
Mi dispiace, ma non è un problema mio
Sotto alcune notizie di cronaca, come quelle di una tragedia famigliare, c'è spesso un certo tipo di commenti: vergogna, comprensione, "chissà quanto stavano soffrendo per arrivare a tanto". Io provo le stesse cose, mi faccio le stesse domande, soprattutto per via anche del lavoro che faccio che mi porta ad avvicinarmi a certe situazioni e storie. Poi mi sono chiesta una cosa che forse non dovevo chiedermi. O forse sì: se lo stesso identico gesto lo commettesse un genitore con un figlio senza nessuna diagnosi, sano, useremmo le stesse parole? O diventerebbe subito un mostro?
Questa è un po'…
The skinny
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