Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / Giorgio Ambrosoli – Il prezzo della rettitudine
Transcript
- 0:00Ci sono storie che non fanno rumore subito, non nascono con
- 0:03l'enfasi della grande tragedia annunciata, non cercano la
- 0:06scena, non chiedono attenzione. E forse è proprio questo che
- 0:10quando le guardi davvero colpiscono ancora di più.
- 0:12La storia di Giorgio Ambrosoli è una di quelle, perché non è
- 0:15soltanto la storia di un avvocato e non è soltanto la
- 0:18storia di un omicidio. È la storia di un uomo Norm,
- 0:20colto nel momento in cui la normalità non basta più, nel
- 0:23momento in cui fare del bene e fare il proprio lavoro diventa
- 0:26un atto di coraggio. Negli anni 70 l'Italia è un
- 0:30paese attraversato. Fonde la politica instabile, la
- 0:33violenza è presente, i confini tra economia, potere, interessi
- 0:37opachi diventano sempre più difficili da distinguere.
- 0:39Ed è dentro questo scenario che compare il nome di Giorgio
- 0:42Ambrosoli, non come un uomo di potere, non come un personaggio
- 0:47pubblico, ma come un professionista serio, riservato,
- 0:50competente. Nel settembre del 1974, dopo il
- 0:54crack della Banca privata italiana, Ambrosoli viene
- 0:56nominato Commissario Liquidatore.
- 0:58L'incarico? Viene affidato in un momento
- 1:00delicatissimo. Bisogna capire che cosa sia
- 1:03realmente accaduto dentro il sistema costruito intorno a
- 1:05Michele Sindona. E qui la storia cambia tono.
- 1:09Perché da quel momento non si tratta più soltanto di
- 1:11contabilità, di documenti, di numeri.
- 1:13Si tratta di entrare in un meccanismo molto più grande.
- 1:17Le ricostruzioni storiche e istituzionali parlano di false
- 1:20scritture contabili, di operazioni irregolari, di
- 1:23relazioni pericolose, di un intreccio fra finanza e
- 1:25interessi pubblici e zone oscure del potere a.
- 1:29Mbrosori lavora quasi in solitudine e proprio mente cerca
- 1:31di fare chiarezza. Cominciano ad arrivare su di lui
- 1:33pressioni, minacce. Ed è qui che Giorgio Ambrosoli
- 1:36smette di essere soltanto un tecnico, diventa un uomo che
- 1:39capisce poco, poco il peso reale di ciò che ha davanti.
- 1:45Perché ci sono verità che quando le tocchi non restano mai
- 1:48astratte, diventano rischio, diventano isolamento e diventano
- 1:51paura. Eppure lui va avanti.
- 1:54Questo è forse l'aspetto più impressionante della sua
- 1:57vicenda. Non l'eroismo spettacolare, non
- 2:00il gesto teatrale, ma la continuità, il fatto che
- 2:03continui, che non si fermi, che non scelga la scorciatoia. la
- 2:06Banca d'Italia, Ricordandolo molti anni dopo, ha parlato di
- 2:09lui come di una figura da custodire nella memoria civile
- 2:12del paese. E non è difficile capire perché
- 2:15Ambrosoli rappresenta un'idea precisa di responsabilità,
- 2:18quella che non si proclama ma bensì si pratica.
- 2:21La sera dell'undici luglio 1979 a Milano, Giorgio Ambrosoli
- 2:25viene ucciso sotto casa. Aveva 45 anni.
- 2:29Stava per portare a termine il suo mandato, stava arrivando
- 2:32fino in fondo a un lavoro scomodo, delicato, pericoloso.
- 2:36Le fonti istituzionali ricordano con chiarezza che fu assassinato
- 2:39poco prima di concludere quell'incarico e che il suo
- 2:42omicidio maturò dentro. Questo del caso sin dona.
- 2:46E allora a quel punto tutto pare in una luce diversa.
- 2:49Perché non è più soltanto la vicenda di un banchiere caduto
- 2:52in disgrazia, non è più soltanto una storia finanziaria, è il
- 2:56momento in cui diventa evidente che seguire la verità in certi
- 2:59casi significa toccare nervi scoperti di un di un, di un
- 3:03intero sistema. E forse è proprio questo che
- 3:06rende Ambrosoli una figura così forte ancora oggi, il fatto che
- 3:10non avesse nulla dell'eroe costruito, era un avvocato, un
- 3:14marito. Un uomo che sapeva di muoversi
- 3:17in un territorio pericoloso, molto pericoloso.
- 3:20Negli anni attorno al suo nome si è costruita una memoria
- 3:22civile profondissima, associazioni, premi,
- 3:25commemorazioni, studi, documentari.
- 3:28Segno che la sua vicenda non è rimasta soltanto una pagina
- 3:31giudiziaria, ma è diventata una domanda morale rivolta al paese.
- 3:36Perché in fondo la domanda che lascia Ambrosoli è semplice, ma
- 3:38scomodissima, che cosa succede a una società quando chi fa il
- 3:42proprio dovere viene lasciato solo?
- 3:44E ancora. Sta davvero la rettitudine?
- 3:48Raccontare Giorgio Ambrosoli oggi non significa soltanto
- 3:51ricordare una vittima, significa ricordare che esiste una forma
- 3:55di coraggio silenziosa, senza retorica, senza pose, quella di
- 3:59chi continua a fare ciò che è giusto, anche quando capisce che
- 4:02il prezzo potrebbe essere alto. Ed è forse per questo che la sua
- 4:07storia ci tocca ancora così tanto oggi, perché non parla
- 4:11solo di ieri, ma parla anche di noi, di quello che tolleriamo,
- 4:14di quello che dimentichiamo e di quello che invece dovremmo avere
- 4:17la forza di difendere. Giorgio Ambrosoli non è
- 4:20diventato simbolo perché cercava di esserlo, lo è diventato
- 4:24perché fino all'ultimo ha scelto di restare fedele al proprio
- 4:27compito e a volte nella storia di un paese, sono proprio queste
- 4:30figure apparentemente normali a mostrare con più chiarezza dove
- 4:34finiscono i compromessi e dove inizia e comincia la coscienza.