Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / Berlin Syndrome — un film che non ti lascia uscire
Transcript
- 0:00Chiudi gli occhi, un momento lascia fuori il rumore, perché
- 0:04Berlin sin drum non è solo un film da guardare, è un film da
- 0:07attraversare. Io non l'ho semplicemente visto.
- 0:11Io questo film l'ho sentito addosso, come una stanza troppo
- 0:14piccola, come una porta che si chiude piano piano senza fare
- 0:18rumore. La storia inizia con Claire, una
- 0:21giovane fotografa australiana, è in viaggio, è sola, è libera.
- 0:26Berlino per lei è movimento, strade larghe, palazzi severi,
- 0:30una luce fredda che non consola ma affascina, cammina, osserva,
- 0:34fotografa, mangia una mela e quella libertà leggera che senti
- 0:38solo quando non devi rendere conto a nessuno.
- 0:41Poi incontra Andy, un incontro casuale, uno sguardo tranquillo,
- 0:46un uomo educato, bello, riservato, quasi timido.
- 0:50Non ha nulla di eclatante e proprio per questo è
- 0:53rassicurante. Passano una notte insieme, un
- 0:56appartamento un pochino ordinato, una colazione lenta,
- 1:01la promessa implicita di una giornata qualunque e poi una
- 1:04porta, una porta che non si apre.
- 1:07All'inizio Claire non capisce, pensa a un errore, a una
- 1:10distrazione. Poi il tempo passa, le ore
- 1:13diventano giorni, e Berlino, quella Berlino viva, aperta,
- 1:16piena di possibilità, scompare, rimane solo l'interno, rimane il
- 1:20silenzio, rimane Andy, un film da qui.
- 1:24Che non accelera, non urla, non cerca.
- 1:27Lo shock ti costringe a stare lì, a sentire il tempo che si
- 1:31dilata, le giornate tutte uguali, la luce che entra sempre
- 1:35dallo stesso punto, la speranza che si spezza e poi
- 1:39inspiegabilmente ritorna. E tu mentre guardi, non sei più
- 1:42solo uno spettatore, sei intrappolato, conti, passi,
- 1:46ascolti i silenzi, ti chiedi come si fa a resistere senza
- 1:49perdere se stessi. Max reamelt nel ruolo di Andy è
- 1:53magnetico, è disturbante, lo conosciamo da di Velle Napola
- 1:58sensate, ha sempre scelto personaggi complessi, pieni di
- 2:02ambiguità, ma qui fa qualcosa di diverso, qui non interpreta un
- 2:06mostro, interpreta un'assenza. E c'è una cosa che in Berlin
- 2:10syndrome continua a rimanerti addosso, ed è Andy.
- 2:14Perché Andy non è solo un carceriere, non è solo un uomo
- 2:17pericoloso, è prima di tutto una persona profondamente sola.
- 2:21Max reamelt costruisce Andy come qualcuno che non sa stare nel
- 2:25mondo, non lo vedi mai davvero vivere, non ha amici, non ha una
- 2:29rete, non ha un altrove, ha solo spazi.
- 2:32Chiudi sì, routine, controllo. È come se la sua mente
- 2:36funzionasse a compartimenti stagni.
- 2:38Ordine, silenzio, regole, fuori c'è troppo rumore, troppa
- 2:42imprevedibilità, troppa vita. Andy non cerca l'amore, cerca
- 2:46presenza qualcuno che resti, qualcuno che lo che non lo
- 2:49abbandoni. Ma non non sapendo come creare
- 2:53un legame, lo impone, trasforma la relazione in possesso, la
- 2:57vicinanza in prigionia. Perché nella sua testa, se
- 3:00qualcuno è lì, allora non può andarsene.
- 3:02Ed è questo che rende il suo personaggio così disturbante,
- 3:05perché non è mosso da rabbia, è mosso da vuoto.
- 3:10Max remelt lo interpreta in un modo chirurgico, Andy non
- 3:13esplode mai, non perde mai il controllo, è come se vivesse in
- 3:17uno stato emotivo anestetizzato. Quasi fino alla fine.
- 3:22È come se vivesse in uno stato emotivo solo suo.
- 3:26Ed è proprio per questo quando mostra un accenno di fragilità,
- 3:30lo sguardo, una pausa, un silenzio troppo lungo fa ancora
- 3:33più male. Guardandolo ti rendi conto che
- 3:36la vera prigione non è solo l'appartamento e la sua mente,
- 3:39un luogo in cui non entra nessuno, un luogo in cui la
- 3:41solitudine è diventata struttura.
- 3:44Teresa Palmer, nel ruolo di Claire, regge il film con una
- 3:47forza impressionante. Attrice australiana capace di
- 3:50passare da ruoli leggeri a ruoli durissimi, qui si spoglia del
- 3:54tutto. Il suo corpo diventa un
- 3:55linguaggio, la paura, la lucidità, la resistenza.
- 3:59Non interpreta una vittima fragile, interpreta una donna
- 4:02che lotta per restare se stessa anche quando tutto è intorno,
- 4:06cerca di cancellarla. E poi c'è Berlino, una Berlino
- 4:10invernale, fredda, geometrica, distante, una città che non
- 4:14salva, una città che osserva. Non è la Berlino dei club e
- 4:17delle luci, è una Berlino che può essere libertà assoluta o
- 4:21isolamento totale. Il film ti fa capire una cosa
- 4:25inquietante, non serve scappare lontano per sparire.
- 4:28A volte basta una stanza, basta una porta chiusa.
- 4:31E allora Berlin syndrome smette di essere solo.
- 4:34La storia di una donna prigioniera diventa anche il
- 4:37ritratto inquietante di un uomo che, incapace di vivere una
- 4:40relazione reale, sceglie l'unico modo che conosce per non restare
- 4:44solo. Il film assolutamente non lo
- 4:47assolve, ma te lo fa guardare da vicino, senza filtri.
- 4:50E forse è proprio questo il colpo più forte.
- 4:53Quando berlins in drom finisce non provi più sollievo, provi
- 4:56stanchezza emotiva come dopo un sogno disturbante che continua a
- 5:01seguirti anche da sveglio berlins in drom non ti guarda,
- 5:04ti attraversa. E quando esci Berlino non è più
- 5:08la stessa e forse nemmeno tu.