Latest / HORECA AUDIO NEWS - Le pillole quotidiane / 10.761 - Dentro il Pairing. Villa Naj, Torrazza Coste: il racconto del sommelier Luca Giuliano Salvigni
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- 0:00Speaker 2: Dentro il pairing. Villa Nagy, Torrazza Coste. Il racconto del
- 0:04Speaker 2: sommelier Luca Giuliano Salvigni. Per la ventiquattresima tappa di Dentro
- 0:09Speaker 2: il pairing, la rubrica di Oreca News dedicata all'evoluzione degli
- 0:13Speaker 2: abbinamenti nell'alta ristorazione, arriviamo a Villa Nagy, ristorante stellato all'interno
- 0:18Speaker 2: della tenuta ricca gioia di Torrazza Coste, nel cuore dell'Oltrepo Pavese.
- 0:23Speaker 2: La cucina è affidata allo chef catanese Dario Fisichella. che
- 0:27Speaker 2: porta nel piatto una matrice mediterranea e siciliana, riletta attraverso
- 0:31Speaker 2: la stagionalità e il confronto con le materie prime del territorio.
- 0:36Speaker 2: La proposta mantiene però uno sguardo più ampio, senza chiudersi
- 0:39Speaker 2: in una dimensione esclusivamente locale. A seguire il vino e
- 0:43Speaker 2: gli abbinamenti è Luca Giuliano Salvini, sommelier con un lungo
- 0:46Speaker 2: percorso nella ristorazione e una formazione maturata anzitutto in sala.
- 0:51Speaker 2: Nel suo modo di costruire il pairing, il vino arriva
- 0:54Speaker 2: dopo due passaggi preliminari, la lettura del piatto e quella
- 0:58Speaker 2: del cliente. Il punto di partenza è capire quale intenzione
- 1:01Speaker 2: lo chef abbia affidato alla portata, quale sensazione voglia lasciare
- 1:05Speaker 2: e come la bevanda possa accompagnarla senza sovrapporsi. Ma la
- 1:09Speaker 2: stessa costruzione cambia poi in funzione di chi siede al tavolo.
- 1:13Speaker 2: Io dico sempre che ci sono tante vie per arrivare
- 1:16Speaker 2: allo stesso punto. Devo comprendere quale preferisce il cliente che
- 1:19Speaker 2: ho davanti. Poi cerco di capire che cosa vuole trasmettere
- 1:23Speaker 2: lo chef con quel piatto e, solo a quel punto,
- 1:26Speaker 2: trovo il vino o la bevanda più adatta. Villanage propone
- 1:29Speaker 2: tre menu degustazione, tutti con la possibilità di affiancare un pairing,
- 1:34Speaker 2: ma le etichette non vengono indicate preventivamente. Il percorso viene
- 1:38Speaker 2: costruito volta per volta e resta modulabile sia nel numero
- 1:42Speaker 2: dei calici sia nella direzione scelta. Può quindi accadere che
- 1:46Speaker 2: un cliente preferisca pochi abbinamenti su un menu lungo oppure,
- 1:49Speaker 2: al contrario, Chieda due interpretazioni dello stesso piatto, una più
- 1:54Speaker 2: tradizionale e una più spinta. Questa flessibilità trova un riscontro
- 1:58Speaker 2: anche nel modo in cui Salvigni osserva il consumo. Nel
- 2:01Speaker 2: dibattito sulla riduzione del vino a tavola, la sua esperienza
- 2:05Speaker 2: restituisce un quadro meno lineare. Tiene personalmente traccia dell'andamento del
- 2:10Speaker 2: servizio e, a parità di coperti, non registra necessariamente una
- 2:14Speaker 2: diminuzione della quantità bevuta. A cambiare sarebbe soprattutto la modalità.
- 2:19Speaker 2: Mi accorgo che lavorano molto di più i calici. È
- 2:22Speaker 2: diventato più raro il cliente che arriva dicendo, stasera voglio
- 2:25Speaker 2: bere questa bottiglia. È più facile che due persone scelgano
- 2:29Speaker 2: sei calici diversi. Alla fine la quantità può essere la stessa,
- 2:33Speaker 2: ma cambia il modo di bere. Una scelta più frammentata
- 2:37Speaker 2: che si accompagna, nella sua percezione, ha una maggiore attenzione
- 2:41Speaker 2: da parte del cliente. Non basta più chiedere semplicemente un
- 2:45Speaker 2: bianco o un rosso, cresce la curiosità per le alternative disponibili.
- 2:49Speaker 2: per le provenienze e per stili diversi. Una condizione che
- 2:53Speaker 2: allarga il margine di intervento del sommelier e permette di
- 2:56Speaker 2: proporre vini meno prevedibili. La stessa logica di esplorazione riguarda
- 3:00Speaker 2: le bevande analcoliche. Salvigni ha iniziato a lavorare sulle combuca
- 3:04Speaker 2: prima che diventassero una presenza diffusa nell'alta ristorazione, ma negli
- 3:09Speaker 2: anni ha ampiato il campo verso infusi, estratti e tè.
- 3:12Speaker 2: Durante l'inverno costruisce anche un percorso no alcol quasi completamente autoprodotto.
- 3:18Speaker 2: mentre nei mesi più caldi utilizza maggiormente cocktail analcolici e
- 3:22Speaker 2: con buca. La domanda, racconta, non è costante durante l'anno.
- 3:26Speaker 2: Proprio in inverno registra una maggiore richiesta di alternative al vino.
- 3:30Speaker 2: Il rapporto con l'Oltrepo Pavese introduce un'altra variabile nel pairing.
- 3:35Speaker 2: La carta dedica ampio spazio al territorio, ma la sua
- 3:38Speaker 2: presenza cambia a seconda dell'ospite. Con chi arriva da fuori
- 3:42Speaker 2: Salvigni tende a inserire alcune etichette locali che ritiene rappresentative.
- 3:47Speaker 2: Con il cliente dell'oltrepò, invece, preferisce spesso spostare il percorso altrove.
- 3:52Speaker 2: Quando sono a casa bevo fuori, quando sono fuori bevo
- 3:55Speaker 2: dove sono. Una formula semplice che riassume il suo modo
- 3:59Speaker 2: di intendere il rapporto tra territorio e scoperta, far conoscere
- 4:03Speaker 2: ciò che appartiene al luogo a chi non lo conosce ancora,
- 4:06Speaker 2: e allargare invece l'orizzonte di chi quel luogo lo frequenta già.
- 4:10Speaker 2: Parlando del ruolo della sala, Salvini parte da una precisazione.
- 4:14Speaker 2: Non crede che abbia acquisito importanza soltanto negli ultimi anni,
- 4:18Speaker 2: quella centralità, a suo giudizio, c'è sempre stata, ma è
- 4:22Speaker 2: stata a lungo meno riconosciuta rispetto alla cucina. La differenza
- 4:26Speaker 2: oggi riguarda anche il livello di preparazione del pubblico, con
- 4:29Speaker 2: il cliente che arriva al ristorante con più informazioni, maggiore
- 4:33Speaker 2: curiosità e spesso con una conoscenza già formata, anche se parziale.
- 4:38Speaker 2: Questo obbliga il sommelier a essere più preparato, ma non
- 4:41Speaker 2: necessariamente più tecnico nel linguaggio. Salvigni insiste molto su questo passaggio,
- 4:47Speaker 2: soprattutto nel lavoro con i ragazzi che entrano in sala.
- 4:50Speaker 2: Dico sempre che dobbiamo rendere facile il vino. Il sommelier
- 4:54Speaker 2: non deve essere il tecnico, deve essere il narratore. Il
- 4:57Speaker 2: tema della distanza creata dal linguaggio ritorna anche quando incontra
- 5:01Speaker 2: clienti che dichiarano di non capire nulla di vino. La
- 5:04Speaker 2: sua risposta parte da una domanda elementare. Piace oppure no?
- 5:08Speaker 2: Per Salvigni il ruolo del sommelier non consiste nel dimostrare
- 5:11Speaker 2: quanto conosce, ma nel mettere quella conoscenza al servizio della
- 5:15Speaker 2: persona che ha davanti. Dovremmo toglierci dall'idea di essere tecnici
- 5:19Speaker 2: che ne sanno più degli altri e trasmettere la parte
- 5:21Speaker 2: gioiosa del vino. Se lo gestiamo con un linguaggio troppo tecnico,
- 5:26Speaker 2: da professori, allontaniamo le persone dal calice. La stessa esigenza
- 5:30Speaker 2: di ridurre la soggezione torna quando il discorso si sposta
- 5:34Speaker 2: sui menù dedicati agli Under 35 introdotti da diversi ristoranti stellati.
- 5:39Speaker 2: Salvigni li considera utili perché hanno contribuito a modificare una
- 5:43Speaker 2: percezione che lui stesso ricorda di avere avuto da giovane.
- 5:46Speaker 2: Il ristorante stellato come luogo formale, distante, destinato a un
- 5:51Speaker 2: pubblico adulto. Villa Nagy non propone un percorso specifico per
- 5:55Speaker 2: quella fascia d'età, ma registra comunque una presenza significativa di
- 5:59Speaker 2: clienti giovani. Secondo Salvigni, anche il lavoro compiuto da altri
- 6:04Speaker 2: ristoranti avrebbe contribuito a rendere l'alta ristorazione meno intimidatoria. Hanno
- 6:09Speaker 2: fatto capire che lo stellato non è un museo. Oggi
- 6:12Speaker 2: molti giovani vi si avvicinano con molta più tranquillità. Alla fine,
- 6:16Speaker 2: il suo modo di leggere il pairing coincide con il
- 6:18Speaker 2: modo in cui interpreta la sala. Una struttura tecnica solida,
- 6:22Speaker 2: ma capace di adattarsi. Il vino resta centrale, ma non
- 6:26Speaker 2: viene trattato come una dimostrazione di competenza. La misura del
- 6:30Speaker 2: lavoro sta nella capacità di comprendere il piatto, leggere il
- 6:34Speaker 2: cliente e scegliere, di volta in volta, quale strada prendere.
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