Latest / Il Golfo Mistico / Kant - Libertà, Felicità e Legge Morale
Transcript
- 0:02Speaker 2: Nel trailer di martedì avevo parlato della tragedia domestica di
- 0:05Speaker 2: Mirko Moriconi e Cati Andreoni, vittime di un'esecuzione efferata solamente
- 0:11Speaker 2: per essersi discostate dalle aspettative di un padre padrone. Avevo
- 0:16Speaker 2: parlato di come questa società neoliberale in verità di libertà
- 0:20Speaker 2: ce ne lascia veramente poca, un sistema che ingerisce continuamente
- 0:25Speaker 2: in maniera più o meno palese sulle nostre scelte e
- 0:27Speaker 2: sui nostri percorsi di vita. una società che ci ritaglia
- 0:31Speaker 2: ruoli preconfezionati da rispettare e da ricoprire senza esitazioni, fin
- 0:36Speaker 2: dalla nascita. La pena per chi si discosta da questi
- 0:39Speaker 2: schemi è la marginalizzazione, nei casi peggiori, come abbiamo visto,
- 0:44Speaker 2: è la morte. E allora spesso nemmeno la nostra felicità
- 0:48Speaker 2: è poi così nostra. Cosa significa davvero essere felici? Come
- 0:53Speaker 2: promesso andiamo a trovare Kant. Spesso pensiamo alla felicità come
- 0:58Speaker 2: a qualcosa di personale, quasi privato, un obiettivo che ciascuno
- 1:02Speaker 2: costruisce a modo proprio. E in effetti è così. Ognuno
- 1:06Speaker 2: di noi ha la propria idea di felicità, legata ai
- 1:08Speaker 2: propri desideri, aspettative di vita e alle proprie esperienze. Ma
- 1:13Speaker 2: c'è un punto fondamentale. La felicità non può essere lasciata
- 1:16Speaker 2: nelle mani di qualcun altro. Non può essere decisa da
- 1:20Speaker 2: nessun soggetto esterno, da tutori, da sistemi, da chi pretende
- 1:24Speaker 2: di sapere cosa sia meglio per noi. Essere felici significa
- 1:29Speaker 2: poter scegliere, significa poter costruire il proprio percorso, senza mai
- 1:33Speaker 2: impedire agli altri di fare lo stesso. E qui nasce
- 1:37Speaker 2: il primo nodo, vivere insieme agli altri. La nostra libertà
- 1:41Speaker 2: esiste solo dentro una relazione di coesistenza, e questa relazione
- 1:46Speaker 2: è inevitabilmente anche competitiva. Viviamo in una società in cui
- 1:51Speaker 2: tutti cercano di soddisfare i propri bisogni, e spesso questo
- 1:54Speaker 2: genera tensione. Kant descrive questo passaggio come uscita dalla minorità,
- 2:00Speaker 2: un momento in cui l'essere umano smette di dipendere da
- 2:02Speaker 2: altri e inizia a usare la propria ragione. È un
- 2:05Speaker 2: passaggio difficile, quasi doloroso, una sorta di parto. Non è
- 2:10Speaker 2: una condizione naturale o tranquilla, tutt'altro. L'uomo vorrebbe la pace,
- 2:15Speaker 2: la comodità e la sicurezza, ma la natura, dice Kant,
- 2:18Speaker 2: lo spinge altrove, verso la fatica, verso lo sforzo, verso
- 2:22Speaker 2: il rischio. È proprio lì però che nasce la libertà.
- 2:26Speaker 2: Essere liberi, però, non significa fare ogni cosa. C'è una
- 2:30Speaker 2: condizione fondamentale. La mia libertà deve poter convivere con quella
- 2:34Speaker 2: degli altri. In altre parole, posso cercare la mia felicità,
- 2:38Speaker 2: ma senza violare il diritto dell'altro a fare lo stesso.
- 2:43Speaker 2: L'etica rigorosa di Kant non è poi così lontana dalla
- 2:46Speaker 2: nostra vita. in questo periodo in cui il concetto di
- 2:49Speaker 2: libertà è ad alcuni assolutizzato e contrapposto a quello della
- 2:52Speaker 2: sicurezza che lo limiterebbe. E ci si chiede anche oggi
- 2:56Speaker 2: cosa significhi moralità in un sistema democratico. Si tratta di
- 3:00Speaker 2: individuare un ponte tra evoluzione biologica ed evoluzione culturale. Nel
- 3:06Speaker 2: celebre saggio del 1793 dal titolo Sopra il detto comune, questo
- 3:12Speaker 2: può essere giusto in teoria ma non vale per la pratica,
- 3:15Speaker 2: Kant a un certo punto dice Nessuno mi può costringere
- 3:19Speaker 2: ad essere felice a suo modo, ma ognuno può ricercare
- 3:23Speaker 2: la sua felicità per la via che a lui sembra buona,
- 3:26Speaker 2: purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere
- 3:30Speaker 2: allo stesso scopo, in guisa che la sua libertà possa
- 3:34Speaker 2: coesistere con la libertà di ogni altro, secondo una possibile
- 3:38Speaker 2: legge universale. La prospettiva può essere questa. La felicità del
- 3:44Speaker 2: singolo individuo si ricollega a questo punto. direttamente al problema
- 3:48Speaker 2: della libertà. Vi è un nesso inscindibile tra felicità e libertà.
- 3:54Speaker 2: Kant pone la ragione alla base della morale, perché la
- 3:57Speaker 2: ragione è capace di determinare la volontà e l'azione etica.
- 4:02Speaker 2: La scoperta della volontà come facoltà morale era stata una
- 4:06Speaker 2: prerogativa della cultura giudaico- cristiana, con l'idea di peccato originale cristiano.
- 4:11Speaker 2: Nell'acquisizione da parte dell'uomo del concetto di bene e di male,
- 4:15Speaker 2: occorreva a quel punto far ricorso a una scelta implicante
- 4:18Speaker 2: la volontà, che poteva appunto decidere, pur conoscendo il bene,
- 4:22Speaker 2: di orientarsi verso il male. L'azione morale, per essere tale,
- 4:27Speaker 2: deve far riferimento a regole generali universali, in grado di
- 4:30Speaker 2: valicare le categorie principali del pensiero kantiano di spazio e
- 4:34Speaker 2: di tempo. Da questi valori universali, poi, discendono massime ed imperativi.
- 4:40Speaker 2: Imperativi Sono principi pratici oggettivi, regole che esprimono la necessità
- 4:45Speaker 2: oggettiva dell'azione. Non è morale ciò che si fa, ma
- 4:49Speaker 2: l'intenzione con cui si fa. Nella tradizione della metafisica dei costumi,
- 4:54Speaker 2: Kant rafforza i presupposti degli imperativi categorici affermando Agisci in
- 5:00Speaker 2: modo da considerare l'umanità sia nella tua persona, sia nella
- 5:04Speaker 2: persona di ogni altro, sempre come uno scopo e mai
- 5:07Speaker 2: come un semplice mezzo. La volontà vuole istituire la legge,
- 5:12Speaker 2: ma vuole che l'essere sensibile a cui la volontà appartiene
- 5:15Speaker 2: si sottometta ad essa. L'idea di legge evoca quindi quella
- 5:19Speaker 2: di sottomissione, un paradosso difficilissimo da risolvere. E allora ci
- 5:24Speaker 2: prova attraverso l'idea di autonomia. La morale deve essere autonoma,
- 5:28Speaker 2: radicarsi in una libera decisione del soggetto. E qui c'è
- 5:32Speaker 2: il punto decisivo di tutto questo ragionamento. Qui Kant diventa
- 5:36Speaker 2: veramente un faro che dovremmo seguire anche oggi. L'adozione del
- 5:40Speaker 2: criterio dell'autonomia ha effetti sociali di grande rilievo. L'etica kantiana
- 5:45Speaker 2: esclude ogni azione lesiva dei diritti degli altri, rimuovendo gli
- 5:49Speaker 2: interessi personali e le finalità egoistiche. Il dovere essere appare
- 5:54Speaker 2: come l'assunzione da parte di ciascuno, nella propria coscienza, della
- 5:58Speaker 2: volontà di felicità dell'altro. L'altro entra nell'azione morale, una volta
- 6:04Speaker 2: che è assunto nella coscienza di chi lo riconosce e
- 6:06Speaker 2: se ne prende cura. La legge morale dentro di noi
- 6:11Speaker 2: non deriva da nulla di anteriore, se non dal fatto
- 6:14Speaker 2: che siamo esseri liberi, possiamo liberamente scegliere. La legge morale
- 6:18Speaker 2: solleva l'uomo da ogni senso di effimero e di caducità dell'esistenza.
- 6:24Speaker 2: Noi siamo sempre in lotta tra due forze che vorrebbero
- 6:26Speaker 2: prevalere l'una sull'altra e che dobbiamo cercare di equilibrare. In
- 6:31Speaker 2: questo consiste la nostra essenza di essere liberi e morali.
- 6:35Speaker 2: Se fossimo soltanto istinto, non avremmo alcun merito nel comportarci
- 6:38Speaker 2: in un certo modo. Se fossimo mossi soltanto dalla ragione,
- 6:42Speaker 2: non saremmo meritevoli per le azioni corrette. L'uomo si agita
- 6:46Speaker 2: nel mondo, lotta, mosso da ambizione, orgoglio, non per conseguire
- 6:50Speaker 2: la felicità, ma per esprimere ciò che è e per
- 6:53Speaker 2: rivendicare i propri diritti. La moralità non è altro che
- 6:57Speaker 2: una costrizione che sentiamo operante dentro di noi. È una
- 7:01Speaker 2: legge universale, assoluta, incondizionata. Oppure, anche se per Kant è incondizionata,
- 7:07Speaker 2: agisce sempre all'interno di un essere umano finito e dunque
- 7:11Speaker 2: influenzato dalla sua condizione. Ecco perché la ragione è sempre
- 7:15Speaker 2: in lotta con la parte sensibile dell'uomo che le oppone
- 7:18Speaker 2: resistenza e fa sì che tale legge assuma la forma
- 7:21Speaker 2: del dovere. L'etica di Kant è quindi prescrittiva e non descrittiva.
- 7:27Speaker 2: Non riguarda l'uomo qual è, ma l'uomo come dovrebbe essere,
- 7:30Speaker 2: non come si comporta, ma come dovrebbe comportarsi. Eppure questa
- 7:36Speaker 2: necessità non nega la libertà, anzi la potenzia. Nella tensione
- 7:40Speaker 2: tra ragione e sensibilità c'è la consapevolezza che si debbano
- 7:43Speaker 2: vincere le proprie inclinazioni naturali, ma che vi si possa
- 7:47Speaker 2: anche cedere, così come possano essere violate le disposizioni che
- 7:51Speaker 2: impone la ragione. Dice Kant, siamo sì una piccolissima cosa dell'universo,
- 7:57Speaker 2: eppure la dignità umana ci è costitutiva, è ciò che
- 8:01Speaker 2: non ci fa prostrare o umiliare. La dignità dell'uomo è
- 8:05Speaker 2: quindi un fatto incontrovertibile. Affonda nella coerenza interiore, presupposto essenziale
- 8:11Speaker 2: di ogni comportamento virtuoso, di ogni azione, la cui forza
- 8:15Speaker 2: non sia nella conformità alla legge esterna, alle convenzioni, ma
- 8:19Speaker 2: unicamente alla norma il cui fondamento è nella ragione. Le
- 8:24Speaker 2: formule dell'imperativo categorico, proprio perché formali e non condizionate da
- 8:30Speaker 2: alcun contenuto, possono costituire una guida valida in ogni tempo,
- 8:36Speaker 2: Quando Kant scrive, opera in modo che la massima della
- 8:39Speaker 2: tua volontà possa valere in ogni tempo come principio di
- 8:43Speaker 2: una legislazione universale. Non ci sta dicendo cosa dobbiamo fare
- 8:48Speaker 2: nello specifico, ma proprio per questo ci dà un riferimento
- 8:52Speaker 2: valido per qualsiasi nostra azione. Seguendo questo imperativo, sarebbe impensabile
- 8:58Speaker 2: sterminare un intero popolo, come sta succedendo a Gaza. oppure discriminare,
- 9:03Speaker 2: picchiare o uccidere una persona solamente per il suo orientamento
- 9:07Speaker 2: sessuale o il colore della sua pelle. Non troverebbero cittadinanza
- 9:12Speaker 2: nel nostro quotidiano fenomeni come il caporalato o lo sfruttamento
- 9:16Speaker 2: della prostituzione. Non ci verrebbe mai in mente di colpire
- 9:20Speaker 2: in alcun modo una persona più debole, perché questo legittimerebbe
- 9:24Speaker 2: chiunque a farlo su di noi. In generale dentro di
- 9:28Speaker 2: noi germinerebbe sempre un sentimento positivo ogni volta che andassimo
- 9:33Speaker 2: a ledere la dignità altrui. Quante volte, dopo un'azione scorretta,
- 9:39Speaker 2: abbiamo cercato di trovare degli alibi al senso di colpa
- 9:41Speaker 2: che proviamo. Ed è in quel disagio che è rappresentato
- 9:45Speaker 2: quello che siamo, la nostra moralità e la nostra libertà.
- 9:49Speaker 2: Se avvertiamo quella sensazione di inadeguatezza è perché sentiamo che
- 9:53Speaker 2: nel fondo della nostra coscienza avremmo dovuto comportarci diversamente. È
- 9:58Speaker 2: lì che scopriamo di essere liberi, La persona che cercasse
- 10:02Speaker 2: di rispondere a quel comando, che volesse obbedire alla legge morale,
- 10:06Speaker 2: vivrebbe le mille difficoltà di un'esistenza sempre in bilico tra
- 10:10Speaker 2: scacco e sacrificio, difficilmente felice. Ma non è la felicità
- 10:15Speaker 2: il fine della vita umana. Di chi non può fare
- 10:18Speaker 2: a meno di essere com'è. Di chi tra la comodità
- 10:20Speaker 2: della superficialità e la fatica dell'approfondimento sceglie di essere. Di
- 10:25Speaker 2: chi sceglie di resistere, in nome di una tensione ideale.
- 10:28Speaker 2: di una pulsione di verità sempre più difficile da sostanziare
- 10:32Speaker 2: in un'epoca di cedimento come quella che stiamo vivendo. C'è
- 10:36Speaker 2: ancora chi resiste e non dimentica che dopo di lui
- 10:39Speaker 2: c'è una generazione che si troverà in eredità un mondo
- 10:43Speaker 2: in cui dovrà poter continuare a vivere e a credere.
- 10:46Speaker 2: C'è qualcosa in ognuno di noi che ci aiuta a
- 10:48Speaker 2: non smarrire la strada e a vigilare sull'umanità di tutti
- 10:52Speaker 2: gli esseri pensanti. È anche per questo che esistono le leggi.
- 10:58Speaker 2: Non sono solo restrizioni, sono condizioni necessarie per vivere insieme,
- 11:03Speaker 2: per evitare che la libertà degeneri. E non è un
- 11:06Speaker 2: caso che l'uomo abbia bisogno di regole. Siamo esseri fragili,
- 11:09Speaker 2: pieni di inclinazioni e bisogni. Non siamo perfetti e soprattutto
- 11:13Speaker 2: non siamo in grado di prevedere tutte le conseguenze delle
- 11:16Speaker 2: nostre azioni. Il nostro intelletto è limitato. E proprio per
- 11:21Speaker 2: questo ci affidiamo a principi, a norme, a criteri generali.
- 11:25Speaker 2: Il cosiddetto patto sociale, la società, In fondo serve anche
- 11:29Speaker 2: a questo, a compensare le nostre debolezze. Le regole morali
- 11:33Speaker 2: non ci impongono cosa fare in ogni singolo caso, ma
- 11:36Speaker 2: tracciano dei confini. Ci dicono fin dove possiamo spingerci senza
- 11:40Speaker 2: danneggiare gli altri. E dentro questi confini si muove la
- 11:44Speaker 2: nostra coscienza individuale. Una coscienza che per Kant rimane molto misteriosa,
- 11:49Speaker 2: difficile da conoscere fino in fondo. Ma che si orienta
- 11:54Speaker 2: grazie a un principio fondamentale, l'universalità. Devo chiedermi sempre, ciò
- 12:00Speaker 2: che sto facendo potrebbe valere per tutti? Se la risposta
- 12:04Speaker 2: è no, allora forse non è moralmente giusto. Essere liberi, quindi,
- 12:09Speaker 2: significa anche assumersi un rischio. La libertà non è quasi
- 12:12Speaker 2: mai sicurezza, è apertura all'imprevedibile. Eppure, quando le nostre azioni
- 12:17Speaker 2: sono coerenti con la nostra coscienza, quando viviamo in armonia
- 12:21Speaker 2: con ciò che riteniamo giusto, nasce qualcosa di importante, quasi
- 12:25Speaker 2: di magico, una forma profonda di benessere interiore. Ecco, quella
- 12:30Speaker 2: forse è la felicità. Ma Kant ci mette in guardia
- 12:34Speaker 2: da un errore comune. Nella sua critica della ragion pratica,
- 12:37Speaker 2: definisce la felicità come lo stato di un essere razionale
- 12:42Speaker 2: a cui tutto accade secondo la sua volontà e il
- 12:44Speaker 2: suo destino lungo l'intera vita. Sembra una definizione intuitiva, ma
- 12:49Speaker 2: contiene dei significati sorprendenti. Per Kant la felicità non coincide
- 12:53Speaker 2: col piacere, non è soddisfare i propri desideri, o in
- 12:56Speaker 2: seguire le proprie inclinazioni. La ragione può accettare la felicità
- 13:01Speaker 2: solo se accompagnata da una buona condotta morale. In altre parole,
- 13:05Speaker 2: non basta essere felici, bisogna anche essere degni di esserlo.
- 13:10Speaker 2: Ed è qui che entra in gioco la virtù. La
- 13:12Speaker 2: virtù non è una costrizione, non è subire una legge
- 13:15Speaker 2: contro la propria volontà, è al contrario la forza morale
- 13:19Speaker 2: di scegliere il proprio dovere liberamente. L'uomo non è schiavo
- 13:24Speaker 2: della legge morale, è libero, proprio perché decide di seguirla.
- 13:28Speaker 2: Questo però ci porta a una realtà più difficile. Nel
- 13:31Speaker 2: mondo in cui viviamo, spesso misuriamo il valore delle persone
- 13:34Speaker 2: con criteri esterni, visibilità, successo, consenso. Ma Kant ci ricorda
- 13:40Speaker 2: qualcosa di fondamentale. Come abbiamo già detto, l'essere umano non
- 13:44Speaker 2: è mai un mezzo, è un fine. E dimenticare questo
- 13:48Speaker 2: significa perdere il senso della dignità. Forse allora la felicità
- 13:52Speaker 2: non è qualcosa che si conquista direttamente. Forse è una
- 13:56Speaker 2: conseguenza di altro, una conseguenza di una vita vissuta con autonomia,
- 14:01Speaker 2: responsabilità e rispetto della legge morale. A volte questo comporta rinunce,
- 14:06Speaker 2: a volte significa non essere felici nell'immediato. Ma ci rende
- 14:11Speaker 2: indietro qualcosa di più importante, ci rende degni di esserlo.
- 14:15Speaker 2: E forse è proprio questo il punto centrale. La vera
- 14:18Speaker 2: felicità non è solo stare bene, è poter dire, guardandosi dentro,
- 14:23Speaker 2: Ho scelto liberamente, ho rispettato gli altri e ho rispettato
- 14:27Speaker 2: me stesso.