Latest / Commento al Vangelo di don Nicola / La felicità non basta
Transcript
- 0:00Speaker 2: Arriviamo così alla festa di tutti i santi. Tutti vogliamo
- 0:03Speaker 2: essere felici e probabilmente il desiderio più universale che esista.
- 0:08Speaker 2: Nessuno si alza al mattino desiderando una vita infelice. Ma
- 0:12Speaker 2: vorrei farvi una domanda diversa. Quanti di noi desiderano davvero
- 0:16Speaker 2: diventare santi? Perché la festa di tutti i santi ci
- 0:20Speaker 2: mette davanti proprio a questa provocazione. Nel Vangelo delle Beatitudini
- 0:25Speaker 2: Gesù ci presenta una strada verso la felicità che è
- 0:29Speaker 2: completamente diversa da quella che il mondo ci propone. Beati
- 0:34Speaker 2: i poveri in spirito, beati quelli che sono nel pianto,
- 0:37Speaker 2: beati i miti, beati gli operatori di pace, i puri
- 0:41Speaker 2: di cuore. Ma vi rendete conto di quanto di queste
- 0:44Speaker 2: parole siano lontane dai criteri coi quali normalmente giudichiamo una
- 0:48Speaker 2: vita riuscita? Noi consideriamo fortunato chi possiede molto, chi è successo,
- 0:53Speaker 2: chi è ammirato, chi riesce ad affermarsi. Gesù invece ci
- 0:58Speaker 2: presenta come beati coloro che vivono secondo una logica completamente diversa.
- 1:04Speaker 2: Il mondo ci propone spesso una felicità da acquistare, consumare, esibire,
- 1:10Speaker 2: una felicità che dura finché durano le cose che possediamo,
- 1:14Speaker 2: il successo che otteniamo, le soddisfazioni che riusciamo a procurarci.
- 1:19Speaker 2: Ma basta una malattia, una perdita, una delusione, tutto questo
- 1:22Speaker 2: può crollare. E attenzione, la santità Non è il contrario
- 1:27Speaker 2: della felicità, è la sua realizzazione più piena. I santi
- 1:33Speaker 2: non sono persone che hanno rinunciato alla felicità, sono persone
- 1:37Speaker 2: che hanno cercato una felicità che neppure la morte potesse
- 1:41Speaker 2: portare via. Per questo il Vangelo delle Beatitudini non è
- 1:45Speaker 2: semplicemente un elenco di comportamenti morali, è la descrizione di
- 1:49Speaker 2: una vita orientata all'eternità. E forse dovremmo cominciare a domandarci
- 1:55Speaker 2: se quella che oggi chiamiamo felicità sia davvero capace di
- 2:00Speaker 2: resistere alla prova della morte. Perché se tutta la nostra
- 2:04Speaker 2: felicità dipende da ciò che inevitabilmente perderemo, prima o poi
- 2:10Speaker 2: perderemo anche la felicità. C'è un'altra cosa sulla quale vorrei
- 2:15Speaker 2: farvi riflettere. Quando muore qualcuno sentiamo spesso dire adesso è
- 2:20Speaker 2: in paradiso. è diventato un angelo, ci guarda dall'assù. Sono
- 2:25Speaker 2: espressioni che nascono quasi sempre dall'affetto e dal desiderio di
- 2:29Speaker 2: consolare chi soffre, ma siamo sicuri che esprimono davvero quello
- 2:33Speaker 2: che insegna la fede cristiana. Per esempio, i nostri defunti
- 2:38Speaker 2: non diventano angeli, rimangono persone umane, chiamate alla Ressurrezione. E
- 2:44Speaker 2: soprattutto c'è una contraddizione sulla quale riflettiamo troppo poco. Se
- 2:49Speaker 2: siamo già così sicuri che tutti i nostri morti sono
- 2:54Speaker 2: immediatamente in Paradiso, perché la Chiesa continua a pregare per loro?
- 2:59Speaker 2: Perché il 2 novembre celebriamo la commemorazione di tutti i
- 3:02Speaker 2: fedeli defunti? Perché offriamo messe in suffragio? La risposta è semplice,
- 3:08Speaker 2: ma forse oggi non siamo più abituati a sentirla. Noi
- 3:11Speaker 2: speriamo nella salvezza dei nostri cari ma non siamo noi
- 3:14Speaker 2: a poterla dichiarare. Oggi sembra quasi che per andare in
- 3:18Speaker 2: paradiso sia sufficiente morire, come se il paradiso fosse semplicemente
- 3:22Speaker 2: il luogo dove finiscono tutti i defunti. Ma il Vangelo
- 3:25Speaker 2: non dice questo. Gesù parla della vita eterna, ma parla
- 3:29Speaker 2: anche della conversione, del giudizio, della necessità di scegliere Dio.
- 3:35Speaker 2: Nel Vangelo di Matteo troviamo parole molto chiare. Non chiunque
- 3:39Speaker 2: mi dice Signore e Signore entrerà nel Regno dei Cieli.
- 3:43Speaker 2: Sono parole serie. E non possiamo cancellarle semplicemente perché ci
- 3:47Speaker 2: mettono a disagio. La misericordia di Dio è immensa, ma
- 3:51Speaker 2: non significa che la nostra libertà e le nostre scelte
- 3:55Speaker 2: siano prive di conseguenze. Se Dio prende sul serio la
- 3:59Speaker 2: nostra libertà durante la vita, perché dovrebbe smettere di prenderla
- 4:03Speaker 2: sul serio nel momento della morte? La Chiesa non ci
- 4:06Speaker 2: invita a vivere nel terrore del giudizio, ma nella responsabilità
- 4:10Speaker 2: delle nostre scelte e nella fiducia nella misericordia di Dio.
- 4:15Speaker 2: E allora comprendiamo anche il senso della preghiera per i defunti.
- 4:19Speaker 2: Noi crediamo che coloro che muoiono nella grazia di Dio,
- 4:23Speaker 2: ma hanno ancora bisogno di essere purificati, possono essere aiutati
- 4:28Speaker 2: dalle nostre preghiere. E questo è il significato del purgatorio.
- 4:33Speaker 2: Non è una seconda possibilità perché ha definitivamente rifiutato Dio.
- 4:38Speaker 2: È la purificazione di coloro che sono già salvati, ma
- 4:42Speaker 2: non ancora pienamente pronti a entrare nella comunione perfetta con Lui.
- 4:48Speaker 2: E questa non è un'invenzione della Chiesa. Già nel Libro
- 4:52Speaker 2: dei Maccabei dell'Antico Testamento troviamo la preghiera per i defunti
- 4:56Speaker 2: in relazione alla speranza della Ressurrezione. Il testo afferma che
- 5:01Speaker 2: pregare per i morti È un pensiero santo e devoto
- 5:05Speaker 2: perché siamo liberati dal peccato, ma vorrei che cogliessimo soprattutto
- 5:09Speaker 2: la bellezza di tutto questo. Quando preghiamo per una persona morta,
- 5:14Speaker 2: non stiamo semplicemente ricordandola, stiamo compiendo un atto di amore
- 5:20Speaker 2: nei suoi confronti. La morte ha interrotto la possibilità di parlarle,
- 5:25Speaker 2: di abbracciarla e trascorrere del tempo insieme. ma non ha
- 5:29Speaker 2: interrotto la comunione che con Cristo unisce coloro che appartengono
- 5:34Speaker 2: a Lui. E allora pensate a questa differenza. Il mondo
- 5:38Speaker 2: ci dice che quando una persona muore non possiamo fare
- 5:42Speaker 2: più nulla per lei. La fede cristiana ci dice che
- 5:45Speaker 2: possiamo ancora amarla attraverso la preghiera. Ed è per questo
- 5:49Speaker 2: che il 2 novembre non è semplicemente il giorno in
- 5:52Speaker 2: cui andiamo al cimitero a portare dei fiori. È il
- 5:55Speaker 2: giorno in cui la Chiesa ci invita a pregare per
- 5:57Speaker 2: coloro che ci hanno preceduto nella morte. È un gesto
- 6:01Speaker 2: di fede, di speranza e di carità. Vorrei allora tornare
- 6:06Speaker 2: alla riflessione dalla quale siamo partiti. Viviamo in una società
- 6:09Speaker 2: che sembra voler allontanare continuamente la morte. La nascondiamo, la deleghiamo,
- 6:15Speaker 2: cerchiamo di renderla meno visibile e contemporaneamente la trasformiamo in intrattenimento.
- 6:22Speaker 2: Ma il cristianesimo non ci invita né a nasconderla né
- 6:26Speaker 2: a cercarla ossessivamente. Ci invita a guardarla alla luce della
- 6:30Speaker 2: ressurrezione di Gesù. E questo significa anche prendere sul serio
- 6:34Speaker 2: la nostra vita. Perché la morte ci ricorda una verità
- 6:39Speaker 2: che spesso preferiamo dimenticare. Il nostro tempo è limitato. Non
- 6:44Speaker 2: abbiamo a disposizione un numero infinito di giorni per amare.
- 6:48Speaker 2: per perdonare, per riconciliarci, per fare il bene, per convertirci.
- 6:53Speaker 2: Quante volte rimandiamo una telefonata, una visita, una parola di perdono.
- 6:57Speaker 2: Ma chi ci ha garantito che quel tempo ci sarà?
- 7:01Speaker 2: Tra qualche giorno molti di noi entreranno in un cimitero,
- 7:04Speaker 2: porteranno dei fiori, accenderanno un lumino, si fermeranno davanti a
- 7:09Speaker 2: una tomba. Sono gesti belli, gesti che raccontano un'offerta che
- 7:13Speaker 2: non è finita. Ma da cristiani siamo chiamati a fare
- 7:17Speaker 2: qualcosa di più. Pregare per coloro che sono morti e
- 7:21Speaker 2: lasciarci interrogare dalla loro morte. Perché un giorno anche qualcun
- 7:26Speaker 2: altro si fermerà davanti alla nostra tomba e non conterà
- 7:29Speaker 2: quanto abbiamo posseduto, quanti successi abbiamo ottenuto o quanto siamo
- 7:34Speaker 2: stati ammirati. Conterà ciò che siamo diventati davanti a Dio.
- 7:40Speaker 2: Conterà quanto abbiamo amato, quanto abbiamo saputo accogliere la sua grazia.
- 7:44Speaker 2: Tutti vogliamo essere felici. ma Gesù ci ricorda che siamo
- 7:48Speaker 2: chiamati a diventare santi. E forse è proprio questo il
- 7:52Speaker 2: messaggio più importante di questi due giorni. Il primo novembre
- 7:57Speaker 2: guardiamo ai santi e contempliamo la mita alla quale siamo chiamati.
- 8:01Speaker 2: Il due novembre preghiamo per i nostri defunti e ricordiamo
- 8:05Speaker 2: che la nostra vita è un cammino verso quella stessa mita.
- 8:09Speaker 2: Non sono due celebrazioni separate e sono due modi diversi
- 8:13Speaker 2: di guardare all'unica speranza che nasce dalla Ressurrezione di Cristo.
- 8:18Speaker 2: E allora vorrei concludere con questa provocazione. Se non siamo
- 8:22Speaker 2: più capaci di dare un significato alla morte, finiremo per
- 8:26Speaker 2: non essere più capaci di dare un significato neppure alla vita.
- 8:30Speaker 2: Ma se impariamo a guardare alla morte con gli occhi
- 8:32Speaker 2: della fede, scopriamo anche come vivere davvero. Perché il cristiano
- 8:38Speaker 2: non è colui che ha imparato a non pensare alla morte,
- 8:42Speaker 2: è colui che ha imparato a vivere sapendo che la
- 8:45Speaker 2: morte non avrà l'ultima parola. Grazie per aver seguito questa
- 8:48Speaker 2: mia riflessione e buona settimana e buona festa a tutti.