Latest / INDIFESADELCIBO / Il cibo come pensiero
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- 0:13Speaker 2: Adesso a maggio sono stata al Salone del Libro, dove
- 0:16Speaker 2: tra i tanti interventi mi è capitato di assistere anche
- 0:19Speaker 2: a quello di Marino Niola, che è un antropologo ospite
- 0:23Speaker 2: di Repubblica, che ha anticipato il suo nuovo libro intitolato
- 0:27Speaker 2: Il Cibo come Pensiero. Il Cibo come Pensiero Ciao, io
- 0:46Speaker 2: sono Elisa Santoni, una biologa nutrizionista e questo è In
- 0:49Speaker 2: difesa del cibo, un podcast di Radiosvolta in cui porto
- 0:51Speaker 2: avanti la mia personale battaglia in difesa del cibo e
- 0:54Speaker 2: soprattutto in difesa delle persone. C'è stato un tempo in
- 0:58Speaker 2: cui il cibo era soltanto cibo, pane per sopravvivere, zuppa
- 1:02Speaker 2: per scaldarsi, carne nei giorni di festa. Poi, quasi senza accorgercene,
- 1:07Speaker 2: qualcosa è cambiato. Abbiamo iniziato a chiedere al cibo molto
- 1:10Speaker 2: di più. Gli abbiamo chiesto di farci vivere più a lungo,
- 1:14Speaker 2: di renderci più belli, più sani, più puri, più morali,
- 1:17Speaker 2: più felici. In qualche modo gli abbiamo chiesto di salvarci.
- 1:22Speaker 2: E così il cibo lentamente è diventato un pensiero dominante.
- 1:25Speaker 2: Non più soltanto nutrimento, ma linguaggio, identità, paura, speranza, religione quasi.
- 1:32Speaker 2: In questa puntata proveremo a capire perché oggi mangiare non
- 1:36Speaker 2: significa soltanto mangiare, perché scegliamo certi alimenti e ne demonizziamo altri,
- 1:41Speaker 2: perché abbiamo trasformato la tavola in un campo di battaglia morale.
- 1:45Speaker 2: E lo faremo partendo appunto dalla riflessione dell'antropologo Marino Niola,
- 1:49Speaker 2: che è stato ospite all'Arena Repubblica Robinson del Salone del
- 1:53Speaker 2: Libro di Torino questo maggio, che è intervenuto all'interno del
- 1:57Speaker 2: panel intitolato Il cibo come pensiero, una riflessione che prende
- 2:01Speaker 2: spunto dalla famosa frase del filosofo tedesco Feuerbach, siamo quello
- 2:05Speaker 2: che mangiamo. Siamo quello che mangiamo è una frase che
- 2:22Speaker 2: conosciamo tutti, una frase che viene ripetuta infinite volte, stampata
- 2:27Speaker 2: sulle riviste di salute, sui social, è strainflazionata, penso che
- 2:33Speaker 2: sia forse una delle frasi che più sentiamo dire, è
- 2:37Speaker 2: stata sentita dire durante l'arco della storia. E credo che
- 2:41Speaker 2: in tutte le puntate che ho scritto e registrato non
- 2:43Speaker 2: mi sono mai messa ad analizzare questa espressione nel dettaglio.
- 2:48Speaker 2: Espressione che è stata appunto pronunciata per la prima volta
- 2:51Speaker 2: dal filosofo tedesco Feuerbach nell'Ottocento. E paradossalmente, racconta Agnola durante
- 2:57Speaker 2: il suo intervento al Salone, Feuerbach passò buona parte della
- 3:00Speaker 2: sua vita a pentirsene. Perché? Perché aveva scritto moltissimo, aveva
- 3:05Speaker 2: elaborato sistemi filosofici complessi, aveva riflettuto sulla religione, sull'uomo, sulla società,
- 3:11Speaker 2: ma il mondo continuava a ricordarlo soltanto per quella stramaledettissima frase,
- 3:15Speaker 2: siamo quello che mangiamo. Una formula semplice ma molto potente
- 3:19Speaker 2: a livello comunicativo, che è declinabile per gli scopi più
- 3:22Speaker 2: disparati e in grado di acquisire le accezioni più diverse.
- 3:26Speaker 2: Ad esempio può essere utilizzata come manifesto di propaganda sia
- 3:29Speaker 2: dal fruttariano che dal carnivoro. E forse proprio per questo
- 3:33Speaker 2: è una frase abbastanza immortale. Non nego che all'università a
- 3:36Speaker 2: me è stata ripetuta diverse volte in vari corsi. Ma oggi,
- 3:41Speaker 2: dice Gnola, quella frase andrebbe capovolta. Oggi non siamo più
- 3:45Speaker 2: quello che mangiamo, ma forse siamo soprattutto quello che non mangiamo.
- 3:50Speaker 2: Ed è una differenza enorme, perché nell'Ottocento e nel Novecento
- 3:54Speaker 2: il cibo era associato al desiderio, alla conquista, alla possibilità.
- 3:59Speaker 2: Mangiare carne significava benessere, mangiare zucchero significava ricchezza, mangiare tanto
- 4:05Speaker 2: significava stare bene. Oggi invece il prestigio passa attraverso la rinuncia.
- 4:11Speaker 2: Non mangio glutine, non mangio zucchero, non mangio carne, non
- 4:13Speaker 2: mangio lattosio, non mangio carboidrati, non mangio cibi processati, non
- 4:16Speaker 2: mangio questo, non mangio quello. La nostra identità si costruisce
- 4:20Speaker 2: attraverso le esclusioni e questo cambia profondamente il rapporto con
- 4:24Speaker 2: il mondo perché il cibo è sempre stato il grande
- 4:28Speaker 2: collante sociale dell'umanità. Mangiare insieme significa fidarsi, condivivere, accogliersi e
- 4:35Speaker 2: quindi quanti di noi per esempio a casa hanno delle
- 4:40Speaker 2: scorte di cibi e suzzicherie varie perché non si sa
- 4:43Speaker 2: mai viene qualcuno, uno deve avere il cibo da offrire. Sì,
- 4:47Speaker 2: nell'antichità il nemico era colui con cui non si poteva mangiare,
- 4:52Speaker 2: mentre l'amico era colui con cui si spezzava il pane.
- 4:56Speaker 2: La parola, ad esempio, compagno deriva proprio da questo, companis,
- 5:00Speaker 2: colui che mangia il pane con te. Ma se oggi,
- 5:04Speaker 2: cosa che si vede sempre più spesso sui social, ciascuno
- 5:09Speaker 2: costruisce la propria identità alimentare come una fortezza morale... allora
- 5:14Speaker 2: ogni tavola rischia di trasformarsi in una frontiera. Quanti commenti
- 5:18Speaker 2: racondi e quanti insulti vengono lasciati sotto il video postato
- 5:21Speaker 2: da quella che mangia solo carne o da quello che
- 5:24Speaker 2: per colazione si fa una cofana di latte con all'interno
- 5:26Speaker 2: un intero pacco di gocciole. Ecco perché Gnola parla di
- 5:30Speaker 2: tribù alimentari, crudisti, vegani, fruttariani, carnivori estremi, biointegralisti, paleo e
- 5:37Speaker 2: tutta la loro cerchia di estremisti vari. Ognuno ha i
- 5:42Speaker 2: propri rituali, le proprie regole, ci sono i vari guru
- 5:47Speaker 2: e soprattutto i vari tabù, perché il tabù alimentare non
- 5:51Speaker 2: è mai soltanto nutrizionale, è anche simbolico e quando diciamo
- 5:55Speaker 2: io non mangio questa cosa non si sta soltanto facendo
- 5:59Speaker 2: una scelta dietetica, in qualche modo anche involontariamente si erge
- 6:04Speaker 2: una barriera, si traccia una linea di demarcazione tra me
- 6:08Speaker 2: e gli altri che non sono come me perché non
- 6:10Speaker 2: mangiano come me. Uno dei passaggi più affascinanti dell'intervento di
- 6:14Speaker 2: Gnola durante il Salone riguarda appunto il parallelismo tra le
- 6:19Speaker 2: moderne ossessioni alimentari e le antiche sette religiose. Sembra una cosa,
- 6:24Speaker 2: sembra un'esagerazione detta così, ma se ci pensiamo bene il
- 6:28Speaker 2: paragone è inquietantemente preciso. Nel primo cristianesimo infatti esistevano decine
- 6:34Speaker 2: di comunità ascetiche, tipo stiliti, cenobiti, prisciliani, gruppi che si
- 6:38Speaker 2: dividevano apparentemente per questioni teologiche, ma che in realtà differivano
- 6:43Speaker 2: soprattutto per il rapporto con il corpo e quindi anche
- 6:46Speaker 2: con il cibo. C'era chi digiunava per settimane, chi rinunciava
- 6:49Speaker 2: alla carne, chi mangiava una sola volta al giorno, chi
- 6:52Speaker 2: evitava il vino. Perché? Perché il corpo era visto come
- 6:55Speaker 2: un ostacolo, qualcosa da controllare, da disciplinare, quasi da punire.
- 7:00Speaker 2: Per avvicinarsi a Dio bisognava ridurre il peso della corporeità. Ora,
- 7:05Speaker 2: pensate a quante volte oggi il linguaggio del benessere assomiglia
- 7:09Speaker 2: effettivamente a quello della salvezza spirituale. Purificarsi, disintossicarsi, ripulire il corpo, detox...
- 7:16Speaker 2: Sono parole mediche oppure sono parole religiose? In realtà sono
- 7:21Speaker 2: entrambe le cose, perché stiamo vivendo un enorme cortocircuito culturale.
- 7:26Speaker 2: Basti pensare semplicemente al fatto che il termine salus sta
- 7:30Speaker 2: sia per salute che per salvezza. La religione di Cegnola
- 7:33Speaker 2: sembra uscita dalla porta, però è entrata dalla finestra sotto
- 7:37Speaker 2: forma di comportamento alimentare. Un tempo si contavano i peccati,
- 7:41Speaker 2: ora si contano le calorie, un tempo c'era il digiuno,
- 7:43Speaker 2: ora c'è il detox, un tempo si cercava la purezza dell'anima,
- 7:46Speaker 2: ora si cerca la purezza del microbiota. Naturalmente, attenzione, questo
- 7:51Speaker 2: non significa che alimentazione e salute non siano importanti. Il
- 7:55Speaker 2: punto è semplicemente un altro, è capire quando la cura
- 7:59Speaker 2: si trasforma in ossessione, quando la prudenza diventa paura e
- 8:03Speaker 2: quando la consapevolezza diventa controllo compulsivo. Ed è qui che
- 8:07Speaker 2: poi entra in gioco il concetto fondamentale dell'insicurezza. Infatti, secondo Gnola,
- 8:13Speaker 2: il cibo è diventato il luogo simbolico dove riversiamo tutte
- 8:17Speaker 2: le ansie del nostro tempo. Paura delle malattie, dell'inquinamento, dell'invecchiamento,
- 8:21Speaker 2: della morte, del futuro... Viviamo in una società che a
- 8:25Speaker 2: larghe linee rispetto al passato, se ignoriamo i fatti degli
- 8:29Speaker 2: ultimi 5-6 anni, però prima si poteva morire anche con
- 8:33Speaker 2: un raffreddore, possiamo considerare la nostra società di adesso sicuramente
- 8:38Speaker 2: più sicura delle precedenti per tanti punti di vista. Eppure,
- 8:43Speaker 2: nonostante ciò, ci sentiamo costantemente vulnerabili. Però, ripeto, visti i fatti,
- 8:51Speaker 2: la piega che sta prendendo il mondo, ci sta che
- 8:53Speaker 2: ci sentiamo più vulnerabili, anche se intorno a noi c'è
- 8:56Speaker 2: un ambiente, anche per quanto riguarda l'approvvigionamento di cibo, sicuramente
- 9:02Speaker 2: più sicuro rispetto ai nostri antenati. L'insicurezza contemporanea non è
- 9:06Speaker 2: soltanto materiale, è proprio psicologica, esistenziale, è l'impressione continua che
- 9:11Speaker 2: il mondo ci stia sfuggendo di mano, insomma, e le guerre,
- 9:15Speaker 2: le crisi climatiche, le pandemie, l'instabilità economica, questo nuovo spettro
- 9:19Speaker 2: che si erge all'orizzonte dell'intelligenza artificiale, Tutto cambia troppo rapidamente,
- 9:24Speaker 2: sfugge dalle nostre mani e sfugge di conseguenza dal nostro controllo.
- 9:28Speaker 2: E allora cerchiamo disperatamente qualcosa che possiamo controllare e qui qualcosa,
- 9:32Speaker 2: in questo caso specifico, è il nostro corpo. E il
- 9:35Speaker 2: modo più immediato per controllare il corpo è controllare ciò
- 9:38Speaker 2: che introduciamo all'interno del nostro organismo. Gnola utilizza un'immagine abbastanza accurata,
- 9:44Speaker 2: parla del pensiero magico, come nel voodoo in cui agendo
- 9:48Speaker 2: sulla bambolina penso di agire sulla persona, allo stesso modo
- 9:52Speaker 2: se controllo ossessivamente il cibo ho l'impressione di controllare la realtà.
- 9:56Speaker 2: Mangio bene, quindi sarò al sicuro, elimino certi alimenti, quindi
- 9:59Speaker 2: terrò lontano la malattia, seguo il protocollo perfetto, quindi dominerò
- 10:04Speaker 2: il caos, ed è quindi fondamentalmente un meccanismo rituale. E
- 10:08Speaker 2: i rituali servono da sempre a questo, cioè a trasformare
- 10:11Speaker 2: l'angoscia in ordine. Pensate alle etichette alimentari. Negli anni 50 il
- 10:16Speaker 2: linguaggio pubblicitario era fondato sull'aggiunta. Pasta glutinata con più panna,
- 10:20Speaker 2: più burro, più proteine, più energia. L'abbondanza era rassicurante perché
- 10:25Speaker 2: si usciva dalla fame, si usciva dalla guerra, dalla scarsità.
- 10:28Speaker 2: Oggi invece il marketing funziona al contrario. Senza zuccheri, senza lattosio,
- 10:33Speaker 2: senza glutine, senza olio di palma, senza conservanti. ci rassicura
- 10:37Speaker 2: l'assenza ed è impressionante pensare ad esempio che molte aziende
- 10:41Speaker 2: hanno iniziato ad apporre, a scrivere quando è scoppiata la
- 10:44Speaker 2: bolla dell'olio di palma, hanno iniziato ad apporre l'etichetta senza
- 10:48Speaker 2: olio di palma anche su quei prodotti che non lo
- 10:51Speaker 2: contenevano a prescindere, però giusto per una questione di marketing
- 10:54Speaker 2: e per vendere di più quel determinato alimento. Il valore
- 10:58Speaker 2: non sta più in ciò che il cibo offre ma
- 11:01Speaker 2: in ciò che il cibo promette di evitare ed è
- 11:04Speaker 2: fondamentalmente il trionfo della sottrazione e dietro questa sottrazione si
- 11:08Speaker 2: nasconde la grande paura che caratterizza il nostro tempo. C'è
- 11:13Speaker 2: un altro passaggio cruciale nell'analisi di Marino Niola, perché secondo
- 11:18Speaker 2: lui oggi stiamo inconsapevolmente praticando una religione del corpo, solo
- 11:22Speaker 2: che questa religione non ha più come centro Dio, ma
- 11:25Speaker 2: ovviamente ha come centro l'io. È un'affermazione che descrive perfettamente
- 11:29Speaker 2: il nostro tempo, perché viviamo in una cultura ossessionata dal corpo,
- 11:33Speaker 2: che deve essere sano, deve essere performante, giovane, tonico, eterno,
- 11:37Speaker 2: e la longevità è diventata il grande mito contemporaneo che
- 11:42Speaker 2: dal momento in cui non siamo ancora in grado per
- 11:45Speaker 2: fortuna a parer mio ad abolire la morte abbiamo trasformato
- 11:51Speaker 2: la longevità in questa specie di surrogato dell'immortalità integratori, superfood,
- 11:58Speaker 2: diete anti- age routine, biohacking l'idea di fondo è sempre la
- 12:02Speaker 2: stessa se faccio tutto correttamente forse riuscirò a vincere il
- 12:06Speaker 2: tempo Basti pensare a quanto scalpore ha destato qualche mese
- 12:10Speaker 2: fa il personaggio di Chuan Do Tan, che è questo
- 12:13Speaker 2: fotografo coreano di 60 anni che ne dimostra malapena 30, cioè è
- 12:16Speaker 2: andato pure sul telegiornale. Grande notizia di questo qui che
- 12:21Speaker 2: ha una sua età e che ne dimostra 20-25 anni.
- 12:26Speaker 2: Tutti a chiedersi che cosa fa, che cosa non fa,
- 12:29Speaker 2: qual è il suo stile di vita, qual è la
- 12:30Speaker 2: sua routine... perché questa persona sembra aver trovato l'elisir di
- 12:35Speaker 2: lunga vita, fondamentalmente, quindi tutti a cercare di scoprirne i segreti.
- 12:39Speaker 2: Ma il problema è che questa ossessione rischia di trasformare
- 12:41Speaker 2: la vita in una sorveglianza continua. Quindi ogni boccone diventa
- 12:45Speaker 2: una scelta morale, ogni sgarro genera sensi di colpa, ogni
- 12:49Speaker 2: cena diventa un calcolo e lentamente il piacere scompare. Basti
- 12:53Speaker 2: pensare a come è cambiato il concetto di sovrappeso nella storia.
- 12:57Speaker 2: Nella Bibbia le persone in sovrappeso erano condannate non per
- 13:00Speaker 2: ragioni estetiche, ma per ragioni sociali, perché se tu mangi
- 13:03Speaker 2: di più... in quel periodo storico fondamentalmente togli il cibo
- 13:08Speaker 2: agli altri, oggi invece non è più una questione di giustizia,
- 13:11Speaker 2: è una questione di immagine, un corpo non conforme ai
- 13:14Speaker 2: canoni che ci siamo imposti viene vissuto come un fallimento,
- 13:18Speaker 2: come se il valore morale di una persona dipendesse dalla
- 13:21Speaker 2: sua silhouette. E questo produce poi una violenza culturale enorme,
- 13:25Speaker 2: perché il corpo contemporaneo non è più soltanto qualcosa che abitiamo,
- 13:30Speaker 2: ma è un progetto, un curriculum, un biglietto da visita,
- 13:33Speaker 2: una dichiarazione pubblica di intenti. Per capire davvero il nostro
- 13:37Speaker 2: rapporto con il cibo bisogna ricordare una cosa fondamentale. Per
- 13:41Speaker 2: quasi tutta la storia umana il problema non è stato
- 13:44Speaker 2: mangiare troppo, è stato mangiare abbastanza. La fame è stata
- 13:47Speaker 2: la condizione normale dell'umanità per secoli. Caressie, raccolti falliti, malnutrizione,
- 13:53Speaker 2: mortalità infantile. Per centinaia di anni il cibo è stato scarsità.
- 13:58Speaker 2: Oggi invece viviamo nel paradosso opposto, il problema dell'Occidente non
- 14:02Speaker 2: è più la mancanza ma è l'eccesso e l'eccesso produce
- 14:05Speaker 2: ansia perché scegliere continuamente è stancante. Al supermercato abbiamo centinaia
- 14:10Speaker 2: di alternative, mille informazioni, mille allarmi, mille consigli contraddittori. Io
- 14:17Speaker 2: per esempio quando vado al supermercato a fare quelle che
- 14:19Speaker 2: chiamo ricognizioni cibarie, quindi fondamentalmente sto al supermercato, vago all'interno
- 14:24Speaker 2: delle corsie, guardo i nuovi prodotti, guardo come sono posizionati,
- 14:29Speaker 2: guardo quali prodotti stanno cercando di vendere di più, quali
- 14:32Speaker 2: di meno, guardo anche quei prodotti che scompaiono, perché questa
- 14:35Speaker 2: è un'altra strategia di marketing. Se il prodotto X che
- 14:38Speaker 2: avete sempre comprato improvvisamente scompare dagli scaffali, Non è che
- 14:42Speaker 2: è finita la scorta, è semplicemente una strategia di marketing
- 14:45Speaker 2: per cui devono spingere altri prodotti. Quindi in questo mio
- 14:53Speaker 2: errare all'interno del supermercato io ne esco. devastata dalla quantità
- 14:58Speaker 2: di input e informazioni che mi bombardano, di robe che leggo,
- 15:01Speaker 2: etichette che controllo, è fondamentalmente disorientante e sto parlando di
- 15:08Speaker 2: una situazione molto circoscritta, supermercato X che vende prodotti X,
- 15:12Speaker 2: quando invece allarghiamo lo sguardo ad esempio nel campo dei social,
- 15:17Speaker 2: apri di cielo, Tutto il contrario di tutto, il vino
- 15:19Speaker 2: fa bene, no, il vino fa male, il caffè allunga
- 15:21Speaker 2: la vita, no, aumenta lo stress, le uova sono ottime, no,
- 15:24Speaker 2: ti alzano il colesterolo, il burro uccide, no, lo zucchero
- 15:26Speaker 2: è peggio. Viviamo dentro una confusione nutrizionale permanente e questa
- 15:31Speaker 2: confusione genera il mercato gigantesco della rassicurazione. Ogni settimana nasce
- 15:35Speaker 2: un nuovo alimento miracoloso. Niola usa questa parola molto azzeccata
- 15:40Speaker 2: che è esorcibo, cioè il cibo esorcista, il cibo che
- 15:43Speaker 2: promette di proteggerci dal male. Ma ogni religione della salvezza
- 15:47Speaker 2: ha bisogno, oltre del proprio esorcista, anche del suo demonio.
- 15:51Speaker 2: E allora compaiono i cosiddetti CB killer, nemici assoluti da
- 15:55Speaker 2: cui dobbiamo assolutamente girare alla larga. È curioso, per esempio,
- 16:00Speaker 2: pensare allo zucchero. Fino a pochi decenni fa era considerato
- 16:03Speaker 2: quasi terapeutico, acqua e zucchero come pagliativo di qualsiasi male. Oggi, invece,
- 16:08Speaker 2: è trattato come il veleno e, ve lo dice una,
- 16:11Speaker 2: che consiglia di fare attenzione allo zucchero. Questo non significa
- 16:14Speaker 2: che dobbiamo ignorare le nuove scoperte scientifiche, perché, ahimè, se
- 16:18Speaker 2: un eccesso di zucchero fa male, fa male. Ma il
- 16:21Speaker 2: modo in cui trasformiamo ogni scoperta in panico collettivo racconta
- 16:27Speaker 2: il nostro bisogno di dividere il mondo in puro e impuro,
- 16:30Speaker 2: buono e cattivo. Marino Gnola ha lanciato anche un avvertimento
- 16:34Speaker 2: molto preciso, dicendo che se il salutismo vince completamente rischiamo
- 16:38Speaker 2: di medicalizzare l'alimentazione. E forse stiamo già andando in quella direzione.
- 16:43Speaker 2: Mangiare non è più un'esperienza, sta diventando una terapia. Pensate
- 16:47Speaker 2: a quante persone mangiano senza fame, mangiano per ottimizzare, correggere, prevenire, integrare.
- 16:52Speaker 2: Il linguaggio quotidiano è diventato clinico, proteine, macronutrienti, indice glicemico, infiammazione, cortisolo.
- 17:00Speaker 2: Il cibo viene sempre ripetuto, qui davvero tantissime volte, il
- 17:04Speaker 2: piatto non è soltanto una somma di nutrienti, ma è
- 17:06Speaker 2: anche memoria, cultura, affetto e relazione. Una pasta al forno
- 17:10Speaker 2: della domenica non vale soltanto per le calorie che contiene,
- 17:14Speaker 2: ma vale anche per le persone sedute attorno al tavolo,
- 17:17Speaker 2: per le voci, per gli odori e per i ricordi.
- 17:19Speaker 2: E se ci pensiamo bene la cucina è uno dei
- 17:21Speaker 2: grandi archivi emotivi dell'umanità, eppure oggi tendiamo a ridurla a
- 17:26Speaker 2: una formula, quanti grammi, quante calorie, quanti carboidrati. Questa trasformazione
- 17:31Speaker 2: produce un effetto devastante che è appunto la perdita della convivialità.
- 17:35Speaker 2: Ognuno mangia il proprio menù, la propria dieta, il proprio protocollo,
- 17:38Speaker 2: non si va a cena o a pranzo fuori perché
- 17:40Speaker 2: quella settimana ci si è già concessi la terribile espressione
- 17:45Speaker 2: del pasto sgarro o pasto libero, oppure se si esce
- 17:48Speaker 2: bisogna andare in luoghi specifici che siano in grado di
- 17:51Speaker 2: rispondere in modo esatto alle nostre esigenze. La tavola comune
- 17:55Speaker 2: si frammenta e insieme alla tavola si frammenta anche il
- 17:58Speaker 2: senso di comunità. A un certo punto del suo intervento
- 18:01Speaker 2: Marina Ognola dice che forse l'unica vera dieta efficace è
- 18:05Speaker 2: quella dei nostri nonni, in cui non veniva demonizzato nessun
- 18:08Speaker 2: cibo e nessun cibo è ricona di tocca sana universale.
- 18:12Speaker 2: Quando invece la tradizione mediterranea, cioè la dieta dei nostri nonni,
- 18:20Speaker 2: rifà moltissimo la tradizione mediterranea, che è sempre stata fondata sull'equilibrio,
- 18:25Speaker 2: porzioni moderate, varietà, lentezza, mangiare era parte della vita anche
- 18:29Speaker 2: perché permetteva la vita. Ed è interessante che Gnola colleghi
- 18:33Speaker 2: quest'idea alle radici religiose della nostra civiltà. Nel cristianesimo, ad esempio,
- 18:37Speaker 2: non esistono veri divieti alimentari. San Paolo scrive che nessuno
- 18:41Speaker 2: vi separi in base a quel che mangiate e bevete.
- 18:43Speaker 2: Tutto è permesso, ma bisogna seguire il precetto della temperanza,
- 18:47Speaker 2: cioè la capacità di non eccedere, non per questioni estetiche
- 18:50Speaker 2: o di salute, ma, nel caso della Bibbia, per giustizia,
- 18:53Speaker 2: perché mangiare troppo significava togliere qualcosa agli altri. Questa è
- 18:57Speaker 2: un'idea profondamente diversa dalla cultura contemporanea. Oggi la dieta è individuale,
- 19:01Speaker 2: riguarda il mio corpo, la mia forma, la mia performance.
- 19:05Speaker 2: Un tempo il cibo era una questione collettiva, era una
- 19:08Speaker 2: preoccupazione collettiva. La tavola serviva a mantenere equilibrio nella comunità.
- 19:13Speaker 2: Alla domanda mangiare bene rende felici oppure se per essere
- 19:17Speaker 2: felici bisogna rinunciare al piacere, al quesito su chi vince
- 19:21Speaker 2: tra salute ed edonismo, disciplina e desiderio, Niola risponde con
- 19:25Speaker 2: una battuta di Gianni Brera che è lo 0-0 è
- 19:28Speaker 2: il risultato perfetto. perché significa che nessuno ha commesso errori.
- 19:32Speaker 2: È una metafora che ci ricorda che il vero equilibrio
- 19:34Speaker 2: non nasce dagli estremi, se vince il salutismo assoluto l'alimentazione
- 19:39Speaker 2: diventa una farmacia, se vince l'edonismo assoluto finiamo per autodistruggerci.
- 19:44Speaker 2: La vera sfida è imparare ad ascoltarsi, capire che non
- 19:47Speaker 2: esiste un protocollo universale, che il rapporto col cibo è personale,
- 19:51Speaker 2: è culturale ed è emotivo e soprattutto è umano. Il
- 19:54Speaker 2: rischio più grande è trasformare il cibo in una guerra morale,
- 19:57Speaker 2: perché quando ogni boccone viene caricato di significati assoluti, finiamo
- 20:02Speaker 2: schiacciati tra senso di colpo e perfezionismo. E allora forse
- 20:05Speaker 2: vale la pena recuperare un'idea più semplice di felicità. cioè
- 20:10Speaker 2: quella di una tavola condivisa di una cena lenta, di
- 20:12Speaker 2: un pranzo della domenica di un bicchiere di vino bevuto
- 20:15Speaker 2: senza paura e forse il grande problema contemporaneo è proprio
- 20:19Speaker 2: questo cioè che abbiamo perso il tempo del passo mangiare
- 20:24Speaker 2: davanti agli schermi, in piedi, di corsa consumiamo calorie ma
- 20:27Speaker 2: non viviamo più davvero l'esperienza del mangiare la dieta mediterranea
- 20:31Speaker 2: invece appunto nasceva da questo equilibrio lento di lavoro, movimento,
- 20:35Speaker 2: stagionalità e socialità Non era soltanto una dieta, era una
- 20:39Speaker 2: forma di vita. Forse la frase più potente pronunciata da
- 20:42Speaker 2: Agnola durante il suo intervento è questa. Il rischio è
- 20:46Speaker 2: condannarsi a vivere da malati per morire sani. Dentro questa
- 20:49Speaker 2: espressione c'è tutta la contraddizione del nostro tempo. Abbiamo trasformato
- 20:54Speaker 2: la salute in un'ossessione. Eppure dobbiamo sempre ricordarci che la
- 20:59Speaker 2: salute perfetta non esiste. La vita comporta l'imperfezione e comporta
- 21:04Speaker 2: anche l'imprevisto. Mangiare un dolce con gli amici, festeggiare, concedersi
- 21:08Speaker 2: un piacere, sono esperienze umane. Se ogni esperienza viene filtrata
- 21:12Speaker 2: esclusivamente attraverso il criterio della performance biologica, allora la vita
- 21:16Speaker 2: si restringe. Il controllo assoluto è impossibile ed è forse
- 21:20Speaker 2: proprio questo il nodo centrale. Non stiamo davvero cercando la salute,
- 21:24Speaker 2: stiamo cercando di eliminare la paura. E il cibo è
- 21:27Speaker 2: diventato il terreno simbolico su cui combattiamo questa battaglia. L'antropologia
- 21:32Speaker 2: ci insegna una cosa fondamentale, cioè che tutto ciò che
- 21:35Speaker 2: mangiamo è cultura. Quello che consideriamo normale dipende dalla cultura
- 21:39Speaker 2: in cui siamo cresciuti. Il gusto è un fatto sociale
- 21:42Speaker 2: e questo significa che anche le nostre paure alimentari sono culturali.
- 21:46Speaker 2: Non abbiamo paura soltanto perché un alimento può far male,
- 21:50Speaker 2: abbiamo paura perché quel cibo è stato simbolicamente associato al pericolo.
- 21:54Speaker 2: Il cibo parla, dice chi siamo, da dove veniamo, a
- 21:57Speaker 2: quale gruppo apparteniamo. Una delle cose che spesso ci piace
- 22:00Speaker 2: fare quando viaggiamo è quella di assaggiare i cibi tipici
- 22:04Speaker 2: della zona che stiamo visitando. Per questo il conflitto alimentare
- 22:08Speaker 2: è spesso così violento, perché tocca alla nostra identità e
- 22:11Speaker 2: criticare il modo in cui qualcuno mangia significa spesso criticare
- 22:15Speaker 2: il suo stesso mondo. Marino Gnola ci mostra una verità scomoda,
- 22:19Speaker 2: cioè che il cibo è diventato il luogo dove proiettiamo
- 22:22Speaker 2: tutte le grandi domande del nostro tempo. La salute, la paura, l'identità,
- 22:26Speaker 2: la felicità, il controllo, la morte... Cerchiamo nel cibo ciò
- 22:30Speaker 2: che un tempo cercavamo nella religione, nella politica, nelle ideologie.
- 22:34Speaker 2: Cerchiamo delle sicurezze. Ma forse nessun alimento potrà mai liberarci
- 22:38Speaker 2: davvero dell'incertezza di essere umani. E allora forse la sfida
- 22:42Speaker 2: non è trovare la dieta perfetta, ma recuperare quella spontaneità,
- 22:45Speaker 2: quella lentezza e quella convivialità che stiamo perdendo perché stiamo
- 22:50Speaker 2: perdendo il diritto di vivere il cibo senza trasformarlo continuamente
- 22:54Speaker 2: in una prova morale e di vivere il nostro corpo
- 22:57Speaker 2: senza trasformarlo in una prigione eppure la tavola è uno
- 23:01Speaker 2: degli ultimi spazi davvero umani rimasti se vogliamo dirla tutta
- 23:05Speaker 2: un luogo dove le persone si guardano parlano, condividono tempo
- 23:09Speaker 2: pensate alle grandi scene della letteratura dei film, le scene
- 23:12Speaker 2: nei romanzi le trattorie nei film italiani le cucine delle
- 23:16Speaker 2: nonne Il cibo è memoria, non ricordiamo soltanto cosa mangiamo,
- 23:21Speaker 2: ricordiamo con chi, ed è forse questa la lezione più
- 23:24Speaker 2: importante alla fine di tutto questo paneggirico. Il problema non
- 23:29Speaker 2: è soltanto cosa mangiamo, ma come, con chi e perché.
- 23:54Speaker 2: Io sono Elisa Santoni e oggi abbiamo parlato del cibo
- 23:57Speaker 2: come pensiero. Questo è In difesa del cibo, un podcast
- 24:00Speaker 2: dove cerchiamo di capire come l'alimentazione, un problema abbastanza semplice,
- 24:04Speaker 2: sia diventato così complesso. In difesa del cibo esce ogni
- 24:07Speaker 2: mercoledì su Radiosvolta e su tutte le principali piattaforme audio.
- 24:10Speaker 2: Per chi fosse interessato, la puntata è recuperabile anche in
- 24:13Speaker 2: formato video sul canale YouTube di Radiosvolta, a cui potete
- 24:17Speaker 2: iscrivervi e attivare la campanella per rimanere sempre aggiornati. Per
- 24:20Speaker 2: domande e dubbi per prestità potete scrivermi e potete contattarmi
- 24:23Speaker 2: tramite la mia mail indifesadelcibo. com oppure potete contattarmi sui social
- 24:29Speaker 2: dove mi trovate come Indifesa del Cibo. Noi ci sentiamo
- 24:32Speaker 2: la prossima settimana per continuare questo nostro lungo viaggio in
- 24:35Speaker 2: difesa del cibo. Ciao
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