Latest / Le favole dell'unicorno / Il bosco che cambiava nome
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- 0:08Speaker 2: il bosco che cambiava nome nel bosco di quasi quercia
- 0:12Speaker 2: i cartelli avevano cominciato a cambiare nome ogni mezz'ora alle
- 0:16Speaker 2: otto del mattino il sentiero principale si chiamava via delle
- 0:19Speaker 2: felci alle otto e mezza diventava viale dei piedi frettolosi
- 0:24Speaker 2: alle nove annunciava con grande sicurezza strada che non porta
- 0:29Speaker 2: dove credi gli abitanti del bosco abituati da sempre a
- 0:33Speaker 2: orientarsi grazie ai nomi finirono presto nei posti sbagliati la
- 0:37Speaker 2: signora tasso uscì per comprare una pagnotta di ghiande e
- 0:40Speaker 2: si ritrovò al laghetto delle libellule il signor gufo cercò
- 0:44Speaker 2: la scuola di volo notturno e atterrò dentro la lavanderia
- 0:47Speaker 2: degli scoiattoli persino il postino che conosceva ogni radice e
- 0:52Speaker 2: ogni sasso consegnò una lettera d'amore a un cespuglio di
- 0:56Speaker 2: more il cespuglio molto lusingato fiorì fuori stagione non cambiavano
- 1:02Speaker 2: soltanto i cartelli il torrente limpidello diventava acqua che ha
- 1:06Speaker 2: sete poi ruscello dei sassi sonnolenti e infine fiumiciattolo che
- 1:11Speaker 2: tossisce piano la grande quercia assumeva nomi sempre più strani
- 1:16Speaker 2: quercia quasi grande albero con il prurito alle radici casa
- 1:20Speaker 2: di 112 nidi e nessuno che chieda permesso nessuno capiva
- 1:25Speaker 2: chi stesse rinominando il bosco né come facesse a sostituire
- 1:28Speaker 2: tutte le scritte senza essere visto Il sindaco di Quasiquercia,
- 1:33Speaker 2: un cervo di nome Cornelio, convocò allora Cartiglio, l'unicorno cartografo
- 1:38Speaker 2: più preciso dei Sette Regni. Cartiglio aveva il manto color pergamena,
- 1:43Speaker 2: la criniera blu come l'inchiostro e un corno sottile capace
- 1:46Speaker 2: di tracciare linee perfettamente dritte anche durante un terremoto. Portava
- 1:51Speaker 2: con sé rotoli di carta, compassi, righelli pieghevoli e una
- 1:56Speaker 2: matita appuntita a entrambe le estremità, nel caso una punta
- 1:59Speaker 2: si stancasse. Disegnerò una mappa aggiornata, dichiarò davanti agli abitanti riuniti.
- 2:05Speaker 2: Segnerò ogni albero, ogni curva e ogni tana. Nessuno si
- 2:09Speaker 2: perderà più. Proprio in quel momento il cartello alle sue
- 2:13Speaker 2: spalle cambiò da Piazza del Municipio a Spiazzo dove tutti
- 2:17Speaker 2: parlano e nessuno ascolta. Gli animali si guardarono con imbarazzo.
- 2:22Speaker 2: Cornelio tossicchiò e consegnò a Cartiglio una bussola. La lancetta,
- 2:27Speaker 2: invece di indicare il nord, girò tre volte e indicò
- 2:30Speaker 2: un chiosco di focaccine. Anche lei è confusa, spiegò il sindaco.
- 2:35Speaker 2: Oppure ha fame. Con le bussole non si sa mai.
- 2:39Speaker 2: Cartiglio srotolò un foglio grande quanto una coperta e partì deciso.
- 2:43Speaker 2: Avrebbe annotato i nuovi nomi appena comparivano, confrontandoli con quelli precedenti.
- 2:49Speaker 2: Era convinto che bastassero ordine, velocità e una matita instancabile.
- 2:54Speaker 2: Per la prima mezz'ora il lavoro sembrò facile. Cartiglio disegnò
- 2:58Speaker 2: il ponte dei Salici, la radura dorata e il sentiero
- 3:01Speaker 2: dei funghi rossi. Poi un lontano rintocco attraversò il bosco.
- 3:07Speaker 2: Non veniva da una campana. Era una ghianda cava che
- 3:10Speaker 2: picchiava contro il tronco di un castagno. Tutti i cartelli tremolarono.
- 3:15Speaker 2: le lettere si staccarono si rincorsero come formiche e tornarono
- 3:19Speaker 2: al loro posto in un ordine differente il ponte dei
- 3:22Speaker 2: salici diventò ponte che vorrebbe vedere un pesce la radura
- 3:27Speaker 2: dorata si trasformò in prato troppo calpestato il sentiero dei
- 3:32Speaker 2: funghi rossi annunciò stradina delle radici con il mal di
- 3:35Speaker 2: schiena cartiglio corse da un cartello all'altro cancellando e riscrivendo
- 3:40Speaker 2: la punta davanti della matita si consumò girò la matita
- 3:44Speaker 2: e usò quella dietro si consumò anche quella ne prese
- 3:47Speaker 2: un'altra poi un'altra ancora quando il rintocco successivo arrivò lui
- 3:52Speaker 2: stava ancora correggendo il ponte le lettere danzarono di nuovo
- 3:57Speaker 2: comparvero passaggio che non ricorda più i salici radura del
- 4:01Speaker 2: sole coperto e sentiero dove i funghi non ridono la
- 4:05Speaker 2: mappa di cartiglio divenne un groviglio di cancellature sembrava che
- 4:09Speaker 2: un ragno avesse pattinato nell'inchiostro non può inseguire i nomi
- 4:15Speaker 2: disse una voce minuscola su un ramo sedeva nocciolina una
- 4:19Speaker 2: giovane scoiattola con una coda così folta da usarla come
- 4:23Speaker 2: zaino cuscino e nei giorni di pioggia ombrello aveva osservato
- 4:28Speaker 2: cartiglio correre avanti e indietro fino a confondere il ponte
- 4:32Speaker 2: con il prato sono più veloci delle tue matite cartiglio
- 4:36Speaker 2: sospirò allora devo scoprire chi li cambia Nocciolina saltò giù
- 4:42Speaker 2: e si offrì di accompagnarlo, perché conosceva passaggi che non
- 4:45Speaker 2: comparivano su nessuna carta. Insieme esaminarono i cartelli. Non c'erano impronte,
- 4:52Speaker 2: segni di pennello o briciole lasciate da un possibile colpevole.
- 4:56Speaker 2: Le parole non sembravano dipinte, spuntavano direttamente nel legno, come venature.
- 5:02Speaker 2: Cartiglio appoggiò l'orecchio a un'indicazione che in quel momento si
- 5:05Speaker 2: chiamava« svolta che ha perso la pazienza». Da dentro arrivò
- 5:10Speaker 2: un fruscio. Non era una voce, ma ricordava qualcuno che
- 5:14Speaker 2: tentava di parlare con la bocca piena di foglie. Il
- 5:17Speaker 2: cartello non viene sostituito, concluse l'unicorno. È il legno stesso
- 5:22Speaker 2: che forma le lettere. Quindi è l'albero a scrivere? domandò Nocciolina.
- 5:28Speaker 2: Cartiglio osservò i pali. Erano tutti ricavati da rami caduti
- 5:32Speaker 2: nel bosco. Forse ogni cartello era ancora legato, in qualche modo,
- 5:37Speaker 2: alle radici da cui proveniva. Decisero di seguire i nomi
- 5:41Speaker 2: più strani. Il primo era Ruscello che tossisce piano. Quando
- 5:46Speaker 2: raggiunsero il corso d'acqua, sentirono davvero piccoli colpi rauchi. Cof, cof, glu, cof!
- 5:53Speaker 2: Sotto una curva del torrente si era accumulata una montagna
- 5:56Speaker 2: di foglie secche, rametti e carte da merenda. L'acqua riusciva
- 6:01Speaker 2: a passare soltanto attraverso una fessura, producendo quel buffo suono.
- 6:05Speaker 2: Cartiglio e Nocciolina liberarono il passaggio. Il ruscello fece un
- 6:09Speaker 2: enorme gorgoglio soddisfatto e tornò a scorrere limpido. Subito il
- 6:14Speaker 2: suo cartello cambiò nome. Acqua che respira meglio. Non è
- 6:18Speaker 2: un indirizzo, disse Nocciolina. È una lamentela! Poco dopo raggiunsero
- 6:24Speaker 2: le radici con il mal di schiena. Il sentiero era
- 6:27Speaker 2: stato allargato dagli abitanti, che per fare prima passavano tutti
- 6:31Speaker 2: sopra le radici di un vecchio faggio. Alcune erano scoperte
- 6:34Speaker 2: e levigate da migliaia di zampe. I due deviarono il
- 6:38Speaker 2: passaggio con pietre piatte, lasciando al faggio uno spazio tranquillo.
- 6:43Speaker 2: Il cartello mutò in« Radici finalmente senza solletico». Cartiglio sorrise,
- 6:49Speaker 2: ma il mistero non era ancora risolto. Chi decideva i nomi?
- 6:53Speaker 2: E perché alcuni luoghi avevano richieste chiare, mentre altri portavano
- 6:57Speaker 2: frasi assurde come collina che aspetta un cappello o cespuglio
- 7:01Speaker 2: che conosce tredici segreti e mezzo? Al rintocco seguente comparvero
- 7:06Speaker 2: nomi ancora più bizzarri. Bosco dei picchi senza ritmo. Pozza
- 7:11Speaker 2: che non riflette più la luna. Tronco dove nessuno dice grazie.
- 7:16Speaker 2: Sentiero troppo stretto per una famiglia di ricci. Cartiglio smise
- 7:20Speaker 2: di correggere la mappa e iniziò a trascrivere ogni nome
- 7:24Speaker 2: su strisce separate. Se sono messaggi, dobbiamo leggerli nell'ordine giusto.
- 7:29Speaker 2: Nocciolina indicò la ghianda cava che scandiva le mezz'ore. Era
- 7:33Speaker 2: appesa al castagno più antico di Quasiquercia, proprio al centro
- 7:36Speaker 2: del bosco. Sotto quell'albero, le radici affioravano formando una spirale.
- 7:42Speaker 2: Cartiglio dispose le strisce seguendo la stessa forma. Prima, i
- 7:46Speaker 2: nomi dei luoghi più vicini al castagno. poi quelli più lontani.
- 7:50Speaker 2: Le frasi sembravano ancora confuse. Acqua che respira meglio. Prato
- 7:55Speaker 2: troppo calpestato. Quercia quasi grande. Bosco dei picchi senza ritmo.
- 8:01Speaker 2: Forse dobbiamo guardare le iniziali, suggerì Nocciolina. Lessero le prime lettere. A, P, Q, B.
- 8:10Speaker 2: Non significavano nulla. Provarono con le ultime. O, O, E, O.
- 8:16Speaker 2: sembrava il verso di un gufo indeciso cartiglio stava per
- 8:20Speaker 2: arrendersi quando notò che su ogni cartello una parola aveva
- 8:24Speaker 2: venature più scure nel primo era respira nel secondo troppo
- 8:30Speaker 2: nel terzo quasi nel quarto ritmo respira troppo quasi ritmo
- 8:38Speaker 2: l'esse nocciolina non suona bene Perché li stiamo leggendo dalla
- 8:43Speaker 2: ghianda verso l'esterno, rispose Cartiglio. Ma le radici portano acqua
- 8:47Speaker 2: dall'esterno verso il tronco. Girarono la spirale e lessero al
- 8:52Speaker 2: contrario le parole segnate. Il messaggio cominciò a prendere forma. Ritmo, quasi, troppo, respira.
- 9:01Speaker 2: Mancavano ancora molti cartelli. I due attraversarono il bosco raccogliendo
- 9:05Speaker 2: le parole più scure. Il laghetto senza rane offrì silenzio.
- 9:10Speaker 2: La collina che aspetta un cappello offrì ombra. Il tronco
- 9:14Speaker 2: dove nessuno dice grazie offrì cura. Il cespuglio dei tredici
- 9:18Speaker 2: segreti e mezzo offrì ascolta. A ogni tappa incontravano un
- 9:23Speaker 2: piccolo problema trascurato. Il laghetto era diventato silenzioso perché una
- 9:28Speaker 2: ruota giocattolo bloccava l'ingresso dell'acqua fresca. Tolta la ruota, le
- 9:32Speaker 2: rane tornarono a gracidare. Sulla collina erano stati tagliati troppi
- 9:36Speaker 2: arbusti e le giovani piantine cuocevano al sole. cartiglio tese
- 9:41Speaker 2: sopra di loro grandi felci finché non avessero ripreso forza
- 9:45Speaker 2: accanto al tronco qualcuno aveva inchiodato sei cartelli inutili per
- 9:49Speaker 2: indicare la stessa pasticceria nocciolina li rimosse lasciandone uno soltanto
- 9:54Speaker 2: ogni luogo cambiava nome non appena veniva aiutato come se
- 9:58Speaker 2: il bosco rispondesse con un piccolo sospiro di sollievo quando
- 10:02Speaker 2: tornarono al castagno il sole stava scendendo e il foglio
- 10:05Speaker 2: di cartiglio era pieno non di strade ma di parole
- 10:09Speaker 2: le disposero nella spirale delle radici e lessero ascolta il
- 10:13Speaker 2: silenzio guarda l'ombra cura l'acqua lascia alle radici il loro
- 10:19Speaker 2: ritmo il bosco respira ma troppo piano mancava però una
- 10:24Speaker 2: striscia al centro proprio vicino al tronco antico lì non
- 10:28Speaker 2: c'era alcun cartello cartiglio camminò intorno al castagno e scoprì
- 10:32Speaker 2: una vecchia targa quasi coperta dal muschio la pulì delicatamente
- 10:37Speaker 2: Sopra c'era scritto« Centro esatto del bosco di Quasiquercia». Nocciolina
- 10:42Speaker 2: fece una smorfia. Che nome noioso. Per la prima volta
- 10:46Speaker 2: Cartiglio non copiò subito le parole. Posò lo zoccolo sulla corteccia.
- 10:51Speaker 2: Sotto sentì una vibrazione lenta, simile a un cuore assonnato.
- 10:56Speaker 2: Il castagno non stava soltanto sorreggendo la ghiandacava. Attraverso le
- 11:00Speaker 2: sue radici era collegato a quasi tutti gli alberi della foresta.
- 11:04Speaker 2: Ogni dolore, ostacolo e cambiamento gli arrivava come un fremito.
- 11:09Speaker 2: I cartelli, ricavati dai suoi rami caduti e da quelli
- 11:12Speaker 2: degli alberi vicini, trasformavano quei fremiti in nomi. Il bosco
- 11:16Speaker 2: non vuole farci perdere, mormorò Cartiglio. Cerca di dirci dove
- 11:21Speaker 2: ha bisogno di attenzione. Il muschio sulla vecchia targa si
- 11:24Speaker 2: mosse e le lettere cambiarono lentamente. Cuore che non vuole
- 11:29Speaker 2: essere soltanto un punto sulla mappa. Nocciolina abbassò le orecchie.
- 11:35Speaker 2: Per anni tutti avevano usato il grande castagno come luogo
- 11:38Speaker 2: per appendere avvisi, lanterne, ceste e indicazioni. Nessuno si era
- 11:43Speaker 2: chiesto se stesse bene. Attorno al tronco il terreno era duro,
- 11:47Speaker 2: schiacciato da carri e passi. Una corda troppo stretta segnava
- 11:51Speaker 2: un ramo. Fra le radici erano state infilate bottiglie vuote
- 11:55Speaker 2: e vecchi chiodi. Cartiglio chiamò gli abitanti. Il sindaco Cornelio
- 12:00Speaker 2: arrivò seguito da tassi, gufi, ricci, volpi, lepri e dal
- 12:05Speaker 2: cespuglio di More, che volle partecipare perché si considerava ormai
- 12:08Speaker 2: membro della comunità dopo aver ricevuto quella lettera d'amore. All'inizio
- 12:13Speaker 2: tutti parlarono insieme.« Bisogna cambiare i cartelli! Serve una mappa
- 12:18Speaker 2: più grande! Mettiamo frecce dappertutto!» Allora la targa centrale diventò«
- 12:23Speaker 2: Piazza dove tutti parlano di nuovo». Gli animali tacquero immediatamente.
- 12:29Speaker 2: cartiglio spiegò ciò che avevano scoperto e mostrò non una
- 12:33Speaker 2: mappa delle strade ma una carta dei bisogni acqua bloccata
- 12:37Speaker 2: radici calpestate nidi disturbati zone senza ombra e prati consumati
- 12:42Speaker 2: dal passaggio gli abitanti si divisero spontaneamente i compiti i
- 12:47Speaker 2: castori liberarono i canali senza costruire dighe dove non servivano
- 12:52Speaker 2: i ricci tracciarono sentieri che evitavano le radici I gufi
- 12:56Speaker 2: controllarono dall'alto quali radure avessero perso troppi alberi. Le volpi
- 13:00Speaker 2: raccolsero gli oggetti abbandonati, anche se una di loro volle
- 13:04Speaker 2: tenere un cucchiaino luccicante e promise di usarlo soltanto a tavola.
- 13:08Speaker 2: Cornelio fece spostare la piazza delle riunioni in un prato
- 13:11Speaker 2: resistente e lasciò intorno al castagno un ampio cerchio di
- 13:15Speaker 2: terra morbida. Nocciolina sciolse la corda dal ramo. Il postino
- 13:20Speaker 2: recuperò perfino la lettera destinata al cespuglio e la consegnò
- 13:24Speaker 2: alla vera destinataria, una moraia dall'altra parte del torrente. Il
- 13:29Speaker 2: cespuglio non si offese, disse che era stata comunque la
- 13:32Speaker 2: mattina più romantica della sua vita. Al calare della sera,
- 13:36Speaker 2: la ghianda cavabatté di nuovo contro il tronco. Tutti trattennero
- 13:40Speaker 2: il fiato. Le lettere sui cartelli si sollevarono come uno
- 13:44Speaker 2: stormo di minuscole lucciole. Per qualche istante non indicarono più nulla.
- 13:50Speaker 2: Danzarono fra i rami, si specchiarono nell'acqua e poi tornarono
- 13:54Speaker 2: sul legno. Il torrente divenne corso d'acqua dal respiro allegro.
- 13:59Speaker 2: Il vecchio faggio si chiamò albero con spazio per distendere
- 14:02Speaker 2: i piedi. Il prato fu rinominato radura dove camminare piano.
- 14:08Speaker 2: Infine la targa del castagno mostrò parole nuove. Cuore ascoltato
- 14:13Speaker 2: di quasi quercia. Gli abitanti applaudirono. Cartiglio però non dichiarò
- 14:18Speaker 2: concluso il lavoro. Disegnò una nuova carta usando inchiostri di
- 14:22Speaker 2: colori diversi. In blu segnò l'acqua, in verde le piante,
- 14:27Speaker 2: in marrone i sentieri e in giallo i luoghi da
- 14:30Speaker 2: osservare con particolare cura. Lasciò anche molti spazi vuoti. Una
- 14:35Speaker 2: buona mappa non deve fingere di sapere tutto, spiegò. Deve
- 14:39Speaker 2: ricordarci che i luoghi cambiano e che possiamo tornare ad ascoltarli.
- 14:44Speaker 2: Da allora i nomi di Quasiquercia continuarono a cambiare, ma
- 14:48Speaker 2: non più ogni mezz'ora, e non soltanto per segnalare problemi.
- 14:52Speaker 2: A volte il ponte diventava passaggio della prima libellula di primavera.
- 14:57Speaker 2: Una mattina la radura si chiamò Prato dove un riccio
- 15:00Speaker 2: ha ballato senza accorgersene, provocando un certo imbarazzo nel riccio interessato.
- 15:06Speaker 2: Il laghetto prese il nome di Specchio con sette nuvole
- 15:09Speaker 2: e un'anatra fuori posto. Gli abitanti impararono a leggere quei
- 15:13Speaker 2: cambiamenti come si leggono le espressioni di un amico. Se
- 15:17Speaker 2: compariva sentiero assetato, portavano acqua alle nuove piantine. Se appariva
- 15:22Speaker 2: nido che desidera un po' di quiete, sceglievano un'altra strada.
- 15:26Speaker 2: Cartiglio aggiornava la carta una volta al mese, senza inseguire
- 15:30Speaker 2: ogni parola. In alto scrisse« Questa mappa indica dove andare.
- 15:35Speaker 2: I nomi ricordano come guardare». E quando qualche visitatore protestava
- 15:40Speaker 2: perché non trovava la via più breve, Nocciolina indicava un
- 15:44Speaker 2: cartello appena comparso. Sopra c'era scritto« Scorciatoia per chi non
- 15:49Speaker 2: ha fretta». Il visitatore la seguiva, girava intorno a tre felci,
- 15:54Speaker 2: passava sotto un ramo profumato e arrivava esattamente dove era diretto.
- 15:59Speaker 2: Magari un poco più tardi, ma con molte più
- 16:02Speaker 3: cose da raccontare. E anche questa favola è arrivata alla fine.
- 16:06Speaker 3: ma nel mondo delle favole dell'unicorno c'è sempre una nuova
- 16:10Speaker 3: avventura pronta a cominciare se questa storia ti è piaciuta
- 16:14Speaker 3: clicca sulla campanellina e segui il podcast così non perderai
- 16:18Speaker 3: le prossime favole e per scoprire tutte le novità nuove
- 16:22Speaker 3: storie
- 16:23Speaker 2: e
- 16:23Speaker 3: tante sorprese vieni a trovarci su lefavoledellunicorno. it noi ci ritroviamo
- 16:30Speaker 3: qui molto presto con una nuova storia da ascoltare insieme
- 16:41Speaker 3: Grazie a tutti.