Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / Miles Davis – Il suono che veniva da un altro tempo
Transcript
- 0:00Chiudi gli occhi, prova anche solo per un istante a liberarti
- 0:04da questo presente che corre, dimentica le notifiche, le
- 0:09playlist preimpostate, i numeri e le visualizzazioni.
- 0:13Immagina invece una stanza in penombra, un divano consunto,
- 0:18una finestra chiusa, una tromba appoggiata a terra e un uomo
- 0:23elegante, stanco, profondamente vivo, che respira piano.
- 0:28Che ascolta il silenzio prima di ascoltarlo e suonarlo.
- 0:35Quell'uomo è Miley Davis e ogni nota che uscirà da quella tromba
- 0:40non sarà solo musica, sarà un frammento di mondo, un'idea, una
- 0:45ferita. Miles nasce nel 1926 in
- 0:49Illinois, cresce tra dischi e vento, tra gospel e sudore, ma
- 0:53la musica non lo accoglie subito con affetto.
- 0:57Lui la insegue, la rincorre, la plasma con fatica e ossessione.
- 1:01Non gli basta suonare bene. Lui voleva raccontare qualcosa
- 1:04che ancora non esisteva, ogni stile che toccava lo
- 1:08trasformava, lo contaminava, lo faceva suo.
- 1:11Mai fermarsi, mai ripetersi, perché lui per lui suonare non
- 1:16era fare musica, era resistere, era dire la verità.
- 1:20E la verità a volte fa rumore. Altre volte è solo una nota
- 1:24sospesa. Un attimo prima del suono disse
- 1:27una volta, per me la musica e la vita sono tutta una questione di
- 1:31stile. E aveva ragione.
- 1:34Miles aveva uno stile che non si poteva imitare, era ombra e
- 1:38luce, era una tromba che sembrava piangere senza farsi
- 1:42sentire. Ogni suo disco era un passo
- 1:45avanti, un salto nel buio. C'era chi lo criticava, chi non
- 1:49lo capiva. Ma lui non si voltava, non
- 1:52tornava indietro mai. E in un'epoca in cui il jazz
- 1:55diventava sempre più pulito, confezionato, lui restava
- 1:58imperfetto, crudo, umano, come se suonare fosse un modo per
- 2:03sopravvivere. Ci penso spesso io a quanto oggi
- 2:08sia difficile trovare artisti così, non solo tecnicamente.
- 2:12Bravi quelli ci sono, ma necessari che suonano perché non
- 2:16possono fare altrimenti. Che creano perché altrimenti
- 2:19implodono. Oggi molta musica sembra fatta
- 2:22per vendere, per riempire, per attrarre l'attenzione per 30
- 2:26secondi e poi sparisce come un algoritmo impazzito che decide
- 2:30cosa deve emozionarci e a volte. Io non mi riconosco, non mi ci
- 2:34vedo in questo presente. E allora torno da lui a Miles,
- 2:39alle sue notti lente, a quelle note che sembrano venire da un
- 2:42tempo che non tornerà, un tempo in cui la musica non chiedeva
- 2:46attenzione, la pretendeva. Con eleganza, con dolore, con
- 2:50silenzio. Eppure c'è una cosa che resta
- 2:54che non si può cancellare, non importa quanto veloce vada al
- 2:57mondo, quanto distanti siamo da quegli anni.
- 3:01La musica di Miles è ancora qui e nelle domeniche d'inverno, nei
- 3:05momenti in cui non sappiamo chi siamo, nelle notti in cui
- 3:08abbiamo bisogno di una voce che ci parli e nella memoria di chi
- 3:13ama le cose vere, le cose lente, le cose che hanno bisogno di
- 3:16tempo per arrivare. Ma il Davis ha suonato la
- 3:19malinconia, ha suonato la fuga, ha suonato l'amore che non sa
- 3:22restare. E forse oggi abbiamo bisogno di
- 3:25questo, di musica che non prometta felicità, ma che ci
- 3:29accompagni nel dolore, che non Brilli ma che ci scaldi.
- 3:32Forse non torneremo mai davvero agli anni 507060, ma possiamo
- 3:38ancora scegliere. Possiamo ancora cercare quella
- 3:40musica che parla piano, che non cerca di piacere.
- 3:44Ma vuole solo una cosa, essere vera.
- 3:46E allora stasera chiudi gli occhi nuovamente, fai partire
- 3:50una vecchia registrazione e lascia che la tromba di Mile
- 3:53Davis ti parli di un tempo che non c'è più, di un cuore che non
- 3:57si è mai arreso, di uno stile che non passa mai perché certa
- 4:01musica veramente non passa mai.