure le unghie che possono cadere. Quando mi è stata
- 13:35Speaker 3: fatta una diagnosi di mutazione genetica BRCA1, io di questa
- 13:39Speaker 3: mutazione non sapevo niente, neanche come infermiera. E indubbiamente l'opuscolo
- 13:44Speaker 3: della biblioteca mi ha fatto aprire un mondo e lì
- 13:46Speaker 3: c'erano dei link di riferimento che io sono andata a
- 13:49Speaker 3: vedere perché sapevo di non fare un salto nel vuoto,
- 13:53Speaker 3: sapevo che quella informazione era l'informazione che io volevo.
- 13:58Speaker 2: Questo punto è fondamentale. L'informazione generale serve a orientarsi, a
- 14:03Speaker 2: capire il quadro complessivo, a formulare domande, tutte le domande,
- 14:08Speaker 2: come ha detto il medico della nostra Giovanna, anche quelle
- 14:11Speaker 2: che sembrano più stupide, perché non esistono domande stupide in
- 14:15Speaker 2: questo campo. L'importante è avere qualcuno a cui porre le
- 14:19Speaker 2: nostre domande. E qui al Cro non c'è solo il
- 14:22Speaker 2: team sanitario con cui parlare, ma anche la biblioteca scientifica
- 14:26Speaker 2: per i pazienti, che è stata aperta proprio per loro,
- 14:29Speaker 2: un punto di accoglienza per le domande. È essenziale tenere
- 14:32Speaker 2: aperto il dialogo con il personale sanitario per adattare quelle
- 14:36Speaker 2: informazioni al proprio percorso specifico e quindi per capirle meglio.
- 14:41Speaker 2: Con il tempo questo ci aiuterà non solo a leggere
- 14:44Speaker 2: e comprendere meglio le informazioni che troviamo in giro, ma
- 14:47Speaker 2: anche di valutarne criticamente l'affidabilità, di fare domande, di prendere
- 14:52Speaker 2: decisioni informate. Ecco, tutto questo ci aiuta ad avere maggiore
- 14:57Speaker 2: controllo e consapevolezza.
- 15:01Speaker 4: Le storie sono veramente diverse, sono quelle che uno ascolta
- 15:05Speaker 4: ogni volta che va a fare le chemioterapie. Anche lì
- 15:09Speaker 4: si ascolta e bisogna ascoltare ricordandosi che ognuno ha veramente
- 15:14Speaker 4: la sua storia, perché anche quello può condizionare effettivamente. effettivamente
- 15:17Speaker 4: e quindi fare un passetto alla volta. A un certo
- 15:20Speaker 4: punto ho potuto perché non avevo in quel momento delle
- 15:25Speaker 4: ulteriori diagnosi tumorali dove non avevo più il male, visto
- 15:29Speaker 4: che la mia oncologa continuava a propormi il mantenimento più
- 15:34Speaker 4: la chemioterapia senza scadenze all'orizzonte, io ovviamente mi sono sentita
- 15:40Speaker 4: di iniziare a rivolgermi ad altri lì ho utilizzato internet
- 15:44Speaker 4: effettivamente perché ho iniziato a guardare medico di gastroenterologia specialista
- 15:50Speaker 4: un po' la storia delle figure che avessero un curriculum
- 15:54Speaker 4: ho preso gli appuntamenti e ho fatto le mie domande
- 15:59Speaker 4: anche qui ho incontrato umanità differenti diciamo mi hanno rilasciato
- 16:04Speaker 4: i loro pareri che comunque ho sottoposto alla mia oncologa
- 16:08Speaker 4: di riferimento al Cro quindi io sono tornata Con tutti
- 16:12Speaker 4: i vari pareri e mi sono interfacciata comunque con lei
- 16:17Speaker 4: in modo tale che fosse una scelta condivisa tutti i
- 16:20Speaker 4: pianeti si sono allineati e per fortuna insomma c'è stata
- 16:24Speaker 4: la condivisione finale per cui si è presa anche una
- 16:28Speaker 4: decisione ecco.
- 16:30Speaker 2: cosa può fare un paziente? Cosa possiamo fare noi che
- 16:34Speaker 2: abbiamo ricevuto una diagnosi oncologica e ci troviamo a dover
- 16:38Speaker 2: gestire un flusso enorme di informazioni? Prima cosa, non avere
- 16:42Speaker 2: paura di informarsi. Cercare informazioni non è un atto di
- 16:46Speaker 2: sfiducia verso i medici, ma è un modo per capire,
- 16:49Speaker 2: per essere parte attiva del percorso, per formulare domande più precise, l'importante,
- 16:55Speaker 2: e farlo consapevolmente in un confronto continuo con il medico
- 16:59Speaker 2: e con il personale sanitario. Seconda cosa, sapere che le
- 17:04Speaker 2: informazioni possono creare confusione. E poi ci sono le nostre
- 17:08Speaker 2: emozioni e le nostre paure che influenzano come interpretiamo i dati.
- 17:12Speaker 2: Essere consapevoli di questi meccanismi è il primo passo per gestirli.
- 17:18Speaker 3: Questa malattia sono convinta che ci deve essere con la testa,
- 17:22Speaker 3: perché bisogna essere convinti per un 50% che il medico
- 17:27Speaker 3: può aiutarmi. Nel 50% metto sia la terapia sia il
- 17:31Speaker 3: proprio stato d'animo. Una diagnosi di carcinoma ti cambia la vita,
- 17:35Speaker 3: ti fa fare cose che io non pensavo di poter fare,
- 17:40Speaker 3: soprattutto ti fa tirare fuori una forza che ce l'avevi dentro,
- 17:43Speaker 3: che dormiva lì. ma che nel momento della diagnosi non
- 17:47Speaker 3: arriva subito. Io dico sempre che un paziente oncologico può
- 17:52Speaker 3: fare due strade. O si alza arrabbiato con il mondo, incazzato,
- 17:57Speaker 3: oppure svolta. Ecco, io ho svoltato nel senso che le
- 18:01Speaker 3: mie giornate prima del tumore erano brutte. Vedo il sole,
- 18:05Speaker 3: apro tutte le finestre, faccio le grandi pulizie in casa.
- 18:09Speaker 3: La Giovanna dopo il cancro vede il sole, fa arieggiare
- 18:13Speaker 3: la casa, ma dopo va a fare tutto quello che
- 18:16Speaker 3: non pensava di fare. Tutti i pazienti oncologici, perché purtroppo
- 18:20Speaker 3: sono una paziente oncologica, non posso guarire, ma posso rimanere
- 18:24Speaker 3: con un potenziale di entusiasmo e che mi piacerebbe passare
- 18:30Speaker 3: a chi poi mi guarda e dice« però se ce
- 18:32Speaker 3: l'ha fatta quella...» con due tumori e una mutazione genetica,
- 18:36Speaker 3: posso farcela anch'io. Io vorrei che passasse non il messaggio
- 18:40Speaker 3: al malato oncologico che deve star depresso, che si deve
- 18:43Speaker 3: piangere addosso, ho fatto anche quello, non è che non
- 18:45Speaker 3: l'ho fatto, però ho deciso di andare oltre, di mettere
- 18:49Speaker 3: le mie competenze, in questo caso infermieristiche, e quelle che
- 18:52Speaker 3: io ho ricevuto dal CRO e dall'altro ospedale che mi
- 18:55Speaker 3: ha seguito prima a disposizione di chi sapeva la mia
- 18:58Speaker 3: storia e di condividere alcune strategie perché purtroppo qualcuno non
- 19:03Speaker 3: ci arriva e ha bisogno proprio ecco in quel caso
- 19:06Speaker 3: lì è importante che ci sia la figura medica ma
- 19:09Speaker 3: è importante anche quello che state facendo voi in questo
- 19:12Speaker 3: momento cioè portare la storia in modo tale che uno
- 19:16Speaker 3: dica la frase va bene ce l'ha fatta lei ce
- 19:19Speaker 3: la posso fare anch'io
- 19:20Speaker 2: Questo che ci segnala Giovanna è un punto importante. Nel
- 19:24Speaker 2: percorso di cura raramente si può essere seguiti da un
- 19:27Speaker 2: unico medico, ma è sempre possibile rivolgersi a un medico
- 19:31Speaker 2: di fiducia del proprio team oncologico per verificare se un'informazione
- 19:35Speaker 2: trovata altrove è adatta al proprio caso. Ho letto che
- 19:38Speaker 2: esiste questo trattamento, potrebbe essere indicato per me? In questo
- 19:41Speaker 2: forum parlano di effetti collaterali che non mi avevate detto.
- 19:45Speaker 2: È qualcosa di cui devo preoccuparmi? Ecco, queste domande non
- 19:49Speaker 2: sono domande ingenue, sono intelligenti. Un altro punto importante è
- 19:54Speaker 2: usare strumenti e intermediari affidabili. Il medico è sicuramente il
- 19:59Speaker 2: punto di riferimento per gli aspetti relativi alla malattia e
- 20:02Speaker 2: alla cura, ma ci sono anche altri professionisti che possono
- 20:05Speaker 2: essere di aiuto. Per esempio, operatori formati come psico- oncologi per
- 20:10Speaker 2: gli aspetti relativi all'emotività e alla comunicazione, o anche gli
- 20:14Speaker 2: infermieri per un supporto pratico nella gestione del percorso di cura,
- 20:18Speaker 2: o ancora i servizi di farmacovigilanza per gestire dubbi sui farmaci,
- 20:23Speaker 2: sui loro effetti collaterali, per conoscerne le interazioni. ma anche
- 20:27Speaker 2: associazioni di pazienti che lavorano in collaborazione con gli ospedali
- 20:31Speaker 2: per organizzare logistica e attività di supporto, o anche le
- 20:34Speaker 2: biblioteche ospedaliere, come quella del CRO, per tutti gli aspetti
- 20:38Speaker 2: che riguardano la corretta informazione in ambito sanitario.
- 20:42Speaker 3: Per esempio a me ha colpito molto il fatto che
- 20:45Speaker 3: io faccio una terapia di mantenimento perché poi ho scoperto
- 20:48Speaker 3: anche di avere una mutazione genetica e quindi prendo una
- 20:53Speaker 3: terapia che era sperimentale ma adesso invece è diventata una
- 20:57Speaker 3: terapia ufficiale. Se io devo associare un farmaco alla mia
- 21:01Speaker 3: terapia io devo chiamare la farmacovigilanza per chiedere se posso
- 21:05Speaker 3: prendere questo farmaco e vi posso assicurare che se io
- 21:08Speaker 3: chiamo alle 9 e loro non possono subito darmi la risposta,
- 21:12Speaker 3: in giornata dopo un'ora loro mi richiamano. Significa stare dalla
- 21:16Speaker 3: parte del cittadino che in quel momento è una persona
- 21:20Speaker 3: che ha bisogno di una cura, ha bisogno di una risposta,
- 21:24Speaker 3: la risposta non la vado a cercare in internet ma
- 21:26Speaker 3: me la dà una dottoressa che si qualifica con un
- 21:29Speaker 3: nome e un cognome.
- 21:31Speaker 4: Io quando ho avuto la diagnosi sono entrata nel percorso
- 21:35Speaker 4: che è quello meccanico cioè nel momento in cui uno
- 21:38Speaker 4: deve capire dov'è e come funziona e anche chi è
- 21:43Speaker 4: il referente anche perché io ho un carattere anche diverso
- 21:46Speaker 4: che tendo comunque a stare più sulle mie per certi versi.
- 21:50Speaker 4: Sono entrata in questo percorso dove ho cercato di capire
- 21:55Speaker 4: intanto ascoltando all'inizio non ho fatto tante domande forse perché
- 22:00Speaker 4: era un po' in una centrifuga quando ho iniziato a
- 22:03Speaker 4: fare domande non ho avuto sempre le risposte che volevo
- 22:09Speaker 3: Dopo cinque anni la mia oncologa mi propone, perché ci
- 22:13Speaker 3: sono usciti degli studi scientifici che dimostrano che questa terapia
- 22:16Speaker 3: che sto prendendo, che prendo due volte al giorno, quindi
- 22:19Speaker 3: a distanza di 12 ore, quindi sono scoperta 24 ore
- 22:23Speaker 3: su 24 ore da una chemioterapia di mantenimento, mi propongono
- 22:27Speaker 3: di sospenderla perché ci sono dei rischi di effetti collaterali
- 22:30Speaker 3: che sono aumentati. Devo dire che l'ho presa malissimo, non
- 22:34Speaker 3: ero pronta, e non sono pronta e sto elaborando questa
- 22:38Speaker 3: cosa perché per me quelle quattro pastiglie che io prendo
- 22:42Speaker 3: al giorno sono la mia corazza. Mi fanno credere che
- 22:45Speaker 3: Giovanna non debba più rientrare nel tunnel di ricovero, chemioterapia, debolezza,
- 22:52Speaker 3: caduta dei capelli e quant'altro comporti fare una chemioterapia. Sono
- 22:56Speaker 3: stata fortunata perché gli oncologi mi stanno marcando stretta ma
- 23:01Speaker 3: non mi hanno detto ok bisogna interrompere. Io ho assorbito
- 23:06Speaker 3: la notizia che loro mi hanno dato, gli studi che
- 23:09Speaker 3: sono stati fatti, ma in questo momento hanno capito la
- 23:12Speaker 3: mia difficoltà a sospendere questa terapia. Non mi hanno dato
- 23:17Speaker 3: un ultimatum, ci sto lavorando. Sono seguita in questo percorso
- 23:22Speaker 3: da una psicologa, avrei dovuto già smettere l'anno scorso ma
- 23:26Speaker 3: in questo momento ho fatto altro, ho cambiato lavoro nel frattempo,
- 23:29Speaker 3: sono sempre un'infermiera ma non lavoro più in ospedale, nel
- 23:32Speaker 3: frattempo mi hanno affiancato anche un ematologo, un'ulteriore persona che
- 23:36Speaker 3: mi segue in questo percorso perché nel momento in cui
- 23:39Speaker 3: un esame è fuori range io ho detto sono la
- 23:43Speaker 3: prima a dire basta, chi mi vede dice è impossibile
- 23:45Speaker 3: che tu stai facendo una chemioterapia di mantenimento. Quindi ritorniamo
- 23:49Speaker 3: sempre lì, bisogna lavorare con la testa su questa malattia
- 23:53Speaker 3: e in questo momento la mia testa non accetta l'idea
- 23:56Speaker 3: di non prendere più il farmaco.
- 23:58Speaker 2: Questo racconto dimostra che un buon rapporto è basato sulla
- 24:02Speaker 2: possibilità di fare domande e di tenere aperto un dialogo.
- 24:06Speaker 2: Non esistono domande sbagliate quando si parla della propria salute.
- 24:10Speaker 2: I medici non si offendono di fronte a un paziente
- 24:13Speaker 2: informato che fa domande. Al contrario, un paziente che comprende
- 24:18Speaker 2: è un paziente che aderisce meglio alle terapie, che riconosce
- 24:21Speaker 2: prima eventuali problemi e che vive il percorso con meno ansia.
- 24:26Speaker 4: I rapporti umani e gli incontri con i pazienti li
- 24:30Speaker 4: ho vissuti esclusivamente come ospedale al Cro e ci sono
- 24:34Speaker 4: sempre perché in tutte le sedute di carioterapia si è
- 24:38Speaker 4: in una stanza che generalmente è utilizzata da più pazienti contemporaneamente.
- 24:43Speaker 4: Diciamo che in tutti i casi che io ho incontrato
- 24:47Speaker 4: ho visto sempre quella che è stata anche un po'
- 24:50Speaker 4: la mia reazione cioè
- 24:52Speaker 3: reagire
- 24:52Speaker 4: In me la reazione la butta il fatto che ho
- 24:56Speaker 4: due figli cioè non c'è altro stato penso che mi
- 25:00Speaker 4: ha spinto a reagire ok nel senso che quindi avevo
- 25:04Speaker 4: due figli a casa e non esisteva che restassero così
- 25:08Speaker 4: piccoli senza una madre cioè questo era il punto fondamentale
- 25:12Speaker 4: quindi mi ha spinto a tenere dei comportamenti a aggrapparmi
- 25:17Speaker 4: a tutte le energie a tutte anche le proposte che
- 25:21Speaker 4: mi venivano fatte perché effettivamente magari all'inizio con un po'
- 25:24Speaker 4: di diffidenza perché uno può dire che bello condivido con
- 25:28Speaker 4: altri malati ma invece uno può anche dire no no
- 25:32Speaker 4: per carità già ne ho abbastanza della mia però invece
- 25:35Speaker 4: attraverso l'associazione la biblioteca uno riesce sempre a sbirciare e
- 25:40Speaker 4: magari a incuriosirsi a qualcosa perché io ricordo con piacere
- 25:45Speaker 4: le lezioni di ginnastica gratuita oppure i corsi di trucco
- 25:51Speaker 4: quindi quelli lì sono luoghi anche che facilitano proprio anche
- 25:55Speaker 4: la leggerezza la possibilità di ritornare in tutti quegli spazi
- 26:01Speaker 4: che magari uno si è sentito un po' di non
- 26:03Speaker 4: poter più frequentare perché era preso da cose più importanti
- 26:07Speaker 4: invece il fatto che la stesso ospedale dove si va,
- 26:10Speaker 4: te le proponga, magari un giorno, un altro giorno, un
- 26:14Speaker 4: altro giorno, alla fine uno dice ma sì dai, no? Vado,
- 26:18Speaker 4: perché no? Al CRO propongono per esempio anche gli incontri
- 26:22Speaker 4: con lo psicologo, quindi se uno si sente fragile, loro
- 26:26Speaker 4: lo ricordano che sono previsti degli incontri. Poi ci sono
- 26:29Speaker 4: le volontarie, se uno incontra me, che sono di poche parole,
- 26:33Speaker 4: non gli do grandi soddisfazioni effettivamente, io preferisco ascoltare. Però
- 26:38Speaker 4: se incontra il paziente invece che ha bisogno di parlare
- 26:41Speaker 4: la persona si mette lì e ascolta quello che dice
- 26:44Speaker 4: quindi dal punto di vista umano veramente ci sono tantissimi
- 26:49Speaker 4: momenti e persone che la cosa bella ti fanno credere nell'umanità.
- 26:54Speaker 2: E, come ha testimoniato Anna, al CRO è una buona
- 26:57Speaker 2: sinergia quella tra le attività di volontariato e l'attività informativa
- 27:02Speaker 2: dedicata ai pazienti, principalmente attraverso il programma Patient Education and Empowerment.
- 27:09Speaker 2: Questo include cicli di incontri informativi e una collana di
- 27:12Speaker 2: brochure sulla malattia oncologica e le relative cure. Un vero
- 27:16Speaker 2: contorno di prossimità e supporto informativo che cura assieme alle terapie.
- 27:25Speaker 2: Uno più uno fa duemila è un podcast del centro
- 27:28Speaker 2: di riferimento oncologico IRCCS di Aviano, in provincia di Pordenone.
- 27:35Speaker 2: La produzione è di Emanuele Exitu di WIP Italia e
- 27:39Speaker 2: di Primo Bonacina di Radio IT Podcast Network. Il responsabile
- 27:44Speaker 2: scientifico è Simon Spazzapan, medico oncologo del Cro di Aviano.
- 27:49Speaker 2: Il coordinamento editoriale è di Emanuela Ferrarin e Chiara Cipollat Mis,
- 27:54Speaker 2: bibliotecarie del Cro di Aviano. I testi sono di Mauro Mazzocut,
- 27:59Speaker 2: bibliotecario del Cro di Aviano ed Emanuele Exitu. La regia
- 28:04Speaker 2: è di Emanuele Exitu. La voce narrante è di Daniela
- 28:08Speaker 2: Bilanzuoli di Radio IT. La post- produzione e il sound design
- 28:12Speaker 2: sono di Daniela Bilanzuoli. Musiche su licenze Envato ed Epidemic Sound.
- 28:18Speaker 2: Immagine di Riccardo Bianchette. Le testimonianze sono di Anna e Giovanna.