Latest / Milly Podcast – Italiano vero • Storie vere / “Vedere con le mani, sentire con l’anima – L’arte di Marina” 🤍
Transcript
- 0:00Ci sono storie che non urlano, non si fanno notare, non cercano
- 0:04applausi. Sono come il mare quando è
- 0:07calmo, ti guardano in silenzio e poi ti cambiano per sempre.
- 0:11Oggi vi porto a Terracina sulle orme di una donna che ha
- 0:15trasformato il dolore in bellezza.
- 0:17Si chiama Marina e la sua arte nasce là dove il buio ha bussato
- 0:22alla porta ma non ha trovato resa.
- 0:25Dopo che suo figlio Martin si è ammalato e ha perso in parte la
- 0:29vista, Marina ha cercato un modo per raccontare la vita anche a
- 0:33chi non può vederla. Ha preso i pennelli, ha dipinto
- 0:36il mare e poi su quelle onde ha applicato il muschio della
- 0:41sabbia, una texture viva, una carezza, un richiamo per le
- 0:45mani, per la pelle, per chi deve toccare per vedere.
- 0:49Le sue opere non si osservano soltanto, si sfiorano e
- 0:53sfiorandole, si ascoltano. Come se ogni onda, ogni
- 0:57granello, ogni rilievo fosse una frase scritta in un alfabeto che
- 1:01non ha bisogno di occhi. Marina, Ciao, benvenuta.
- 1:06La tua arte nasce da un amore così grande da voler trovare una
- 1:10nuova strada per raggiungere tuo figlio Martin e lo hai fatto
- 1:14creando dei quadri che si possono leggere con le dita.
- 1:18La mia domanda sarà solo una, ed è questa.
- 1:21Quando hai capito che non era solo un gesto per Martin, ma un
- 1:24dono per tutti coloro che nella vita si sentono invisibili?
- 1:28Quando hai sentito che le tue opere potevano dare voce anche a
- 1:33chi non riesce più a raccontarsi?
- 1:36Salve a tutti e grazie Milena dell'opportunità che mi dai di
- 1:41poter parlare della mia arte, del mio progetto di arte viva.
- 1:47Per rispondere a questa domanda vorrei fare un passo indietro.
- 1:51Dicendo che sono sempre stata un'artista autodidatta, ma
- 1:56facevo prima della malattia di Martine, della perdita quasi
- 2:00totale della sua vista. Opere bidimensionali, insomma,
- 2:08nella norma, se così si può dire, ma poi quando Marty si è
- 2:14malato e ha perso quasi completamente la sua vista.
- 2:22Non vedeva più quello che creavo e questo era per me un motivo di
- 2:29di smettere di creare. Poi con il tempo abbiamo
- 2:37imparato a trovare delle strategie per vincere la
- 2:43disabilità che. In qualche modo ti confina
- 2:49sempre in spazi angusti, in prigioni piccole di isola, da
- 3:00dagli altri ma anche dalle dal quotidiano.
- 3:06E ho pensato di di riprendere in mano quelle Tele e di e di
- 3:14provare. A buttare giù i muri che la
- 3:20disabilità crea continuamente, in questo caso nell'arte.
- 3:26E ho cominciato a creare voli sul mare e sulle isole EE questi
- 3:36quadri hanno cominciato a prendere vita perché facevo
- 3:43opere tridimensionali. EE ho cercato di di inserire un
- 3:50elemento vivo che Marti potesse toccare per per vedere tra
- 3:57virgolette la mia arte e quindi ho messo del muschio vivo
- 4:00stabilizzato della sabbia affinché lui potesse toccare
- 4:07qualcosa che gli desse delle emozioni anche se non poteva
- 4:13vedere. EE ritorno così, alla tua
- 4:18domanda ho capito che non era questo soltanto una vittoria per
- 4:25Martin, ma un dono per tutti coloro che nella vita si sentono
- 4:31invisibili. Quando quando mi sono specchiata
- 4:37nel nella gioia di Martin, nella sua felicità di di vedere.
- 4:44Questa barriera, almeno questa, tolta dal dal suo cammino.
- 4:54E Martin, come ogni persona con una disabilità, rappresenta un
- 5:01mondo, il mondo dell'invisibile, come hai detto Tu, ecco
- 5:09accendere piccoli fari, piccole luci.
- 5:14Nella. Nella vita di di persone così
- 5:17speciali, così sensibili, è stato un dono e un onore per me,
- 5:27che ho accolto con tutta me stessa, perché in quest'arte mi
- 5:30sono buttata a capofitto e abbiamo cominciato a viaggiare,
- 5:36io e Martin e chiunque avesse avuto l'opportunità e.
- 5:43Il il piacere di tuffarsi nelle mie Tele e abbiamo fatto dei
- 5:51grandi viaggi di libertà. Ecco, la mia arte è un inno alla
- 5:56libertà, anche dove la disabilità ci imprigiona e ci
- 6:05confina. Possiamo sempre trovare un modo.
- 6:09Per evadere. E quando si trova un modo per
- 6:13evadere, diventa una vittoria condivisa.
- 6:22Ecco qui, negli occhi di Martin che sorridono quando tocca le
- 6:32opere, ho capito che. Che Martinez?
- 6:39Sono un rappresentante di tutta una categoria di di persone con
- 6:52la disabilità che hanno il diritto di avere una voce, di
- 7:02avere l'opportunità di di guardare.
- 7:06Con le mani, con altri sensi. Anche l'arte che a loro che è
- 7:12per loro proprio 1 1 mondo inaccessibile a volte.
- 7:19Ecco, ho voluto buttare giù queste barriere di un'arte che
- 7:26che nasce solo visivamente, ma che fosse invece qualcosa di
- 7:34più. Qualcosa di più speciale,
- 7:37soprattutto a partire da Martin, che potesse essere libero di
- 7:44guardare tra virgolette l'arte con le mani.
- 7:51Io ringrazio di cuore Marina che tra l'altro è una mia grande
- 7:55amica da ormai veramente tanti anni e credo che non ci sia
- 7:59bisogno di aggiungere altro, lo si percepisce dall'emozione
- 8:03delle parole di Marina? E in conclusione, beh, a volte è
- 8:07proprio dove pensavamo di non avere più nulla da dire che
- 8:10nasce la nostra voce più profonda.
- 8:12E Marina, con i suoi quadri che si possono toccare, ci ricorda
- 8:17che esistono altri modi per vedere che non tutto passa dagli
- 8:21occhi, che ci sono immagini che vivono nei polpastrelli, nei
- 8:24brividi, nei silenzi e forse anche nel nostro modo di amare.